Neutrini, messaggeri digitali del futuro?

Ricercatori statunitensi codificano un messaggio binario comunicando attraverso i neutrini. Attualmente impraticabile al di fuori dei laboratori di ricerca, un simile meccanismo potrebbe in futuro essere indispensabile

Roma – Un team di ricercatori della University of Rochester ha annunciato di aver realizzato quella che verosimilmente è la prima comunicazione in assoluto a impiegare i neutrini come particelle-vettore di un messaggio codificato in digitale.

Lavorando presso l’acceleratore di particelle del Fermilab , i ricercatori hanno “sparato” miliardi di neutrini attraverso quasi 240 metri di dura e solida roccia mentre dall’altra parte un rivelatore di particelle da 5 tonnellate (MINERvA) recepiva il messaggio (la parola “Neutrino”) in formato binario.

Dotati di massa quasi insignificante, i neutrini viaggiano quasi (certamente non oltre ) alla velocità della luce, hanno la caratteristica di interagire pochissimo con la materia tradizionale e sono completamente refrattari all’elettromagnetismo: le particelle elementari sono in grado di attraversare pianeti e galassie senza mai interagire con una qualsiasi altra particella.

Il vantaggio di usare gli inafferrabili neutrini come vettore di informazioni binarie – dove gli 1 corrispondono a un singolo neutrino rilevabile in un fascio di decine di miliardi di particelle e gli 0 alla mancanza delle suddette – è che eventuali comunicazioni a base di neutrini potrebbero raggiungere pianeti e stelle lontani praticamente inalterati. Lo svantaggio? Le versioni “portatili” di colossi dell’ingegneria come gli acceleratori e i rivelatori di particelle sono ancora parecchio di là da venire .

Alfonso Maruccia

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  • Giacomo scrive:
    display sempre pulito
    così non si insozzerà con le dita unte :)
  • Simone scrive:
    sembra uno scherzo
    pochi gg fa ho portatoil mio Xperia Mini in assistenza perche' se si riscalda di pochi gradi (ad esempio usandolo anche sotto un debole sole invernale o semplicemente caricando la batteria), il touch screen va in crisi nella parta bassa, dove sono presenti due pulsanti a sfioramento realizzato sulla scheda del touch stesso.E' un problema noto di questo apparecchio: cercando su Google si trovano centinaia di casi documentati.Che Sony voglia cimentarsi in questa impresa descritta nell'articolo sembra piuttosto bizzarro dal momento che il problema appena descritto sembra non venga risolto dalle assistenze tecniche lasciate sole dall'azienda su questo guasto se non usando del codice (realizzato da privati smanettoni) che diminuisce la sensibilita' del touch oppure fornendo un apparecchio nuovo che - si stima nel 50% dei casi - puo' ripresentare lo stesso problema.Fra 4 gg torno a prendere il mio telefono.Ma un Sony Ericcson chiamato "Sole"...pare un suicidio ;-)Simone
  • lol scrive:
    più che mai azzeccato il nome
    sola per un dispositivo sony è veramente un gran nome!avranno fatto un case study a napoli, maledetta fuga di idee
    • il solito bene informato scrive:
      Re: più che mai azzeccato il nome
      - Scritto da: lol
      sola per un dispositivo sony è veramente un gran
      nome!
      avranno fatto un case study a napoli, maledetta
      fuga di
      ideeDovranno cambiare anche <i
      Meego </i
      e <i
      Limo </i
      , in quest'ottica... :)
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