Nintendo vince ancora contro i chip pirata

La casa nipponica esce ancora una volta vittoriosa dallo scontro con le aziende produttrici di dispositivi per l'elusione delle protezioni. L'azienda perdente, in questo caso, dovrà pagare un conto piuttosto salato
La casa nipponica esce ancora una volta vittoriosa dallo scontro con le aziende produttrici di dispositivi per l'elusione delle protezioni. L'azienda perdente, in questo caso, dovrà pagare un conto piuttosto salato

Nintendo continua la sua crociata contro la pirateria incassando un’importante vittoria nei tribunali tedeschi, con una sentenza di primo grado che ha condannato SR Tronic al pagamento di un milione euro per i danni causati alla corporation giapponese.

L’azienda teutonica è specializzata nella distribuzione di sistemi anti-DRM (o “dispositivi di elusione”, come li chiama la società) per le console marchiate Nintendo, e la corte ha quindi dato ragione alle pretese della corporation dei videogiochi sposando l’idea che tali sistemi servano a favorire la pirateria del software ludico per console.

La sentenza premia Nintendo con un nuovo punto a favore dell’azienda dopo il caso ancora in sospeso dell’italiana PCBox finito davanti alla Corte di Giustizia europea , e Nintendo si dice naturalmente felice della decisione dei giudici promettendo altresì di continuare a “perseguire i produttori, i venditori e gli importatori di dispositivi di elusione”.

“Nintendo avvia queste azioni non solo a nome proprio – ha continuano la corporation nipponica – ma anche nell’interesse delle oltre 1.400 aziende di sviluppo di videogame che dipendono dalle vendite legittime di giochi”.

E le azioni a tutela del diritto d’autore non si limitano alla sola Europa e ai soli modchip, visto che negli USA Nintendo invoca l’intervento del governo per la messa al bando e la persecuzione penale dei siti di file sharing.

Alfonso Maruccia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

18 02 2014
Link copiato negli appunti