Morpheus rialza la testa

Dopo averla chinata sotto i colpi dell'industria discografica ora i produttori del celebre software annunciano che sono in arrivo nuove funzionalità di sharing per i p2pisti


Roma – Chi pensava che uno dei grandi nomi del file-sharing, Morpheus, avesse concluso la propria esistenza, dovrà ricredersi. StreamCast Networks, che distribuisce il client peer-to-peer, ha infatti dichiarato di aver quasi concluso lo sviluppo di una nuova versione del software, con caratteristiche che difficilmente incontreranno il favore delle major della musica.

L’azienda, da tempo in guerra proprio con i grandi produttori musicali, ha anticipato che la prossima edizione di Morpheus potrà essere gestita anche in automatico, consentendo di “programmare” il PC e lasciare che ricerchi in rete sulle liste di utenti interconnessi i file desiderati per poi prelevarli senza ulteriori interventi dell’utente.

Questi automatismi saranno anche estesi all’utilizzo dei gruppi di utenti e server, in modo tale che ricercando un certo file, Morpheus da solo analizzerà quanto si trova in ciascun “network” a cui potrà accedere saltando da un network all’altro fino a quando non l’avrà trovato. Una funzionalità avanzata che, secondo StreamCast, consentirà di trovare quelle registrazioni rare che non si trovano nei negozi. Va da sé, però, che potrà essere utilizzata anche per individuare e scaricare file coperti da copyright.

Per riuscire nell’intento di riguadagnare il favore del pubblico che per lungo tempo ha premiato Morpheus, StreamCast dovrà però anche superare le grane legali che proprio nei prossimi due o tre mesi potrebbero portare, secondo alcuni analisti, alla chiusura dell’azienda tout-court.

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  • Anonimo scrive:
    rsa
    credo di non aver capito del tutto la polvere che si sta alzando intorno a questi servizi...la cifratura a chiave pubblica è il fulcro di questo servizio, ovvero dal punto di vista della sicurezza non si aggiunge nulla di nuovo.si vuole solo facilitarne l'uso per l'utente. ma dovrebbe essere scontato che, se diverse parti approfittano di una tecnologia, la condividono.insomma, voglio dire che tutte queste incompatibilità sono artificiose, imposte aleatoriamente secondo logiche di mercato, per fare soldi.è ridicolo che poi proprio loro affermano che in questo modo l'utente sarà agevolato...dal mio punto di vista è la rsa stessa che ha toppato. sono loro che dovrebbero 'alzarsi' di un livello di astrazione ed offrire servizi un pò più completi, in modo tale che tutti questi approfittatori non hanno ragione d'essere.ps in questo caso è la ms che ha prima introdotto il passport, e la sun sta solo reagendo, ma secondo le stesse logiche di mercato, sbagliando quindi allo stesso modo. forse ci vorrebbe una soluzione xml + open. vedo già all'orizzonte una nuova battaglia tra colossi... vinta da ms, come al solito...
  • Anonimo scrive:
    SAML
    ovvero: un (buon) tentativo per minare alla base la portabilità dei Web Service. Non contenta (giustamente) del ritardo accumulato rispetto a IBM e MS su questo terreno, Sun se ne frega del W3C, "pompa" il consorzio OASIS, e prova a "insabbiare" WS-SECURITY che, a differenza di SAML, è già utilizzato da mesi dai WS toolkit più diffusi...Bah, ci vuol coraggio a chiamarla "Liberty Alliance". Risposte _tecniche_ ben accette, prego astenersi troll, flamer e perditempo vari.
    • lordauberon scrive:
      Re: SAML

      Bah, ci vuol coraggio a chiamarla "Liberty
      Alliance". Risposte _tecniche_ ben accette,
      prego astenersi troll, flamer e perditempo
      vari.E' un settore troppo "fringe" per aspettarsi tante opinioni! Perche' non proponi una relazione da pubblicare alla redazione ?
      • Anonimo scrive:
        Re: SAML

        E' un settore troppo "fringe" per aspettarsi
        tante opinioni! Perche' non proponi una
        relazione da pubblicare alla redazione ?perchè per scrivere qualcosa di serio serve tempo, ed io (come + o - tutti) non ho il tempo da dedicare ad una attività di questo tipo. E l'idea di produrre "in fretta2 qualcosa di impreciso non fa parte delle mie abitudini... :-)Inoltre, non concordo con la tua definizione: i WS non sono nè un settore di nicchia (fringe), nè una tecnologia "nuova", ma si basa su protocollo ormai consolidati. SOAP 1.0, per esempio, risale al 98, quando solo MS e DevelopMentor ci avevano creduto. Bisogna poi dare adito ad IBM di aver capito l'importanza dei WS e di aver contribuito alla definizione di SOAP 1.1, che la triade DevelopMentor-IBM-MS (in rigoroso ordine alfabetico) ha poi "donato" al W3C. Una specifica chiara, aperta, ormai consolidata e che Sun si è ostinata ad ignorare fino a poco tempo fa.Il che non fa una grinza, visto che sposta il terreno dalla "portabilità" promessa da Java alla "interoperabilità" offerta dai WS. In poche parole, Sun non può essere molto felice dell'affermazione dei WS, che ormai vengono adottati da aziende tutt'altro che banali: Amazon, General motors, Google, Tiscali... tanto per fare qualche nome.Il problema è che la "sicurezza" dei WS era già oggetto delle specifiche WS-SECURITY definite da GXA, e l'idea di fare un passo indietro perchè qualcuno "rema contro" non mi pare una idea felice: insomma, SAML non mi piace proprio, e nemmeno mi piaccioni "cartelli" quali OASIS e WS-I, visto che per definire le specifiche bastano IETF, W3C e (a volte) ECMA. La soluzione (vedi IBM, MS, Netscape) dovrebbe essere quella di collaborare con loro, e non quella di fregarsene e rifarsi il lavoro in casa per fare "cartello".just my 2 (euro)cents
    • Anonimo scrive:
      Re: SAML
      Due precisazioni:WS-Security è sottoposto a OASIS per il processo di standardizzazione. Non è una specifica di W3C ma di OASIS. SAML puo' essere utilizzato come un security token in ws-security: capitolo 3 della specifica sui xml-tokens di ws-security-
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