Mozilla lavora al Firefox multiprocesso

Inaugurato un nuovo progetto che avrà il compito di rendere il panda rosso più simile a Chrome. Ogni scheda avrà il suo processo. A tutto vantaggio di stabilità e sicurezza
Inaugurato un nuovo progetto che avrà il compito di rendere il panda rosso più simile a Chrome. Ogni scheda avrà il suo processo. A tutto vantaggio di stabilità e sicurezza

Dopo mesi di preparativi, Mozilla ha avviato un progetto il cui compito sarà quello di aggiungere a Firefox un’architettura multiprocesso, simile a quella alla base di Chrome e Internet Explorer 8. Il progetto è stato battezzato Electrolysis e il suo completamento richiederà probabilmente due anni. O anche di più.

Gli sviluppatori hanno spiegato che far girare ogni scheda (tab) o componente (motore di rendering, interfaccia utente ecc) in un processo separato non solo fornisce un maggior livello di sicurezza, ad esempio contro gli attacchi cross-site scripting, ma fa anche sì che il crash di un’istanza del browser non causi la chiusura a catena delle altre web application. Una simile caratteristica dovrebbe portare benefici anche alle performance, rendendo possibile una migliore ottimizzazione delle risorse (la memoria RAM può essere gestita in modo più dinamico ed efficiente) e un miglior supporto ai sistemi multicore.

Come spiegato in questo approfondimento di Ars Technica , implementare in Firefox il supporto multiprocesso non sarà cosa semplice: i suoi sviluppatori saranno infatti costretti a riprogettare diversi elementi chiave dell’infrastruttura del browser, utilizzando l’IPC (InterProcess Communication) per far comunicare ciascuna scheda di Firefox con i componenti condivisi (come il motore di rendering). È per questo motivo che il progetto Electrolysis sarà suddiviso in quattro fasi distinte, ciascuna con una propria roadmap e dei propri obiettivi: le prime fasi si occuperanno di implementare in Firefox un supporto base al multiprocesso, mentre le altre introdurranno una granularità ancor più elevata, facendo girare in processi separati non soltanto le schede, ma anche i singoli contenuti del browser.

Un primo esempio di questo approccio è stato illustrato in questo screencast (in formato OGG Theora), dove viene mostrato un prototipo di browser che esegue il rendering delle pagine web in processi separati e isolati da quello principale. Maggiori informazioni su questa dimostrazione vengono fornite in questo post .

Negli scorsi giorni Mozilla ha anche annunciato la Open Web Tools Directory , un indice di tutti gli strumenti e le applicazioni destinati agli sviluppatori. La cosa interessante è che il nuovo repository di Mozilla arriva in due versioni: una in HTML standard e l’altra in HTML5 . Quest’ultima è graficamente più complessa e attraente, ma può essere visualizzata solo sulle più recenti versioni di Safari, Chrome, Opera e Firefox.

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08 07 2009
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