NetStArt/ Arte disruptiva e giochi identitari

di Tatiana Bazzichelli - Muoversi all'interno della rete, col linguaggio della Rete, per far emergere i bug della società. Agire secondo le regole dei social media per denunciarne le dinamiche più insidiose

Roma – Nel precedente articolo della rubrica riflettevo sul progressivo cambiamento di immaginario e del significato della condivisione in rete con l’emergere dei media sociali e di ciò che è comunemente noto come web 2.0 . Di fronte alla progressiva commercializzazione degli ambienti di sharing e networking, qual è la risposta da parte di attivisti e artisti che lavorano in rete?

Come hanno mostrato la net art, l’hacker art e altre pratiche artistiche del decennio precedente, è possibile lavorare criticamente con le tecnologie della rete non solo per investigare usi e modalità di interazione sperimentali e non previsti dal lato utente/gestore, ma anche per evidenziare le possibili “falle dei sistemi”. La pratica artistica, collegandosi quindi all’attitudine hacker, diviene una strategia per immaginare diverse possibilità di espressione e di interazione mediatica, che non sempre sono esplorate dagli ambienti commerciali e dal mercato.
Molte di queste pratiche hanno evidenziato che, quando l’arte è il frutto di un lavoro indipendente, può contribuire a creare immaginario critico e nuove visioni sperimentali – e può essere un incentivo per lo sviluppo tecnologico stesso. Non a caso, una strategia del business che cerca di essere al passo con i tempi, è quella di reclutare proprio artisti, hacker e creativi per la loro capacità di creare innovazione disruptiva. È una delle strategie di Google, iniziata anche tempo fa in altri settori di mercato, come la moda: Diesel ne è stato uno dei primi esempi contemporanei (ma se vogliamo, questa attitudine era già nata negli anni Cinquanta nelle agenzie di pubblicità di Madison Avenue a New York).

L’innovazione disruptiva può prendere diverse strade, e spesso mettere di fronte a una biforcazione: da una parte il mercato riesce ad inglobare gli artisti perché ha capito le regole del gioco (e spesso le detta), dall’altra anche gli artisti possono attivarsi per conoscere queste regole, e decidere che il loro compito non è quello di seguirle, bensì di metterle in crisi. Ecco allora che nasce quello che ho chiamato arte disruptiva del business , un concetto di cui mi sto occupando in questi mesi di ricerca universitaria (vedi qui ).

Con arte disruptiva del business intendo la possibilità di agire artisticamente e attivamente all’interno del mercato per evidenziarne i limiti e, allo stesso tempo, per ricombinarne le regole dall’interno e creare nuovi scenari di sperimentazione creativa. La critica dell’economia capitalista diviene un atto performativo. Un ambito di espressione che offre scenari interessanti in questo senso è proprio quello generato dagli artisti che lavorano sul networking e il web 2.0, e che cercano di capire come i social media funzionino per esplorare nuovi territori creativi.

Neoist Altar Facciamo degli esempi concreti. Una modalità di espressione creativa che si è mostrata valida sin dai tempi delle Avanguardie artistiche è quella che coinvolge la nostra identità. Negli anni Ottanta-Novanta, esempi di identità collettive come Monty Cantsin nell’ambito del circuito Neoista , e il nome multiplo Luther Blissett , ci dimostrano la validità, e anche il piacere/effetto ludico, di trasformare, sviluppare e diffondere le nostre identità mediante una pratica collettiva. Pratiche identitarie che sono state ben assimilate anche nell’ambito attivista e hacker, come dimostrano le esperienze di San Precario e del suo anagramma Serpica Naro , verso la metà del Duemila.

San Precario
Il filo conduttore non si ferma qui, ed arriva anche ai social network. Piattaforme la cui interazione con l’utente inizia proprio attraverso la richiesta di “consegnare” dati anagrafici e personali, ambiti di interesse professionale e preferenze ludiche. Un patto relazionale che l’utente instaura con i gestori dei social network, offrendo i propri dati e ottenendo connettività. Ma al di là delle pesanti implicazioni e conseguenze a livello di privacy, quello che riceviamo in cambio è anche un’opportunità per giocare con l’identità, con il concetto di anonimato e multipli e con la pratica di social hacking. Ma fino ad ora pare che lo abbiano capito solo in pochi…

C’è chi ha raccolto la “sfida” e ha dimostrato che non sempre queste piattaforme sono blindate come mostrano di essere, e che permettono di giocare e sperimentare per sottolinearne i limiti, senza entrare necessariamente nell’illegalità (affronterò più diffusamente il tema della legalità/illegalità nei prossimi appuntamenti).

Anna Adamolo Alla fine del 2008 Anna Adamolo fa la sua apparizione sul social network Facebook. Una identità collettiva e fittizia nata per protestare contro la legge 133 della riforma Gelmini. Anna Adamolo è l’anagramma di Onda Anomala, il movimento degli studenti, ricercatori e precari che ha invaso le piazze italiane nell’autunno 2008. Con la richiesta di “diventare Anna Adamolo”, molte persone hanno cambiato la propria identità su Facebook, adottando le sembianze di questa figura collettiva. Una figura che, nell’immaginario di chi in quei giorni protestava contro la riforma Gelmini, rappresentava il nuovo Ministro Onda a tutela dei precari (l’opposto del Ministro ombra). Ma non solo: la comparsa di Anna Adamolo avviene anche all’interno di Facebook. Viene creato un fake (finto) account di Facebook di Gelmini che, il giorno della manifestazione nazionale a Roma il 14 novembre 2008, viene trasformato in quello di Anna Adamolo (giorno anche del lancio del sito clone del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che raccoglierà nelle settimane successive molte testimonianze delle voci della controriforma). Un gesto che segna la nascita di Anna Adamolo come nuovo personaggio collettivo in cui immedesimarsi – presto diventato simbolo del movimento per il ritiro della Legge 133 e della legge Gelmini, come descritto nel suo blog e nell’ articolo che vi invito a leggere per approfondire il contesto dell’operazione.

Circa un anno dopo, altri due progetti che giocano sulle identità nei social network si diffondono in Facebook e in rete: Seppukoo , creato da Les Liens Invisibile e Web 2.0 Suicide Machine , creato dal collettivo Moddr.net . Ambedue i progetti invitano gli utenti di Facebook (e nel caso della Suicide Machine anche di LinkedIn, MySpace, e Twitter), a commettere un simbolico suicidio virtuale, rimuovendo il proprio profilo dal social network. Ambedue si basano sulla possibilità di sperimentare con le applicazioni, sviluppate esternamente al server centrale, che si possono implementare indipendentemente e offrire come possibilità aggiuntiva di interazione per gli utenti registrati. Le application sono infatti un ambito di ricerca interessante nei social media, perché come la storia dei due progetti ci dimostra, permettono di analizzare i limiti e i bug dei sistemi centrali, e le loro strategie non evidenti a tutti gli utenti. Per esempio, una volta registrati su Facebook non è possibile cancellare la propria presenza del tutto, e pur se decidiamo di rimuovere il nostro profilo, tutti i nostri dati, foto, video e testi, rimarranno per sempre nel server di Facebook – basterà solo un click per riattivare il nostro account e riavere tutti i nostri dati a disposizione, come Seppukoo ci dimostra.
Ma ambedue i progetti ci dimostrano anche che piatteforme come Facebook non sono cosi liberali come sembrano, e la conseguenza per gli autori di Seppukko e Suicide Machine è stata quella di ricevere una lettera di cease & desist da Facebook Inc ( qui la lettera ricevuta dal gruppo Les Liens Invisibles). La motivazione? La tutela della privacy degli utenti e dei loro dati, quando nessuno dei due progetti aveva in nessun modo utilizzato i dati contrariamente alla volontà degli utenti stessi, e si è apertamente dichiarato come progetto di net art.

L’intervento legale di Facebook è un paradosso che ci fa sorgere la domanda: a chi appartengono i nostri dati personali se, una volta immessi nei server di queste piattaforme, perdiamo anche il diritto – e il piacere – di sperimentare con la nostra identità? E soprattutto, se la nostra identità diviene una merce da rivendicare come proprietà attivando una battaglia legale, qual è il prezzo che paghiamo per la nostra presenza nei social network?

Tatiana Bazzichelli
www.tatianabazzichelli.com

Fonte immagini:
“Neoist Altar”: disegno di Pete Horobin, ottavo festival di appartamento del Network Neoista, Londra, maggio 1984.
San Precario
Anna Adamolo

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • angros scrive:
    App a pagamento
    Se i (pochi) siti dietro paywall diventano app, il web diventa finalmente tutto-gratis-al-100%, gli utenti che non vogliono pagare (praticamente tutti) rimarranno sul web, e chi distribuisce contenuti a pagamento si ritroverà sovrano di un regno deserto.
    • not found scrive:
      Re: App a pagamento
      - Scritto da: angros
      Se i (pochi) siti dietro paywall diventano app,
      il web diventa finalmente tutto-gratis-al-100%,
      gli utenti che non vogliono pagare (praticamente
      tutti) rimarranno sul web, e chi distribuisce
      contenuti a pagamento si ritroverà sovrano di un
      regno
      deserto.magari fosse... ma non sarà
  • asda scrive:
    m.sito.com
    i siti con layout allegerito per cellulari ci sono!ma spesso x motivi di puro marketing prima di svelarti i contenuti ti offrono di scaricare l'app... costringendoti di fatto a caricare 2 pagine invece di 1.E' ovvio che se il tuo sito web si occupa, per esempio, di oroscopo è nell'interesse del publisher quello di offrire un acXXXXX preferenziale ed esclusivo ai propri contenuti..Un app potrebbe bene per un sito che frequenti quotidianamente ma se davvero la previsione di costui si avverasse dovremmo girare con un pacco di memory card per poter visitare i miliardi di siti internet.E' solo un altra provocazione sparata da mister nessunosotuttoio.Ma del resto un XXXXXXXX che dice che nel futuro venderanno solo app ha sicuramente più "visibilità" di milioni di persone che dicono che nel futuro vedremo solo opensource.
  • ni as scrive:
    ci provano
    vedo che ci provano di tanto in tanto a far fuori questo web che da fastidio ai poteri consolidati e a molte corporations.io cercherò, dopo l'uscita di affermazioni del genrere da parte di wired, a stare ancora più attento a difendere maggiormente il web. ovviamente per quello che posso.
    • not found scrive:
      Re: ci provano
      - Scritto da: ni as
      vedo che ci provano di tanto in tanto a far fuori
      questo web che da fastidio ai poteri consolidati
      e a molte corporations.mi pare sia tutto l'opposto: ci sguazzano alla grande, sia i poteri consolidati che le major: potere, soldi, condizionamento e controllo sociale per tutti e con la minima fatica
      io cercherò, dopo l'uscita di affermazioni del
      genrere da parte di wired, a stare ancora più
      attento a difendere maggiormente il web.che è come dire che vuoi difendere le strade o i martelli pneumatici...vanno difesi gli spazi di auorganizzazione, di autogestione, di libera socializzazione e condivisione, di scambio non remunerato ecc. ... dobbiamo difendere noi stessi e l'autonomia delle nostre personalità...
  • panda rossa scrive:
    Dilbert di oggi!
    http://www.dilbert.com/2010-08-18/
  • wastedego scrive:
    Il futuro è web-centrico
    La tendenza degli ultimi anni sembrerebbe tracciare una strada che va nella direzione esattamente opposta! Il web che diventa piattaforma per le applicazioni e non il contrario, come sostiene Chris Anderson. Ad esempio (il sistema operativo) Google Chrome è un assaggio -forse prematuro- di quello che sarà il futuro.Un futuro fatto di tante piccole apps, soggette inevitabilmente a bug, incompatibilità, patch e nuove versioni... mi fa venire la pelle d'oca!Penso anche a tutti i problemi che ci sono oggi con i browser... moltiplicati per migliaia di apps! Un incubo per me... o un sogno per qualche hacker!
    • angros scrive:
      Re: Il futuro è web-centrico
      Ma poi, le "apps di consultazione" c'erano già con Windows (ricordate i cd allegati alle riviste? Tipo "Pittori dell'Ottocento", o cose simili?) E sono durati ben poco.
    • Roby Marius scrive:
      Re: Il futuro è web-centrico
      Stra quoto. Il web è il vero internet, tutto il resto sono solo applicazioni client-server di rete.- Scritto da: wastedego
      La tendenza degli ultimi anni sembrerebbe
      tracciare una strada che va nella direzione
      esattamente opposta! Il web che diventa
      piattaforma per le applicazioni e non il
      contrario, come sostiene Chris Anderson.

      Ad esempio (il sistema operativo) Google Chrome è
      un assaggio -forse prematuro- di quello che sarà
      il
      futuro.
      Un futuro fatto di tante piccole apps, soggette
      inevitabilmente a bug, incompatibilità, patch e
      nuove versioni... mi fa venire la pelle
      d'oca!
      Penso anche a tutti i problemi che ci sono oggi
      con i browser... moltiplicati per migliaia di
      apps! Un incubo per me... o un sogno per qualche
      hacker!
    • ni as scrive:
      Re: Il futuro è web-centrico
      concordo
      • Get Real scrive:
        Re: Il futuro è web-centrico
        - Scritto da: ni as
        concordoConcordate finché vi pare, ma le cose non cambiano: il futuro é nelle mani delle corporations e sarà deciso dietro porte chiuse da dirigenti e azionisti.Professioni di fede e vuote parole nulla possono o potranno contro la potenza del denaro.
        • angros scrive:
          Re: Il futuro è web-centrico
          Il denaro può far costruire le app, ma non può far sparire i siti, e non può portare la gente a preferire le app ai siti.
  • Anonimo scrive:
    Trova le differenze
    I contenuti a pagamento sul Web sono sempre esistiti. Ora vengono fuori con queste app. La domanda che mi/vi pongo e': ma che differenza c'e'? Quotidiano (web) Vado sul sito di un quotidiano, mi iscrivo e pago una fee per l'abbonamento.Vado sul sito del quotidiano (da qualsiasi dispositivo dotato di browser) mi loggo e mi leggo il giornale. Quotidiano (app) Vado sullo store, mi scarico l'app del quotidiano, pago una fee per l'abbonamento e poi quando voglio leggere il giornale apro l'app. Differenze Con l'app non devo ricordare login/pswd.Con l'app l'impaginazione e/o l'interazinoe con il quotidiano e' diversa (migliore?).Con l'app ho acXXXXX solo dal dispositivo su cui l'ho scaricata.Con l'app il proXXXXX di iscrizione/registrazione e' semplificato?Con l'app l'acXXXXX al contenuto e' piu' diretto. (sembra stupido, ma avere l'iconcina sul desktop/menu applicazioni per molti utenti e' gia' "magia").Con l'app l'acXXXXX ai contenuti e' piu' veloce (l'interfaccia e' nell'app, si scaricano solo i contenuti).L'app e' di moda.Nessuna delle differenze mi sembra insormontabile, quindi il Web a pagamento, se migliora alcune cose, puo' lottare con le app.Avete altri esempi o altre differenze?
    • Steve Robinson Hakkabee scrive:
      Re: Trova le differenze
      il web a pagamento (o pagina web (x)HTML) lo sviluppi una volta per i desktop e una volta per il mobile, con l'app ne devi creare una per ogni dispositivo/SO:1) Windows2) Mac OSX3) Linux4) Android5) iPhone6) WinPhone 77) RIM8) SymbianVedi te che convenienza puo essereci.E ricorda che Desire iPhone RIM e Nokia più recenti navigano il web come un comune pc desktop con prestazioni ottime e più che accetabili.
      • Anonimo scrive:
        Re: Trova le differenze
        Mi riferivo alle differenze per l'utente che fruisce il contenuto, non per chi sviluppa apps.
        • Steve Robinson Hakkabee scrive:
          Re: Trova le differenze
          A voler investire parecchio sullo sviluppo del sito, si puo arrivare a diffrenze = 0.Mi spiego: il "telaio" dell'app puo essere simulato tramite HTML 5 + js(rigorosamente asincrono) + un buon CSS.HTML 5 permette anche l'utilizzo di un minimo di databse in locale e questo apre nuove prospettive di sviluppo web impensabili prima (al massimo c'erano i coockies...) http://webkit.org/demos/sticky-notes/[img]http://3.bp.blogspot.com/_ZaGO7GjCqAI/S9SJi_7VXmI/AAAAAAAASq8/9CLvUVyFUAs/s640/nytimes-iphone-app.jpg[/img]da questa immagine (non ho potuto provare) non vedo nulla che non si possa fare con le suddette tecnologie(ovviamente funzionerrebbe su tutte le piattaforme)
          • Anonimo scrive:
            Re: Trova le differenze
            Ok, quindi non vedi altre differenze oltre a quelle che ho indicato io, giusto? Quindi la domanda che rimae e': cos'hanno in piu' le app rispetto al sito? Perche' l'app per leggeere il quotidiano dovrebbe sbaragliare il gia' esistente sito a pagamento?Secondo me l'utente medio vuole solo avere un bel link sul suo telefono con la C del Corriere su cui clicka e apre il giornale. Tutta la differenza sta li'. Andare sul browser e digitare l'indirizzo del corriere a molti utenti sembra una tortura atroce dopo che hanno provato l'iconcina.
          • Steve Robinson Hakkabee scrive:
            Re: Trova le differenze
            possibile, la pigrizia è infinita come la stupidità
          • Filuz scrive:
            Re: Trova le differenze
            - Scritto da: Anonimo
            Ok, quindi non vedi altre differenze oltre a
            quelle che ho indicato io, giusto? Quindi la
            domanda che rimae e': cos'hanno in piu' le app
            rispetto al sito? Perche' l'app per leggeere il
            quotidiano dovrebbe sbaragliare il gia' esistente
            sito a
            pagamento?

            Secondo me l'utente medio vuole solo avere un bel
            link sul suo telefono con la C del Corriere su
            cui clicka e apre il giornale. Tutta la
            differenza sta li'. Andare sul browser e digitare
            l'indirizzo del corriere a molti utenti sembra
            una tortura atroce dopo che hanno provato
            l'iconcina.basta fare un'app che sia solo un collegamento al browser per l'apertura di un certo sito web e si accontentano tutti :-D
    • anonimo scrive:
      Re: Trova le differenze
      Sì ma il problema non è fare la versione a pagamento sul web. Ma ci sono alcune considerazioni.Secondo l'economia comportamentale se dai una cosa gratis dopo la gente è riluttante a pagare. Però sul mobile invece è disposta a spendere, perché vede l'apparecchio come diverso dal computer. Seconda cosa col web uno può copia incollare un articolo e diffonderlo sui forum ecc... cioè non credo sia un grosso pericolo, però gli editori ci pensano, tipo Murdoch che vuole una legge per mettere sotto copyright anche una frasetta di giornale. Però intanto con una app invece puoi evitare che succeda, si potrebbe sempre copiare con la tastiera gli articoli e poi diffonderli, ma richiederebbe un maggiore sforzo.Infine il problema è anche la pubblicità. Sul web la puoi eliminare, sull'app no. Perché le versioni a pagamento hanno la pubblicità, non è che la eliminano. Un ulteriore modello potrebbe essere differenziare le app con la pubblicità e quelle senzza, cioè far pagare di più a chi non vuole la pubblicità.
      • I did it for the lulz scrive:
        Re: Trova le differenze
        Scusate la puntualizzazione, ma è già la seconda volta che leggo frasi del tipo:
        Infine il problema è anche la pubblicità. Sul web la puoi eliminare,
        sull'app no.Diciamo meglio: sul web è semplice (magari non altrettanto sui dispositivi mobile) eliminare la pubblicità, sull'app è più complicato, ma assolutamente non impossibile..
        • pippo baudo scrive:
          Re: Trova le differenze
          - Scritto da: I did it for the lulz
          eliminare la
          pubblicità, sull'app è più complicato, ma
          assolutamente non
          impossibile..e come faresti ad eliminare la pubblicità da una app?
          • anonimo scrive:
            Re: Trova le differenze
            ..

            e come faresti ad eliminare la pubblicità da una
            app?Forse intende con il XXXXXXXXX ma a parte che è stato sistemato e se compri ora un iPad non va e in seguito ci vorrebbe qualcuno che creasse l'adblock per le app che sono tutte diverse e non seguono uno standard al contrario del web. Ma qui si parla di grandi numeri e in pochi sono disposti a usare il XXXXXXXXX. Non ho una console ma so che certi le modificavano per usare i cheat , ma non rappresentavano certo la massa e mi pare siano anche stati bannati in Massa da Xbox live
    • come come scrive:
      Re: Trova le differenze
      - Scritto da: Anonimo[...]
      Avete altri esempi o altre differenze?- la banda cable (web) e quella wireless (apps) - il ruolo dell'ISP- controllo totale sui dati: con le apps i "tuoi" dati non sono più tuoi... stanno nella nuvola, che non è per nulla vaporosa: i tuoi dati stanno "al sicuro" in materialissimi datacenter di altri ed a cui altri ancora accedono (soggetti di controllo/repressione e multinazionali varie a cui i tuoi dati vengono venduti)- controllo totale sul software: con le apps (su dispositivi ovviamente proprietari e blindati) puoi dire addio al software libero/open, alla privacy ecc.- il controllo totale dell'utente (ops... consumatore) che si realizza con le apps (so sempre chi sei, dove sei, cosa fai, cosa scrivi e a chi scrivi, cosa leggi, con chi parli ecc.)
  • Ottav(i)o Nano scrive:
    Tutta 'sta storia delle Appsssss
    Dal punto di vista tecnico le App stanno alle applicazioni web come i vecchi programmi client-server stanno alle applicazioni web.In altre parole: una App è una applicazione client-server, né più né meno.Ora c'è una unica piattaforma di riferimento, l'iPhone, ma se tra qualche mese dovessi sviluppare una applicazione seria che giri su iPhone, Android, MeeGo, Symbian3, Uìndous Mobàil Sìven e -mi voglio rovinare- WebOs, faccio direttamente una applicazione web, mica so' scemo...
    • Anonimo scrive:
      Re: Tutta 'sta storia delle Appsssss
      Non serve scrivere app per 50 OS, basta scriverla per coprire il 90% degli utenti. Ora ci sono ancora parecchi OS in giro, ma presto si ridurranno a 2/3 come nel segmento desktop (Win e Mac, Linux e' troppo piccolo per essere preso in considerazione).Inoltre se i tuoi potenziali clienti vogliono un'app ti conviene fornirgliela, altrimenti rischiano di andare dalla concorrenza.Il vero problema sara' la qualita' delle app. Gia' ora con il Web si vedono siti vulnerabili (ad esempio XSS), con le app il problema diventera' enorme.
      • Ottav(i)o Nano scrive:
        Re: Tutta 'sta storia delle Appsssss
        Però devo dire che, su iPhone, il sito mobile di Facebook funziona anche meglio della sua app... ;)
  • Anonimo scrive:
    Esempio
    Dovevo prenotare un volo ed ero senza pc. Una mia amica mi dice: puoi usare il mio iPhone, basta che ti scarichi l'app della Ryanair e ti prenoti il volo. Ne e' seguita l'ovvia domanda: ma non faccio prima ad aprire il browser ed andare sul sito della Ryan anziche' scaricarmi l'app? Risposta: Ehhh ma con l'app si vede meglio.
    • seguro scrive:
      Re: Esempio
      Certo su di uno schermo a francobollo come quello dell'iPhone il ragionamento della tua amica ha un certo senso ma su di un portatile o desktop?!Le app funzionano bene solo sugli smartphone.
      • Anonimo scrive:
        Re: Esempio
        Hai ragione, il fatto che l'app sia ottimizzata per le caratteristiche del dispositivo ne fa una valida alternativa al sito. Allora il problema non sta nel fatto che il Web in se' offre meno dell'app, ma piuttosto che il Web non e' ancora attrezzato per girare degnamente su dispositivi mobile. (qualcuno si ricorda i siti wap? Basta che il sito gestica lo useragent del browser e proponga una versine light e compatta in caso di dispositivo mobile.
        • Steve Robinson Hakkabee scrive:
          Re: Esempio
          - Scritto da: Anonimo
          Hai ragione, il fatto che l'app sia ottimizzata
          per le caratteristiche del dispositivo ne fa una
          valida alternativa al sito. Allora il problema
          non sta nel fatto che il Web in se' offre meno
          dell'app, ma piuttosto che il Web non e' ancora
          attrezzato per girare degnamente su dispositivi
          mobile. (qualcuno si ricorda i siti wap? Basta
          che il sito gestica lo useragent del browser e
          proponga una versine light e compatta in caso di
          dispositivo
          mobile.come non quotarti, ma finchè la quota dei visitatori dei siti con smartphone rimane sotto diciamo alla soglia del 5% è molto dura che le aziende ci investano soldi sopra.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Esempio
            ci sono Servizi e siti che si sono già attrezzati per i dispositivi mobili, da anni, vedi wordpress e invision come esempio :D
          • Steve Robinson Hakkabee scrive:
            Re: Esempio
            senza dubbio esistono, ma le PMI non sono ancora disposte a spendere soldi sopra, questo è il punto.Anche se si tratta di spendere solo 3/400
    • anonimo scrive:
      Re: Esempio
      - Scritto da: Anonimo
      Dovevo prenotare un volo ed ero senza pc. Una mia
      amica mi dice: puoi usare il mio iPhone, basta
      che ti scarichi l'app della Ryanair e ti prenoti
      il volo. Ne e' seguita l'ovvia domanda: ma non
      faccio prima ad aprire il browser ed andare sul
      sito della Ryan anziche' scaricarmi l'app?
      Risposta: Ehhh ma con l'app si vede
      meglio.Be' certo che se uno deve scaricare l'app per ogni cosa che fa, allora è meglio andare sul sito. Però se sono siti che frequenti spesso è più rapida l'app perché tutto il layout non viene caricato ogni volta e quindi è più rapido da consultare.Le app si aprono velocemente, mentre con safari: aprirlo, caricare la pagina, andare su un link, aspettare ancora ecc... è molto più lento e probabilmente aumenta anche i consumi.
    • attonito scrive:
      Re: Esempio
      - Scritto da: Anonimo
      Dovevo prenotare un volo ed ero senza pc. Una mia
      amica mi dice: puoi usare il mio iPhone, basta
      che ti scarichi l'app della Ryanair e ti prenoti
      il volo. Ne e' seguita l'ovvia domanda: ma non
      faccio prima ad aprire il browser ed andare sul
      sito della Ryan anziche' scaricarmi l'app?
      Risposta: Ehhh ma con l'app si vede
      meglio.Al che hai strappato la gamba di una sedia e l'hai usata per bastonarla, vero? dimmi che e' finita cosi, ti prego!
      • Aleph72 scrive:
        Re: Esempio
        - Scritto da: attonito
        - Scritto da: Anonimo

        Dovevo prenotare un volo ed ero senza pc. Una
        mia

        amica mi dice: puoi usare il mio iPhone, basta

        che ti scarichi l'app della Ryanair e ti prenoti

        il volo. Ne e' seguita l'ovvia domanda: ma non

        faccio prima ad aprire il browser ed andare sul

        sito della Ryan anziche' scaricarmi l'app?

        Risposta: Ehhh ma con l'app si vede

        meglio.
        Al che hai strappato la gamba di una sedia e
        l'hai usata per bastonarla, vero? dimmi che e'
        finita cosi, ti
        prego!Ovviamente si parla sempre senza aver mai provato l'iPhone.Altrimenti sapreste benissimo che le app che sostituiscono i siti web, sono studiate per essere molto più efficaci del sito stesso.Sono più leggere, veloci, e rapide da usare che il sito stesso.
        • Anonimo scrive:
          Re: Esempio
          Se ho bisogno di una app per rendere il sito piu' facilmente fruibile c'e' qualcosa che non va. Per me questo vuol semplicemente dire che il sito ha ampi spazi di miglioramento (leggasi 'fa schifo') e non che l'app e' una rivoluzione che mandera' in pensione il web.Il web evolvera' per adattarsi alle esigenze dell'utente che evidentemente sono innanzitutto la semplicita' e la velocita'.L'app obblighera' il Web a cambiare, ma non lo uccidera', anzi, lo rendera' piu' forte.
          • Aleph72 scrive:
            Re: Esempio
            - Scritto da: Anonimo
            Se ho bisogno di una app per rendere il sito piu'
            facilmente fruibile c'e' qualcosa che non va. Si, tipo che un sito è fatto normalmente per una risoluzione di 1024x768 e uno smartphone ha una risoluzione più bassa?Oltre a tante altre cose, tipo, per quanto riguarda l'app di RyanAir, a me interessa prenotare un volo, non mi frega un kaiser di tutto il resto che sta sulla pagina web.Ti do un consiglio: fatti prestare un iPhone e USALO per almeno un paio di settimane, poi ne riparliamo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Esempio
            Per la risoluzione basta fare la versione mobile del sito (come esiste gia' per molti siti) alla quale vieni mandato automaticamente in base allo user agent. L'app non serve, basta fare un sito decente, quindi hai appena confermato che se mi serve un'app per accedere ad un sito dal telefono e' perche' il sito si visualizza male (fa schifo).Sul secondo punto vedo che mi hai dato ancora ragione. L'utente vuole semplicita' e i siti web invece forniscono completezza. (Es. Sul sito posso mandare la richiesta di rimborso per la cancellazione del volo causa vulcano islandese, con l'app no).L'app risponde ad un bisogno dell'utente, quando i web designer riusciranno a rispondere allo stesso bisogno di semplicita', mantendo la completezza del sito web avremo un web migliore e le app spariranno avendo lasciato pero' un segno profondo.Non mi sembra che ci sia nulla di cui riparlare visto che hai confermato quanto ho detto io. Pero' se mi vuoi prestare il tuo iPhone per un paio di settimane ne approfitto :P
          • Aleph72 scrive:
            Re: Esempio
            - Scritto da: Anonimo
            Per la risoluzione basta fare la versione mobile
            del sito (come esiste gia' per molti siti) alla
            quale vieni mandato automaticamente in base allo
            user agent. L'app non serve, basta fare un sito
            decente, quindi hai appena confermato che se mi
            serve un'app per accedere ad un sito dal telefono
            e' perche' il sito si visualizza male (fa
            schifo).Non necessariamente.L'app è pensata per l'utilizzo in mobilità. Spesso accede al GPS o altre funzioni del telefono, cosa che un sito non può fare (o magari sarebbe più complicato).E' pensata e realizzata per quel tipo di dispositivo in particolare, e non per essere fruibile da decine di browsers e/o dispositivi.L'esperienza d'uso sarà sempre diversa.

            Sul secondo punto vedo che mi hai dato ancora
            ragione. L'utente vuole semplicita' e i siti web
            invece forniscono completezza. (Es. Sul sito
            posso mandare la richiesta di rimborso per la
            cancellazione del volo causa vulcano islandese,
            con l'app
            no).Diciamo che io vorrei semplicità E completezza.E spesso le app danno questo.
            L'app risponde ad un bisogno dell'utente, quando
            i web designer riusciranno a rispondere allo
            stesso bisogno di semplicita', mantendo la
            completezza del sito web avremo un web migliore e
            le app spariranno avendo lasciato pero' un segno
            profondo.Avremo sicuramente un web migliore, ma, secondo me, le app non spariranno.
            Non mi sembra che ci sia nulla di cui riparlare
            visto che hai confermato quanto ho detto io.
            Pero' se mi vuoi prestare il tuo iPhone per un
            paio di settimane ne approfitto
            :PScusa, al di la di tutto il discorso, pensavo di stare rispondendo ad Attonito, per questo ero un po' sull'offensiva.Mi sono accorto adesso che sei un altro :-)E comunque, no, il mio iPhone non te lo presto!! Se penso a quello che dovrei fare se non l'avessi...Lo uso tutti i giorni per capire dove cacchio mi trovo, che autobus devo prendere e soprattutto dove sta la fermata (sono in Spagna da poco e ancora non conosco la zona).C'è una app che fa proprio questo. C'è anche il sito certo, ma vuoi mettere che apro l'app, vede con il gps dove mi trovo e mi dice tutte le fermate che ho intorno, gli autobus che ci passano e tra quanto ci passano?
          • anonimo scrive:
            Re: Esempio
            - Scritto da: Anonimo
            Per la risoluzione basta fare la versione mobile
            del sito (come esiste gia' per molti siti) alla
            quale vieni mandato automaticamente in base allo
            user agent. L'app non serve, basta fare un sito
            decente, quindi hai appena confermato che se mi
            serve un'app per accedere ad un sito dal telefono
            e' perche' il sito si visualizza male (fa
            schifo)Basta fare una pagina web apposta per l'ipad e non è che sia molto diversa da una app. La differenza è che se fanno la App sono visibili anche sull'appstore.Se uno vuole può aggiungere il bookmark in modo da avere l'icona insieme alle altre usate per le app. Se uno fa la pagina HTML come si deve Safari si apre a schermo intero e non si nota neanche che è una pagina HTML.Per chi ha l'apparecchio provi questa pagina:http://everytimezone.com/Poi prema + e l'aggiunga alla home
          • FinalCut scrive:
            Re: Esempio
            - Scritto da: Anonimo
            Per la risoluzione basta fare la versione mobile
            del sito (come esiste gia' per molti siti) alla
            quale vieni mandato automaticamente in base allo
            user agent. L'app non serve, basta fare un sito
            decente, quindi hai appena confermato che se mi
            serve un'app per accedere ad un sito dal telefono
            e' perche' il sito si visualizza male (fa
            schifo).No.Il bello è che ti ostini a parlare e a voler imporre la "tua" ragione pur non avendo mai visto come funzionano le applicazioni iPhone.Sviluppare una applicazione che acceda a tutte le librerie di sistema, ottimizzata, offrirà ancora per molto a lungo indubbi vantaggi rispetto al sito più bello del mondo fatto tutto in HTML5 e CSS3.Una applicazione come la Raynair ad esempio beneficia delle notifiche push e nel caso potrebbe avvertirti se il volo che hai appena prenotato è in ritardo oppure no, un sito potrebbe mandarti una mail (prima però devi dargliela) e non è detto che tu legga la mail con un servizio push sul tuo telefono.... Quindi, App : Sito = 1 : 0Tanto per dirne un altra..., le API di Google Map sul browser sono lente perché il motore javascript è quello che è sul telefono, le stesse mappe sviluppate dentro una applicazione con le API dell'SDK iPhone sono incredibilmente veloci e leggere.Questo perché iPhone accelera in hardware solo i CSS e non il motore Javascript sul browser.Anche l'identificazione GPS sul browser è molto più lenta rispetto alle API di coreLocation...Quindi, App : Sito = 3 : 0Di esempi e problemi tecnici ce ne sarebbe millemila ma mi fermo qui.E su Android le cose stanno anche peggio.Hai torto, punto. Fine della questione. (linux)(apple)
          • Pippo Baudo scrive:
            Re: Esempio
            Ma dai, hai scoperto che un'applicazione che gira in locale e' piu' performante di una web application. Non l'aveva mai detto nessuno prima di te! Sei veramente un genio! Secondo quello che dici allora nessuna web application oggi verrebbe usata perche' un software installato in locale fa la stessa cosa e meglio. Strananmente pero' di web application in giro ce ne sono milioni. Per il push... beh, se hai un'applicazione che riceve notifiche push avrai anche una mail che fa la stessa cosa e provaci te a prenotare un volo Ryan senza lasciare l'indirizzo email... ridicolo!A Nostradamus dei poveri, facce ride!
      • nessuno scrive:
        Re: Esempio

        Al che hai strappato la gamba di una sedia e
        l'hai usata per bastonarla, vero? dimmi che e'
        finita cosi, ti
        prego!invece questa volta penso abbia ragione l' amica: ho visto per curiosità il sito di www.ryanair.com e sembra di fare un salto indietro di 10 anni, user experience zero ... ma dopotutto da un servizio low cost che volevamo aspettarci?
    • pietro scrive:
      Re: Esempio
      - Scritto da: Anonimo
      Dovevo prenotare un volo ed ero senza pc. Una mia
      amica mi dice: puoi usare il mio iPhone, basta
      che ti scarichi l'app della Ryanair e ti prenoti
      il volo. Ne e' seguita l'ovvia domanda: ma non
      faccio prima ad aprire il browser ed andare sul
      sito della Ryan anziche' scaricarmi l'app?
      Risposta: Ehhh ma con l'app si vede
      meglio.io con un iPhone non riesco mai ad arrivare in fondo alla pagina di un giornale, è così piena di pulsanti e link invisibili che prima di arrivare in fondo vengo spedito a desta e a manca su sotto siti di cui non mi frega niente e quando torno indietro mi ritrovo al solito all'inizio della pagina.
      • blatero scrive:
        Re: Esempio
        Se davvero ti succede, è perchè l'Iphone è fatto a cappio di cane.Uno smartphone decente dovrebbe saper distinguere tra un trascinamento e un click.
  • Dominus scrive:
    tranquilli...
    State tranquilli.... questa è solo una grande cavolata.
  • Vitalij scrive:
    Dati torturati
    L'articolo di Wired è la dimostrazione più eccellente del fatto che "se torturi i dati abbastanza a lungo, questi confesseranno qualunque cosa".Notate il fatto che Wired ha usato un grafico con le percentuali, mentre se si guardano i dati assoluti il traffico Web sta crescendo in modo lineare e (quindi) costante. Così come il p2p cresce un po' e la mail decresce pochissimo. L'unica novità (?) è che il traffico ftp è stato sostituito (secondo me) dai social network.Guardate qui:http://www.boingboing.net/2010/08/17/is-the-web-really-de.htmlInsomma, ci sarà sempre qualcuno che cercherà di farci pagare per le cose che vediamo su Internet e qualche fanboy che lo starà a sentire, ma il resto delle persone non è così sprovveduto.
  • Logan scrive:
    Mah...
    Questa sembra proprio una grossa da sparare.Le app non potranno mai rimpiazzare la centralità del Web.Ridurre l'universalità dell'html e dell'interfaccia web based ad uno sciame di app chiuse? E' come dire che gli sms sostituiranno il linguaggio parlato.
  • Anonimo Codardo scrive:
    13 anni fa
    "Kiss your browser goodbye: The radical future of media beyond the Web"http://www.wired.com/wired/archive/5.03/ff_push.htmlDopo 13 anni non e' ancora sucXXXXX e questo tizio riprova con le sue previsioni balzane?E nel frattempo sono comparsi ajax e HTML 5, ossia maggiore versatilita' del browser rispetto alla semplice visualizzazione di pagine.Mancano citazioni sulla Singularity e siamo veramente a posto!PS:"At the December 1996 Internet World, Netscape CEO Jim Barksdale delivered a keynote address on the future of the Web, without using the word browser once."Nella keynote la sparizione del browser era generica o si riferiva solo al proprio?
    • Cameo scrive:
      Re: 13 anni fa
      Anderson l'abbiamo perso anni fa... E Wired con lui...
    • logicaMente scrive:
      Re: 13 anni fa
      - Scritto da: Anonimo Codardo
      "Kiss your browser goodbye: The radical future of
      media beyond the
      Web"
      http://www.wired.com/wired/archive/5.03/ff_push.ht

      Dopo 13 anni non e' ancora sucXXXXX e questo
      tizio riprova con le sue previsioni
      balzane?
      E nel frattempo sono comparsi ajax e HTML 5,
      ossia maggiore versatilita' del browser rispetto
      alla semplice visualizzazione di
      pagine.mmm... 13 anni fa i siti web personali erano fatti in html con qualche spruzzatata di javascript, del tutto aperti: l'utente (necessariamente dotato di un minimo di competenza) aveva il controllo totale. Qualche anno dopo i siti web personali erano stati rimpiazzati dai blog: l'utente non aveva più bisogno di conoscere i dettagli dell'hosting, di html, php etc ma si appoggiava su poche piattaforme fornite da terzi (in parte aperte, in parte chiuse) come wordpress. Oggi i blog vengono rimpiazzati dalle piattaforme di microblogging social, l'utente non sa più neppure che fine fanno i propri dati e si affida in toto a un paio di aziende non propriamente trasparenti (Facebook, LinkedIn e compagnia) che già si ripagano del servizio rivendendo le informazioni utili a fini di marketing.A me sembra che il proXXXXX descritto nell'articolo sia già ben avviato: il prossimo passo sarà l'utente che non avrà più neppure la consapevolezza di essere collegato, di inviare e ricevere informazioni (anche) sensibili, dei meccanismi per cui sarà bersagliato proprio da "quelle" pubblicità. Libertà e apertura contro semplicità e pervasività: le prime perdono in partenza. Il browser diventerà un arcaico strumento per sedicenti "esperti" ed un neXXXXXrio per gli sviluppatori, tal quale oggi la riga di comando nei sistemi operativi: efficace in molti ambiti, del tutto sconosciuta alla maggioranza.
      Nella keynote la sparizione del browser era
      generica o si riferiva solo al
      proprio?Questa era proprio cattivella :)
      • Sgabbio scrive:
        Re: 13 anni fa
        a dire il vero devi conoscere cosa offre il tuo hosting se vuoi fare il tuo blog :D Non la vedo cosi grigia, sopratutto non vedo i micro blogging come sostituto ai blog, ma più semplicemente come aggregatore di quest'ultimo. Poi sinceramente siti come Facebook, cosi come sono non possono "sostituire" il web, cioè troppo "volatile".
        • logicaMente scrive:
          Re: 13 anni fa
          - Scritto da: Sgabbio
          a dire il vero devi conoscere cosa offre il tuo
          hosting se vuoi fare il tuo blog :Dbeh, in effetti ho semplificato forse un po' troppo... :$ pensavo a contenitori tipo altervista dove schiacci il tastino "crea blog" e ti fa tutto in automatico tranne i contenuti. Chiaramente per un blog appena appena più evoluto devi sapere cosa ti serve (registrazione del dominio, supporto a php, mysql, quantità di spazio/banda etc) e come ottenerlo... spero che il concetto si capisca lo stesso.
          Poi sinceramente siti come Facebook, cosi come
          sono non possono "sostituire" il web, cioè troppo
          "volatile".Una forte tendenza all'accorpamento di tanti contenuti (miseri in qualità, ok...) in pochi contenitori è abbastanza evidente, in ogni caso, secondo me. Tutto sta a vedere dove porta una situazione del genere proiettata nel futuro.
          • Alessandrox scrive:
            Re: 13 anni fa
            Altervista come esempio calza male perchè se è vero che con pochi passaggi si crea in "quasi automatico" (ma ci sono anche una vasta serie di opzioni avanzate non proprio banali) è anche vero che puoi fare le stesse cose nel modo classico, ma questo c'e' da MOLTO tempo, praticamente ogni servizio hosting fornise entrambe le possibilità
  • Cassio scrive:
    Monetizzare? Disse un vecchio adagio...
    "Chi troppo vuole, nulla stringe".Internet è nato libero e tale deve rimanere. Vogliono che inizi a pagare ciò che prima era libero? Mi spiace, da me non avranno un soldo. Io NON compro apps, NON installo itunes, NON dò a nessuno il numero della mia carta di credito. E neanche prendo le cose piratate, non ne vale la pena, semplicemente uso gli strumenti free che già ci sono...Discorso differente per le nuove idee. Se ho una nuova idea è anche giusto monetizzarla ma in maniera equa...
    • john john scrive:
      Re: Monetizzare? Disse un vecchio adagio...
      scusami ma non sono del tutto d'accordo e ti spiego perchè.E' vero che tu trovi qualunque cosa free, ma quelli che fanno le app free devono avere un tornaconto che può essere traffico web o altro che indirettamente gli fa rientrare qualcosa, diciamo che quelli che lavorano per la gloria sono la minoranza.Anche chi fa seriamente opensource, ha dei tornaconti.Se non ci fosse però un qualcuno, un utente diverso da te che però fa chiudere il cerchio, se tutti diventassero chiusi a non sganciare qualche spicciolo qua e la, prima o poi il tornaconto sparirà e ci saranno sempre meno benefattori, e meno applicazioni free.Io non sono uno che spende e spande, però io dopo aver fatto una accurata ricerca del free, se trovo qualcosa di meglio a pagamento preferisco remunerare il lavoro ben fatto.
    • Seguro scrive:
      Re: Monetizzare? Disse un vecchio adagio...
      Il free esiste perché qualcuno l'ha già pagato prima e tanto vale metterlo a gratis poi.Gran parte del codice open viene sviluppato da aziende che necessitano di averlo e poi lo rendono pubblico. I soldi girano comunque con la differenza che nel free l'indotto sta a monte, nel commerciale a valle.
      • max scrive:
        Re: Monetizzare? Disse un vecchio adagio...
        - Scritto da: Seguro
        Il free esiste perché qualcuno l'ha già pagato
        prima e tanto vale metterlo a gratis
        poi.
        Gran parte del codice open viene sviluppato da
        aziende che necessitano di averlo e poi lo
        rendono pubblico. I soldi girano comunque con la
        differenza che nel free l'indotto sta a monte,
        nel commerciale a
        valle.quindi il primo che ha commissionato il lavoro paga, gli altri no...il primo deve sentirsi un bel fesso...
  • vivo scrive:
    Nemmeno FinalCut
    Devo dire che simili sciocchezze non le avevo mai sentite: in confronto quelle di FinalCut sembrano perle di saggezza.D'altro canto sono tutte previsioni fatte in stile Steve Jobs, da persone, cioè, piene di sé, che si atteggiano a guru e cercano con le loro sparate di influenzare il pubblico: in pratica sono pseudo - profezie che tentano di auto verificarsi per le presunta autorevolezza di chi le pronuncia (che altro non sono che pennivendole e venditori di materassi).Mai come in questo caso possiamo esserne sicuri: se qualcuno avrà il coraggio e lo stomaco di ricordarsi di queste scempiaggini tra dieci anni gli rideremo in faccia.
    • ces scrive:
      Re: Nemmeno FinalCut
      - Scritto da: vivo
      Devo dire che simili sciocchezze non le avevo mai
      sentite: in confronto quelle di FinalCut sembrano
      perle di
      saggezza.
      D'altro canto sono tutte previsioni fatte in
      stile Steve Jobs, da persone, cioè, piene di sé,
      che si atteggiano a guru e cercano con le loro
      sparate di influenzare il pubblico: in pratica
      sono pseudo - profezie che tentano di auto
      verificarsi per le presunta autorevolezza di chi
      le pronuncia (che altro non sono che pennivendole
      e venditori di
      materassi).
      Mai come in questo caso possiamo esserne sicuri:
      se qualcuno avrà il coraggio e lo stomaco di
      ricordarsi di queste scempiaggini tra dieci anni
      gli rideremo in
      faccia. [se desidera essere quotato clicchi sull'icona a forma di dollaroni che occuperà tutto il suo monitor per scaricare l'applicazione PIselfconfidence-boost al modico prezzo di 70] :D
    • ameleo scrive:
      Re: Nemmeno FinalCut
      Perfettamente d' accordo, tempo fa (molto)si parlava molto della fine del libro classico a favore dei supporti magnetici, negli anni avevano detto che anche la scrittura sarebbe cambiata a causa di word e simili, le penne sono sempre lì, i libri sono sempre lì, i quotidiani cartacei pure (il piacere di sfogliare la gazzetta etc. la mattina al pendolare non glilo toglierà mai nessuno), il web è una cosa enorme non è solo you tube, ma tanto tanto altro e il brwoser è l'unico mezzo e lo sarà per tanto tempo, questi studiosi tutto studiano ma la gente non la ascoltano anzi non ne tengono proprio conto.
      • nessuno scrive:
        Re: Nemmeno FinalCut

        i libri sono sempre lì, i quotidiani cartacei
        pure (il piacere di sfogliare la gazzetta etc. la
        mattina al pendolare non glilo toglierà mai
        nessuno)devi però ammettere che di libri cartacei, giornali cartacei se ne vendono di meno rispetto a qualche anno fa, questo a vantaggio dei formati digitali ovviamente. Aspetta qualche anno che i lettori ebook si migliorino, costino meno e si diffondano: il giornale cartaceo farà la fine che ha fatto la pellicola delle fotocamere, o la fine della cabina telefonica.
        • angros scrive:
          Re: Nemmeno FinalCut
          Per i giornali, sono propenso a credere che spariranno (o ne rimarranno pochi); per i libri, è tutto da vedere.
        • ameleo scrive:
          Re: Nemmeno FinalCut
          Per i libri non sono d'accordo (a parte l'Italia) nel mondo si vendono tantissimi libri, i grandi quotidiani se parliamo dell'Italia sono in trend crescente dagli anni 80 ma probabilmente la versione elettronica cambierà le cose ma non credo che spariranno ci saranno sempre persone che vorranno la copia cartacea almeno per qualche altro decennio. Poi chissà alla fine di questo secolo sicuramente il mondo sarà diverso, ma scrivere oggi che il web è finito mi sembra una enorme fesseria.Bye
      • Giacomo scrive:
        Re: Nemmeno FinalCut
        - Scritto da: ameleo
        Perfettamente d' accordo, tempo fa (molto)si
        parlava molto della fine del libro classico a
        favore dei supporti magnetici, negli anni avevano
        detto che anche la scrittura sarebbe cambiata a
        causa di word e simili, le penne sono sempre lì,
        i libri sono sempre lì, i quotidiani cartacei
        pure (il piacere di sfogliare la gazzetta etc. la
        mattina al pendolare non glilo toglierà mai
        nessuno), il web è una cosa enorme non è solo you
        tube, ma tanto tanto altro e il brwoser è l'unico
        mezzo e lo sarà per tanto tempo, questi studiosi
        tutto studiano ma la gente non la ascoltano anzi
        non ne tengono proprio
        conto.ciò che dici è indubbiamente vero ma se questi cambiamenti così profondi non ci sono stati non è solo per le abitudini ma anche per la tecnologia.io credo che la situazione sia inevitabilmente destinata a mutare. Anche gli editori si accorgeranno che pubblicare un libro in formato digitale è più comodo, veloce ed aumenta i profitti a mostro. Questa cosa farà si che i servizi si sposteranno tutti verso il digitale mobile.la gazzetta per i pendolari, ma anche nei bar etc, è un piacere che verrà soppiantato nel giro di un quinquennio dagli e-reader o smartphone di ultima generazione.IMHO quando la e-paper supporterà le animazioni, avrà un refresh migliore e sarà touch (e ci stiamo avvicinando), molti media tradizionali confluiranno in un unico dispositivo.ora, rispetto al passato, ci sono mooolti più investitori in gioco e molta più tecnologia.Fino a pochi anni fa non eravamo pronti, ora ci siamo (quasi), anche culturalmente parlando.che lo si voglia riconoscere o meno, Apple ha fatto come mosè ed ha suddiviso le acque per creare una nuova strada, seguita da tutti
        • ameleo scrive:
          Re: Nemmeno FinalCut
          Io concordo con quanto hai detto, tranne che per i tempi, se è vero che fra 5 anni le tecnologie saranno mature, non altrettanto (imho) lo saranno le persone, intendo le masse, c'è troppa gente ancora che culturalmente non è pronta ad usare dispositivi digitali per tutto, pensa al numero immenso di persone che hanno un pc in casa e ancora non sanno usarlo come dovrebbero (leggi utonti)quindi sempre secondo me il periodo in cui il business si farà in modo ibrido (vecchia maniera + nuova) sarà un pò più lungo, poi come ho già scritto le cose cambieranno è l'evoluzione che lo chiede, ma scrivere oggi tornando all'argomento dell'articolo che il web è morto è davvero una esagerazione.ciao
          • Giacomo scrive:
            Re: Nemmeno FinalCut
            - Scritto da: ameleo
            Io concordo con quanto hai detto, tranne che per
            i tempi, se è vero che fra 5 anni le tecnologie
            saranno mature, non altrettanto (imho) lo saranno
            le persone, intendo le masse, c'è troppa gente
            ancora che culturalmente non è pronta ad usare
            dispositivi digitali per tutto, pensa al numero
            immenso di persone che hanno un pc in casa e
            ancora non sanno usarlo come dovrebbero (leggi
            utonti)quindi sempre secondo me il periodo in cui
            il business si farà in modo ibrido (vecchia
            maniera + nuova) sarà un pò più lungo, poi come
            ho già scritto le cose cambieranno è l'evoluzione
            che lo chiede, ma scrivere oggi tornando
            all'argomento dell'articolo che il web è morto è
            davvero una
            esagerazione.è vero ciò che dici ma non devi dimenticare che di utonti, informaticamente parlando, c'è pieno il mondo (specialmente l'italia) ma di questi stessi utonti, con iphone, android, o cmq uno smartphone figo ce ne sono già a tonnellate. Utilizzano gli apparecchi senza essere geni dell'informatica e tramite questi apparecchi si "acculturano" sulle nuove tecnologie.gli smartphone (e poi l'ipad/tablet) faranno breccia (lo stanno già facendo) anche negli utenti che fino ad oggi non hanno saputo masterizzare un cd, stampare un documento, inviare una email con allegato o configurare un router.
            ciao
    • FinalCut scrive:
      Re: Nemmeno FinalCut
      - Scritto da: vivo
      Devo dire che simili sciocchezze non le avevo mai
      sentite: in confronto quelle di FinalCut sembrano
      perle di
      saggezza.
      D'altro canto sono tutte previsioni fatte in
      stile Steve Jobs, da persone, cioè, piene di sé,
      che si atteggiano a guru e cercano con le loro
      sparate di influenzare il pubblico: in pratica
      sono pseudo - profezie che tentano di auto
      verificarsi per le presunta autorevolezza di chi
      le pronuncia (che altro non sono che pennivendole
      e venditori di
      materassi).Si, si... hai ragione tu su tutta la linea... nemmeno un milione al mese hai detto? Epic fail? http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2970086&m=2970264#p2970264ridi ridi che a dicembre sarò io a riderti in faccia.(linux)(apple)
      • vivo scrive:
        Re: Nemmeno FinalCut
        Vedo che l'hai presa sul personale: diciamo che sei il simbolo vivente delle previsione sbagliate.(PS: dai un'occhiata lì, dove hai preso l'ennesima umiliazione)
        • Certo certo scrive:
          Re: Nemmeno FinalCut
          Quanto a previsioni sbagliate tu batti pure Enjoy. Bedi tu chi sta messo peggio tra te ed Enjoy.
    • come come scrive:
      Re: Nemmeno FinalCut
      - Scritto da: vivo
      Devo dire che simili sciocchezze non le avevo mai
      sentite: in confronto quelle di FinalCut sembrano
      perle di
      saggezza.
      D'altro canto sono tutte previsioni fatte in
      stile Steve Jobs, da persone, cioè, piene di sé,
      che si atteggiano a guru e cercano con le loro
      sparate di influenzare il pubblico: in pratica
      sono pseudo - profezie che tentano di auto
      verificarsi per le presunta autorevolezza di chi
      le pronuncia (che altro non sono che pennivendole
      e venditori di
      materassi).
      Mai come in questo caso possiamo esserne sicuri:
      se qualcuno avrà il coraggio e lo stomaco di
      ricordarsi di queste scempiaggini tra dieci anni
      gli rideremo in
      faccia.guarda, mi pare che tu stia sbagliando di grosso... ma potresti anche avere ragione... magari è davvero come dici tu e non come dicono questi signori...e forse, se tirassi fuori uno straccio di ragionamento o di argomentazione potresti anche riuscire a convincere me o qualcun'altroci vuoi provare? puoi farcela a farcela?
    • Certo certo scrive:
      Re: Nemmeno FinalCut
      Ma che bella compilation di caxxate
  • antonello pititto scrive:
    sta a noi
    siamo ognuno di noi quella retequindi non deciderà lo stuodioso del webe neanche il frequentatore ma il viaggiatore.
    • Get Real scrive:
      Re: sta a noi
      - Scritto da: antonello pititto
      siamo ognuno di noi quella rete
      quindi non deciderà lo stuodioso del web
      e neanche il frequentatore
      ma il viaggiatore.Questo é come dire che gli utenti di un'azienda di trasporto possono decidere quale tipo di veicolo l'azienda vorrà acquistare o chi sarà il conducente...Noi NON siamo la rete. Noi siamo utenti. La rete ovviamente segue un certo trend imposto dal basso, ma é molto più sensibile a ciò che é imposto dall'alto.Per 20 anni circa l'interesse dei grandi gruppi economici nei confronti del Web é stato prevalentemente passivo, ora le cose cambiano.La concentrazione degli accessi nelle mani di pochi ISP rende possibile "strozzare" la Rete alla radice implementando protocolli di ispezione dei contenuti in entrata e in uscita, prioritizzando certi fornitori a discapito di altri, in pratica stravolgendo il concetto alla base di Internet che é l'acXXXXX indiscriminato alle informazioni e trasformandola di fatto in una sorta di TV via cavo.Alcuni illusi hanno sperato in protagonisti importanti come Google, ma Google e qualunque altra azienda hanno solo un fine: fare soldi. Se - anzi, QUANDO - per farlo dovranno fare a pezzi Internet, lo faranno.Il sucXXXXX di dispositivi closed come iPhone e iPad dimostra inequivocabilmente che il grande pubblico é disposto, pronto e desideroso di acquistare apparecchi che NON consentono il completo controllo da parte dell'utente e che, viceversa, rispondono solo al fornitore. Nel prossimo decennio vedremo la fine del computer individuale e la sua sostituzione con questo genere di dispositivi e, quindi, la fine del "free software" (ogni cosa dovrà essere approvata - e venduta - tramite i fornitori) e di Internet come la conosciamo.Questa evoluzione sarà spinta non solo economicamente ma politicamente in quanto i nuovi dispositivi elimineranno per sempre l'anonimato (ognuno sarà identificato inequivocabilmente legando il numero seriale del dispositivo ai codici di attivazione che saranno presumibilmente autenticati per via biometrica) e porranno la parola fine al P2P che non sarà in alcun modo supportato. Strumenti di crittografia non approvati dai consorzi privati e dallo Stato (a quel punto praticamente la stessa cosa) non saranno altresì supportati.Per poter funzionare, i dispositivi dovranno essere collegati 24/7. Tracciabilità totale, trasparenza totale.Il mondo del futuro: Panopticon, per proteggere i bambini (TM).
      • Ubunto scrive:
        Re: sta a noi
        - Scritto da: Get Real
        Nel
        prossimo decennio vedremo la fine del computer
        individuale e la sua sostituzione con questo
        genere di dispositivi e, quindi, la fine del
        "free software" (ogni cosa dovrà essere approvata
        - e venduta - tramite i fornitori) e di Internet
        come la conosciamo.

        Questa evoluzione sarà spinta non solo
        economicamente ma politicamente in quanto i nuovi
        dispositivi elimineranno per sempre l'anonimato
        (ognuno sarà identificato inequivocabilmente
        legando il numero seriale del dispositivo ai
        codici di attivazione che saranno presumibilmente
        autenticati per via biometrica) e porranno la
        parola fine al P2P che non sarà in alcun modo
        supportato. Strumenti di crittografia non
        approvati dai consorzi privati e dallo Stato (a
        quel punto praticamente la stessa cosa) non
        saranno altresì
        supportati.In pratica possiamo buttare nel XXXXX l'informatica per far spazio a della robaccia inutile.No no, vai tranquillo che anche in uno scenario apocalittico i "dispositivi sicuri" verranno bucati via software e modificati lato hardware ed in tanti si faranno grosse risate alla faccia dei controllori.
      • pippo scrive:
        Re: sta a noi
        - Scritto da: Get RealHai scritto una marea di s*t*r*o*n*z*a*t*e, come al solito
        - Scritto da: antonello pititto

        siamo ognuno di noi quella rete

        quindi non deciderà lo stuodioso del web

        e neanche il frequentatore

        ma il viaggiatore.

        Questo é come dire che gli utenti di un'azienda
        di trasporto possono decidere quale tipo di
        veicolo l'azienda vorrà acquistare o chi sarà il
        conducente...

        Noi NON siamo la rete. Noi siamo utenti. La rete
        ovviamente segue un certo trend imposto dal
        basso, ma é molto più sensibile a ciò che é
        imposto
        dall'alto.

        Per 20 anni circa l'interesse dei grandi gruppi
        economici nei confronti del Web é stato
        prevalentemente passivo, ora le cose
        cambiano.

        La concentrazione degli accessi nelle mani di
        pochi ISP rende possibile "strozzare" la Rete
        alla radice implementando protocolli di ispezione
        dei contenuti in entrata e in uscita,
        prioritizzando certi fornitori a discapito di
        altri, in pratica stravolgendo il concetto alla
        base di Internet che é l'acXXXXX indiscriminato
        alle informazioni e trasformandola di fatto in
        una sorta di TV via
        cavo.

        Alcuni illusi hanno sperato in protagonisti
        importanti come Google, ma Google e qualunque
        altra azienda hanno solo un fine: fare soldi. Se
        - anzi, QUANDO - per farlo dovranno fare a pezzi
        Internet, lo
        faranno.

        Il sucXXXXX di dispositivi closed come iPhone e
        iPad dimostra inequivocabilmente che il grande
        pubblico é disposto, pronto e desideroso di
        acquistare apparecchi che NON consentono il
        completo controllo da parte dell'utente e che,
        viceversa, rispondono solo al fornitore. Nel
        prossimo decennio vedremo la fine del computer
        individuale e la sua sostituzione con questo
        genere di dispositivi e, quindi, la fine del
        "free software" (ogni cosa dovrà essere approvata
        - e venduta - tramite i fornitori) e di Internet
        come la
        conosciamo.

        Questa evoluzione sarà spinta non solo
        economicamente ma politicamente in quanto i nuovi
        dispositivi elimineranno per sempre l'anonimato
        (ognuno sarà identificato inequivocabilmente
        legando il numero seriale del dispositivo ai
        codici di attivazione che saranno presumibilmente
        autenticati per via biometrica) e porranno la
        parola fine al P2P che non sarà in alcun modo
        supportato. Strumenti di crittografia non
        approvati dai consorzi privati e dallo Stato (a
        quel punto praticamente la stessa cosa) non
        saranno altresì
        supportati.

        Per poter funzionare, i dispositivi dovranno
        essere collegati 24/7. Tracciabilità totale,
        trasparenza
        totale.

        Il mondo del futuro: Panopticon, per proteggere i
        bambini
        (TM).
    • nessuno scrive:
      Re: sta a noi
      - Scritto da: antonello pititto
      siamo ognuno di noi quella rete
      quindi non deciderà lo stuodioso del web
      e neanche il frequentatore
      ma il viaggiatore.Noi chi?A quale realtà ti stai riferendo, quella di 10-15 anni fa forse, dove il navigatore era qualcuno che usava la rete con curiosità, voglia di imparare, rispetto, condivideva informazioni auto-costruendosi quello che gli serviva, collaborava con altri netizen per migliorare i servizi che usavano.Oggi purtroppo l' utenza media è ignorante (informaticamente parlando), vuole tutto pronto e subito, non gliene importa una mazza di netiquette o privacy, pensa che i servizi o siti che sta navigando siano sorti da soli "come funghi", usa un determinato strumento solo perchè è di moda prima di domandarsi se è effettivamente utile.Ma con una utenza così chi pensi che deciderà il futuro della rete? Le solite aziende.
    • ni as scrive:
      Re: sta a noi
      giusto, bene detto :)
  • angros scrive:
    Microsoft e tecnologia push
    Ci avevano provato 12 anni fa, con i canali web, ed era durato ben poco. Durerà poco anche questa volta.Appena provi a chiedere soldi, gli utenti scompaiono (come è appena accaduto con il tentativo dei giornali a pagamento). Le app sono solo il canto del cigno, l'ultimo disperato tentativo prima di chiudere.
    • Sgabbio scrive:
      Re: Microsoft e tecnologia push
      Personalmente le app sono limitate, non c'è una vera interazione con il visitatore.
      • Vindicator scrive:
        Re: Microsoft e tecnologia push
        - Scritto da: Sgabbio
        Personalmente le app sono limitate, non c'è una
        vera interazione con il
        visitatore.E' il solito ciclo.Giustamente la tecnologia push è morta in breve, brevissimo tempo.Le app invece trovano ragione di esistere nei piccoli device che, per forza di cose, non sono molto comodi quando si cercano dati su internet, insomma per il search non vanno bene.Con il tempo vedremo ma ho come l'idea che la gente dopo un pò si stuferà di avere mille app "single-task" e vorrà tornare ad applicativi polivalenti.
    • Ubunto scrive:
      Re: Microsoft e tecnologia push
      - Scritto da: angros
      Ci avevano provato 12 anni fa, con i canali web,
      ed era durato ben poco. Durerà poco anche questa
      volta.

      Appena provi a chiedere soldi, gli utenti
      scompaiono (come è appena accaduto con il
      tentativo dei giornali a pagamento). Le app sono
      solo il canto del cigno, l'ultimo disperato
      tentativo prima di
      chiudere.Speriamo che sia come dici tu (con i dovuti distinguo).Come al solito il problema è culturale, l'ignoranza è la migliore alleata degli adoratori di Hermes.
  • Sgabbio scrive:
    agghiacciante !
    Sarebbe il metodo per uccidere la libertà in rete, oltre a renderla una specie di tv 2.0!Il solo pensiero mi fa venire i brividi.
    • FinalCut scrive:
      Re: agghiacciante !
      - Scritto da: Sgabbio
      Sarebbe il metodo per uccidere la libertà in
      rete, oltre a renderla una specie di tv
      2.0!

      Il solo pensiero mi fa venire i brividi.messa così effettivamente... però io ho un seconda interpretazione.Oggi il web come detto si basa sul modello del tutto gratis che non potrà reggere a lungo vedi YouTube se non riesce a pagare la bolletta prima o poi lo staccheranno.IMHO e basandomi sull'esperienza diretta di alcuni clienti si può trovare un giusto equilibrio tra un sito internet free e la possibilità di monetizzare tramite delle App collegate e relative.I primi esperimenti hanno dato degli ottimi risultati. Ti faccio un esempio accademico non correlato ai miei clienti.Un sito di informazione gratuita vende una app per fornirti informazioni in tempo reale sul traffico.Se l'app ti è utile la compri e supporti il sito, altrimenti hai lo stesso il sito gratuito.Il National Geographics ha un sito gratuito però mette in vendita i suoi documentari in h264 a 99 cents... non è una App, ok... ma puoi fare un app con dentro i documentari.Trovare la giusta alchimia tra servizio/contenuto free e servizio/contenuto a pagamento significa avere sucXXXXX o fallire miseramente.(linux)(apple)
      • angros scrive:
        Re: agghiacciante !
        Interpretazione interessante...Anche se ci sono soluzioni più semplici: ad esempio, sito free con pubblicità, e abbonamento senza pubblicità. L'unica utilità dell'app, in questo caso, sarebbe che non hai bisogno di fare il login, per accedere alla versione senza pubblicità.
        • anonimo scrive:
          Re: agghiacciante !
          - Scritto da: angros
          Interpretazione interessante...

          Anche se ci sono soluzioni più semplici: ad
          esempio, sito free con pubblicità, e abbonamento
          senza pubblicità. L'unica utilità dell'app, in
          questo caso, sarebbe che non hai bisogno di fare
          il login, per accedere alla versione senza
          pubblicità.Certo ma la pubblicità sul web si può bloccare con adblock che sta diventando sempre più popolare in proporzione alla maggiore diffusione di browser come Firefox. Invece puoi fare una app gratuita su iphone/ipad CON LA PUBBLICITA' oppure una a pagamento SENZA.In realtà l'iphone e l'ipad ha portato il vero trusted computing dove è la piattaforma che decide cosa si puoi installare e non ti dà nessuna possibilità di modificare il software che usi.In futuro quando la diffusione dei tablet e degli smartphone sarà alta si arriverà a un punto in cui il web verrà visto come un problema dai giornali, perché si può bloccare la pubblicità. Meglio metterla in apparecchi blindati come l'ipad e vendere il giornale a chi non la vuole.
          • angros scrive:
            Re: agghiacciante !
            E chiudere il giornale per mancanza di utenti il giorno dopo.
          • anonimo scrive:
            Re: agghiacciante !
            - Scritto da: angros
            E chiudere il giornale per mancanza di utenti il
            giorno
            dopo.Persino se lo fanno oggi non chiudono perché tanto ad esempio il sito del Corriere.it nonostante abbia tanti lettori non fa tanti soldi con la pubblicità. Il Corriere.it ha una redazione striminzita rispetto a quella del Corriere ufficiale proprio perché non frutta quindi non investono oltre una certa cifra.Comunque non parlo di adesso, ma visto che gli iPad stanno vendendo bene non è neanche un'ipotesi così remota. Se sparisce la versione che puoi vedere da PC e c'è solo quella per cellulari e tablet la gente guarderà la pubblicità sull'iPad e non potrà eliminarla, oppure si abbonerà sempre dall'iPad. La pubblicità sull'iPad non è come quella web e nemmeno come quella televisiva. Come dice Steve Jobs quella sul web è interattiva, ma ha meno effetto di quella televisiva perché non dà le stesse emozioni. Quella dell'Ipad riesce ad avere entrambe le cose.Sì tu dirai che tu andrai a leggere notizie altrove, ma molti sono abituati a leggere le notizie da un determinato giornale. Quando nelle edicole uno non si riesce a comprare il giornale preferito che si è letto per anni e allora se ne deve prendere un altro viene una leggera nausea, quindi molti si abbonerebbero al Corriere. Tu no, ma tu rappresenti lo 0.000001% di un'utenza che non vuole spendere niente e che quindi è ininfluente.Poi se un grosso giornale fa così e ha sucXXXXX gli altri quotidiani lo seguiranno a ruota.
          • anonimo scrive:
            Re: agghiacciante !
            - Scritto da: anonimo
            Quando nelle
            edicole uno non si riesce a comprare il giornale
            preferito che si è letto per anni e allora se ne
            deve prendere un altro viene una leggera nausea,*Correggo questa frase che ho cambiato all'ultimo momento e ha degli errori:"Quando nelle edicole un lettore affezionato non riesce a comprare il suo giornale preferito che ha letto per anni e quel giorno ne deve prendere un altro gli viene una leggera nausea."
          • iRoby scrive:
            Re: agghiacciante !
            Se si scopre che con iPad si hanno tanti lucchetti, la gente non li compra più...Comprare per moda e hype è una cosa, ritrovarsi con oggetti castrati o blindati alla fine causa grande frustrazione e malcontento. Vedi l'antennagate dell'iPhone che ha scatenato un putiferio.
          • pippo baudo scrive:
            Re: agghiacciante !
            - Scritto da: iRoby
            Se si scopre che con iPad si hanno tanti
            lucchetti, la gente non li compra
            più...ed invece i fatti dimostrano che alla gente non gliene importa una mazza dei lucchetti,Il sucXXXXX di dispositivi closed come iPhone e iPad dimostra inequivocabilmente che il grande pubblico é disposto, pronto e desideroso di acquistare apparecchi che NON consentono il completo controllo da parte dell'utente e che, viceversa, rispondono solo al fornitore.
            Comprare per moda e hype è una cosa, ritrovarsi
            con oggetti castrati o blindati alla fine causa
            grande frustrazione e malcontento. Vedi
            l'antennagate dell'iPhone che ha scatenato un
            putiferio.ma cosa c'entra l' antennagate dell'iPhone?Quello è un difetto di fabbricazione (o di progettazione), cosa c'entra con i "lucchetti"?
          • anonimo scrive:
            Re: agghiacciante !
            Oggi iphone e ipad sono unici sul mercato. Senza conocorrenza posso fare il bello e il cattivo tempo.Ma se domani arrivasse una piattaforma open senza lucchetti?Non e' che rischiano di fare la fine di microsoft?
          • anonimo scrive:
            Re: agghiacciante !
            - Scritto da: anonimo
            Oggi iphone e ipad sono unici sul mercato. Senza
            conocorrenza posso fare il bello e il cattivo
            tempo.

            Ma se domani arrivasse una piattaforma open senza
            lucchetti?

            Non e' che rischiano di fare la fine di microsoft?Una sistema blindato su un apparecchio mobile di protegge anche da applicazioni che senza che tu lo sappia ti rubano le password, mandano SMS e altro
          • luca scrive:
            Re: agghiacciante !
            - Scritto da: anonimo
            Una sistema blindato su un apparecchio mobile di
            protegge anche da applicazioni che senza che tu
            lo sappia ti rubano le password, mandano SMS e
            altrodavvero? quindi con un sistema blindato posso dormire sonni tranquilli, perchè è risaputo che un sistema blindato ti protegge da applicazioni maligne.... ma tu almeno hai capito il concetto di "blindato"? non stiamo parlando di carri armati blindati :-)Una piattaforma open-source, avendo il codice disponibile pubblicamente, può essere modificata-corretta in tempi brevissimi dalla comunità dei sviluppatori, quindi il rischio di virus o attacchi da applicazioni maligne è ridotto al minimo.
          • anonimo scrive:
            Re: agghiacciante !
            - Scritto da: luca
            - Scritto da: anonimo
            davvero? quindi con un sistema blindato posso
            dormire sonni tranquilli, perchè è risaputo che
            un sistema blindato ti protegge da applicazioni
            maligne.... ma tu almeno hai capito il concetto
            di "blindato"? non stiamo parlando di carri
            armati blindati
            :-)Bravo bravo, intanto i trojan già sono apparsi su Android.

            Una piattaforma open-source, avendo il codice
            disponibile pubblicamente, può essere
            modificata-corretta in tempi brevissimi dalla
            comunità dei sviluppatori, quindi il rischio di
            virus o attacchi da applicazioni maligne è
            ridotto al
            minimo.Certo come metti un'applicazione su sourceforge migliaia di programmatori di tutto il mondo vengono per spulciare tutto il codice da cima a fondo e darti le patch.Oppure per linux i virus non vengono fatti perché sui desktop PC Linux ha un 1%, mentre Android ha milioni di utenti?Ti faccio un bell'esempio del tuo futuro tutto bello protetto e sicuro:Vai alla descrizione dell'app e vedi scritto che è open source, l'hanno già scaricata 100 persone dando i voti (sicuramente tutti hacker che hanno spulciato il codice e verificato tutto). Senza guardare il sorgente perché non ci capiresti un XXXXX installi il binario con il suo bel malware. Un mese dopo leggi su PI che quell'applicazione ha mandato SMS a gogò e ti senti un fesso.
          • nessuno scrive:
            Re: agghiacciante !
            - Scritto da: anonimo
            Non e' che rischiano di fare la fine di microsoft?SI, ed è anche per questo motivo che non mi metto a programmare per iPhone/iPad: tempo perso.
          • Ubunto scrive:
            Re: agghiacciante !
            - Scritto da: pippo baudo
            - Scritto da: iRoby

            Se si scopre che con iPad si hanno tanti

            lucchetti, la gente non li compra

            più...

            ed invece i fatti dimostrano che alla gente non
            gliene importa una mazza dei
            lucchetti,
            Il sucXXXXX di dispositivi closed come iPhone e
            iPad dimostra inequivocabilmente che il grande
            pubblico é disposto, pronto e desideroso di
            acquistare apparecchi che NON consentono il
            completo controllo da parte dell'utente e che,
            viceversa, rispondono solo al fornitore.I fatti dimostrano che interfacce belle e semplici da usare si vendono molto più facilmente. La semplicità e l'efficacia di un dispositivo non centrano nulla con la sua chiusura. Nulla impedisce di realizzare un dispositivo "facile" ma non bloccato in alcun modo. Android docet.
          • anonimo scrive:
            Re: agghiacciante !
            - Scritto da: iRoby
            Se si scopre che con iPad si hanno tanti
            lucchetti, la gente non li compra
            più...
            Comprare per moda e hype è una cosa, ritrovarsi
            con oggetti castrati o blindati alla fine causa
            grande frustrazione e malcontento. Vedi
            l'antennagate dell'iPhone che ha scatenato un
            putiferio.Non è che sia un segreto che sia blindato.
      • Sgabbio scrive:
        Re: agghiacciante !
        - Scritto da: FinalCut
        - Scritto da: Sgabbio

        Sarebbe il metodo per uccidere la libertà in

        rete, oltre a renderla una specie di tv

        2.0!



        Il solo pensiero mi fa venire i brividi.

        Oggi il web come detto si basa sul modello del
        tutto gratis che non potrà reggere a lungo vedi
        YouTube se non riesce a pagare la bolletta prima
        o poi lo
        staccheranno.
        Tralasciando la tua interpretazione che è ben diversa dalla questione sollevata in se, Youtube non è messo cosi male visto che sta cominciato a monetizzare con la pubblicità :DComunque il problema non è tanto il "tutto gratis" ma il rendere tutto forzatamente "controllato e circoscritto".
      • gerry scrive:
        Re: agghiacciante !
        - Scritto da: FinalCut
        Oggi il web come detto si basa sul modello del
        tutto gratis che non potrà reggere a lungo vedi
        YouTube se non riesce a pagare la bolletta prima
        o poi lo
        staccheranno.Il web non è solo commercio.
      • sgarbo scrive:
        Re: agghiacciante !
        - Scritto da: FinalCut
        - Scritto da: Sgabbio

        Sarebbe il metodo per uccidere la libertà in

        rete, oltre a renderla una specie di tv

        2.0!



        Il solo pensiero mi fa venire i brividi.

        messa così effettivamente... però io ho un
        seconda
        interpretazione.Anche i testimoni di geova (con tutto il rispetto) hanno la loro interpretazione della bibbia.Non stiamo parlando della bibbia, ma il concetto è il medesimo: le seconde interpretazioni valgono tanto quanto le prime, cioè ZERO.Vige la legge di okkam: vero, falso.Non v'è spazio per la polemica, essa la lasciamo agli stupidi che cercano di rafforzare un concetto totalmente personale con mille inutili parole (vedi sgarbi).Nella peggiore delle ipotesi, si puo sempr ealzare la voce e cominciare ad insultare (vedi sgarbi).
        • FinalCut scrive:
          Re: agghiacciante !
          - Scritto da: sgarbo
          - Scritto da: FinalCut

          messa così effettivamente... però io ho un

          seconda

          interpretazione.

          Anche i testimoni di geova (con tutto il
          rispetto) hanno la loro interpretazione della
          bibbia.

          Non stiamo parlando della bibbia, ma il concetto
          è il medesimo: le seconde interpretazioni valgono
          tanto quanto le prime, cioè
          ZERO.

          Vige la legge di okkam: vero, falso.
          Non v'è spazio per la polemica, essa la lasciamo
          agli stupidi che cercano di rafforzare un
          concetto totalmente personale con mille inutili
          parole (vedi
          sgarbi).Magari tu prima di scrivere tante parole potevi semplicemente tentare di capire il senso della mia ultima frase di prima:"Trovare la giusta alchimia tra servizio/contenuto free e servizio/contenuto a pagamento significa avere sucXXXXX o fallire miseramente."Okkam è il primo a darmi ragione, se vuoi forzare le cose sei destinato al fallimento...Se vogliono trasformare il web in una sorta di TV 2.0 io prendo popcorn e patatine e mi siedo sulla riva del fiume ad aspettare che passino cotanti geni a faccia in giù...Se vogliono provare un approccio più soft è più "utile" per tutti ben vengano le sperimentazioni. Io tante App le ho comprate è sono felice di averlo fatto.
          Nella peggiore delle ipotesi, si puo sempr
          ealzare la voce e cominciare ad insultare (vedi
          sgarbi).Io insulto solo chi se lo merita e nel caso mi piace anche andarci pesante ;)Non è il tuo caso ma cerca di capire meglio quello che scrivo.(linux)(apple)
      • Momento di inerzia scrive:
        Re: agghiacciante !
        Oggigiorno chiunque può aprire un sito e dire la sua sul web.Disegnare un App e metterla su uno store non è altrettanto immediato.(senza contare il fatto che comunque, al contrario del web, dovresti passare sotto il giogo di chi decide se la tua App può stare nello store)
    • ephestione scrive:
      Re: agghiacciante !
      ho pensato la stessa cosa, ma non in termini di "agghiacciante" bensì di "ma che caponata".Quando qualcuno assolutamente non di parte disse che la posta elettronica così come la conosciamo era destinata a morire a causa di Wave ebbi qualche secondo di riflessione prima di ridere sotto i baffi, adesso neppure quello :DEDIT ripensandoci, anche se è OT, quello che mi preoccupa sul serio è che se meno gente usa la posta elettronica è a causa di fèisbuc, a questo punto avrei preferito wave.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 17 agosto 2010 21.49-----------------------------------------------------------
  • smilzo scrive:
    c'é una webapp per tutto
    Le app che si rifanno a riviste e altri tipi di contenuti non sono solo inutili, ma hanno anche.meno funzionalità della controparte standard web. Vincerà la piattaforma col browser html5 migliore.http://grigio.org/mashable_and_press_apps_there_s_url
    • anonimo scrive:
      Re: c'é una webapp per tutto
      - Scritto da: smilzo
      Le app che si rifanno a riviste e altri tipi di
      contenuti non sono solo inutili, ma hanno
      anche.meno funzionalità della controparte
      standard web. Vincerà la piattaforma col browser
      html5
      migliore.
      http://grigio.org/mashable_and_press_apps_there_s_A me sembra che il rendering delle pagine web nei browser su dispositivi mobili tipo l'ipad/iphone richiedano un uso maggiore della cpu e che quindi facciano durare di meno la batteria rispetto alle app che permettono di consultare le stesse notizie. Provate con digg o con reddit, oppure a leggere la posta con gmail da safari anziché con l'app di default che c'è per la mail
      • James Kirk scrive:
        Re: c'é una webapp per tutto
        - Scritto da: anonimo

        A me sembra che il rendering delle pagine web nei
        browser su dispositivi mobili tipo l'ipad/iphone
        richiedano un uso maggiore della cpu e che quindi
        facciano durare di meno la batteria rispetto alle
        app che permettono di consultare le stesse
        notizie.E' vero ma le batterie non sono il problema, in quanto la situazione è destinata a migliorare con gli avanzamenti tecnologici.Le App sono più utili nei telefoni a causa delle dimensioni dello schermo.Non appena lo schermi si ingrandisce (iPad, Netbook o PC) il web è superiore.
Chiudi i commenti