Murdoch annuncia il verbo digitale

Il magnate australiano ammonisce il mondo dell'editoria cartacea: ?Le nuove generazioni chiedono contenuti multimediali e personalizzati via Internet, se non vi attrezzate siete destinati a morire?. E se lo dice lui
Il magnate australiano ammonisce il mondo dell'editoria cartacea: ?Le nuove generazioni chiedono contenuti multimediali e personalizzati via Internet, se non vi attrezzate siete destinati a morire?. E se lo dice lui


Londra – “Le aziende che si vogliono trincerare tra i fasti di un passato glorioso sono destinate ad essere spazzate via dalla rivoluzione tecnologica in corso”: Rupert Murdoch, tycoon dell’industria multimediale, si è rivolto alla platea degli editori britannici con parole chiare e minacciose . “Questo vale tanto per me, per l’industria multimediale, quanto per tutti gli altri business del mondo”, incalza Murdoch.

“Il potere sta scivolando via dalle mani della vecchia elite industriale, dai redattori, dagli editori e persino dai proprietari: la nuova generazione di lettori, ascoltatori e spettatori”, conclude il magnate, “vuole che i contenuti siano personalizzati, su misura, quando e dove vogliono loro – ma soprattutto, come e quanto vogliono”.

Si conclude così il processo di conversione di Murdoch, ormai lontano anni luce da qualsiasi scetticismo nei confronti di Internet. Un processo ormai completato: Murdoch è entrato sulla scena con prepotenza, accaparrandosi il gigantesco portale MySpace , ed ora ammonisce chi non vuole imitarlo. Il Re Mida dei massmedia è diventato ufficialmente un evangelista della digitalizzazione .

Murdoch è a capo di un vero e proprio impero dell’informazione e delle comunicazioni di massa. Un regno che si estende dalla produzione audiovisiva e cinematografica fino a quella della stampa tradizionale. La sua strategia d’espansione , a fronte di queste ultime dichiarazioni d’intenti, mirano tutte alla distribuzione online di contenuti multimediali .

Sotto questo punto di vista, il potenziale di NewsCorp , l’azienda di Murdoch, è praticamente impareggiabile: il network è dotato di risorse umane, finanziarie e tecnologiche tali da poter reggere il confronto con la timida scesa in campo di Google nel mercato della diffusione di video , ad esempio. Così come con qualsiasi iniziativa indipendente per la condivisione di contenuti multimediali. Ma soprattutto con lo status quo dell’ era analogica , lentamente in transizione verso le piattaforme digitali.

“I mezzi di comunicazione tradizionali potranno sopravvivere ancora per molti anni”, aggiunge Murdoch, “a patto che riescano ad integrare piattaforme di distribuzione digitali: siti web, podcast, portali per dispositivi mobili”. “In futuro”, aggiunge, “inchiostro e carta stampata saranno soltanto uno dei molti canali a disposizione della nostra audience”.

Tommaso Lombardi

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

14 03 2006
Link copiato negli appunti