MySpace sulla strada del club privato

Vietato usare su MySpace video presenti su altri portali. Per ora a farne le spese è solo Photobucket, ma il numero di siti interessati dalle restrizioni di News Corp. potrebbe aumentare rapidamente
Vietato usare su MySpace video presenti su altri portali. Per ora a farne le spese è solo Photobucket, ma il numero di siti interessati dalle restrizioni di News Corp. potrebbe aumentare rapidamente

Mossa all’insegna dell’ autarchia telematica per il portale più usato dagli adolescenti americani e dagli artisti wannabe: i contenuti video e i remix presenti su Photobucket sono stati messi al bando e non possono quindi più essere intergrati nei weblog personali degli spacer . MySpace adduce motivazioni di natura commerciale – Photobucket incoraggia l’utilizzo di marchi pubblicitari negli spezzoni video – ma la sensazione è quella di una “prova generale” per richiamare all’ordine utenti e servizi di hosting concorrenti. Lor signori sono stati avvertiti: nessuno collezioni traffico ai danni di MySpace.

Un portavoce di Fox Interactive Media ha descritto la decisione del portale sociale come la logica conseguenza della violazione dei Termini di Servizio da parte di Photobucket , termini secondo cui l’utilizzo di marchi pubblicitari nei filmati inseriti dagli utenti non è consentito. Photobucket risponde per le rime con un messaggio sul blog del sito: “Crediamo che limitando l’abilità di personalizzare le vostre pagine con contenuti provenienti da ogni fonte – si legge sul blog – MySpace stia contraddicendo la natura stessa di media personale e sociale”.

MySpace, continua il messaggio, ha avuto successo perché si è sempre posto come un forum di espressione libera, senza vincoli di sorta – fatte salve le limitazioni previste dalla legge – nell’utilizzo dei contenuti. È una “invenzione” della creatività degli utenti, dice Photobucket, che vedono ora ristretti, senza una valida motivazione, i diritti di comunicare in totale libertà, scegliendo i servizi di hosting che più aggrada loro.

Gli utenti vengono poi invitati a manifestare il proprio disappunto a News Corp., per una iniziativa che non sembra comunque estemporanea: durante la Merrill Lynch Media & Entertainment Conference tenuta nel settembre scorso, il CEO del “portale sociale” Peter Chernin, aveva specificamente nominato YouTube, Flickr, Photobucker o “qualunque altra applicazione web di nuova generazione” come protagonisti di un vero e proprio successo parassitario nei confronti di MySpace.

L’obiettivo scelto per quello che si prefigura come un vero e proprio avvertimento non è poi un caso: MySpace è perfettamente consapevole delle dimensioni dei portali di hosting più quotati online, ed è per questo che le sue “cure” non sono ancora state rivolte nei confronti del campione di video-condivisione YouTube.

YouTube gode di una popolarità e di un traffico di dati notevoli proprio in virtù dei video linkati sui weblog di MySpace, e potrebbe non mancare molto prima che una tale eterogeneità di fornitori venga drasticamente ridotta , a tutto vantaggio di una gestione “fatta in casa” di video, musica, foto e quant’altro. Gli spacer apprezzeranno?

Alfonso Maruccia

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12 04 2007
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