Mozilla e Opera insieme sulle Web form

In nome dell'interoperabilità e degli standard aperti, Mozilla Foundation abbraccia una specifica libera sviluppata da Opera Software che estende lo standard delle Web form. Verrà sottoposta al W3C
In nome dell'interoperabilità e degli standard aperti, Mozilla Foundation abbraccia una specifica libera sviluppata da Opera Software che estende lo standard delle Web form. Verrà sottoposta al W3C


Roma – I due massimi rivali di Microsoft sul mercato dei browser Web, Mozilla Foundation e Opera Software , hanno unito le proprie forze per promuovere una specifica tecnica che nei prossimi giorni verrà sottoposta al vaglio del W3C.

Le due partner, l’una sviluppatrice del browser open source Mozilla e l’altra creatrice del noto browser commerciale Opera, hanno redatto una proposta con cui sperano di contribuire a standardizzare il mondo delle Web application e favorire, in questo modo, l’interoperabilità fra i browser.

La specifica, chiamata ” Web Forms 2.0 “, è in buona sostanza un’estensione delle form definite all’interno dell’attuale standard HTML 4.01 che si applica anche agli user agent XHTML. Il documento, ancora in fase di working draft, fornisce nuovi campi di input, attributi e interfacce ed eventi DOM, inoltre fa sue alcune diffuse pratiche che, fino ad oggi, non erano mai state documentate.

Web Forms 2.0 promette di poter essere implementato anche sui dispositivi con poche risorse, di facilitare la creazione di form anche a chi possiede una conoscenza limitata di XML, di semplificare la validazione dei dati e la loro tipizzazione, e di fornire maggiori possibilità di connessione con le sorgenti di dati esterne. Gli autori del neo standard sostengono che Web Forms 2.0 non ha l’obiettivo di rimpiazzare lo standard XForms , ma di affiancarvisi e colmarne le lacune.

“Il punto fondamentale degli standard è che essi vengano supportati da tutti i vendor. Se c’è un solo vendor che supporta uno standard, questo potrebbe benissimo essere considerato uno standard proprietario”, ha affermato Allan Hickson, uno degli sviluppatori di Opera Software che ha contribuito a stilare la nuova specifica. “Le tecnologie proprietarie hanno un effetto negativo sul mercato perché legano utenti e sviluppatori ad un solo vendor”.

Il timore di Hickson, condiviso anche da molti membri della Mozilla Foundation, è che se non si riuscirà a trovare uno standard aperto capace di contrastare la tecnologia per i Web service alla base di Windows Longhorn, entro 10 anni Avalon/XAML e il MS.NET framework diverranno uno standard (proprietario) di fatto.

“Se il W3C (o un altro gruppo) sviluppasse uno standard aperto retrocompatibile con HTML e DOM – ha detto Hickson – che potesse essere implementato in Internet Explorer senza la necessità di plug-in binari, e che venisse adottato da vendor come Opera e Mozilla, io credo che gli sviluppatori preferirebbero adottare questa soluzione piuttosto che Avalon e MS.NET”.

Secondo le statistiche pubblicate di recente OneStat.com , dal luglio del 2003 la quota di mercato di Internet Explorer 6 è cresciuta dell’ 1,2%, attestandosi su di un 69,3% e portando la quota globale di IE al 93,9%. A seguire Mozilla con il 2,1%, Opera con l’1,02% e Safari con lo 0,71%.

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31 05 2004
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