No, non aboliamo lo scatto

Lo chiede un lettore, secondo cui la cancellazione dello scatto alla risposta provocherebbe un terremoto per chi si è tenuto stretto le tariffe d'un tempo senza cambiare piano tariffario
Lo chiede un lettore, secondo cui la cancellazione dello scatto alla risposta provocherebbe un terremoto per chi si è tenuto stretto le tariffe d'un tempo senza cambiare piano tariffario

Buongiorno PI Telefonia, in relazione al vostro ultimo approfondimento riguardo alle cannonate sui balzelli telefonici mi sento di segnalarvi la mia posizione, forse egoistica ma che penso meriti rispetto.

Il mio attuale numero telefonico è in mio possesso da ormai diversi anni (1998), ho rifiutato diverse proposte di cambiare piano telefonico, sono passato indenne attraverso il cambio lira-euro ma sono sempre riuscito a mantenere la stessa tariffa, che prevede come scatto alla risposta e costo degli sms 10 centesimi, le vecchie 200 lire.

Nonostante veda con molto piacere ogni misura come l’abolizione del canone Telecom, l’abolizione della tassa di concessione governativa invece vedo come fumo negli occhi l’abolizione dello scatto alla risposta.

Spiego i miei motivi: l’eliminazione dello scatto alla risposta sarebbe forzoso per ogni tariffa come è stato forzosa l’abolizione del costo di ricarica (wind docet) e quindi comporterebbe che le persone che hanno faticosamente resistito alle varie proposte di allettanti tariffe si troverebbero a dover, per legge, abbandonare la propria.

Ovviamente, le compagnie, così come effettuato per i costi di ricarica sui nuovi clienti, si rivarrebbero sulla tariffazione al minuto (o al secondo). Almeno nel mio caso una abolizione dello scatto alla risposta, sono moderatamente certo, comporterebbe un aumento per legge della mia tariffa telefonica.
Penso di non essere l’unica persona in Italia in questa condizione.

Cordiali saluti
Daniele

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08 03 2007
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