Negroponte spara a zero su Intel

Il guru del MIT accusa l'azienda che è uscita dalla partnership con OLPC di concorrenza sleale e tattiche ingannevoli

Roma – Il litigio tra OLPC e Intel non si è ancora concluso. Nicholas Negroponte, l’ideatore di One Laptop per Child , l’iniziativa da cui Intel ha deciso di allontanarsi e con cui ha reciso la partnership, non usa mezzi termini per descrivere il comportamento del chipmaker.

“Non voglio entrare nello specifico – ha dichiarato – ma non hanno rispettato tutti gli impegni che si erano assunti”. Un’accusa che Negroponte aveva già pronunciato ma che il CEO di Intel Paul Otellini aveva bollato come “fanfaluca”. “La mia versione dei fatti – replica il guru del MIT – non è una fanfaluca. Perché mai allora butterei via i sei milioni di dollari che in teoria avrebbero dovuto darci ieri (all’indomani dell’annuncio del ritiro di Intel dal progetto, ndr.)?”

Secondo Negroponte Intel se ne è andata dopo una serie di tensioni e disaccordi. “Loro vendevano il laptop con il loro marchio sopra (il Classmate PC, ndr.) esattamente alle stesse persone con cui noi stavamo negoziando – accusa Negroponte – Andavano pure da quelli con cui avevamo già firmato contratti per persuadere i rappresentanti dei governi a cancellare quei contratti e firmare nuovi accordi con loro. Non è così che si comporta un partner”. Sarebbe accaduto ad esempio in Perù, a sentire Negroponte, dove il Governo ha ordinato 270mila XO, i laptop di OLPC. Ed episodi così si sarebbero ripetuti innumerevoli volte.

“Ogni volta che succedeva – accusa Negroponte – dicevano che avrebbero smesso di farlo. È come tradire la propria moglie, o cadere nell’alcolismo, non è qualcosa che puoi semplicemente aggiustare, e alla fine abbiamo dovuto dividerci”.

Come noto Intel ha accusato OLPC proprio di aver tentato di costringere l’azienda a rinunciare alla vendita dei suoi Classmate.

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