Musk contro OpenAI: ChatGPT ha causato suicidi, Grok no

Musk contro OpenAI: ChatGPT ha causato suicidi, Grok no

In una deposizione nel caso contro OpenAI, Elon Musk ha dichiarato che nessuno si è suicidato per Grok, mentre ChatGPT sì.
Musk contro OpenAI: ChatGPT ha causato suicidi, Grok no
In una deposizione nel caso contro OpenAI, Elon Musk ha dichiarato che nessuno si è suicidato per Grok, mentre ChatGPT sì.

Nessuno si è suicidato a causa di Grok, ma a quanto pare è successo con ChatGPT. Lo ha detto Elon Musk durante una deposizione video nel caso legale contro OpenAI. Sarà anche vero, ma Grok ha ben alti problemi… Non dimentichiamo che il chatbot ha inondato il web di immagini pornografiche non consensuali, alcune anche raffiguranti minori. Un’uscita che poteva risparmiarsi.

Musk usa i suicidi legati a ChatGPT per attaccare OpenAI in tribunale

La trascrizione della testimonianza video di Musk, registrata a settembre, è stata depositata pubblicamente questa settimana in vista del processo con giuria previsto per il mese prossimo. La causa contro OpenAI ruota attorno alla trasformazione dell’azienda da laboratorio di ricerca AI no-profit a società a scopo di lucro, un passaggio che secondo Musk viola gli accordi fondativi.

Nella deposizione, Musk sostiene che le relazioni commerciali di OpenAI compromettono la sicurezza dell’AI, perché mettono velocità, scalabilità e ricavi davanti alla cautela. E usa come argomento le cause legali che OpenAI sta affrontando, diverse persone accusano ChatGPT di aver avuto effetti negativi sulla salute mentale degli utenti attraverso tattiche conversazionali manipolative, con alcuni casi sfociati in suicidio.

La frase sui suicidi è emersa durante un filone di domande su una lettera pubblica che Musk firmò a marzo 2023, chiedendo ai laboratori AI di sospendere lo sviluppo di sistemi più potenti di GPT-4 per almeno sei mesi. La lettera, firmata da oltre 1.100 persone tra cui molti esperti di AI, denunciava una corsa fuori controllo per sviluppare e distribuire sistemi sempre più potenti che nessuno, nemmeno i loro creatori, è in grado di comprendere, prevedere o controllare in modo affidabile.

Alla domanda sul perché l’avesse firmata, Musk ha risposto che gli sembrava una buona idea e che voleva che la sicurezza dell’AI fosse una priorità, non perché, come insinuano i legali di OpenAI, avesse appena fondato xAI per competere direttamente con loro.

Grok ha i suoi scheletri nell’armadio

Ma da quando quella deposizione è stata registrata, xAI ha accumulato una serie di problemi di sicurezza non indifferente. Il mese scorso X, il social network di Musk, è stato invaso da immagini di nudo non consensuali generate da Grok, alcune delle quali raffiguravano presunti minori. La procura generale della California ha aperto un’indagine. L’Unione Europea ha avviato la propria. Diversi governi hanno preso provvedimenti, tra blocchi e divieti.

Dire che nessuno si è suicidato per Grok, mentre il chatbot genera pornografia di minori, è una difesa che la maggior parte degli avvocati sconsiglierebbe. Ma Musk è Musk, e non accetta consigli, nemmeno dai suoi legali.

La deposizione tocca anche altri temi. Musk ha parlato di intelligenza artificiale generale (AGI), l’AI in grado di eguagliare o superare il ragionamento umano in un’ampia gamma di compiti, e ha ammesso che comporta dei rischi. Ha anche confermato di essersi sbagliato sulla sua presunta donazione da 100 milioni di dollari a OpenAI: la cifra reale sarebbe più vicina a 44,8 milioni.

Perché Musk ha fondato xAI?

Sul perché abbia fondato xAI, Musk ha raccontato di essere sempre più preoccupato che Google diventasse un monopolio nell’AI, e ha aggiunto che le sue conversazioni con il co-fondatore di Google Larry Page erano allarmanti, nel senso che non sembrava prendere sul serio la sicurezza dell’AI. OpenAI, sostiene Musk, nacque come contrappeso a quella minaccia.

Ma Musk non è nella posizione di dare lezioni a nessuno, il suo chatbot Grok ha già collezionato diversi scivoloni di sicurezza. Insomma, ha una bella faccia tosta a ergersi a paladino dell’AI responsabile.

Fonte: TechCrunch
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Pubblicato il
28 feb 2026
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