Nintendo & Sony, quel che resta dell'E3

La casa che ha puntato tutto sul casual gaming per il suo rilancio in grande stile procede sulla strada già tracciata da tempo. Mentre la multinazionale dell'elettronica prova a sfidare tutti con controller wireless e videogame hard core

Roma – Come già previsto da copione, dopo l’apertura a dir poco scoppiettate dell’ E3 losangeliano a opera di una vulcanica Microsoft è toccato a Nintendo e Sony concludere il giro di grandi conferenze monotematiche riguardanti il prossimo futuro delle home console videoludiche. Xbox 360 ha fatto letteralmente il botto con la sua “interfaccia senza interfaccia” nota come Project Natal, i tanti videogame di grido e le star dell’entertainment che hanno presenziato lo show, e a guardare quanto offerto dalla concorrenza si può essere soddisfatti o delusi a seconda della prospettiva da cui si osservi la questione.

Nintendo, per cominciare, partiva senza avere alcun obbligo di presentare controller rivoluzionari o nuove modalità di interazione con l’intrattenimento (più o meno) videoludico avendo già abbondantemente sconquassato i tradizionali equilibri di “potere” finanziario e tecnologico della precedenza, sesta generazione di macchine da gioco. E infatti la conferenza sulle novità per Wii è stata tutta incentrata su ulteriori periferiche accessorie (e poco videoludiche) per la console, nuove edizioni di software già commercializzato, qualche seguito di titoli eccellenti e poco altro.

L’happening Nintendo, che non è stato esente da alcuni problemi organizzativi circa la collocazione di parte del pubblico in separata sede, ha messo in mostra quanto la casa nipponica sia intenzionata a proseguire sulla strada già tracciata del casual gaming e dell’intrattenimento non propriamente (video)ludico , o per lo meno non secondo il significato tradizionale dell’espressione. Riprova ne sia la presentazione di Wii Vitality Sensor , un dispositivo pensato per misurare la pressione sanguigna di un giocatore (?) partendo dalla punta del dito indice.

Si tratta, secondo la stessa candida ammissione del management Nintendo, di una periferica “generalista” ancor più della Balance Board , per cui attualmente non esistono applicazioni concrete ma che dovrebbe in futuro servire a introdurre elementi di “relax” nella vita moderna di un gamer fatta di stress, sessioni di “spara-spara” e combattimento con la spada laser al cardiopalma, o anche servire come elemento coadiuvante dell’attività fisica pre-programmata e personalizzata degli esercizi di Wii Fit .

Riguardo quest’ultimo la corporation giapponese ha presentato Wii Fit Plus , ovverosia un vero e proprio aggiornamento alla precedente edizione del software pensato per far sudare videogiocatrici e videogiocatori comprendente nuovi piani di esercizi, minigame e una “simulazione” di guida di un Segway virtuale . Previsto per la commercializzazione entro l’autunno, Wii Fit Plus sarà venduto sia come software stand alone (per chi ha già acquistato l’edizione precedente) che in bundle con la “periferica” pedestre Balance Board.

Nintendo ha tutto l’interesse ad arricchire l’offerta Wii Fit considerando che, sull’attuale base di utenza di 50 milioni di possessori di Wii, più di 15 milioni di acquirenti hanno acquistato il suddetto personal trainer virtuale. In aggiunta alla preponderante manna di software e “controller” vari dedicati al videogaming “altro”, però, a Los Angeles si è visto anche un po’ di materiale interessante tratto dai giochi veri, quelli “hard” che vanno giocati con un controller reale in mano e dove le pretese di virtualità dell’interazione uomo-macchina (vedi Project Natal) si stemperano nella necessità concreta di precisione del controllo e gestione adeguata di avatar, personaggi ed elementi 3D calati nel mondo di gioco.

All’E3 Nintendo ha presentato non uno ma due nuovi giochi con protagonista l’immarcescibile idraulico dai baffoni e dal pesante accento italiano , rivelando che i suoi studi di sviluppo sono al lavoro sulla riedizione per Wii di New Super Mario Bros. , che a sua volta era una reboot del classico dei platformer dell’epoca Super NES originariamente uscito per DS, e il secondo episodio/remake dell’acclamato Super Mario Galaxy .

Tra i giochi di terze parti meritevoli di menzione, tanto più perché rappresentano la prova provata del fatto che la base di utenza di Wii è sufficientemente diversificata da permettere anche la commercializzazione di titoli più che maturi, val la pena citare Resident Evil: The Darkside Chronicles , on-rails shooter largamente basato sui personaggi, gli eventi e le ambientazioni già descritte da Capcom nello “storico” survival horror Resident Evil 2, Dead Space: Extraction , prequel di un altro survival horror questa volta a tema fantascientifico uscito su Xbox 360, PC e PS3 l’anno scorso e Metroid: Other M , ennesimo episodio di un’altra serie classica che per l’occasione verrà sviluppato dal Team Ninja.

Passando a parlare del materiale presentato da Sony, poi, lo spazio per il casual gaming è molto poco e il focus (come in parte successo nel caso dell’Xbox 360) torna a essere quello dell’hardcore gaming con una line-up fatta tutta di (poche) esclusive, prototipi e certezze assolute al gusto di MMORPG. All’E3 c’erano Heavy Rain , thriller “psicologico” dotato di sistemi di controllo e narrazione innovativi e di una grafica pensata apposta per esaltare la potenza di PlayStation 3, Final Fantasy XIV , l’ennesimo episodio (questa volta online su PS3 e PC) della serie di Square Enix annunciato e messo in mostra prima ancora dell’uscita di Final Fintasy XIII, e soprattutto il sanguinario e mitologico God of War III , uno dei pochi titoli assolutamente “esclusivi” (e particolarmente attesi) che Sony può ancora vantare per la sua “Play” di terza generazione.

Sempre in tema di controller innovativi nemmeno la multinazionale nipponica si è fatta mancare la sua interfaccia “naturale” in risposta a quella introdotta qualche anno fa con Wii, un sensore di movimento che attualmente esiste sotto forma di prototipo e che secondo quanto sostiene Sony offre un vero “tracciamento 1 a 1” di qualsiasi comando impartito dalle mani del giocatore con una precisione al di sotto del millimetro, ed è molto più avanzato del Wiimote di Nintendo.

Al contrario di quanto ha sostenuto Microsoft durante la presentazione di Project Natal, Sony dice che “certe esperienze hanno ancora bisogno di bottoni” e non è quindi il caso di provare a eliminare del tutto la tradizione interfaccia giocatore-macchina storicamente rappresentata dal joystick/pad (per lo meno nel mercato console). Atteso per la primavera del prossimo anno, il nuovo controller difetta ancora di un nome commerciale e, soprattutto, di un prezzo.

Alfonso Maruccia

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  • VERNICE GENNARO scrive:
    AMMINISTRATORE DI SISTEMA
    E COME PER L'INFLUENZA E' ARRIVATO IL PANICO PER LA NOMINA DELL'ADS.E' SEMPRE UN LABIRINTO DI INTERPRETAZIONI. MA ALL'ATTO PRATICO NELLE PICCOLE REALTA', ACCERTATO CHE PER QUALCHE CAVILLO NON RIENTRANO NELLE SEMPLIFICAZIONI DEL GARANTE, DOVE NON CI SONO ALL'INTERNO FIGURE TALI DA ESSRE CONSIDERATE "AMMINISTRATORE DI SISTEMA", CHE DOVREBBERO AVERE CONOSCENZE INFORMATICHE, MANUTENTORI DI INPIANTI ELETTRONICI (COMPUTER), TALI AZIENDE A CHI SI RIVOLGONO PER LA NOMINA DI AMMINISTRAZIONE DI SISTEMA? E' CHIARO ALL'ESTERNO E A COLORO CHE HANNO MANUTENZIONE HARDWARE E SOFTWARE. E SONO TALI FIGURE CHE HANNO SEMPRE LIBERAMENTE ACXXXXX A DATI (PERCHE' DEVONO RIPRISTINARE SISTEMI OPERATIVI E QUINDI SALVARE PER POI RIPRISTINARE ECC. ECC). ORA QUESE FIGURE, PER PRENDERSI LA RESPONSABILITA' DI EFFETTUARE E CONSERVARE CREDENZIALI COPIE ECC., CHE FRA L'ALTRO DEVONO AVERE AMPIO RAGGIO DI AZIONE (ACQUISTI DI SISTEMI DI PROTEZIONE, SOSTUITUZIONE DI ELABORATORI OBSOLETI ECC.)CHE ONORARIO RICHIEDERANNO? IERI 10 DICEMBRE IL GARANTE HA EMANATO DELLE PRECISAZIONI CHE NON FANNO ALTRO CHE METTERE ULTERIORI DUBBI.
  • Maurizio Proietti scrive:
    Attuazione del provvedimento
    Salve a tutti,non so se può interessare, ma io sto attuando il provvedimento con una soluzione "realizzata in casa" a costo zero che si basa su rsyslog e snare for windows.La documentazione è qui:http://blog.maurizio.proietti.name/2009/10/29/provvedimento-del-garante-sugli-amministratori-di-sistema/Spero possa esservi utile e spero possiate contribuire a migliorarla.SalutiM.
  • Simone De Gregori scrive:
    OpenSource per effettuare Audit
    Noi stiamo implementando Snare Server e devo dire che e' fatto proprio bene.Ciao a tutti.Simone
  • andy61 scrive:
    come risolverei io il problema ...
    Il Garante ha fatto della teoria ...I propositi sono buoni, ma la generalità della cosa ha reso di fatto inutile ai fini pratici la nuova norma.L'auditing sull'acXXXXX ai dati sensibili (di fatto, è di questo che si parla) si può fare in vari modi, e soprattutto con vari livelli di profondità.Le esigenze di una Telecom, di un ISP e di un'azienda che fabbrica bulloni sono completamente differenti.E cosa è che fa la differenza? Il rischio.Riuscire ad accedere ai database di una Telecom o dellla Sanità, o del Ministero della Giustizia, comporta rischi incredibilmente più elevati che riuscire ad accedere al database dei dipendenti dell'impresa a conduzione familiare che produce bulloni nel garage sottocasa.In aggiunta, la protezione dei dati ha un costo, in particolare in materia di competenze.Ciò che avrebbe dovuto fare il Garante è di stabilire una griglia, in cui tenere conto della quantità e della qualità dei dati gestiti.La qualità è ovviamente un fattore fondamentale: i dati giudiziari o sanitari, piuttosto che quelli finanziari, comportano intrinsecamente più rischi che i puri dati anagrafici.Altro fattore fondamentale è la quantità: una cosa è gestire un database dei 5 o 10 nominativi dei dipendenti dell'azienda, un'altra è gestire database che contengono milioni di anagrafiche, e magari per ciascuna anche il tracciato telefonico e l'identificazione delle celle che hanno servito le telefonate.In sintesi, il Garante avrebbe potuto stabilire dei requisiti minimi in termini di:- certificazioni di sicurezza dell'azienda, e dei suoi eventuali subfornitori;- professionalità degli amministratori (certificazioni personali, etc.)- integerrimità del personale responsabile;- quantità e dettaglio dei log di auditing, in relazione ai dati gestiti;- elenco minimo delle informazioni da auditare;- modalità e durata della conservazione dei log (personalmente, li farei criptare con la chiave pubblica di un certificato della Magistratura);Forse c'è anche altro, ma l'elenco di cui sopra serve già a dare un'idea di cosa intendo significare.Faccio invece una digressione sulla criptazione dei supporti su cui vengono conservati i log.Nel caso la cosa non fosse chiara a tutti, la disposizione del Garante, così com'è, mi risulta essere sostanzialmente inutile.Oltre al fatto che in generale i log possono essere 'epurati' prima di essere trasferiti su un supporto non riscrivibile (a meno di soluzioni non banali), essi possono essere modificati anche dopo: è sufficiente scaricare il contenuto del supporto, modificare il contenuto dei log, e ri-masterizzare il tutto su un nuovo supporto, da sostituire all'originale.In sostanza, i log devono come minimo essere accompagnati da una marca temporale certa, che ne garantisca l'immutabilità.Visto poi che tali log sono necessari, di fatto, soltanto in caso di indagini della Magistratura, se questi fossero criptati con la chiave pubblica di un certificato della stessa, tali log non potrebbero essere aperti se non in caso di indagine.In questo modo si preserva la privacy di tutti (anche degli amministratori di sistema), non si fa telecontrollo, ed i log stessi non possono divenire interessanti per compiere un furto (per fare un esempio, ad un malintenzionato i log della Telecom di turno possono raccontare molte cose sull'architettura dei sistemi e dei servizi).
  • Ricky scrive:
    Stramberie...
    Innanzitutto diciamo subito una cosa:Valentina, stavi meglio con i capelli lunghi! :)Ma seriamente, il problema e' piu' esteso di quanto si pensi.Spesso e volentieri chi ha pc sparsi in tutta Italia si DEVE fidare di un certo numero di tecnici che vanno sul territorio ed operano,spesso e volentieri, con password amministrative.Il bello e' che sempre piu'spesso e volentieri, questi tecnici sono ragazzini con poca esperienza e pagati ancora meno, l'uso che fanno delle password e' impredicibile.I software installati hanno parametri da immettere, test da effettuare, tute cose che con account mirati A VOLTE possono difettare in qualche loro parte.quindi, per risolvere senza dispendio di tempi e quindi di costi aggiunti , si punta sul TAGLIAMO LA TESTA AL TORO,e vai di password amministrativa.Avete mai avuto Microsoft in casa?La prima cosa che ti chiede e' la password di ITROOT...tanto per non sbagliare.Decine di consulenti che operano a basso livello su tutta l'infrastruttura e viaggiano con password di dominio mettendo in produzione persino cose mai realmente testate.E le password viaggiano...Ben venga quindi un software , non aggirabile o craccabile, che possa monitorare gli interventi dei sistemisti,esterni o interni che siano,per evitare guai.Ovvio e' che tutto questo debba essere normato PER BENINO...e da gente competente.Ma questa speranza pare vana, visto chi legifera ultimamente su cose cosi' sensibili...
  • Klaus Cutic scrive:
    Outsourcing Interno
    Sono stato nominato Amministratore del sistema dall'azienda che mi ha assunto. Tutte le altre del gruppo, alle quali *di fatto* amministro i sistemi hanno redatto la loro brava letterina di nomina. Non ho un rapporto subordinato con loro, perchè dovrei firmarla? A che titolo dovrei assumermi l'onere?Qualcuno ha qualche idea in proposito?
  • jobb scrive:
    ma ancora ste cavolate?
    si mentre vuoi autoritate e garantite noi siamo secoli avanti e lavoriamo con tutto il mondo...qualifiche piripa' e piripi'...tutte cavolate...i migliori sono quelli che non hanno nessuna qualifica e studiano da soli sul computer...delle qualifiche ce ne freghiamo.
    • Carlo scrive:
      Re: ma ancora ste cavolate?
      - Scritto da: jobb
      si mentre vuoi autoritate e garantite noi siamo
      secoli avanti e lavoriamo con tutto il
      mondo...qualifiche piripa' e piripi'...tutte
      cavolate...i migliori sono quelli che non hanno
      nessuna qualifica e studiano da soli sul
      computer...delle qualifiche ce ne
      freghiamo.Quoto, stra-quoto e ri-quoto.
      • krane scrive:
        Re: ma ancora ste cavolate?
        - Scritto da: Carlo
        - Scritto da: jobb

        si mentre vuoi autoritate e garantite noi siamo

        secoli avanti e lavoriamo con tutto il

        mondo...qualifiche piripa' e piripi'...tutte

        cavolate...i migliori sono quelli che non hanno

        nessuna qualifica e studiano da soli sul

        computer...delle qualifiche ce ne freghiamo.
        Quoto, stra-quoto e ri-quoto.Va bene finche' il lavoro cel'hai, ma quando lo cerchi cosa scrivi sul CV ?
  • sebino scrive:
    Prodotto Israeliano
    Quale è il prodotto isrlaeliano al quale fa riferimento?
  • Anonimox scrive:
    Meglio la Cina
    a volte penso che sia meglio la Cina dove i lavoratori non hanno alcun diritto e tutte queste seghe mentali non vengono trattate, perche se un dipendente viene trovato a cazzeggiare su internet durante le 22 ore lavorative hanno il diritto di fucilarlo in piazza senza neanche un proXXXXX... :| (idea)per i meno ironici, stò ovviamente scherzando per favore non rispondetemi che sono pazzo e vorreste vedere me al posto dei cinesi in piazza... (idea)
  • asd scrive:
    la laurea!serve una laurea!
    che senno poi fanno XXXXXX!!!!
    • Super_Treje scrive:
      Re: la laurea!serve una laurea!
      una laurea in cui ti fanno perdere anni informatici senza dirti nulla ? :D
    • Olinad71 scrive:
      Re: la laurea!serve una laurea!
      Lascia perdere che è meglio...in 10 anni di esperienza come sysadmin e dba (sono solo un modesto diplomato ITC ind. programmatori) ne ho visti tanti di laureati che non sapevano nemmeno dove fossero i log.Ai laureati interessa solo fare i PM per "dirigere" quelli come me, mica mettere le mani sui sistemi.
  • Neur0 scrive:
    Sono fuggiti dall'ospedale psichiatrico
    Non c'e' molto altro da dire, sembra il famoso episodio delle dodici fatiche di Asterix e Obelix quando questi due si trovano ad affrontare il mostro della burocrazia.L'Autorita' Garante e le norme relative sono un monstrum, io continuo a farmi rompere le scatole quando torno a casa da 100.000 tizi che vogliono vendermi di tutto. Continuo a mettere firme aggiuntive senza leggere come di prassi dal dentista, dal medico, in banca, all'assicurazione e in un sacco di altri posti e pure al supermercato con le tessere punti. Le industrie dei media ottengono di avere log di tutto e di tutti. I gestori telefonici idem. Se vado in un Internet Cafe' pure. Dati, dati, dati e usati alla fine come gli pare con tanto di assenso o meno. Le aziende di contro devono sottostare a quel feticcio della privacy di carta che pero' non garantisce niente.Siamo alla frutta, tutta la normativa privacy italiana e' un orrore, rompe tanto, costa tanto (alle aziende), non garantisce nulla.Non dico che non serva fare qualcosa ma forse basterebbe una unica norma tipo: se qualcuno ha dati su di voi, voi lo venite a sapere e questi dati non sono necessari ad un uso logico e normale in una attivita' commerciale secondo comune buon senso e vi creano danno (telefonate alle nove di sera per vendere questo o quello per esempio ma anche profilazioni che servano a capire come e quanto potete spendere o altro) potete chiedere e ottenere un risarcimento da un minimo di 10.000 euro in su. Sarebbe piu' efficiente che questa costruzione barocca e inutile.
    • Uccio scrive:
      Re: Sono fuggiti dall'ospedale psichiatrico
      E` perfettamente vero... Non sono iscritto a nessun partito, non faccio politica e non mi interesso di nessuna associazione di tipo politico parlamentare... Tuttavia in queste ultime elezioni europee mi hanno scritto tutti! Da dove hanno preso il mio indirizzo? Ho sempre chiesto di non essere importunato e che non voglio ricevere nulla ma... Per bacco, mi hanno scritto in tanti. La legge sulla privacy è la solita leggina fatta per i poveri ma che i ricchi ed i potenti possono tranquillamente non rispettare.La solita italianata di cui ne potremmo benissimo fare a meno... Un'inutile complicanza burocratica della vita di tutti i giorni.
      • step scrive:
        Re: Sono fuggiti dall'ospedale psichiatrico
        i dati vengono presi dalle liste elettorali, che son pubbliche(la stessa cosa che fa la rai, come fa a scoprire il (aluni fra i ) "possibile" nuovo abbonato?? controlla le variazioni delle liste elettorali
  • Gianni Veschi scrive:
    Altri costi... altra follia !
    Altri costi solo per Aziende italiane che saranno le sole, in Europo e nel Mondo, che dovranno adeguarsi.. costi inutili che faranno aumentare il costo del lavoro a discapito del costo del lavoro o degli stipendi dei lavoratori (da qualche parte si dovrà pur tagliare se dall'altra aumentano i costi).Siamo alla pura follia... questi "Garanti" per giustificare la loro esistenza si inventano delle procedure burocratiche semplicemente assurde ed invece di semplificare, complicano in maniera tremenda la vita alle aziende !Senza contare un altro aspetto devastante di tutta questa normativa: a furia di fare centinaia di leggi, su privacy, sicurezza, lavoro... si finisce che è impossibile districarsi in questo ginepraio e si finisce con il non rispettare neanche le poche leggi sensate che lo dovrebbero !L'unica "amara consolazione" e che se continuano così in Italia NON ci saranno più aziende in grado di pagare con le tasse lo stipendio di questi garanti ! Ma Vi rendete conto ??? sono talmente ottusi che alla fine finiranno per danneggiare se stessi !
  • Dario Carta scrive:
    Ritorno al passato
    Non capisco tutto questo sconcerto... in fondo i dinosauri non se ne sono mai andati, non hanno mai abbandonato le loro poltrone. Perché dovrebbero capire qualcosa di "informatica"? Perché dovrebbero capire qualcosa dei testi che producono? E' vero, per un testo del genere avranno pagato qualche milionata di euro di consulenze a qualche amico di famiglia di uno o più fra loro. Ma questo non significa che chi ha redatto il documento ne fosse capace.SalutiD.
  • Max scrive:
    Tutto ciò...fa meditare !!!
    Personalmente, affronto il tema "privacy" da qualche anno e sono sempre stato molto attento alle prescrizioni della 196/03, di tutti i relativi provvedimenti ed al disegno e progettazione di soluzioni atte a soddisfarne i requisiti.Anche in questo caso (i.e. Provvedimento relativo agli Amministratori di Sistema) è stato confermato quanto già avevo avuto modo di notare in precedenza: c'è forte ignoranza, da parte degli addetti ai lavori, sulle tematiche tecnologiche e di sicurezza IT...e tale livello è, in proporzione, più elevato di quanto possa essere l'effettivo livello di "incomprensibilità" dei requisiti normativi. A mio avviso, il provvedimento era abbastanza chiaro fin dall'inizio...e leggendo le FAQ pubblicate in data 21/05/09 sul sito del Garante, ho compreso quanto in realtà siano le persone che devono recepire tali requisiti a non avere il background adeguato ad affrontare certe tematiche. Ah...dimenticavo! Un'altra spiegazione plausibile al fatto che i provvedimenti del Garante diventino incomprensibili quasi come gli (se non più degli) scritti di Nostradamus è forse data dal fatto che, per risparmiare, le aziende cercano di creare più attrito possibile nei confronti di tali normative. Ma, se questo è il caso, mi chiedo se non vi sia una strada più efficace che "far finta di non capire" quello che il Garante chiede. Se, nel nostro Paese, la sicurezza IT venisse affrontata SERIAMENTE...i requisiti indirizzati dai Provvedimenti sarebbero, in buona parte, già soddisfatti...e l'impatto sul business sarebbe minimo.
    • Carlo scrive:
      Re: Tutto ciò...fa meditare !!!
      - Scritto da: Max
      Personalmente, affronto il tema "privacy" da
      qualche anno e sono sempre stato molto attento
      alle prescrizioni della 196/03, di tutti i
      relativi provvedimenti ed al disegno e
      progettazione di soluzioni atte a soddisfarne i
      requisiti.La 196/03 si sarebbe potuta scrivere in due righe, stabilendo semplicemente che chi tratta dati personali deve fornire al titolare di tali dati il nominativo della persona a cui rivolgersi per far valere il proprio diritto di cancellarli e di comunicarli o non comunicarli a terzi. Punto. Tutto il resto è soltanto frutto della solita mentalità italiota, che se non ci mette di mezzo la burocrazia ed i relativi costi non è contenta. Che senso ha entrare nel merito di come le aziende trattano tali dati, che password usano e chi sono i nomi dei sysadmin ? Come si fa a cambiare ogni sei mesi la password, quando questa è un sistema biometrico ad impronte digitali ? si cambia dito ? E` solo un esempio dei tanti pasticci in cui ci si va ad infilare quando si legifera in questo modo. Saranno cavoli delle aziende il come tutelarsi (o non tutelarsi) nei confronti di accuse di violazione, o no ?La 193/03 fa il paio con la PEC e con la firma digitale: produce costi inestimabili e nessun risultato utile. In due parole: è dannosa.Per chi fosse interessato:http://www.strozzi.it/cgi-bin/CSA/tw7/I/it/LRI/Economia.Dannoso%2C%20costoso%2C%20insensato
      • Max scrive:
        Re: Tutto ciò...fa meditare !!!
        - Scritto da: Carlo
        Saranno cavoli delle
        aziende il come tutelarsi (o non tutelarsi) nei
        confronti di accuse di violazione, o no
        ?Credo, invece, che sia necessario stabilire delle direttive (o degli standard) per la protezione e/o tutela del patrimonio delle aziende: è troppo rischioso affidarsi alla soggettività delle singole aziende (in mancanza di competenze...il livello di sicurezza sarebbe ridicolo...come, per altro, in molte aziende attuali è così)!
        La 193/03 fa il paio con la PEC e con la firma
        digitale: produce costi inestimabili e nessun
        risultato utile. In due parole: è
        dannosa.I risultati dipendono da quanto efficacemente si applicano le soluzioni (quali firma digitale...cifratura dati, ecc.). Anche la 196/03, se applicata con criterio e con ragionevolezza, ha un suo "perchè". Il problema è che fino a che vi sono persone che si improvvisano "Privacy expert" (come succede nel 95% dei casi, qui in Italia)...le aziende "pagano e basta", senza percepire alcun valore aggiunto. E perchè tutto questo? Perchè molti "addetti" ai lavori, a loro giudizio esperti, si improvvisano GURU della Privacy e propongono soluzioni più o meno fantasiose (si veda quella del registro degli eventi cartaceo...menzionata nell'articolo). Sono queste persone che rovinano il vero senso ed il valore di tali normative. Nessuno si è chiesto come mai, negli ultimi anni...c'è stata un'esplosione degli esperti e delle società di sicurezza? Oramai la sicurezza, la privacy...l'analisi dei rischi...ecc...sono diventati business enormi e molta gente se ne approfitta...ma soprattutto si approfitta dell'ignoranza sul tema (nel senso di "ignorare, non avere conoscenza") insita nelle aziende. Quando acquistiamo qualcosa (cellulare, auto usata, verdura, ecc.) stiamo molto attenti a non farci XXXXXXX e ci informiamo: in alcuni casi, l'acquirente è persino più informato del venditore...e questo è importante per evitare fregature. Nel mondo della privacy e della sicurezza...spesso, purtroppo, non è così: l'acquirente sa molto meno del venditore, il quale gli propina qualsiasi cosa...e si incassa i soldi.Inoltre...non è proprio vero che, ad esempio, la PEC non serva a nulla. Anzi, questa soluzione porta con sé un enorme potenziale per garantire una consistente riduzione dei costi, grazie alla dematerializzazione del materiale cartaceo: riusciranno i nostri eroi del Bel Paese...a tirar fuori questo potenziale? Io, personalmente, non credo (PURTROPPO).
        • Carlo scrive:
          Re: Tutto ciò...fa meditare !!!
          - Scritto da: Max
          Credo, invece, che sia necessario stabilire delle
          direttive (o degli standard) per la protezione
          e/o tutela del patrimonio delle aziende: è troppo
          rischioso affidarsi alla soggettività delle
          singole aziende (in mancanza di competenze...il
          livello di sicurezza sarebbe ridicolo...come, per
          altro, in molte aziende attuali è
          così)!L'importante è che chi combina pasticci con i dati sia chiamato a risponderne. Il come si organizza (o non si organizza) per evitare guai sono affari suoi. Ma da noi, si sa, la burocrazia vorrebbe entrare perfino in camera da letto, per la gioia dei "consulenti" in materia e quella di chi produce carta. Certi "standard" devono essere solo suggeriti, non imposti, devono essere delle semplici linee-guida per chi non sa che pesci pigliare, non degli obblighi di legge. Ovviamente il renderli un obbligo non può che far piacere a chi di questi obblighi fa il proprio business.
          Anche la 196/03, se applicata con criterio e con
          ragionevolezza, ha un suo "perchè". Il problema è
          che fino a che vi sono persone che si
          improvvisano "Privacy expert" (come succede nel
          95% dei casi, qui in Italia)...le aziende "pagano
          e basta", senza percepire alcun valore aggiunto.Il problema è che quando già la normativa stessa impone di "conservare le password in cassaforte" e di cambiarle ogni 6 mesi vuol dire che tutta la baracca è nata male in partenza, ed è proprio grazie a questa sua caratteristica che orde di consulenti o presunti tali ci si buttano a pesce. Se invece la norma si limitasse ad imporre il concetto di fondo, e a dare il resto come semplici indicazioni, la "torta" si restringerebbe, così come il numero di mosche intorno ad essa, a tutto vantaggio della reale efficacia e del contenimento dei costi. Ma parlare in questi termini semplici e lineari in Italia è come parlare in Klingon: non ti capisce nessuno (o meglio, fanno finta di non capire perché meno contorsioni = meno costi, e questo proprio non piace).
      • nononloso scrive:
        Re: Tutto ciò...fa meditare !!!
        - Scritto da: Carlo
        La 196/03 si sarebbe potuta scrivere in due
        righe, stabilendo semplicemente che chi tratta
        dati personali deve fornire al titolare di tali
        dati il nominativo della persona a cui rivolgersi
        per far valere il proprio diritto di cancellarli
        e di comunicarli o non comunicarli a terzi.[snip]
        Saranno cavoli delle
        aziende il come tutelarsi (o non tutelarsi) nei
        confronti di accuse di violazione, o no ?Che grandissima XXXXXXX. Se io fossi malato di HIV e qualcuno riuscisse ad accedere ai miei dati sanitari personali perché un'azienda ha deciso di tutelarsi nei confronti di violazione semplicemente non proteggendo tali dati ed affrontando un eventuale proXXXXX, ed il pagamento di un'eventuale penale, a me non starebbe per niente bene.Preferisco che ci siano delle leggi che dettino degli standard minimi per darmi delle garanzie. Le aziende che non possono permettersi di investire il denaro per proteggere i miei dati sensibili possono anche chiudere per quanto mi riguarda.Il vero problema, comunque, non è fare standard più o meno buoni, ma come al solito fare rispettare le leggi. Perché è ovvio che se, come al solito, chi non si attiene alla legge non paga mai...
  • tizio incognito scrive:
    pmi
    ho una piccola aziendaci sono le prescrizioni nazionalicomunaliregionalisindacaliinail inps ispesldecreto 81corsi antincendiocorsi pronto soccorsotest antidrogamanuale sicurezzadpss...fatto tutto questo forse a dicembre si poteva cominciare a lavorarefinalmente grazie a questo utilissimo decreto avro' qualcosa da fare anche a dicembregrazie, garante!
  • Fab scrive:
    Faq del Garante
    Segnalo a chi non le avesse già lette le FAQpresenti sul sito del Garante:http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1577499#FAQCiao,Fabrizio.
    • scinti scrive:
      Re: Faq del Garante
      sì ma le faq non sono il testo di legge... i chiarimenti devono stare nella legge no su un sito....
      • jfk scrive:
        Re: Faq del Garante
        - Scritto da: scinti
        sì ma le faq non sono il testo di legge... i
        chiarimenti devono stare nella legge no su un
        sito....Questi a furia di legiferare a destra e a manca (e sparare XXXXXXX in egual misura), si sono bevuti il cervello.
      • finferlo giallo scrive:
        Re: Faq del Garante
        - Scritto da: scinti
        sì ma le faq non sono il testo di legge... i
        chiarimenti devono stare nella legge no su un
        sito....se un sito fa riferimento alle leggi, perché no?
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