NASA, ISS gonfiabile e missione lunare

L'agenzia spaziale statunitense si prepara a testare un modulo gonfiabile da aggiungere alla ISS, mentre ESA "spara" satelliti contro asteroidi in vista dell'apocalisse

Roma – NASA finanzia la sperimentazione di un modulo “gonfiabile” da collegare alla Stazione Spaziale Internazionale, un’operazione dal valore di 17,8 milioni di dollari già prevista da tempo e che servirà a valutare l’eventuale uso futuro di questo genere di tecnologia.

L’agenzia statunitense ha scelto le unità realizzate da Bigelow Aerospace (Bigelow Expandable Activity Module), per valutare “i vantaggi di questo genere di tecnologia di habitat spaziale per esplorazioni future e imprese commerciali spaziali”.

Il lancio del modulo Bigelow verso la ISS è previsto nei prossimi anni, ma la tecnologia spaziale “gonfiabile” ha una storia consolidata fatta di satelliti estensibili e progetti di colonizzazione marziana mai concretizzati a causa dei tagli al budget NASA.

Un altro importante passo avanti nell’esplorazione spaziale arriva dalla partnership fra la succitata NASA e l’agenzia spaziale europea (ESA), con quest’ultima che dovrà fornire il “modulo di servizio” per il futuro vascello Orion: il modulo si occuperà della propulsione post-lancio, il trasferimento orbitale e altre manovre “accessorie” della nuova capsula per il viaggio umano nello spazio.

Il primo volo di test (senza equipaggio) di Orion con modulo ESA è previsto per il 2014, mentre nel 2021 verrà lanciata una missione con quattro astronauti per compiere un’orbita lunare di quattro giorni dopo decenni di “abbandono” del satellite terrestre.

E mentre pensa alla nuova era dell’uomo nel cosmo, ESA non dimentica la fondamentale necessità di sopravvivenza del genere umano sul suo pianeta natio: lavorando di concerto con Johns Hopkins Applied Physics Laboratori, l’agenzia europea intende “sparare” una sonda in collisione con un asteroide per verificare i fenomeni fisici connessi e confermare la possibilità (augurabilmente solo ipotetica) di evitare un impatto apocalittico .

Alfonso Maruccia

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  • acculturato . scrive:
    no e veroo
    io o fato la prova o scrito co la gramattica buona è coreta invecie a memi a reti ckhe era dificile la mia passivuord
  • Frigghenaue i scrive:
    La mia è sicura!
    Infatti uso una data di nascita finta, non quella mia reale! ;)
  • 123 scrive:
    ma che vi agitate a scrivere per niente?
    Tanto poi passa l'uomo "dalla penna rossa" e cancella tutto.
    • panda rossa scrive:
      Re: ma che vi agitate a scrivere per niente?
      - Scritto da: 123
      Tanto poi passa l'uomo "dalla penna rossa" e
      cancella
      tutto.E' lo scopo del gioco se tu non lo avessi capito.Chi si fa cancellare un messaggio totalizza tanti punti quanti sono i messaggi che si trascina con se' nella cancellazione.
  • Chiasmo scrive:
    [x redaz] Errori ortografici nel titolo
    Per la redazione: ci sono due errori ortografici nel titolo (doppia effe e apostrofo). Ma non li controllate?!?
    • Nome e cognome scrive:
      Re: [x redaz] Errori ortografici nel titolo
      - Scritto da: Chiasmo
      Per la redazione: ci sono due errori ortografici
      nel titolo (doppia effe e apostrofo). Ma non li
      controllate?!?Tu hai capito tutto eh? (rotfl)(rotfl)(rotfl)
      • Leguleio scrive:
        Re: [x redaz] Errori ortografici nel titolo
        - Scritto da: Nome e cognome
        - Scritto da: Chiasmo

        Per la redazione: ci sono due errori ortografici

        nel titolo (doppia effe e apostrofo). Ma non li

        controllate?!?

        Tu hai capito tutto eh? (rotfl)(rotfl)(rotfl)E anche vedere nel banco dei liquori tutte quelle etichette storte...http://tinyurl.com/b6lcwwyMa ci vuole tanto ad appiccicarle dritte? Mah... in che mondo viviamo.
        • panda rossa scrive:
          Re: [x redaz] Errori ortografici nel titolo
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: Nome e cognome

          - Scritto da: Chiasmo


          Per la redazione: ci sono due errori
          ortografici


          nel titolo (doppia effe e apostrofo).
          Ma non
          li


          controllate?!?



          Tu hai capito tutto eh?
          (rotfl)(rotfl)(rotfl)


          E anche vedere nel banco dei liquori tutte quelle
          etichette
          storte...

          http://tinyurl.com/b6lcwwySe le svuoti tutte d'un fiato, poi le vedi dritte.
      • Klut scrive:
        Re: [x redaz] Errori ortografici nel titolo
        - Scritto da: Nome e cognome
        - Scritto da: Chiasmo

        Per la redazione: ci sono due errori ortografici

        nel titolo (doppia effe e apostrofo). Ma non li

        controllate?!?

        Tu hai capito tutto eh? (rotfl)(rotfl)(rotfl)Oh, non che abbia tutti i torti, visto che nello studio si parla di grammatica e non di ortografia (che non è mai neanche menzionata né nello studio né in nessun altro articolo).Quindi, sia il titolo che parla di ortografia sia gli errori ortografici stessi c'azzeccano effettivamente poco:P
        • krane scrive:
          Re: [x redaz] Errori ortografici nel titolo
          - Scritto da: Klut
          - Scritto da: Nome e cognome

          - Scritto da: Chiasmo


          Per la redazione: ci sono due errori
          ortografici


          nel titolo (doppia effe e apostrofo). Ma


          non li controllate?!?

          Tu hai capito tutto eh? (rotfl)(rotfl)(rotfl)
          Oh, non che abbia tutti i torti, visto che nello
          studio si parla di grammatica e non di ortografia
          (che non è mai neanche menzionata né nello studio
          né in nessun altro
          articolo).
          Quindi, sia il titolo che parla di ortografia sia
          gli errori ortografici stessi c'azzeccano
          effettivamente
          poco:PGrammatica / ortografia, gravita' / atmosfera, che vuoi che sia...
    • Wino scrive:
      Re: [x redaz] Errori ortografici nel titolo
      però sei sveglio eh! :Dfammi indovinare, voti XXXXXX
    • My name is John, Score John scrive:
      Re: [x redaz] Errori ortografici nel titolo
      - Scritto da: Chiasmo
      Per la redazione: ci sono due errori ortografici
      nel titolo (doppia effe e apostrofo). Ma non li
      controllate?!? ;) Troll detected.Poca, prevedibile pastura ma con il giusto manico.Al momento ne son abboccati già una mezza dozzina.
  • Talking Head scrive:
    Logica
    Capisco che l'articolo sia solo una traduzione, ma la logica dell'ultimo capoverso è davvero assurda.Mettiamo un po' di definizioni.X: Scrivere psw lunghe con grammatica correttaY: Scrivere psw lunghe senza grammaticaZ: Scrivere psw corte alfanumeriche
    : è un comportamento più sicuro diL'articolo si riassume con:(Se l'hacker usasse il mio algoritmo,) Y
    X.L'ultimo capoverso si riassume con:Quindi, Z
    X.Non serve un logico per dire che l'ultimo capoverso è fallato. In generale, psw brevi alfanumeriche (8 caratteri senza senso o 10-12 caratteri ottenuti storpiando una parola di senso compiuto con qualche numero/lettera e l'aggiunta di un po' di simboli alfanumerici prima o dopo) sono (appena) più facili da decriptare di 4 parole sufficientemente non standard e contemporaneamente sono (molto) più difficili da memorizzare.Poi, ovviamente, se le 4 parole non hanno grammatica è meglio.Altrettanto ovviamente, se le 4 parole sono poi storpiate con numeri è meglio.Ancora più ovviamente, se invece di 4 parole scegliamo una stringa di 40 caratteri ASCI estratti con un generatore pseudo-random, è ancora meglio.Ma, comunque, dal precedente capoverso non segue che Z
    X.
    • arin scrive:
      Re: Logica

      Capisco che l'articolo sia solo una traduzione,
      ma la logica dell'ultimo capoverso è davvero
      assurda.

      Mettiamo un po' di definizioni.
      X: Scrivere psw lunghe con grammatica corretta
      Y: Scrivere psw lunghe senza grammatica
      Z: Scrivere psw corte alfanumeriche

      : è un comportamento più sicuro di

      L'articolo si riassume con:
      (Se l'hacker usasse il mio algoritmo,) Y
      X.
      L'ultimo capoverso si riassume con:
      Quindi, Z
      X.
      Non serve un logico per dire che l'ultimo
      capoverso è fallato.Esattamente. Ottima dimostrazione. Di più, dirò che la conclusione, oltre che fallata, è anche falsa. Basterebbe conoscere qualche nozione fondamentale di sicurezza, invece che affidarsi completamente alla traduzione automatica di articoli mediocri di cui non si comprende il contenuto.
      • Klut scrive:
        Re: Logica
        E intanto Cristina ha pubblicato un articolo in più e noi abbiamo sprecato cinque minuti in più.
        • attonito scrive:
          Re: Logica
          - Scritto da: Klut
          E intanto Cristina ha pubblicato un articolo in
          più e noi abbiamo sprecato cinque minuti in
          più.almeno rimettessero la Tesoro: quella faccina maliziosa parlava di silenziose promesse, invece sciannablo e' algida e distaccata. Visto che non possono puntare sulla qualita', mettessero piu' tette e culi.
    • attonito scrive:
      Re: Logica
      - Scritto da: Talking Head
      Capisco che l'articolo sia solo una traduzione,
      ma la logica dell'ultimo capoverso è davvero
      assurda.

      Mettiamo un po' di definizioni.
      X: Scrivere psw lunghe con grammatica corretta
      Y: Scrivere psw lunghe senza grammatica
      Z: Scrivere psw corte alfanumeriche

      : è un comportamento più sicuro di

      L'articolo si riassume con:
      (Se l'hacker usasse il mio algoritmo,) Y
      X.
      L'ultimo capoverso si riassume con:
      Quindi, Z
      X.
      Non serve un logico per dire che l'ultimo
      capoverso è fallato.


      In generale, psw brevi alfanumeriche (8 caratteri
      senza senso o 10-12 caratteri ottenuti storpiando
      una parola di senso compiuto con qualche
      numero/lettera e l'aggiunta di un po' di simboli
      alfanumerici prima o dopo) sono (appena) più
      facili da decriptare di 4 parole sufficientemente
      non standard e contemporaneamente sono (molto)
      più difficili da
      memorizzare.

      Poi, ovviamente, se le 4 parole non hanno
      grammatica è
      meglio.
      Altrettanto ovviamente, se le 4 parole sono poi
      storpiate con numeri è
      meglio.
      Ancora più ovviamente, se invece di 4 parole
      scegliamo una stringa di 40 caratteri ASCI
      estratti con un generatore pseudo-random, è
      ancora
      meglio.

      Ma, comunque, dal precedente capoverso non segue
      che Z

      X.benvenuto su PI meglio noto come "il portale degli articoli tradotti e buttati giu' alla boia di un giuda".Speravo in sciannamblo, ma anche lei dopo in avvio discreto e' finita nella mia lista dei pezzisti (articolisti qui ce ne sono pochini pochini) "meglio perderli che trovarli".
    • ... scrive:
      Re: Logica
      Già, l'articolo in sé non ha senso, ma il problema è la fonte a cui hanno fatto riferimento:http://www.geek.com/articles/news/linguists-beware-passwords-with-proper-grammar-are-more-hackable-20130117/l'articolo di geek cita quello di newscientist, ma l'autore di geek si inventa una interpretazione che non ha niente a che vedere con la ricerca originale:http://www.cs.cmu.edu/~agrao/paper/Effect_of_Grammar_on_Security_of_Long_Passwords.pdfche rivela l'abitudine degli utenti di scegliere frasi compiute quando devono compilare password lunghe (da 16 caratteri in su), quindi stringhe che con l'algoritmo sviluppato dalla Rao & co. sono facilmente prevedibili.Ciò che sottolinea la ricerca, quindi, è che l'utilizzo di strutture grammaticali per la creazione di password ne riduce l'efficacia. Ma anche e soprattutto che i tool usati per l'auditing non sono efficaci quanto finora si era creduto e ne propongono un miglioramento attraverso il loro algoritmo.La conclusione della loro ricerca è poi diametralmente opposta a quella riportata qui:"Long passwords is a promising user authentication mechanism. However, to achieve the level of security and usability envisioned with long passwords, we have to understand the effect of structures present in them"Da questo punto di vista, quindi, una stringa di 16/20 caratteri (ad esempio: 1Dx8XozST8Yx1kMVjSzf) è molto più complessa da trovare rispetto ad una di pochi caratteri, come suggerito qui.
  • Thecyrus scrive:
    Meno deboli
    E grazie al cacchio, direi. Così i dizionari hanno la vita più dura.Spero però che non sia un invito al trascurare la grammatica in assoluto, visto che è già morta per molti...
  • prova123 scrive:
    Le password...
    devono essere lunghe una quarantina di caratteri alfanumerici casuali, in tal caso il problema dell'ortografia non è nemmeno definito.
    • Klop scrive:
      Re: Le password...
      - Scritto da: prova123
      devono essere lunghe una quarantina di caratteri
      alfanumerici casuali, in tal caso il problema
      dell'ortografia non è nemmeno
      definitoNessuno si ricorderebbe facilmente password casuali alfanumeriche di una quarantina di caratteri.
      • prova123 scrive:
        Re: Le password...
        Ero consulente esterno per una grande azienda italiana e mi avevano fatto "una testa così" sulla metodologia e la password per proteggere i loro dati sul mio notebook nel caso di smarrimmento. Gli feci vedere come e la password alfanumerica di una quarantina di caratteri alfanumerici casuali inserita tra i dieci ed i quindici secondi e rimasero basiti nonostante la loro organizzazione.
        • panda rossa scrive:
          Re: Le password...
          - Scritto da: prova123
          Ero consulente esterno per una grande azienda
          italiana e mi avevano fatto "una testa così"
          sulla metodologia e la password per proteggere i
          loro dati sul mio notebook nel caso di
          smarrimmento. Gli feci vedere come e la password
          alfanumerica di una quarantina di caratteri
          alfanumerici casuali inserita tra i dieci ed i
          quindici secondi e rimasero basiti nonostante la
          loro
          organizzazione.Non ho mica capito.Che cos'e' che gli hai fatto vedere?
          • 123 scrive:
            Re: Le password...
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: prova123

            Ero consulente esterno per una grande azienda

            italiana e mi avevano fatto "una testa così"

            sulla metodologia e la password per
            proteggere
            i

            loro dati sul mio notebook nel caso di

            smarrimmento. Gli feci vedere come e la
            password

            alfanumerica di una quarantina di caratteri

            alfanumerici casuali inserita tra i dieci ed
            i

            quindici secondi e rimasero basiti
            nonostante
            la

            loro

            organizzazione.

            Non ho mica capito.
            Che cos'e' che gli hai fatto vedere?che lui si ricorda a mente (o meglio, e' in grado di ricostruirla con una metodologia mnemonica) una password alfanumerica di 40 caratteri. non e' difficile basta sapere la regoletta.
          • pignolo scrive:
            Re: Le password...
            - Scritto da: 123
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: prova123


            Ero consulente esterno per una grande
            azienda


            italiana e mi avevano fatto "una testa
            così"


            sulla metodologia e la password per

            proteggere

            i


            loro dati sul mio notebook nel caso di


            smarrimmento. Gli feci vedere come e la

            password


            alfanumerica di una quarantina di caratteri


            alfanumerici casuali inserita tra i dieci
            ed

            i


            quindici secondi e rimasero basiti

            nonostante

            la


            loro


            organizzazione.



            Non ho mica capito.

            Che cos'e' che gli hai fatto vedere?

            che lui si ricorda a mente (o meglio, e' in grado
            di ricostruirla con una metodologia mnemonica)
            una password alfanumerica di 40 caratteri. non e'
            difficile basta sapere la
            regoletta.Sì, però personalmente non ho capito una cosa: data una qualsiasi stringa alfa-numerica generata casualmente (dal computer, a mano, come volete), questo metodo permette di ricordarsela? O, invece, questo metodo genera stringhe alfa-numeriche che, una volta noto il metodo con cui sono state create, sono facili da ricostruire e quindi solo in apparenza sono casuali...No, perché nel secondo caso le combinazioni saranno molte meno e la sicurezza della password va a farsi friggere!
          • ... scrive:
            Re: Le password...
            - Scritto da: pignolo
            - Scritto da: 123

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: prova123



            Ero consulente esterno per una
            grande

            azienda



            italiana e mi avevano fatto "una
            testa

            così"



            sulla metodologia e la password per


            proteggere


            i



            loro dati sul mio notebook nel
            caso
            di



            smarrimmento. Gli feci vedere come
            e
            la


            password



            alfanumerica di una quarantina di
            caratteri



            alfanumerici casuali inserita tra
            i
            dieci

            ed


            i



            quindici secondi e rimasero basiti


            nonostante


            la



            loro



            organizzazione.





            Non ho mica capito.


            Che cos'e' che gli hai fatto vedere?



            che lui si ricorda a mente (o meglio, e' in
            grado

            di ricostruirla con una metodologia
            mnemonica)

            una password alfanumerica di 40 caratteri.
            non
            e'

            difficile basta sapere la

            regoletta.

            Sì, però personalmente non ho capito una cosa:
            data una qualsiasi stringa alfa-numerica generata
            casualmente (dal computer, a mano, come volete),
            questo metodo permette di ricordarsela? O,
            invece, questo metodo genera stringhe
            alfa-numeriche che, una volta noto il metodo con
            cui sono state create, sono facili da ricostruire
            e quindi solo in apparenza sono
            casuali...

            No, perché nel secondo caso le combinazioni
            saranno molte meno e la sicurezza della password
            va a farsi
            friggere!no e' solo un trucco. prendi una frase famosa e la rielabori. esempio: finche la barca va lasciala andare = F1nh3LaB4rcAVaL4$c14l4And4r3 la frase e' nota, le regole di rielaborazion te le inventi tu (es: e=3, la prima lettera delle parole sempre maiuscola, etc)
          • prova123 scrive:
            Re: Le password...
            Non c'è una regola tra i caratteri della password è solo forza bruta mnemonica. Se cìè un modo per generarla univocamente la sicurezza andrebbe a farsi friggere. :)
          • prova123 scrive:
            Re: Le password...
            Il trucco deve essere solo di passaggio, ma la chiave finale deve avere una sequenza alfanumerica non univoca. Ad esempio prendi una parola, la traduci in un altra lingua magari un paio di volte, la seconda traduzione determina univocamente la password "teorica", ma per la sua composizione questa password non è univoca.
  • Klut scrive:
    Errori concettuali
    La frase "sebbene molti algoritmi riconoscano le due stringhe come identiche" è completamente sbagliata, quale algoritmo potrebbe mai riconoscere come identiche due stringhe diverse?Nel secondo articolo linkato c'è scritto che i programmi di bruteforce che tentano combinazioni di parole tratterebbero entrambe le stringhe in maniera equivalente, ma nel senso che le proverebbero con la stessa priorità, non che le riterrebbero uguali. L'algoritmo oggetto dell'articolo invece tiene in considerazione le regole grammaticali e quindi riterrebbe più plausibile la prima stringa rispetto alla seconda.Anche la frase "Le chiavi di acXXXXX che contenevano regole grammaticali standard, infatti, sono state completamente decrittate dall'algoritmo messo a punto dai ricercatori" è ovviamente sbagliata, visto che l'algoritmo ha permesso di scoprire (non decriptare) un numero maggiore di password in un numero minore di tempo rispetto agli algoritmi tradizionali, non certo di scoprirle tutte.Gli hash non si decriptano, quello che si tenta di fare è scoprire esattamente la password che corrisponda a quell'hash.Per farlo solitamente si provano tutte le parole del dizionario, per vedere se l'hash di qualcuna di esse corrisponde a quello dato. Il passo successivo è provare combinazioni di più parole. e qui interviene l'algoritmo: se si provano combinazioni di parole, meglio provare quelle che rispettino le regole grammaticali.Questo significa che, se si deve usare una combinazione di parole, crearla non seguendo la grammatica renderebbe la password più difficile da individuare.Non significa che le password lunghe siano poco sicure, basta che non siano banali, e la correttezza grammaticale è uno degli elementi che le potrebbe rendere tali, non l'unico.
    • Klop scrive:
      Re: Errori concettuali
      - Scritto da: Klut
      La frase "sebbene molti algoritmi riconoscano le
      due stringhe come identiche" è completamente
      sbagliata, quale algoritmo potrebbe mai
      riconoscere come identiche due stringhe
      diverse?COME SCUSA? :| Tutti, e dico *tutti* gli algoritmi di hashing riconoscono come identiche stringhe diverse, avendo l'hash sempre una lunghezza limitata. Semplicemente le probabilità che questa avvenga sono bassissime.Se avessi detto "quale algorimo potrebbe mai riconoscere come diverse due stringe identiche" capirei, ma come l'hai detta tu non ha assolutamente senso.
      • Klut scrive:
        Re: Errori concettuali

        COME SCUSA? :| Tutti, e dico *tutti* gli
        algoritmi di hashing riconoscono come identiche
        stringhe diverseEquivalenti, non identiche.
        • Klop scrive:
          Re: Errori concettuali
          - Scritto da: Klut

          COME SCUSA? :| Tutti, e dico *tutti* gli

          algoritmi di hashing riconoscono come identiche

          stringhe diverse

          Equivalenti, non identicheVeramente algoritmi come md5 or sha-1 o sha-256 non riconoscono l'input come "equivalente ma non identico", prendono una stringa e calcolano l'hash, punto. Non esiste altro output generato dagli algoritmi al di fuori dell'hash quindi se si genera una collisione calcolano un hash identico. Mica dicono le due stringhe "sono equivalenti ma non identiche". Ovviamente non è un bug, ma una caratteristica intrinseca di tutti gli algoritmi di hash (anche se md5 e sha-1 sono comunque entrambi "buggati").
          • Klut scrive:
            Re: Errori concettuali
            - Scritto da: Klop
            - Scritto da: Klut


            COME SCUSA? :| Tutti, e dico *tutti* gli


            algoritmi di hashing riconoscono come


            identiche stringhe diverse



            Equivalenti, non identiche

            Veramente algoritmi come md5 or sha-1 o sha-256
            non riconoscono l'input come "equivalente ma non
            identico", prendono una stringa e calcolano
            l'hash, punto.Ti sei risposto.
            Non esiste altro output generato
            dagli algoritmi al di fuori dell'hash quindi se
            si genera una collisione calcolano un hash
            identico.Esattamente, una funzione di hash non serve a verificare che due stringhe siano identiche, quindi ne consegue che è intrinsicamente impossibile che possa "riconoscere come identiche due stringhe diverse".L'identità è un concetto assoluto, non relativo. O due oggetti sono identici, o non lo sono. L'aggettivo "diverso" è l'esatto contrario di "identico", quindi due oggetti "diversi" non sono "identici", per definizione.Nel C questo concetto è abbastanza importante.
            Mica dicono le due stringhe "sono
            equivalenti ma non identiche".Se due stringhe hanno lo stesso hash, sono equivalenti ai fini della funzione di hash.L'equivalenza è un concetto relativo, quindi due oggetti sono equivalenti tra loro secondo un dato criterio.Se il criterio di equivalenza è "hanno lo stesso hash", allora una funzione di hash serve proprio a verificare questa equivalenza.Quello che tu dici nel primo post è proprio che se due stringhe sono equivalenti secondo questo criterio, allora è molto probabile che siano identiche, e molto poco probabile che siano diverse (in particolare se si tratta di due stringhe brevi).Ma, come tu stesso dici nel tuo secondo post, non significa che siano identiche, proprio perché l'hash non serve a verificare l'identicità, rispondendo al tuo primo post.Cristina ha frainteso il criterio di equivalenza di cui parlava l'articolo, confondendo il criterio "le due stringhe hanno uguale probabilità di rappresentare la password corretta" con il criterio "applicando la funzione di hash alle due stringhe si ottiene lo stesso risultato".Quest'ultima possibilità sarebbe stata estremamente improbabile, ma comunque possibile.Dopo di che, ha anche scambiato equivalenza con identicità, passando da confusione a errore concettuale.
          • attonito scrive:
            Re: Errori concettuali
            - Scritto da: Klut
            - Scritto da: Klop

            - Scritto da: Klut



            COME SCUSA? :| Tutti, e dico *tutti* gli



            algoritmi di hashing riconoscono come



            identiche stringhe diverse





            Equivalenti, non identiche



            Veramente algoritmi come md5 or sha-1 o sha-256

            non riconoscono l'input come "equivalente ma non

            identico", prendono una stringa e calcolano

            l'hash, punto.

            Ti sei risposto.


            Non esiste altro output generato

            dagli algoritmi al di fuori dell'hash quindi se

            si genera una collisione calcolano un hash

            identico.

            Esattamente, una funzione di hash non serve a
            verificare che due stringhe siano identiche,
            quindi ne consegue che è intrinsicamente
            impossibile che possa "riconoscere come identiche
            due stringhe
            diverse".

            L'identità è un concetto assoluto, non relativo.
            O due oggetti sono identici, o non lo sono.
            L'aggettivo "diverso" è l'esatto contrario di
            "identico", quindi due oggetti "diversi" non sono
            "identici", per
            definizione.

            Nel C questo concetto è abbastanza importante.


            Mica dicono le due stringhe "sono

            equivalenti ma non identiche".

            Se due stringhe hanno lo stesso hash, sono
            equivalenti ai fini della funzione di
            hash.

            L'equivalenza è un concetto relativo, quindi due
            oggetti sono equivalenti tra loro secondo un dato
            criterio.
            Se il criterio di equivalenza è "hanno lo stesso
            hash", allora una funzione di hash serve proprio
            a verificare questa
            equivalenza.

            Quello che tu dici nel primo post è proprio che
            se due stringhe sono equivalenti secondo questo
            criterio, allora è molto probabile che siano
            identiche, e molto poco probabile che siano
            diverse (in particolare se si tratta di due
            stringhe
            brevi).

            Ma, come tu stesso dici nel tuo secondo post, non
            significa che siano identiche, proprio perché
            l'hash non serve a verificare l'identicità,
            rispondendo al tuo primo
            post.


            Cristina ha frainteso il criterio di equivalenza
            di cui parlava l'articolo, confondendo il
            criterio "le due stringhe hanno uguale
            probabilità di rappresentare la password
            corretta" con il criterio "applicando la funzione
            di hash alle due stringhe si ottiene lo stesso
            risultato".
            Quest'ultima possibilità sarebbe stata
            estremamente improbabile, ma comunque
            possibile.

            Dopo di che, ha anche scambiato equivalenza con
            identicità, passando da confusione a errore
            concettuale.qeullo che non avete ancora capito e' che sciannamblo, mariuccia e compagnia NON sono tecnici, ma gente che usa google per tradurre un pezzo, metterci qualche fronzolo e "mandare in macchina". ovvio che appensa si parla di cose che non conoscono (cioe' il 79% delle volte) il rischio di sparare XXXXXXX e' altissimo, come dimostrano anni e anni di pessimi articoli.
      • Antony scrive:
        Re: Errori concettuali
        Se hai in mente SOLO algoritmi che non tengono conto dell'ordine dei caratteri, non è colpa mia.Algoritmi che creano un hash solo in base ai caratteri presenti (si spera almeno guardinp maiuscole e minuscole) spero non siano mai usati perchè sarebbero algoritmi del piffero!
    • arin scrive:
      Re: Errori concettuali

      La frase "sebbene molti algoritmi riconoscano le
      due stringhe come identiche" è completamente
      sbagliata, quale algoritmo potrebbe mai
      riconoscere come identiche due stringhe
      diverse?Meno male che non sono stato il solo a notarlo! L'articolo è una pessima traduzione di un mediocre articolo in inglese.
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