Monaco dà il via al piano Linux

Rompendo gli indugi, Monaco ha ufficialmente varato il piano di migrazione a Linux, progettone che andrà dunque dritto per la sua strada nonostante le preoccupazioni legate alla nuova e imminente legge europea sui brevetti
Rompendo gli indugi, Monaco ha ufficialmente varato il piano di migrazione a Linux, progettone che andrà dunque dritto per la sua strada nonostante le preoccupazioni legate alla nuova e imminente legge europea sui brevetti


Monaco (Germania) – E’ un sì a Linux e al software open source senza più riserve quello pronunciato dal consiglio comunale di Monaco di Baviera.

Sebbene il piano per la migrazione a Linux fosse già stato approvato dalla giunta prima dell’estate, il Comune di Monaco ne ha poi sospeso l’attuazione a causa di alcuni timori legati alla possibilità che Linux infranga certi brevetti. Timori alimentati soprattutto dall’imminente approvazione dell’ormai ben nota direttiva che dovrebbe portare in Europa i brevetti all'”americana”, direttiva che getta un’ombra minacciosa su tutto il mondo open source.

Proprio di recente la società Open Source Risk Management (OSRM) ha pubblicato un rapporto in cui afferma che Linux infrange, almeno potenzialmente, 283 tecnologie proprietarie, tra cui 27 appartenenti a Microsoft.

Tali stime, seppure poco rassicuranti, non hanno influenzato la decisione del municipio bavarese che, rassicurato dal risultato di uno studio interno, negli scorsi giorni ha dato il via ufficiale al proprio piano di migrazione a Linux.

“Abbiamo commissionato ad un gruppo di esperti di legge uno studio che valutasse le implicazioni derivanti dall’uso di Linux in relazione alla proposta di legge dell’Unione Europea”, ha spiegato Stefan Hauf, un portavoce del Comune di Monaco. “Gli esperti sono arrivati alla conclusione che il rischio che Linux violi dei brevetti è assai modesto, e in ogni caso analogo al rischio corso da quasi ogni utente di software”.

Lo studio è stato condotto da Bernhard Frohwitter, uno dei massimi esperti europei in materia di proprietà intellettuali, insieme ad altri avvocati del Municipio di Monaco.

Anche il Governo tedesco, consultato dai rappresentati della città di Monaco, ha confermato il proprio sostegno all’introduzione del software open source all’interno della pubblica amministrazione, un appoggio che sembra dunque sfidare l’approvazione della nuova legislazione europea sui brevetti.

Monaco ha stretto proprio di recente una collaborazione con Vienna per armonizzare i rispettivi piani di migrazione all’open source e scambiarsi le reciproche esperienze. Monaco prevede di portare Linux e altri software open source su circa 14.000 computer entro 4 anni, mentre Vienna conta di migrare a Linux poco più di 7.000 macchine entro la fine del 2005.

Per maggiori dettagli sul progetto varato dalla città di Monaco è possibile leggere il recente approfondimento pubblicato su Punto Informatico.

Proprio di recente hanno annunciato rotte di avvicinamento al software open source anche il Ministro delle Finanze danese e il Ministro della Difesa francese, mentre in Venezuela il presidente Chavez ha confermato l’attuazione di quella politica, annunciata due anni fa , per dare priorità all’uso del software aperto rispetto a quello chiuso.

“Questa decisione – ha dichiarato Chavez – ha lo scopo di ottenere un’indipendenza scientifica nazionale e per cessare la nostra dipendenza dal software proprietario, perché la conoscenza non ha proprietari, e il copyright è una trappola del neoliberalismo”.

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30 09 2004
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