No ai cellulari, come alle sigarette

In una proposta di legge un parlamentare di Forza Italia chiede il divieto d'uso del telefonino quando fa male. Come già succede per il fumo


Roma – Gli italiani, accaniti utilizzatori di telefonini, presto potrebbero dover imparare che a tutto c’è un limite, anche all’uso del cellulare. Lo chiede un deputato di Forza Italia, Enrico Nan, che firma una proposta di legge per riconsiderare il ruolo dei telefonini nella società.

Secondo Nan sono molte le occasioni in cui l’uso del cellulare non solo va sconsigliato, va proprio vietato. Come lo scompartimento di un treno, dove il silenzio è d’oro e il trillo, se la proposta di Nan diverrà legge, potrebbe costare tra i 500 e 1.000 euro. L’idea è che se uno deve proprio telefonare dal treno lo può fare dal corridoio. Chissà cosa accadrà in quei convogli, quasi tutti ormai, che i corridoi proprio non ce li hanno.

L’idea di Nan, però, non è solo quella di insegnare ad usare il cellulare quando serve e non disturba ma anche di non sottovalutare i rischi per la salute. Per esempio negli ascensori, luoghi nei quali il cellulare è accusato di far male. Visto e “considerato che molti esperti del settore – spiega Nan – ritengono che una telefonata all’interno di un ascensore rivestito in alluminio possa determinare un effetto moltiplicatore elevatissimo delle onde elettromagnetiche”.

Dunque attenzione al cellulare e a come si utilizza, proprio come è dovuta prudenza nell’uso delle sigarette. “Il Parlamento – spiega il deputato azzurro – ha disposto delle restrizioni alla libertà di fumare nei locali pubblici. Nella stesa direzione, si dovrebbero prevedere norme che regolino tutto ciò che arreca disturbo o danno alla persona. In quest’ottica deve essere regolamentato l’utilizzo dei telefoni cellulari”

La proposta Nan ricorda da vicino quella approvata nelle scorse settimane a New York e che sanziona con 50 dollari chi disturba gli altri con il proprio cellulare. Tempi duri per i patiti del wireless.

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  • Anonimo scrive:
    tranquilli, noi siamo immuni
    la nostra droga si chiama TV, e, francamente, dovendo scelgiere, non saprei..
  • Anonimo scrive:
    A tutto ci vuole la misura....
    Stiamo assistendo nè più e nè meno ad una classica addiction che adesso coinvolge Internet.... ma prima ha coinvolto altro.Teledipendenza, tossicodipendenza, sesso-dipendenza etc etc ect.... A tutto ci vuole la misura!!Chi rinuncia ad avere rapporti sociali vivi sostituiti da quelli in rete, è qualcuno che già aveva problemi di relazione sociale e in rete forse può trovare anche una soluzione....Per me una chiacchierata tra amici o vedere una persona di persona è insostituibile..... Bisogna utilizzare Internet per quello che è, un mezzo!!!ByeMG
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