MPAA, l'antipirateria contro Wikileaks?

Nel corso di un recente meeting messicano, un rappresentante di Hollywood chiede se sia possibile sfruttare ACTA per chiudere siti che possono impensierire i governi
Nel corso di un recente meeting messicano, un rappresentante di Hollywood chiede se sia possibile sfruttare ACTA per chiudere siti che possono impensierire i governi

A rivelarlo per primi sono stati gli attivisti di OpenACTA , organizzazione messa in piedi in terra messicana per tenere sempre aggiornata l’opinione pubblica nazionale. Obiettivo, lottare contro le più estreme forzature a tutela della proprietà intellettuale, attualmente ordinate dal famigerato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA).

Ovvero dal trattato segreto che dovrebbe spazzar via un fenomeno tanto odiato da major e dententori dei diritti. ACTA combatterà contro tutti i pirati del web, tra disconnessioni coatte e letteracce legali. Ma c’è un interrogativo che ha inquietato gli attivisti messicani di OpenACTA .

Nel corso di un recente meeting tenutosi presso il ministero dell’Economia di Città del Messico, un non meglio specificato rappresentante della Motion Picture Association of America (MPAA) si è alzato in piedi . Per porre la seguente domanda: perché non usare ACTA per chiudere siti come Wikileaks?

Perché non sfruttare il nuovo trattato anti-contraffazione per dare una lezione a siti pericolosi come quello di Julian Assange? Poi, al rappresentante di MPAA, qualcuno nella sala ha posto quest’altra domanda : cosa avrebbero a che fare i film di Hollywood con un sito come Wikileaks?

Mauro Vecchio

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22 09 2010
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