Net, se si supera il confine psicologico

di Lamberto Assenti. I media americani parlano di una quota storica, visto che più del 50 per cento dei cittadini USA dispone di un accesso ad internet. Ma di storico c'è invece che il 69 per cento dei neri non si può collegare


Roma – Da noi è passata quasi sotto silenzio ma negli Stati Uniti i media stanno ancora cercando di riprendersi dalla notizia: quella secondo cui più di metà degli americani dispone e utilizza un accesso ad internet.

Questa volta i dati non arrivano da autorevoli istituti privati ma addirittura dal Dipartimento del Commercio, secondo cui 143 milioni di americani, vale a dire circa il 54 per cento della popolazione, utilizzava internet a settembre 2001. Un balzo in avanti di 26 milioni di utenti dai dati di settembre 2000.

Si tratta di cifre che restituiscono agli americani una leadership che sembravano aver perduto quando, nei mesi scorsi, sono arrivate valutazioni di importanti osservatori secondo cui, tra pochi anni, la maggioranza dei siti web sarà gestita da paesi che non sono gli USA, che saranno in lingua locale e che la maggioranza degli utenti per singolo continente sarà asiatica.

Ora che la maggior parte degli statunitensi naviga in rete negli USA i media mainstream sostengono che si è superato un confine psicologico, si è tagliato un traguardo di tappa nella diffusione delle nuove tecnologie.

Un risultato che si accompagna alla “tempestiva” decisione dell’amministrazione Bush, comunicata nelle scorse ore, di tagliare una parte consistente dei fondi che l’amministrazione Clinton aveva dedicato ai progetti di recupero del digital divide . Il gap nell’accesso ad internet tra i diversi settori della società americana è oggi imponente ma, superato lo scoglio del 50 per cento, Bush deve aver pensato di poter togliere il piede dell’acceleratore.

Quanti protesteranno se l’accesso tra neri e ispanici è ancora al 31 per cento? Eppure il punto è tutto lì, visto che questi dati confermano che nulla è cambiato e che il divario digitale negli States rimane una efficace cartina di tornasole per il baratro razziale che continua a impoverire quel grande paese.

E allora qual è il vero confine psicologico da superare? Secondo alcuni media americani il prossimo traguardo di tappa sarà l’ancora lontana ripresa dell’economia dei servizi e dei contenuti legati ad internet. Sarà. Nel frattempo potrebbe risultare di interesse capire non solo perché il 46 per cento degli americani non disponga di un accesso ad internet ma anche perché sia proprio quel 46 per cento a non poterne disporre.

Lamberto Assenti

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  • Anonimo scrive:
    Ma stiamo scherzaaaandooo???
    Se fosse vietato usarlo nei metatag dovrebbe essere vietato usarlo in qualsiasi altra sezione di contenuti del sito!!Assurdo!C'è anche il copyright su quello che si può dire o non dire? Tra l'altro nel caso specifico, essendo il sito di una playmate, la parola chiave è ovviamente al posto giusto.. se venisse fuori che non posso neanche usare i metatag che voglio beh.. altro che censura! Peggio!
  • Anonimo scrive:
    E in Italia...
    Punto Informatico non se ne è accorto, ma il Tribunale di Rovereto, nella sentenza 12 dicembre 2000, ha condannato il titolare di un'impresa che aveva utilizzato nella sua home page metatags con il nome di un'impresa concorrente ad 1 mese e 10 giorni di reclusione per il reato di cui all'art. 513 cp. (turbata libertà dell'industria e del commercio).Buon giorno signori!
  • Anonimo scrive:
    precisazione
    una gnocca così può mettermi tutti i metatag che vuolelol
  • Anonimo scrive:
    Siamo alla paranoia...
    .. se adesso c'è il copyright anche sui metatag.
    • Anonimo scrive:
      In teoria...
      Percui se dico :"Venite a comprare patate nel mio negozio! offriro' a chiunque entra un bicchiere di Coca Cola", la suddetta multinazionale delle lattine potrebbe denunciarmi poichè utilizzo il loro nome "a scopo di lucro"..Il fatto è che la gente non sa più come romperti il ca##o...
      • Anonimo scrive:
        Re: In teoria...
        aparte il fatto che a quanto pare era addiritura playmate of the year 81...;-0)
        Il fatto è che la gente non sa più come
        romperti il ca##o...concordo pienamente...;-0)
        • Anonimo scrive:
          Re: In teoria...
          Magari si è mantenuta una bella fig@ ;) :D- Scritto da: blah
          aparte il fatto che a quanto pare era
          addiritura playmate of the year 81...
          ;-0)
          • Anonimo scrive:
            Re: In teoria...
            se nel 81 aveva 20 anniora ne avra 40-45;-0)dalle poche foto che ho visto, non credo sia peggiorata moltissimo...e poi fino a 50 anni una donna e ancora "desiderabile"...;-0)- Scritto da: Wirelezz
            Magari si è mantenuta una bella fig@ ;) :D

            - Scritto da: blah

            aparte il fatto che a quanto pare era

            addiritura playmate of the year 81...

            ;-0)
          • Anonimo scrive:
            Re: In teoria... ma
            si, pare che si sia mantenuta bene nonostante l' età.. ma 19.95 $ al mese mi sembrano un po' tanti.. forse sono per pagare i diritti del termine playmate© !! :P
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