MIT, fotografia 3D in un femtosecondo

I ricercatori dell'istituto statunitense creano un sistema di scansione tridimensionale in grado letteralmente di guardare "dietro gli ostacoli"

Roma – Il professore Ramesh Raskar e il suo Media Lab (presso il MIT) hanno messo a punto un nuovo prodigio fatto di luce e tecnologia avanzata: già autore di un sistema di motion capture a buon mercato , il team di Raskar ha creato quello che viene definito un “sistema di imaging transiente al femtosecondo”, vale a dire una fotocamera in grado di catturare istantanee temporali di oggetti e persone presenti dietro angoli, porte e ostacoli inaccessibili .

Il sistema di femtofotografia, sviluppato dal ricercatore Ahmed Kirmani, funziona proiettando una serie di 12 o più pulsazioni laser ogni femtosecondo (o millesimo di nanosecondo): la luce del laser rimbalza sugli ostacoli come l’illuminazione di una torcia, raggiunge gli obiettivi da fotografare e poi rimbalza indietro per essere infine elaborata dal software integrato sulla fotocamera. Il risultato finale rappresenta un’immagine 3D dell’oggetto o della persona nascosti alla vista diretta dell’osservatore.

“Nella stessa maniera in cui una tomografia computerizzata può rivelare che cosa c’è all’interno del corpo umano, scattando fotografie multiple in diverse posizioni usando una fonte ai raggi-X” spiegano i ricercatori, “noi possiamo fotografare quello che si nasconde dietro la linea visiva facendo brillare il laser in diversi punti su una superficie riflettente”. E senza l’uso dei pericolosi raggi-X .

Kirmani e colleghi sostengono che sarà possibile realizzare un sistema portatile di femtofotografia nel giro di un paio d’anni, e per quanto riguarda le applicazioni pratiche c’è solo l’imbarazzo della scelta. “Si potrebbe generare una mappa prima di avventurarsi in un luogo pericoloso come un palazzo che va a fuoco – spiegano dal MIT – o magari un’auto robotica potrebbe usare il sistema per calcolare il percorso da seguire dietro a un angolo prima di girare”.

Alfonso Maruccia

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  • v67 scrive:
    pop corn direttamente sulle piante
    come da oggetto, il wi-fi è micronde, che vi aspettavate?
  • Burger King scrive:
    Diffidare
    ...delle notizie riportate senza link diretti alla fonte, che in questo caso è qui: http://translate.google.com/translate?hl=it&sl=nl&tl=en&u=http%3A%2F%2Fwww.wageningenuniversity.nl%2FNL%2Fnieuwsagenda%2Fnieuws%2FBomen101120.htm (tradotta in inglese)La conclusione è:"An association between the studied wifi radiation and the wide range of symptoms in adult trees can not be explicitly placed on the basis of the present study." Sembra che anche gli autori non siano molto convinti dei risultati (che peraltro potrebbero essere causati da tante altre cose, a cominciare dall'inquinamento atmosferico)...Comunque di antenne cellulari ce ne sono tante in giro (le wifi sono un po' più rare): qualcuno ha notato una moria di alberi intorno?
  • radioattivo scrive:
    E i cellulari...
    Mi sembra un po' un paradosso che ci si preoccupi del wifi, quando è indubbio che il cellulare utilizzi delle potenze e delle frequenze molto maggiori...
  • Il tristo mietitore scrive:
    Nulla di nuovo all'orizzonte
    Che le onde facessero male lo si è sempre saputo.Addirittura tempo fa lessi di un uomo in America che, proprio per un lungo periodo di esposizione alle onde elettromagnetiche, arrivò al punto di sentire un fastidiosissimo "fischio" nelle orecchie ogni qualvolta si avvicinasse in una zona ove è attivo il wi-fi.Una specie di wi-fi detector umano.Non esistono allarmismi perché il problema c'è sempre stato, una volta con le antenne televisive, oggi con i cellulari, wi-fi e tutto ciò che fa passare dati via aria.L'unica speranza è un vaccino contro i tumori.
  • Flavio scrive:
    forse....
    Ma se fa male agli alberi, non farà male anche all'uomo? Può anche essere che provochi problemi a lungo raggio, dopo un bel pò di tempo. Meglio ricercare. Per fortuna all'estero ancora lo fanno invece di tagliare perchè la cultura non fà mangiare!!
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