Net@PMI, come la rete aiuta le PMI

a Milano


Milano – Si terrà dal 18 al 20 marzo a Milano la manifestazione Net@PMI, un evento che raccoglie incontri e seminari duranti i quali, insieme ai temi relativi alle problematiche dei diversi settori di mercato, verranno analizzati i servizi tecnologici, finanziari, consulenziali e istituzionali a disposizione delle piccole e medie imprese (PMI) per svilupparne il potenziale innovativo e imprenditoriale.

La manifestazione giunge a poca distanza dal rilascio di alcuni dati di Infocamere che confermano Milano come la provincia più attiva in Italia per quanto riguarda le imprese dell’ICT. Alla fine del 2003 a Milano si contavano 10.399 aziende ICT attive, pari a quasi il 58 per cento su base regionale e al 13,2 per cento su base nazionale.
Sempre a Milano si registrano i tassi più alti di imprese ICT organizzate come società di capitali e della presenza delle società impegnate nei servizi di fornitura software e consulenza informatica e di quelli telematici.

“È proprio dalla specializzazione di Milano nei comparti a più elevato valore aggiunto e a maggiore vocazione innovativa (specializzazione nel terziario avanzato, diffusione dell’utilizzo di Internet e di personal computer, esistenza di una consistente dotazione infrastrutturale in termini di superficie cablata, presenza di un polo universitario tra i più prestigiosi del Paese, di gran parte delle istituzioni finanziarie e degli enti di ricerca) – si legge in una nota – che trova la sua ragion d’essere Net@PMI, l’unico evento dedicato a come la Rete e i suoi servizi possono aiutare le PMI – che rappresentano il 90 per cento del tessuto economico del Paese e che per oltre un quarto del totale si concentrano in Lombardia – a vincere la sfida della concorrenza”.

L’evento, rivolto alle PMI milanese e lombarde, è organizzato dal “Forum della Net Economy”, associazione informale tra Camera di Commercio, Comune e Provincia di Milano, e si svolgerà alla Triennale di Milano.

La partecipazione è gratuita: per informazioni e iscrizioni il sito di riferimento è netpmi.it

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  • Anonimo scrive:
    Corretto.. ma..
    L'articolo e' nella sostanza condivisibile.Mancano credo alcune considerazioni su aspetti tecnici (ma anche legali) di notevole importanza:1) sicurezza e affidabilita' dei dati.Se i dati di log soggetti a retention possono essere utilizzati in indagini giudiziarie (civili e penali) quali sono le garanzie offerte (sia agli indagati sia agli inquirenti) sulla loro veridicita', sicurezza, riservatezza e affidabilita' (prevenzione delle alterazioni in buona o malafede ec..)?La questione non e' affatto di scarsa rilevanza ne tecnica ne giuridica.Esistono standard di sicurezza (riconoscuiti) che comportano la verifica e l'accertamento della conformita' dei prodotti/sistemi/metodologie utilizzati (BS7799, Common Criteria, ITSEC ecc.) ma la legge non li prende in nessuna considerazione.Cio' alza il livello di rischio in modo inacettabile.Non sono indicati requisiti di nessun tipo riguardo la sicurezza fisica o logica ne dei dati ne dei supporti ne dei mezzi di acquisizione di tali dati, con la ovvia conseguenza di possibili alterazioni, ostacolo alle indagini coinvolgimento di possibili persone estranee ecc. (sia in modo involontario che fraudolento).2) La legge introduce il rischio di discriminazioni tra cittadini "scafati" e cittadini "ingenui".In parole povere il cittadino "scafato" (con adeguate conoscenze tecniche) e' in grado a costo zero di mettere in opera server di mail e comunicazione gestiti in proprio (questa e' la natura stessa della rete) e quindi non "loggati" dai provider nazionali e comunicazioni cifate e non (anche telefoniche) su "tunnel" e non "tracciabili" con gli strumenti predisposti dalla legge in questione.Tale possibilita' e' invece negata di fatto al cittadino "ingenuo" (senza adeguate conoscenze tecniche).Questo potrebbe precostituire una base di una preoccupante "diseguaglianza di fatto" di fronte alla legge.Il "legislatore" ha in questo caso compiuto un errore marchiano, ovvero :Da una parte ha costruito una ipotesi basata sulle tecnologie "piu' diffuse" (ma non certo le uniche) invece che sul principo giuridico astratto, mentre dall'altra parte, si e' dimostrato ugualmente ignorante (come al solito) sull'uso "evoluto" di tali tecnologie e delle possibilita' tecniche di rendere inefficace (nella sostanza) il provvedimento utilizzando la semplice conoscenza tecnica in modo perfettamente legale.Mi ricorda molto (chissa' perche'?) i "promessi sposi" di Manzoni....Saluti
  • Anonimo scrive:
    Non interessa a nessuno
    Questa e' la pura e semplice verita'. Agli italiani della privacy non interessa nulla, l'unica cosa che gli frega e' che i servizi costino poco, che si possa scroccare a palla, che il telefonino emetta degli arpeggi molto sofisticati e che la macchina rombi come deve. Se poi, per avere questo, devono sottoporsi ad una sonda neurale e corporale certo non si fanno problemi. Perche' sono fichi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non interessa a nessuno
      si e` veropopolo di pecoronidel resto l'italia e` quella nazione che si e` fatta trascinare nell'idiozia del fascismo, quale prova maggiore della sua deficenza...
    • Anonimo scrive:
      Re: Non interessa a nessuno
      - Scritto da: Anonimo
      Questa e' la pura e semplice verita'. Agli
      italiani della privacy non interessa nulla,
      l'unica cosa che gli frega e' che i servizi
      costino poco, che si possa scroccare a
      palla, che il telefonino emetta degli
      arpeggi molto sofisticati e che la macchina
      rombi come deve. Se poi, per avere questo,
      devono sottoporsi ad una sonda neurale e
      corporale certo non si fanno problemi.
      Perche' sono fichi.No,Io non lo credo, io credo che gli italiani (cosi come i cittadini di altri paesi) ) si trovino semplicemente nell'impossibilita' di reagire.Quello della Privacy e' uno degli innumerevoli problemi che i cittadini si vedono costretti a fronteggiare.Siamo in una situazione per cui da una parte esistono gruppi organizzati con risorse econoniche, culturali etc.. per "invertarsi" tutte le norme che piu' gli aggradano e dall'altra singoli individui (la maggiornaza) che lottano ogni santo giorno per sopravvivere e per cercare di ritagliarsi uno spicchio di felicita' con i modi e i mezzi che gli sono concessi.La lotta e' impari.Tanto per essere concreti, il tempo per questo mio post lo sto' rubando al mio tempo di lavoro, questa sera dovro uscire piu' tardi perche' non vengo pagato per esprimere opinioni sul problema della Privacy ma per produrre altro.Come si puo' dare la colpa a me (o ad altri italiani) quando questa porposta di legge e' stata fatta da gente che ha tutto il tempo per "ragionare serenamente" (viene pagata per questo) e tutte le risorse economiche per non doversi preoccupare del mutuo o dell'assicurazione che scade.Se vuoi incazzarti con qualcuno prova a dare uno sguardo alle firme poste sotto il decreto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non interessa a nessuno
      I servizi non possono costare meno con la data retention, visto che mantenere archivi di dati costa.
  • Anonimo scrive:
    zzzzz ronf
  • Anonimo scrive:
    chiarezza
    "Tra le modifiche più significative si annovera certamente la riduzione dei tempi previsti per la conservazione dei dati relativi al traffico"Esattamente cosa verrà loggato?Cosa intendono per dati relativi al traffico?Quali protocolli loggheranno? Perchè sul decreto pubblicato si fa riferimento genericamente a "dati relativi al traffico".ma qui si legge"Dal trattamento dei dati personali, infatti, si può ricostruire la vita di ognuno di noi: dalle telefonate effettuate alle ore trascorse in ufficio, dai guadagni realizzati alle spese sostenute, dal credo religioso allo stato di salute fino ad arrivare all'esatta conoscenza dei luoghi frequentati e delle strade percorse."Per ciò fare, bisogna loggare molta roba, mica solo smtp, pop3, ma pure http se vogliono "arrivare all'esatta conoscenza dei luoghi frequentati e delle strade percorse".
    • Anonimo scrive:
      Re: chiarezza
      al momento buono si puo ricorrere a https (anchje se e' una fregnata) e a programmi di encript sia par la posta che per il restosai cosa se ne fanno di un ciao arrivo in e-mail trattata con pgpci vogliono sempre quei 15 gg per decodificarla, pensa te se lo fanno tutti in modo trasparenteper le chat e resto uguale pensa a waste funziana come ircquindi si puo fare un server waste
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