Neutrini, messaggeri digitali del futuro?

Ricercatori statunitensi codificano un messaggio binario comunicando attraverso i neutrini. Attualmente impraticabile al di fuori dei laboratori di ricerca, un simile meccanismo potrebbe in futuro essere indispensabile
Ricercatori statunitensi codificano un messaggio binario comunicando attraverso i neutrini. Attualmente impraticabile al di fuori dei laboratori di ricerca, un simile meccanismo potrebbe in futuro essere indispensabile

Un team di ricercatori della University of Rochester ha annunciato di aver realizzato quella che verosimilmente è la prima comunicazione in assoluto a impiegare i neutrini come particelle-vettore di un messaggio codificato in digitale.

Lavorando presso l’acceleratore di particelle del Fermilab , i ricercatori hanno “sparato” miliardi di neutrini attraverso quasi 240 metri di dura e solida roccia mentre dall’altra parte un rivelatore di particelle da 5 tonnellate (MINERvA) recepiva il messaggio (la parola “Neutrino”) in formato binario.

Dotati di massa quasi insignificante, i neutrini viaggiano quasi (certamente non oltre ) alla velocità della luce, hanno la caratteristica di interagire pochissimo con la materia tradizionale e sono completamente refrattari all’elettromagnetismo: le particelle elementari sono in grado di attraversare pianeti e galassie senza mai interagire con una qualsiasi altra particella.

Il vantaggio di usare gli inafferrabili neutrini come vettore di informazioni binarie – dove gli 1 corrispondono a un singolo neutrino rilevabile in un fascio di decine di miliardi di particelle e gli 0 alla mancanza delle suddette – è che eventuali comunicazioni a base di neutrini potrebbero raggiungere pianeti e stelle lontani praticamente inalterati. Lo svantaggio? Le versioni “portatili” di colossi dell’ingegneria come gli acceleratori e i rivelatori di particelle sono ancora parecchio di là da venire .

Alfonso Maruccia

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16 03 2012
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