Nanotecnologie all'assalto dell'Europa

Nasce il portalone di riferimento per la ricerca, destinato a moltiplicare i contatti tra gli esperti e accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie. Ma è anche un modo per esportare nanotech


Roma – La nanotecnologia, sempre più al centro dello sviluppo tecnologico, è protagonista di un nuovo portalone scientifico messo insieme da un consorzio di ricerca supportato dall’Unione Europea, un sito di riferimento al quale sono associate molte speranze.

Nanoforum.org , infatti, d’ora in poi sarà il punto di riferimento online per gli esperti e i ricercatori nel settore che potranno così moltiplicare le occasioni di contatto, rendere più agevole lo scambio di conoscenze e, sperano i fautori del sito, accelerare il progresso tecnologico nel settore delle nanotecnologie.

Altro fine connesso alla nascita del sito è evidentemente anche l’esportazione di conoscenza. Per la ricerca viene infatti ritenuto essenziale aumentare la collaborazione anche con gli scienziati di quei paesi, come quelli dell’est europeo, che fino ad oggi hanno avuto relativamente poche occasioni di contatto con i colleghi occidentali.

La speranza è che sul sito appaiano presto le ricerche condotte dai team di scienziati che ad esso faranno riferimento e che questo possa stimolare anche gruppi di giovani studiosi in tutta Europa a darsi da fare nella direzione di una scienza sulla quale convergono ambizioni, aspettative e persino ansie in tutto il mondo. Le applicazioni della nanotecnologia, infatti, sono pressoché innumerevoli e vanno dalla produzione di materiali di nuova concezione alla sanità, al computing, all’industria spaziale.

Tra i partner già attivi del consorzio che ha creato il sito vi sono il VDI Technology Center tedesco, l’Istituto britannico di nanotecnologia, la CMP Cientifica spagnola, la Nordic Nanotech danese, la Malsch Technoevaluation olandese e la CEA-Leti francese.

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  • laforge scrive:
    In pratica, avere sempre acceso un radar
    E' preoccupante vedere che si cercano nuove implementazioni in radiofrequenza cosi' vicini all'essere umano senza ancora avere una risposta definitiva alla nocivita' di tali sistemi di trasmissioni...Sarebbe carino tra 10 anni che saltasse fuori che sono nicivi questi sitemi ... peccato che per 10 anni ci hanno cotto il cervello in ogni modo...oggi abbiamo un cellulare (qualcuno anche 2) addosso, magari un palmare con il bluethoot, magari accesso un portatile con sistema Wifi o Ultra come in questo articolo, e ovviamente 5 bts nel giro di 100 metri ... gia' oggi ne siamo circondati da emettitori di frequenze nel campo microonde...e nessuno sa ancora dire se e' nocivo o no...da preoccuparsi...
    • AndreaRimicci scrive:
      Re: In pratica, avere sempre acceso un radar
      Concordo pienamente, e sfrutto l'occasione per osservare che, in questo campo, il ricercatore pensa sempre più alle nuove scoperte, e sempre meno alle conseguenze indirette. Inutile, come intendo da quello che ha scritto laforge, evitare di usare cellulari o il fornelletto microonde, se poi siamo circondati, sempre più da vicino, dai dispositivi RF.
    • Anonimo scrive:
      Re: In pratica, avere sempre acceso un radar
      bhe io direi che prima di criticare certe tecnologie(come ogni altra cosa) bisognerebbe informarsi.....quasi tutti i nuovi sistemi che stanno nascendo hanno un filo conduttore comune... cioè la BASSA... BASSISSIMA potenza a cominciare dall umts per finire con il wifi, si cerca con questi sistemi invece che di aumentare banda e potenza di sfruttare principi relativamente nuovi come lo spread spectrum per ottenere maggiori o uguali prestazioni di quelli attuali come radio am e fm che siamo ,gsm , trasmissioni televisive e non, concepite con tecnologie abbastanza datate e a potenze maggiori.(la vera causa di qualche interazione tra onde em e l'organismo umano)cero se si è contrari a servizi offerti con le vecchie e nuove tecnologie come radio tv etc...etc... allora niente le eliminiamo e basta....pero' sinceramente preferisco dormire accanto ad un portatile con wifi o sotto una base station umts piuttosto che sotto un antenna gsm o peggio tacs o addirittura vicino a le antenne di radio vaticana!Credo sia utile sapere che normative in merito ad elettrosmog ci sono e i limiti max di potenza consentiti sono molto inferiori a eventuali limiti pericolosi o presunti tali proprio per il principio di precauzione, il problema credo sia farli rispettare...come per esempio è successo a radio vaticana!(in cui si superavano abbondantemente i limiti consentiti).
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