Mono lascia la GPL. Nel nome di Intel e HP

Il progetto Mono, versione open source di .NET, adotterà una licenza meno restrittiva della GPL per aprire la strada a collaborazioni con Intel e HP. Una mossa controversa che potrebbe però attirare altri giganti del settore
Il progetto Mono, versione open source di .NET, adotterà una licenza meno restrittiva della GPL per aprire la strada a collaborazioni con Intel e HP. Una mossa controversa che potrebbe però attirare altri giganti del settore


San Francisco (USA) – Mono , il progetto capeggiato da Ximian per lo sviluppo di una versione open source di Microsoft.NET, sta per compiere un passo controverso. Al fine di rendere possibile la collaborazione al progetto di alcune grosse aziende, fra cui Intel e HP, Ximian intende infatti modificare la licenza del cuore di Mono da GPL/LGPL a X11.

Sebbene entrambe siano licenze “free-software”, X11 differisce dalla GPL per un punto cruciale: essa non obbliga gli sviluppatori a rendere note pubblicamente le proprie modifiche o aggiunte al codice di un software open source.

Ximian intende “avvolgere” nella nuova licenza la libreria di classi di Mono, una delle parti più cospicue del progetto.

Miguel de Icaza, co-fondatore e CTO di Ximian, sostiene che il passaggio alla licenza X11 faciliterà l’entrata nel progetto di Intel e HP, due colossi che intendono contribuire all’iniziativa con grosse porzioni di codice. Questa licenza dovrebbe poi permettere, secondo De Icaza, l’utilizzo di Mono sui device embedded: egli sostiene che una licenza come la GPL, che obbliga chiunque a rendere il codice sorgente modificabile, andrebbe in conflitto con la mancanza, nella stragrande maggioranza dei dispositivi embedded, di una tastiera con cui poter accedere al codice.

La decisione di Ximian non piace, com’era prevedibile, a Richard Stallman, il fondatore del movimento Free Software. Stallman ritiene infatti che una licenza più permissiva della GPL come la LGPL sarebbe stata ideale per lo scopo. E ha affermato che questa licenza infatti da un lato avrebbe permesso agli sviluppatori di far interagire le proprie librerie con altre librerie non-free e dall’altro avrebbe però evitato la “chiusura” del codice, una concessione che egli considera “assolutamente non necessaria”.

Intel ha comunque promesso che il codice da lei sviluppato in seno al progetto Mono verrà reso completamente modificabile e riutilizzabile dalla comunità open source, un impegno che HP non ha ancora ufficialmente preso.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

28 01 2002
Link copiato negli appunti