Modifiche Urbani? Han vinto le major

di Andrea Rossato - Pubblicati gli emendamenti alla normativa che, in sostanza, riportano tutto alla situazione di partenza, a suo tempo già denunciata dal popolo della rete. Ma ora sembrano una vittoria


Roma – Una legge o grida di manzoniana memoria? “La norma legislativa, o il giudizio del giudice, o il responso del prudente, soggiacciono ad una esigenza che è schiettamente scientifica: se si formulano come proprie non meno che si registrano come altrui, pretese fallaci, ossia non corrispondenti a comportamenti probabili, non si raggiungerà né lo scopo di descrivere, né quello di determinare, in qualche misura, il mondo delle pretese. Le grida manzoniane sono appunto un esempio di questo insuccesso, e quindi di questo limite della norma legislativa”.

Queste parole di Bruno Leoni , scritte nel 1962 (oggi sono in molti a sostenere tesi analoghe), mi tornano alla mente nell’accingermi a commentare le ultime novità su quel mostriciattolo giuridico che va sotto il nome di Decreto Urbani-Carlucci. Qualche giorno fa sono state pubblicate , ad opera del collaboratore parlamentare del senatore Cortiana dott. Zammataro, le ipotesi di modifica al decreto, ora legge dello Stato.

Prima di analizzarle, brevemente, mi pare di dover segnalare che, ad alcuni mesi di distanza, non si hanno notizie delle applicazioni temute all’indomani dell’approvazione del provvedimento . Le reti di file-sharing continuano ad essere popolate dalle ultime novità discografiche e cinematografiche, segno che sanzionare un comportamento tanto diffuso ha lo stesso senso che vietare le nevicate sulla Salerno – Reggio Calabria.
Attendiamo allora il decreto del ministro competente, quello dei temporali.
Potremmo quindi concludere che discorrere delle modifiche ad una grida manzoniana ha il solo scopo di concorrere futilmente alla deforestazione dovuta alla produzione della carta. Ma siamo nell’era digitale, e non abbiamo alberi sulla coscienza. Per cui procediamo.

Punto Informatico ha sempre tenuto accesa l’attenzione sulle vicende delle norme in oggetto, e non tedierò, pertanto, il mio lettore riproponendo una storiella tanto grottesca. Entrerò subito in media res.

Le modifiche su cui si discute avrebbero i seguenti effetti:

– l’art. 171-ter torna a sanzionare solo le condotte poste in essere per uso non personale e con fini di lucro, quindi di un incremento finanziario netto del proprio patrimonio: finirà in galera per un periodo oscillante tra 1 e 4 anni chi commercia , anche mediante reti telematiche, in beni protetti dal diritto d’autore, senza che la pubblica accusa debba dimostrare il numero di copie cedute;

– la condotta di chi condivide opere protette, di chi, cioè, pratica quella forma di perversione e crimine contro l’umanità – furto di emozioni – in maniera attiva e passiva, scaricando e lasciando scaricare ad altri (“diffonde o mette a disposizione del pubblico”), commetterà un delitto punibile con una multa dai 50 ai 2000 euro. Potrà però accedere all’oblazione, una forma di estinzione del reato, evitando cosí di sporcarsi la fedina penale;

– chi pratica la perversione ed il crimine in modo solo attivo, si limita cioè a scaricare , rientrerà nell’art. 174-bis: sanzione amministrativa;

– sparisce il bollino virtuale, prima ancora di aver visto la luce.

È interessante rilevare come, nella sostanza, questa fosse la prima versione del decreto proposto dal Ministro della cultura, impianto normativo che pareva essere stato sconfitto, proprio grazie allo scoop di Punto Informatico e all’indignazione che tali norme, sebbene solo ventilate, avevano prodotto. Un ritorno al passato che dovrebbe avere il sapore di una vittoria del cosiddetto popolo della rete . Si potrebbe ben esserne perplessi.

Quindi: il Ministro minaccia una norma in sintonia con la sua concezione del furto, ma poi decide che per questi delitti sia sufficiente una sanzione amministrativa. Il legislatore si sbaglia e pensando di ammorbidire ulteriormente il provvedimento finisce col trattare i file-sharers “come meritano”, ripensandoci quando è troppo tardi e promettendo di redimersi. La redenzione ci riporta al punto di partenza, con una differenza: tutti hanno vinto. Pare di essere di fronte ad una sceneggiatura ben studiata ed articolata sin dal principio. Ma una cosí superba strategia sembra improbabile, visti gli attori in campo.

Allora? Chi deve prepari i capponi.

Andrea Rossato
(email: andrea.rossato AT ing.unitn.it)

di Andrea Rossato vedi anche:
La proprietà intellettuale è davvero proprietà?
Murdoch, la volpe e… il diritto d’autore

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  • Anonimo scrive:
    Divertente essere inglese?
    Ho il rispetto piu' assolut per Barners Lee, ma...e' molto divertente essere inglese?Oh poverino! Non ha mai provato ad essere un italiano :p(A parte gli scherzi: premio meritatissimo ;) )CoD
  • Anonimo scrive:
    Creato su NeXT.....
    ....e goduto su Apple Macintosh ;)Chi è quell'inglese davanti al Titanium?http://www.phphuoc.htmedsoft.com/it_ito/whatisit/www/index_files/image002.jpg:D :D :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Creato su NeXT.....
      http://www.w3.org/People/Berners-Lee/"If I use slides (I often do not) I use a laptop -- currently a Mac running OSX. I do not need audio from the laptop."
      • Anonimo scrive:
        Re: Creato su NeXT.....
        - Scritto da: Anonimo
        www.w3.org/People/Berners-Lee /

        "If I use slides (I often do not) I use a
        laptop -- currently a Mac running OSX. I do
        not need audio from the laptop."Certo, sono due frasi diverse, c'è un punto frammezzo, come puoi ben vedere, ma dato che non ci arrivi da solo, te lo spiego.Il signor Berners-Lee parla dei requisiti Audio/Video per le sue conferenze, e dice:1) If I use slides (I often do not) I use a laptop -- currently a Mac running OSX.Traduzione: Se dovessi usare dei lucidi ( spesso non lo faccio ), userei un laptop -- attualmente un Mac con OSX.2) I do not need audio from the laptop.Traduzione: Non ho bisogno di amplificare l'audio del laptop.Questo significa che se tu lo vuoi chiamare ad una conferenza ( ma se lo chiamassi tu è certo che non verrebbe ), il signor Berners-Lee non userà l'uscita audio del suo portatile, non ci sarà bisogno di amplificarlo.Magari avrà solo bisogno di un microfono per parlare.Per quanto riguarda le macchine Macintosh, anche per esperienza personale, posso dirti che sono eccezionali e l'audio c'è e funziona molto bene. ( D'altronde o usi un Mac o usi un Windows crash permettendo, o che altro? Niente, per ora. Linux? Cosa ? ahHAHAHAHAH!! Simpatico!!! )Cosa c'è di così tanto strano in quella frase che hai dovuto riportarla? Cosa ci hai visto dentro, qualche fantasma? Eh sì, è proprio vero che ognuno vede quello che gli pare, povera obiettività, quando madre Natura la distribuisce, molti rimangono fuori dalla porta.
        • mr_setter scrive:
          Re: Creato su NeXT.....
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          www.w3.org/People/Berners-Lee /



          "If I use slides (I often do not) I use
          a

          laptop -- currently a Mac running OSX.
          I do

          not need audio from the laptop."

          Certo, sono due frasi diverse, c'è un
          punto frammezzo, come puoi ben vedere, ma
          dato che non ci arrivi da solo, te lo
          spiego.

          Il signor Berners-Lee parla dei requisiti
          Audio/Video per le sue conferenze, e dice:

          1) If I use slides (I often do not) I use a
          laptop -- currently a Mac running OSX.

          Traduzione: Se dovessi usare dei lucidi (
          spesso non lo faccio ), userei un laptop --
          attualmente un Mac con OSX.

          2) I do not need audio from the laptop.

          Traduzione: Non ho bisogno di amplificare
          l'audio del laptop.

          Questo significa che se tu lo vuoi chiamare
          ad una conferenza ( ma se lo chiamassi tu
          è certo che non verrebbe ), il signor
          Berners-Lee non userà l'uscita audio
          del suo portatile, non ci sarà
          bisogno di amplificarlo.

          Magari avrà solo bisogno di un
          microfono per parlare.

          Per quanto riguarda le macchine Macintosh,
          anche per esperienza personale, posso dirti
          che sono eccezionali e l'audio c'è e
          funziona molto bene. ( D'altronde o usi un
          Mac o usi un Windows crash permettendo, o
          che altro? Niente, per ora. Linux? Cosa ?
          ahHAHAHAHAH!! Simpatico!!! )

          Cosa c'è di così tanto strano
          in quella frase che hai dovuto riportarla?
          Cosa ci hai visto dentro, qualche fantasma?
          Eh sì, è proprio vero che
          ognuno vede quello che gli pare, povera
          obiettività, quando madre Natura la
          distribuisce, molti rimangono fuori dalla
          porta.Credo volesse semplicemente dire che T.B.L. usa un Mac! Punto! Le interpretazioni varie con condimento di battute sono tue....Sani! :-)
        • ammatwain scrive:
          Re: Creato su NeXT.....
          uff...uno sceglie cio' che gli serve...Ad esempio:http://www.hawking.org.uk/text/disable/computer.htmlChe vuol dire? Niente.
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