Nokia, Ovi inciampa al debutto

Il nuovo store finnico incontra qualche difficoltà, pare per il troppo successo. Nel frattempo l'azienda non sta con le mani in mano: la concorrenza incalza

Roma – Volendo essere pignoli, è in ritardo di almeno un anno: Ovi Store , la risposta Nokia all’App Store di Apple , sta aprendo i battenti in queste ore, anche se sembrerebbe che non si tratti esattamente di un debutto privo di incertezze. La posta in gioco d’altronde è alta, e sia l’azienda di Cupertino che Palm incalzano: device, store e tecnologia saranno senz’altro le carte che tutti proveranno a giocare in un’estate infuocata per la comunicazione mobile.

In ogni caso, dopo gli ultimi test di rito Ovi Store è ora disponibile per decine di dispositivi recenti Nokia (in massima parte terminali S60) e in una manciata di lingue (italiano compreso ): si scarica un’applicazione e si inizia a scorrere tra le offerte, con un meccanismo molto simile a quello già visto su iPhone . Anche l’aspetto, colori a parte, ricorda molto quello del software Apple: a quanto pare, tuttavia, l’esperienza dell’utente finale è però ancora distante differente da quella che si riesce ad ottenere sui terminali con la mela.

Spiega allaboutsymbian.com : “Non c’è distinzione nello store tra elementi Java e applicazioni che sono completamente e nativamente Symbian”, e ancora “Le performance non sono brillanti sia sul mio 5800 che sul mio N95: bisogna aspettare almeno 5 secondi tra una schermata e l’altra”. Qualche difficoltà si incontra pure nello scovare l’applicazione giusta per le proprie necessità, visto che “non sembra esserci un modo ovvio per navigare attraverso ciascuna sottocategoria”, senza contare che quando ci si riesce (attraverso una voce apposita nel menù Opzioni) “spesso i tentativi di scorrere una pagina su e giù vengono interpretati come un clic su una applicazione”.

Insomma lo spazio per migliorare non manca, anche in considerazione del fatto che gli oggetti in vendita fin qui disponibili sono pochi: la transizione tra la demo e la release definitiva di Ovi non sembra essere stata ancora completata, e probabilmente il meccanismo e il database dei contenuti richiederanno ancora qualche giorno di rodaggio per funzionare al meglio. Un giudizio definitivo è insomma al momento impossibile, visto che è la stessa Nokia a dichiararsi impegnata a fare fronte ad un successo al di là delle aspettative che causa qualche disservizio.

Nel frattempo, sia l’azienda finlandese che i concorrenti non se ne stanno con le mani in mano. A cominciare proprio da Apple, che sembra ormai certo presenterà un nuovo iPhone rinnovato soprattutto sul piano hardware invece che estetico durante il keynote del prossimo WWDC : le “prove” sarebbero contenute tra le icone individuate nell’ultima beta della release 3.0 di OSX Mobile, che mostrerebbero l’aspetto (pixelato e in bassa risoluzione) del prossimo terminale che poco o nulla differisce all’esterno dal precedente.

Ma anche la stessa Nokia si accinge a presentare il successore dell’N810 , quello che è una via di mezzo tra un MID e un tablet e che fino ad oggi ha riscosso un successo controverso: nome in codice Rover, schermo da 3,5 pollici e sistema operativo Maemo (quindi Linux), dovrebbe incorporare connettività WiFi e HSPA, e rischierebbe di assomigliare sempre più ad uno smartphone dotato di tastiera QWERTY a scorrimento laterale. Discorso diverso per Palm, che invece entro la fine dell’anno dovrebbe presentare il secondo terminale dotato di WebOS: dopo Pre toccherà a Eos , che al contrario del suo fratello maggiore avrà a bordo solo 4GB di storage e terrà in bella vista la tastiera in un formato candybar.

Luca Annunziata

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  • freeeak scrive:
    anche se ha la tec. migliore è da tenere
    anche se ha la tecnologia migliore è da tenere fuori dal mercato, visti i comportamente precedenti.
  • Campus scrive:
    Mandatela gambe all'aria
    Rambus ostacola il progresso, frena lo sviluppo di nuove tecnologie cercando di imporre le proprie sulla base di brevetti sensa senso. Non produce nulla, i suoi brevetti sono su cose ovvie, come una casa deve avere porte e finestre così le tecniche di messa in atto di sistemi di memoria per computer devono per forza passare per percorsi obbligati se vogliono essere compatibili con le cpu più comuni, le porte e finestre appunto, ed è questi percorsi obbligati che si brevetta e ciò non va bene. Se vere realtà industriali arrivano alle stesse conclusioni con fatica e notevole investimento di capitali il merito andrebbe a loro, non a chi produce fumo e riesce a brevettarlo. Finirà la pacchia di chi brevetta senza produrre nulla, finirà!
    • ... scrive:
      Re: Mandatela gambe all'aria
      fino a quando un brevetto costa dai 10k euro (locale) ai 50-70k euro (globale), dubito finirà mai :)
  • lufo88 scrive:
    Non credo che stavolta
    Rambus, stavolta, non otterrà che il suo formato diventi standard. Gli sta anche bene personalmente, se un certo formato diventa standard non si possono pretendere le royality dei brevetti, perché tutti sono costretti ad usarlo!
    • Eleggibile scrive:
      Re: Non credo che stavolta
      A Rambus, non ottenere che il suo formato diventi "standard" andrà per traverso di sicuro. Concede in licenza le sue "tecnologie" sulla memoria per computer, non lo fa per scopo umanitario, ma per ottenere suon di milioni di dollari in royalty!
  • Den Lord Troll scrive:
    dopo le RIMM
    le XDR, ma se ben ricordo - non vorrei però sbagliare - queste (presenti su PS3 no?) sono fabbricate da Toshiba. Tuttavia il progetto 'originario' sarebbe di rambus ?!?
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