Nokia: pronti a stampare un cellulare?

L'azienda di Espoo si lancia nella stampa 3D. Fornendo ai suoi clienti tutto quanto occorre per creare cover per il Lumia 820. E in futuro anche di più

Roma – Invece di andare nel proprio negozio di cellulari favorito o cliccare su un sito di e-commerce di fiducia, realizzare la propria cover su misura, con i colori e i materiali preferiti: a patto ovviamente di avere una stampante 3D. Nokia fa sul serio: ha iniziato a distribuire , gratuitamente, le specifiche tecniche e le istruzioni necessarie per stampare in casa i propri accessori per il Lumia 820 . Per il momento si inizia con la cover posteriore, ma in futuro ci potrebbe essere altro: cellulari compresi.

Ci sono tre differenti archivi da scaricare: quello relativo a tutte le parti che compongono la scocca posteriore, un secondo relativo alla sola cover, un terzo con i componenti separati. Secondo Nokia , ce n’è abbastanza per chiunque abbia dimestichezza con la stampa 3D per realizzare qualsiasi tipo di cover posteriore per il Lumia 820 (eventualmente anche sostituire parti originali o ricombinarle con quanto prodotto in casa).

L’ idea è quella di permettere a chiunque di costruirsi la propria cover con colori e caratteristiche diverse da quelle fornite di serie o nella vendita di accessori. Evidente è anche il tentativo di cavalcare un fenomeno, quello della stampa 3D che è in crescita e costituisce senz’altro al momento un trend affascinante, per garantire nuovo smalto e fattore “wow” al marchio finlandese. Secondo Espoo , poi, la faccenda non finisce qui: al momento i suoi tecnici usano queste tecnologie per costruire rapidamente prototipi di valutazione, in futuro l’azienda potrebbe decidere di fornire dei veri e propri kit per costruire il proprio cellulare su misura a privati e aziende. ( L.A. )

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  • Claudio scrive:
    Contro la censura tutta.
    E' uno schifo.Io sono spudoratamente contro la privacy spinta.1o casoE' giusto tutelare la privacy di una persona quando si tratta di cose private, finché rimangono tali: per esempio il voto è una cosa privatissima e deve rimanere tale, ma se io un giorno dico in televisione chi ho votato essa diventa pubblica e non posso pretendere che dopo 5 anni quel video sia rimosso ovunque.Se un fatto privato diventa pubblico non può tornare privato, altrimenti non è più privacy ma censura.2o casoUna persona sconosciuta, diventa pubblica, per pubblica intendo che è conosciuta ai più. Questo può accadere per vari motivi, principalmente per fatti di cronaca. Ovviamente se questa persona che è diventata pubblica, vuole esercitare il suo diritto all'oblio, lo fa perché i fatti che l'hanno resa pubblica li ritiene negativi per se stesso e/o per le persone che ha intorno, o che le portano ad essere danneggiate, altrimenti non eserciterebbe tale diritto. Ma, ritengo, sia giusto essere a conoscenza di informazioni che ritraggono negativamente una certa persona. Per esempio, se conosco una donna, che mi piace e con la quale voglio uscire, per evitare sorprese comincio a vedere tutto quello che c'è di lei su internet, e se scopro che ha precedenti penali, un passato in un movimento o gruppo che inneggia al razzismo o al fascismo o cose di questo tipo, neanche ci provo, sarebbe una perdita di tempo. Se questa Donna avesse esercitato il suo diritto all'oblio e queste informazione fossero irraggiungibili, ci uscirei, ma dopo qualche settimana o mese scoprirei comunque chi è e avrei solo perso tempo, sarebbe stata una presa per i fondelli. Ma c'è di peggio...3o caso: Una persona con cariche pubbliche o dirigente in aziende in cui il pubblico è azionista. In questo caso la privacy, per come la penso io, non deve esistere, ed intendo tutta, perché la vita privata di un politico è pubblica. Il caso più semplice e apparentemente banale è che un politico mette le corna alla moglie, un fatto privatissimo, che molti direbbero, che ce frega? o, se l'amante è bona ha fatto bene!! Tuttavia, l'amante potrebbe ricattare il politico chiedendo dei soldi, per esempio, ma peggio, potrebbe chiedere una spinta del figlio ad un concorso o all'esame di ammissione di una università, o velocizzare le pratiche burocratiche per aprire un ristorante, o far sorvolare l'abusività della sua villetta al mare.Più in generale ogni scheletro nell'armadio di un politico può renderlo ricattabile, quindi è bene che questi scheletri siano di pubblico dominio, così da on poter essere ricattati.Ma questo 3o caso è collegato con i primi due, perché, chiunque un giorno può diventare un politico, quindi quella persona privata, diventata pubblica per aver commesso un furto, condannata, che, eseguita la condanna, ha fatto eliminare tutte le notizie riguardo il furto, un giorno decide diventare consigliere comunale, poi arriva il suo vicino di casa che si ricorda del furto di 20'anni prima e lo ricatta minacciando di tirar fuori quel furto durante la campagna elettorale o la consigliatura, a meno che non fa qualcosa per lui. Se l'oblio non ci fosse stato, e lui fosse stato eletto con i voti di cittadini già consapevoli del suo passato, il rischio di ricatto sarebbe stato 0.
    • Vaas scrive:
      Re: Contro la censura tutta.
      - Scritto da: Claudio
      Per
      esempio, se conosco una donna, che mi piace e con
      la quale voglio uscire, per evitare sorprese
      comincio a vedere tutto quello che c'è di lei su
      internet, e se scopro che ha precedenti penali,
      un passato in un movimento o gruppo che inneggia
      al razzismo o al fascismo o cose di questo tipo,
      neanche ci provo, sarebbe una perdita di tempo.
      Se questa Donna avesse esercitato il suo diritto
      all'oblio e queste informazione fossero
      irraggiungibili, ci uscirei, ma dopo qualche
      settimana o mese scoprirei comunque chi è e avrei
      solo perso tempo, sarebbe stata una presa per i
      fondelli. Ma c'è di
      peggio...Meno male che c'è internet allora, se fossimo ancora nel 1990 solo seghe?
  • Winston Smith scrive:
    Dimostrato che è meglio la carta
    Questo fatto dice che CARTA BATTE WEB , senza alcun dubbio.Perché sarà anche possibile - ma chi lo fa? - stampare o salvare tutto quello che leggi su web, farti un PDF, mettere via con la data corretta e la fonte... ma il punto è che l'originale è VOLATILE e lo sappiamo da tanto tempo.Perché 1000 siti web non sono altro che un banale hard disk. 100000 lettori leggono lo stesso grumo di byte.Tolto quello, scomparse le "100000 copie lette".Invece se vengono vendute e LETTE 10000 copie, quelle copie possono anche essere tagliuzzate e messe via, archiviate. E dove sta il diritto di farmi bruciare la vecchia copia? O verrà chiamato "diritto all'oblio" il divieto di farmi citare pubblicamente l'articolo che ho in mano?Forse si.Che si possa aver diritto all'oblio è comprensibile: altrimenti nessuno avrà mai la possibilità di salvarsi e cambiare vita e strada, in certi casi. Ma se il tuo problema è un ristorante... se hai risolto, basterà recarsi presso il ristorante e verificare, no?Ammetti che quella volta hai sbagliato, si, lo sanno tutti (appendi tu stesso fuori l'articolo) e dimostri COME ogni giorno tu stia facendo ammenda.Nel solito stracitato romanzo distopico di George Orwell "1984" (scritto nel 1948) il mestiere del protagonista consisteva proprio in questo che oggi vediamo : cancellare dalla stampa le prove della verità. Era aberrante... lo rimane.Bisognerebbe indignarsi... ma bisognerebbe indignarsi anche con certi "enti" che governano i loro aderenti (obbligatoriamente) invece di tutelarli, difenderli, affiancarli.E guardate come mi tocca esprimermi... spero abbiate capito da soli.
    • Winston Smith scrive:
      Re: Dimostrato che è meglio la carta
      - Scritto da: Winston Smith[...]
      Bisognerebbe indignarsi... ma bisognerebbe
      indignarsi anche con certi "enti" che governano i
      loro aderenti (obbligatoriamente) invece di
      tutelarli, difenderli,
      affiancarli.aggiungo che se qualcuno ha dato la colpa al "precedente governo" (= governo Berlusconi) si ricordi che l'opposizione non si è sufficientemente opposta e che ora, se salgono di nuovo al potere, possono ripristinare la libertà di stampa in modo così travolgente da non poter essere ribaltato che con enorme fatica.Quello sarebbe un ottimo punto per un paese che sì, precipita nel baratro dell'economia schifosa, ma almeno ripristina le condizioni della convivenza civile e della democrazia seria.
    • Leguleio scrive:
      Re: Dimostrato che è meglio la carta
      - Scritto da: Winston Smith
      Questo fatto dice che CARTA BATTE WEB , senza
      alcun
      dubbio.

      Perché sarà anche possibile - ma chi lo fa? -
      stampare o salvare tutto quello che leggi su web,
      farti un PDF, mettere via con la data corretta e
      la fonte... ma il punto è che l'originale è
      VOLATILE e lo sappiamo da tanto
      tempo.

      Perché 1000 siti web non sono altro che un banale
      hard disk. 100000 lettori leggono lo stesso grumo
      di
      byte.

      Tolto quello, scomparse le "100000 copie lette".

      Invece se vengono vendute e LETTE 10000 copie,
      quelle copie possono anche essere tagliuzzate e
      messe via, archiviate. E dove sta il diritto di
      farmi bruciare la vecchia copia? O verrà chiamato
      "diritto all'oblio" il divieto di farmi citare
      pubblicamente l'articolo che ho in
      mano?Be', sì. Inteso come citare in pubblico. Solo nel caso davvero leda il diritto di una persona e nel caso la pena relativa sia già stata inflitta. Cosa che per la sentenza del ristorante non sussiste.
      Nel solito stracitato romanzo distopico di George
      Orwell "1984" (scritto nel 1948) il mestiere del
      protagonista consisteva proprio in questo che
      oggi vediamo : cancellare dalla stampa le prove
      della verità.Talmente citato, che tu come pseudonimo hai scelto il nome del protagonista.In ogni caso, il diritto all'oblio è inteso a tutelare il passato di una persona da consultazioni semplici ed accessibili a tutti. Non a caso la richiesta iniziale si accontentava anche di un'anonimizzazione dell'articolo, che avrebbe salvato capra e cavoli: "In un ristorante sul lungomare di Pescara è avvenuto un accoltellamento fra due fratelli, XX e XY, in seguiti portati all'ospedale; ora dovranno rispondere di rissa e lesioni personali". Nessuno con l'oblio vuol cancellare la storia, ma solo togliere riferimenti personali che facilitano l'identificazione del soggetto.
  • Gino Tavera scrive:
    Dimenticanza.
    C'è una cosa che questo "professionisti" dimenticano: memoria storica (che permette di non essere completamente idioti ricadendo nello stesso errore o , se possibile, dare la possibilità a chi non lo sa di incappare in cose spiacevoli o negative) e che quando qualcosa coinvolge anche il pubblico o comunque persone estranee, esterne, non ci dovrebbe essere privacy.
    • Leguleio scrive:
      Re: Dimenticanza.
      - Scritto da: Gino Tavera
      C'è una cosa che questo "professionisti"
      dimenticano: memoria storica (che permette di non
      essere completamente idioti ricadendo nello
      stesso errore o , se possibile, dare la
      possibilità a chi non lo sa di incappare in cose
      spiacevoli o negative)Forse inconsapevolmente stai facendo un ritratto dell'Italia e della sua classe di elettori. Perché la loro memoria storica non è affatto aumentata con l'avvento di internet, come ci si potrebbe aspettare: gli italiani leggevano poco prima, e leggono poco ora. Banalmente.
      e che quando qualcosa
      coinvolge anche il pubblico o comunque persone
      estranee, esterne, non ci dovrebbe essere
      privacy.La parte relativa alle persone estranee non l'ho capita. In ogni caso, già oggi la legge sulla privacy non copre, se non in circostanze molto limitate, personaggi pubblici. Per definizione, un personaggio <B
      pubblico </B
      ha rinunciato a una vita <B
      privata </B
      al riparo da riflettori e paparazzi.Ecco un esempio recentissimo: un ex partecipante al Grande Fratello non può lamentarsi se qualcuno sostiene, in maniera allusiva, che sia gay:http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca/13_gennaio_19/ferilli-gay-testi-amante-querela-proXXXXX-bergamo-2113615516914.shtml
      • Gino Tavera scrive:
        Re: Dimenticanza.
        - Scritto da: Leguleio...
        La parte relativa alle persone estranee non l'ho
        capita. In ogni caso, già oggi la legge sulla
        privacy non copre, se non in circostanze molto
        limitate, personaggi pubblici. Per definizione,
        un personaggio <B
        pubblico </B
        ha
        rinunciato a una vita <B
        privata
        </B
        al riparo da riflettori e
        paparazzi.
        Ecco un esempio recentissimo: un ex partecipante
        al Grande Fratello non può lamentarsi se qualcuno
        sostiene, in maniera allusiva, che sia
        gay:

        http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronacaPersone estranee come te, ad esempio, un avventore, nei confronti di un ristorante.Penso non ci sia niente di male a non essere uno sprovveduto o, nel caso estremo,un idiota, conoscendo la fama di quel ristorante.In altra parte di questo thread parlo di recidività.Se il ristorante è onesto, mettendo la testa a posto, si industria a riparare l'errore.Non mi fa buona impressione mettendo a tacere una negativa ma veritiera ex-notizia.
        • Leguleio scrive:
          Re: Dimenticanza.
          - Scritto da: Gino Tavera

          La parte relativa alle persone estranee non
          l'ho

          capita. In ogni caso, già oggi la legge sulla

          privacy non copre, se non in circostanze
          molto

          limitate, personaggi pubblici. Per
          definizione,

          un personaggio <B
          pubblico
          </B

          ha

          rinunciato a una vita <B
          privata

          </B
          al riparo da riflettori e

          paparazzi.

          Ecco un esempio recentissimo: un ex
          partecipante

          al Grande Fratello non può lamentarsi se
          qualcuno

          sostiene, in maniera allusiva, che sia

          gay:




          http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca

          Persone estranee come te, ad esempio, un
          avventore, nei confronti di un
          ristorante.Ora ho capito. Comunque ti devo deludere, non esiste ancora una norma che faccia differenza fra fatti di cronaca nera che coinvolgono terze persone, e fatti di cronaca in cui protagonisti, vittime e indagati coincidono.
          Penso non ci sia niente di male a non essere uno
          sprovveduto o, nel caso
          estremo,
          un idiota, conoscendo la fama di quel ristorante.E chissà di quale "fama", o "nomea", si parlava. Articoli che riferiscono un fatto di cronaca, citando nomi e cognomi, ne esistono ancora:http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/Pescara/5109/I_fratelli_pecoraro_restano_ai_domiciliari.htmlPersino sulla testata condannata Primadanoi (i nomi sono citati con le iniziali, ma si fa riferimento ai fratelli Pecoraro):http://www.primadanoi.it/news/cronaca/-14547/Lite-familiare-con-agguato--5-accoltellati--4-arrestati.htmlhttp://www.primadanoi.it/news/cronaca/-15854/Abusi-edilizi--sequestrata-una-struttura-del-ristorante-Positano.htmlForse i fatti che erano oggetto della protezione della privacy erano altri, vai a capire....
          In altra parte di questo thread parlo di
          recidività.
          Se il ristorante è onesto, mettendo la testa a
          posto, si industria a riparare
          l'errore.
          Non mi fa buona impressione mettendo a tacere una
          negativa ma veritiera
          ex-notizia.Eh sì, decisamente. Signori, benvenuti nell'effetto Streisand. :-D
  • Strale02 scrive:
    diritto di cronaca nell'oblio
    Ha fatto molto bene il giudice a condannare il giornale. Una cosa è il diritto di cronaca, tutt'altra cosa la persecuzione.Citando il nome del ristorante, il giornale ha procurato un danno economico ai proprietari, per i quali il ristorante è il loro lavoro esostentamento.A questo punto facciamo fallire il locale. Così il giornale sarà contento.Non basta che uno sia condannato e abbia pagato la sua pena (giusta o nongiusta); dovrà continuare a pagare per tutta la vita.Se poi non c'è stata ancora una sentenza definitiva, questa è una ragione in più per non giudicare o ergersi a giudice. Purtroppo abbiamo in Italia una giustizia troppo lenta e sorpassata e dei giornalisti che scambiano l'informazione imparziale con una crociata per inculcare le loro idee o i loro interessi, quelli dei loro partiti e interessi di potere ai loro lettori.Hanno un potere in mano e spesso lo usano male.Saluti
    • Leguleio scrive:
      Re: diritto di cronaca nell'oblio
      - Scritto da: Strale02
      Ha fatto molto bene il giudice a condannare il
      giornale. Una cosa è il diritto di cronaca,
      tutt'altra cosa la
      persecuzione.
      Citando il nome del ristorante, il giornale ha
      procurato un danno economico ai proprietari, per
      i quali il ristorante è il loro lavoro
      e
      sostentamento.
      A questo punto facciamo fallire il locale. Così
      il giornale sarà
      contento.
      Non basta che uno sia condannato e abbia pagato
      la sua pena (giusta o
      non
      giusta); dovrà continuare a pagare per tutta la
      vita.
      Se poi non c'è stata ancora una sentenza
      definitiva, questa è una ragione in più per non
      giudicare o ergersi a giudice.Temo tu non abbia letto l'articolo, e nemmeno la sentenza, che pure sono poche paginette.Il quotidiano online primadanoi ha riferito un fatto di cronaca di carattere penale avvenuto nel 2008. Per questo fatto, ancora non sono state stabilite responsabilità e pene. Prima aberrazione, la lentezza della giustizia italiana.La richiesta formale di rimuovere l'articolo è arrivata appena due anni dopo, nel 2010. Va bene il diritto all'oblio, ma che questo diritto debba essere più rapido della giustizia italiana... ma che dico italiana: in ben pochi Paesi al mondo si arriverebbe al terzo grado di giudizio in meno di due anni!
      • Forse scrive:
        Re: diritto di cronaca nell'oblio

        Temo tu non abbia letto l'articolo, e nemmeno la
        sentenza, che pure sono poche
        paginette.
        Il quotidiano online primadanoi ha riferito un
        fatto di cronaca di carattere penale avvenuto nel
        2008. Per questo fatto, ancora non sono state
        stabilite responsabilità e pene. Prima
        aberrazione, la lentezza della giustizia
        italiana.Forse quelle persone, come dicevo sopra, non è che non vogliono essere citate, ma semplicemente vogliono scorporare il reato dal luogo (il ristorante). Per far questo hanno chiesto la rimozione di tutto l'articolo. E' l'unica lettura sensata che riesco a dare alla notizia.
    • Gino Tavera scrive:
      Re: diritto di cronaca nell'oblio
      - Scritto da: Strale02
      Ha fatto molto bene il giudice a condannare il
      giornale. Una cosa è il diritto di cronaca,
      tutt'altra cosa la
      persecuzione.
      Citando il nome del ristorante, il giornale ha
      procurato un danno economico ai proprietari, per
      i quali il ristorante è il loro lavoro
      e
      sostentamento.
      A questo punto facciamo fallire il locale. Così
      il giornale sarà
      contento.
      Non basta che uno sia condannato e abbia pagato
      la sua pena (giusta o
      non
      giusta); dovrà continuare a pagare per tutta la
      vita.
      Se poi non c'è stata ancora una sentenza
      definitiva, questa è una ragione in più per non
      giudicare o ergersi a giudice.

      Purtroppo abbiamo in Italia una giustizia troppo
      lenta e sorpassata e dei giornalisti che
      scambiano l'informazione imparziale con una
      crociata per inculcare le loro idee o i loro
      interessi, quelli dei loro partiti e interessi di
      potere ai loro
      lettori.
      Hanno un potere in mano e spesso lo usano male.
      SalutiSi dimentica la casistica della recidività.
    • joshua72 scrive:
      Re: diritto di cronaca nell'oblio
      Tutto giusto, se fossi un idiota, se permetti ci terrei a sapere cosa a fatto quel ristorante, dopo di che sarò io a giudicare se metterci piede oppure no. Magari ha anche cambiato gestione, quel che conta è specificare esclusivamentei fatti, senza ricamarci sopra, aggiornando l'articolo nel caso di assoluzioni dell'indagato o situazioni similari.
      • Leguleio scrive:
        Re: diritto di cronaca nell'oblio
        - Scritto da: joshua72
        Magari ha anche cambiato gestione,
        quel che conta è specificare esclusivamentei
        fatti, senza ricamarci sopra, aggiornando
        l'articolo nel caso di assoluzioni dell'indagato
        o situazioni
        similari.Be', la sentenza dice esattamente che ciò non è avvenuto. Una richiesta formale di togliere l'articolo, o di renderlo anonimo omettendo i nomi, i cognomi e il ristorante, è stata respinta.Il quotidiano primadanoi.it aveva in seguito tolto l'articolo (o forse ne aveva impedito la ricerca per parole chiave, non si capisce bene): ma era troppo tardi, a parere del giudice, e il danno era già stato fatto.
        • joshua 72 scrive:
          Re: diritto di cronaca nell'oblio
          scusa, ma senza voler far polemica, quale danno ? Sono stati riportati correttamente i fatti? Ci sono aggiornamenti sulle indagini? Poi sta a me farmi un'idea sull'accaduto altrimenti quel giudice ci tratta da idioti. Un danno non è riportare i fatti, ma inserire indicazioni fuorvianti.
          • Leguleio scrive:
            Re: diritto di cronaca nell'oblio
            - Scritto da: joshua 72
            scusa, ma senza voler far polemica, quale danno ?
            Sono stati riportati correttamente i fatti? Ci
            sono aggiornamenti sulle indagini? Poi sta a me
            farmi un'idea sull'accaduto altrimenti quel
            giudice ci tratta da idioti. Un danno non è
            riportare i fatti, ma inserire indicazioni
            fuorvianti.Il danno derivante dal non aver rimosso l'articolo quando è stato richiesto, ma solo molto tempo dopo. La permanenza di dati sensibili sul web oltre il tempo consentito.L'ho scritto, è una sentenza aberrante.
  • Ebm scrive:
    Boooooooo.....
    Quindi...se un mio familiare (genitore, figlio/a ) vengono ammazzati e dopo 10 anni incontro per strada l'assassino rilasciato dal carcere...non posso dire che è un assassino? sennò finisco nelle grane io? O.O
    • anon scrive:
      Re: Boooooooo.....
      - Scritto da: Ebm
      Quindi...se un mio familiare (genitore, figlio/a)
      vengono ammazzati e dopo 10 anni incontro per
      strada l'assassino rilasciato dal carcere...non
      posso dire che è un assassino?Al massimo puoi dire che <b
      era </b
      un assassino, visto che ha scontato la sua pena ed è stato conseguentemente rilasciato.
      sennò finisco nelle grane io?
      O.OOvvio, no?Ma anche oggi non puoi dare del 'ladro' a un ladro, visto che è un'offesa personale e così facendo non fai altro che dare la possibilità al "ladro" stesso di contro-denunciarti per ingiuria e/o diffamazione. (a seconda dei casi)
      • Gino Tavera scrive:
        Re: Boooooooo.....
        - Scritto da: anon
        - Scritto da: Ebm


        Quindi...se un mio familiare (genitore,
        figlio/a)

        vengono ammazzati e dopo 10 anni incontro per

        strada l'assassino rilasciato dal
        carcere...non

        posso dire che è un assassino?

        Al massimo puoi dire che <b
        era
        </b
        un assassino, visto che ha scontato
        la sua pena ed è stato conseguentemente
        rilasciato.


        sennò finisco nelle grane io?

        O.O

        Ovvio, no?

        Ma anche oggi non puoi dare del 'ladro' a un
        ladro, visto che è un'offesa personale e così
        facendo non fai altro che dare la possibilità al
        "ladro" stesso di contro-denunciarti per ingiuria
        e/o diffamazione. (a seconda dei
        casi)Certo, se quel "dare del ladro" è falso.Se non c'è lesione all'onore, perché "l'onore" è quello di essere ladro, allora sai dove può attaccarsela la denuncia?
        • Leguleio scrive:
          Re: Boooooooo.....
          - Scritto da: Gino Tavera
          Certo, se quel "dare del ladro" è falso.
          Se non c'è lesione all'onore, perché "l'onore" è
          quello di essere ladro, allora sai dove può
          attaccarsela la
          denuncia?Gino Tavera, ti pregherei di non usare queste espressioni colloquiali parlando di certi argomenti. Si può dare legittimamente del ladro a una persona solo se questa è stata condannata per furto. Anzi, a essere prudenti, si potrebbe dire solo quando la condanna è passata in giudicato, in base alla famosa regola che ognuno si presume innocente fino alla sentenza della Cassazione. Nelle fasi precedenti, a scanso di equivoci, è meglio dire: "è stato condannato per furto". E non si può dare del ladro a questa persona vita natural durante: una volta scontata la pena, esiste il limite temporale sancito dal diritto all'oblio.
          • Gino Tavera scrive:
            Re: Boooooooo.....
            - Scritto da: Leguleio...
            E non si può dare del ladro a questa persona vita
            natural durante: una volta scontata la pena,
            esiste il limite temporale sancito dal diritto
            all'oblio.Quindi la fedina penale ritorna pulita dopo aver scontato una pena?Nei TG non mi sembra di aver mai sentito la non considerazione dei reati pregressi.Allora chi ha commesso l'ennesimo reato dovrebbe fare causa alle forze dell'ordineper detenzione dannosa dell'archivio?
          • Leguleio scrive:
            Re: Boooooooo.....
            - Scritto da: Gino Tavera

            E non si può dare del ladro a questa persona
            vita

            natural durante: una volta scontata la pena,

            esiste il limite temporale sancito dal
            diritto

            all'oblio.

            Quindi la fedina penale ritorna pulita dopo aver
            scontato una
            pena?Se si fa richiesta di riabilitazione, sì. Se ne ha diritto dopo 5 anni dall'espiazione della pena (10 per i recidivi e i delinquenti abituali).Esistono poi condanne minori, per le quali è prevista la non menzione nel casellario giudiziale.
            Nei TG non mi sembra di aver mai sentito la non
            considerazione dei reati
            pregressi.Facci caso, la prossima volta: dicono mai che la tale persona ha riportato una condanna per il tal reato "15 anni fa"?In questi casi, mi sembra, la regola è che si accenna a "vecchi precedenti penali", senza entrare in particolari. Oppure si usa l'aggettivo "pregiudicato", che significa tutto e niente.
            Allora chi ha commesso l'ennesimo reato dovrebbe
            fare causa alle forze
            dell'ordine
            per detenzione dannosa dell'archivio?Ma che sciocchezza, gli archivi di polizia e il casellario giudiziale sono istituiti per legge e devono essere mantenuti secondo leggi precise. La legge sulla privacy colpisce la diffusione di dati sensibili, non la loro mera esistenza in archivi, pubblici o privati.
          • Gino Tavera scrive:
            Re: Boooooooo.....
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: Gino Tavera



            E non si può dare del ladro a questa
            persona

            vita


            natural durante: una volta scontata la
            pena,


            esiste il limite temporale sancito dal

            diritto


            all'oblio.



            Quindi la fedina penale ritorna pulita dopo
            aver

            scontato una

            pena?

            Se si fa richiesta di riabilitazione, sì. Se ne
            ha diritto dopo 5 anni dall'espiazione della pena
            (10 per i recidivi e i delinquenti
            abituali).
            Esistono poi condanne minori, per le quali è
            prevista la non menzione nel casellario
            giudiziale.



            Nei TG non mi sembra di aver mai sentito la
            non

            considerazione dei reati

            pregressi.

            Facci caso, la prossima volta: dicono mai che la
            tale persona ha riportato una condanna per il tal
            reato "15 anni
            fa"?
            In questi casi, mi sembra, la regola è che si
            accenna a "vecchi precedenti penali", senza
            entrare in particolari. Oppure si usa l'aggettivo
            "pregiudicato", che significa tutto e
            niente.:-)Se vuoi una ricerca, la farò: Ci sentiamo tra un mese.Comunque, reato o tal reato... la persona ci sguazzerebbe nei reati.Qualsiasi essi siano. O semplici scorrettezze.A te premunirti.

            Allora chi ha commesso l'ennesimo reato
            dovrebbe

            fare causa alle forze

            dell'ordine

            per detenzione dannosa dell'archivio?

            Ma che sciocchezza, gli archivi di polizia e il
            casellario giudiziale sono istituiti per legge e
            devono essere mantenuti secondo leggi precise. La
            legge sulla privacy colpisce la diffusione di
            dati sensibili, non la loro mera esistenza in
            archivi, pubblici o
            privati.:-)
          • Leguleio scrive:
            Re: Boooooooo.....
            - Scritto da: Gino Tavera


            Nei TG non mi sembra di aver mai
            sentito
            la

            non


            considerazione dei reati


            pregressi.



            Facci caso, la prossima volta: dicono mai
            che
            la

            tale persona ha riportato una condanna per
            il
            tal

            reato "15 anni

            fa"?

            In questi casi, mi sembra, la regola è che si

            accenna a "vecchi precedenti penali", senza

            entrare in particolari. Oppure si usa
            l'aggettivo

            "pregiudicato", che significa tutto e

            niente.

            :-)

            Se vuoi una ricerca, la farò: Ci sentiamo tra un
            mese.
            Comunque, reato o tal reato... la persona ci
            sguazzerebbe nei
            reati.
            Qualsiasi essi siano. O semplici scorrettezze.
            A te premunirti.Sembra di leggere nelle tue parole un effetto preventivo nella pubblicizzazione selvaggia di tutti i precedenti penali di tutte le persone... che io non vedo affatto.Ovvio che mi farebbe piacere sapere se un negoziante o un artigiano presso cui mi servo è stato condannato per truffa in passato. Ma sono casi limitati. Al contrario, la notizia data a tutti i condomini che viene a vivere un assassino nello stabile preoccuperebbe enormemente solo loro, ma non proteggerebbe la popolazione più di tanto: un assassino viaggia. Come tutti.
          • Gino Tavera scrive:
            Re: Boooooooo.....
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: Gino Tavera






            Nei TG non mi sembra di aver mai

            sentito

            la


            non



            considerazione dei reati



            pregressi.





            Facci caso, la prossima volta: dicono
            mai

            che

            la


            tale persona ha riportato una condanna
            per

            il

            tal


            reato "15 anni


            fa"?


            In questi casi, mi sembra, la regola è
            che
            si


            accenna a "vecchi precedenti penali",
            senza


            entrare in particolari. Oppure si usa

            l'aggettivo


            "pregiudicato", che significa tutto e


            niente.



            :-)



            Se vuoi una ricerca, la farò: Ci sentiamo
            tra
            un

            mese.

            Comunque, reato o tal reato... la persona ci

            sguazzerebbe nei

            reati.

            Qualsiasi essi siano. O semplici
            scorrettezze.

            A te premunirti.

            Sembra di leggere nelle tue parole un effetto
            preventivo nella pubblicizzazione selvaggia di
            tutti i precedenti penali di tutte le persone...
            che io non vedo
            affatto.
            Ovvio che mi farebbe piacere sapere se un
            negoziante o un artigiano presso cui mi servo è
            stato condannato per truffa in passato. Ma sono
            casi limitati. Al contrario, la notizia data a
            tutti i condomini che viene a vivere un assassino
            nello stabile preoccuperebbe enormemente solo
            loro, ma non proteggerebbe la popolazione più di
            tanto: un assassino viaggia. Come
            tutti.Selvaggia no, ma neanche volatile, sottovalutata.
          • Claudio scrive:
            Re: Boooooooo.....
            vale solo per i reati con una condanna inferiore ai 5 anni, se è superiore la fedina penale rimarrà sXXXXX a vita
          • Leguleio scrive:
            Re: Boooooooo.....
            - Scritto da: Claudio
            vale solo per i reati con una condanna inferiore
            ai 5 anni, se è superiore la fedina penale
            rimarrà sXXXXX a
            vitaScusa, dove hai letto questa norma? Non l'ho mai sentita prima.
    • Leguleio scrive:
      Re: Boooooooo.....
      - Scritto da: Ebm
      Quindi...se un mio familiare (genitore, figlio/a
      ) vengono ammazzati e dopo 10 anni incontro per
      strada l'assassino rilasciato dal carcere...non
      posso dire che è un assassino? sennò finisco
      nelle grane io?
      O.ODubito fortemente. La pena per omicidio in Italia va da un minimo di anni 21 all'ergastolo. Dopo un certo numero di anni dal rilascio, però, la persona ha il diritto di essere lasciata in pace. È comunque possibile che verranno studiati meccanismi modulati sulla sensazione provocata nella popolazione dal relativo reato. L'americana Terry Broome, riconosciuta colpevole dell'omicidio di Francesco D'Alessio (esistono sospetti che si sia addossata la colpa per coprire un altro, ma è un'altra storia), viene citata ancora, ad esempio in una mostra:http://www.vanityfair.it/viaggi-traveller/notizie-viaggio/news/2012/05/07/milano-criminaleI reati di sangue legati al terrorismo non credo verranno mai totalmente coperti dal diritto all'oblio.
  • cognome scrive:
    articolo demenziale
    Mi sembra che si voglia tirare acqua al proprio mulino: quello dei (presunti) giornalisti.Al di la dei presunti giornalisti, che fioccano sul web e anche qui su PI, mi sembra una retorica spenta, una arlecchinata.Chi fa davvero il giornalista, e non il promotore, non fa articoli del genere.Il ristorante o quel che è, ha ragione.Bisognerebbe usare il falcetto per estirpare il giornalettismo come questo articolo mette in evidenza, nell'articolazione dei suoi contenuti (poveri e copiati).Una volta tolti di mezzo i opresunti "giornalisti" da strapazzo che anche qui abbondano, si potra avere una informazione seria.Un consiglio per l'autore di questo articolo: suicidati o vai a scrivere per il "Giornale".Se ti prendono.Ma ho i miei dubbi.
  • Forse scrive:
    Forse il problema è un'altro
    Può darsi che quelle persone avessero chiesto di rimuovere l'articolo in quanto cita i nomi dei ristoranti ma il fatto ha carattere familiare quindi la loro professione è un dato aggiuntivo non pertinente.Magari succede che chi è in quella zona e cerca recensioni su quel/quei ristoranti, si ritrova anche il link a quel fatto di cronaca.Qualcuno potrebbe dire "ma io vorrei sapere se vado in un locale gestito da violenti", in realtà magari quella gente è bravissima nel loro lavoro oppure i locali li hanno dati in affitto ed adesso hanno problemi di affluenza.Vi ho dato un'altra chiave di lettura.Inoltre ricordiamoci che se una persona sbaglia è giusto che paghi e che la cronaca ne parli. Ma dopo anni, se questa persona ha pagato per i suoi errori (o considerata innocente), per quanto la cronaca di 5-10 anni prima sia veritiera, è vero anche che la facilità con la quale si recupera in rete può rendere difficile ad una persona ricostruirsi una vita.Prima di scriveri commenti, ricordatevi che su queste stesse pagine ci sono persone che ci tengono tantissimo all'anonimato e che hanno sempre difeso leggi tipo quelle americane che vorrebbero dei registri pubblici per i reati sessuali. E ricordate che dopo che uno paga torna libero, altrimenti facciamo per ogni reato l'ergastolo e facciamo prima.saluti a tutti
    • Leguleio scrive:
      Re: Forse il problema è un'altro
      - Scritto da: Forse
      Può darsi che quelle persone avessero chiesto di
      rimuovere l'articolo in quanto cita i nomi dei
      ristoranti ma il fatto ha carattere familiare
      quindi la loro professione è un dato aggiuntivo
      non
      pertinente.E chi lo sa... Senza l'articolo in questione, è molto difficile farsi un'idea. Io e Panda Rossa abbiamo trovato una notizia che riguarda il denunciante e il suo ristorante, vedi qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3694466&m=3694907#p3694907Ma non è certo che la notizia da togliere fosse esattamente quella; altrimenti l'avrebbero chiesto, e ottenuto, anche dal quotidiano pagineabruzzo.it .
      Magari succede che chi è in quella zona e cerca
      recensioni su quel/quei ristoranti, si ritrova
      anche il link a quel fatto di
      cronaca.Be', quello sicuramente! :-)Conoscendo il gusto degli algoritmi di Google per questi accostamenti, secondo me prima veniva fuori il fattaccio di cronaca nel ristorante, e poi, eventualmente, le recensioni su come si mangia e che prezzi applica. Un signore in Australia ha dovuto fare causa a Yahoo! e a Google per togliersi di dosso accostamenti simili, che lui non aveva minimamente cercato e nel suo caso erano pure fuori luogo.
      Inoltre ricordiamoci che se una persona sbaglia è
      giusto che paghi e che la cronaca ne parli. Ma
      dopo anni, se questa persona ha pagato per i suoi
      errori (o considerata innocente), per quanto la
      cronaca di 5-10 anni prima sia veritiera, è vero
      anche che la facilità con la quale si recupera in
      rete può rendere difficile ad una persona
      ricostruirsi una
      vita.Allora, in base alla sentenza il fatto di cronaca si è verificato nel 2008. La richiesta formale di rimozione o riformulazione di quell'articolo è stata inviata il 6 settembre 2010. La causa è stata intentata il 26 ottobre dello stesso anno. E come è noto, la sentenza di primo grado è arrivata in questi giorni.Ergo, secondo la giurisprudenza, dopo appena <B
      due anni </B
      si usufruisce già del diritto all'oblio. Questo è un orrore giuridico. :@
      Prima di scriveri commenti, ricordatevi che su
      queste stesse pagine ci sono persone che ci
      tengono tantissimo all'anonimato L'anonimato su internet, precisiamo.Nella vita reale, raramente si riesce a rimanere anonimi quando si viene trascinati, anche senza volerlo, in cause civili o penali. Diciamo che in parte, e solo in parte, la legge sulla privacy protegge anche questo anonimato.
      e che hanno
      sempre difeso leggi tipo quelle americane che
      vorrebbero dei registri pubblici per i reati
      sessuali. Cos'hanno fatto gli utenti di PI? Hanno difeso, o piuttosto hanno attaccato le leggi di alcuni Stati Usa sul registro pubblico dei reati sessuali? Spiega.
      E ricordate che dopo che uno paga torna
      libero, altrimenti facciamo per ogni reato
      l'ergastolo e facciamo
      prima.Prima dell'illuminismo, nella maggior parte degli Stati il furto domestico (furto all'interno dell'abitazione) era punito con la pena capitale. Però non mi stupirebbe se qualche candidato alle elezioni volesse tornare a quell'epoca. Di gente strana ce n'è, in Italia.
  • paoloholzl scrive:
    Ottimo .. il diritto all'oblio
    Le leggi italiane e chi le interpreta trovano sempre modo di far parlare di sè.Diciamo che Tizio è stato trovato a rubare anni fa.Un amico mi chiede se é affidabile per assumerlo, gli racconto del fatto, questo crea un evidente 'danno', ma non ho raccontato falsità.Denunciabile ... ma che scherziamo????!!!Forse la cosa sarebbe diversa se cominciassi a riempire la città di manifesti con la scritta 'Tizio è un ladro' scatenando una campagna contro di lui (ma questo con la stampa capita quotidianamente ma si invoca la 'libertà di stampa').La storia é storia non si può cancellare (putroppo anche quando é falsa) figurarsi quando é vera.Ora mi aspetto denunce dei tedeschi a tutti i siti che parlano dell'olocausto in quanto evidentemente lesivi della reputazione di un popolo.Avvalendomi del diritto all'oblio mi riservo il diritto a dimenticare questa ulteriore sentenza che getta ulteriore discredito alla giustizia di questo paese ...
    • Leguleio scrive:
      Re: Ottimo .. il diritto all'oblio
      - Scritto da: paoloholzl
      Le leggi italiane e chi le interpreta trovano
      sempre modo di far parlare di
      sè.

      Diciamo che Tizio è stato trovato a rubare anni
      fa.
      Un amico mi chiede se é affidabile per assumerlo,
      gli racconto del fatto, questo crea un evidente
      'danno', ma non ho raccontato
      falsità.
      Denunciabile ... ma che scherziamo????!!!

      Forse la cosa sarebbe diversa se cominciassi a
      riempire la città di manifesti con la scritta
      'Tizio è un ladro' È esattamente quello che fa un quotidiano online come quello che è stato condannato. La notizia liberamente consultabile tramite una ricerca del nome della persona, o anche del nome del ristorante, equivale, quanto a effetti, all'affissione di manifesti per tutta la città. La parte aberrante di questa sentenza non è il contenuto della legge: ma che sia stata applicata a fatti del 2008, se ho ben capito fatti ancora non chiariti in tribunale. Come se una notizia avesse la stessa data di scadenza di uno yoghurt, o del latte non a lunga conservazione.
      scatenando una campagna contro
      di lui (ma questo con la stampa capita
      quotidianamente ma si invoca la 'libertà di
      stampa').Oggi un po' meno di un tempo. Grazie anche alla legge sulla privacy (e a una maggior coscienza da parte dei giornalisti di testate non scandalistiche: forse si sono resi conto che potrebbe capitare anche a loro).Alcuni Paesi, fra i quali quello in cui vivo io ora, proibiscono la pubblicazione delle generalità di persone imputate, da oltre trent'anni. Il nome salta fuori, se salta fuori, solo all'atto della condanna.
      La storia é storia non si può cancellare
      (putroppo anche quando é falsa) figurarsi quando
      é
      vera.

      Ora mi aspetto denunce dei tedeschi a tutti i
      siti che parlano dell'olocausto in quanto
      evidentemente lesivi della reputazione di un
      popolo.Considerazione generale: quando si tira in ballo Hitler, o la <I
      shoah </I
      , in una discussione, significa che la discussione è finita. È la celebre legge di Godwin (celebre almeno per me; forse non per tutti).Considerazione particolare su quest'affermazione: i fatti storici non sono coperti dalla legge sulla privacy, così come non lo sono i personaggi storici, anche perché sono morti, e la legge della privacy normalmente si applica ai vivi.
      • paoloholzl scrive:
        Re: Ottimo .. il diritto all'oblio

        La parte aberrante di questa sentenza non è il
        contenuto della legge: ma che sia stata applicata
        a fatti del 2008, se ho ben capito fatti ancora
        non chiariti in tribunale. Come se una notizia
        avesse la stessa data di scadenza di uno yoghurt,
        o del latte non a lunga conservazione.La proverbiale velocità della giustizia italiana.Delle volte mi stupisco a pensare che sistemi giudiziari garantisti e articolati come il nostro, con tutto il loro fardello di norme sottonorme e garanzie, alla fine si rivelino meno efficaci che il 'tribunale' di una qualsiasi tribù del centro Africa (che magari può sbagliare, ma almeno fa giustizia il più delle volte chiude la vicenda in tempi pressochè immediati).
        Oggi un po' meno di un tempo. Grazie anche alla
        legge sulla privacy (e a una maggior coscienza da
        parte dei giornalisti di testate non
        scandalistiche: forse si sono resi conto che
        potrebbe capitare anche a
        loro).Per me la privacy oggi, putroppo è semplicemente un utopia.E la legge sulla privacy una legge fondata su un utopia (un classico della legislazione italiana).
        Alcuni Paesi, fra i quali quello in cui vivo io
        ora, proibiscono la pubblicazione delle
        generalità di persone imputate, da oltre
        trent'anni. Il nome salta fuori, se salta fuori,
        solo all'atto della
        condanna.Mi sembra un ottima cosa di un paese civile, in Italia non sarebbe mai possibile qui tutto é basato sull'informazione innanzi tutto.
        Considerazione generale: quando si tira in ballo
        Hitler, o la <I
        shoah </I
        , in una
        discussione, significa che la discussione è
        finita. È la celebre legge di Godwin
        (celebre almeno per me; forse non per
        tutti).:-) per mostrare situazioni estreme si fa riferimento spesso ad esempi estremi, e questo è un esempio estremo per definizione (ma in un contesto diverso da quello che Godwin si aspettava dalla degenerazione di un newsgroup).
        i fatti storici non sono coperti dalla legge
        sulla privacy, così come non lo sono i personaggi
        storici, anche perché sono morti, e la legge
        della privacy normalmente si applica ai
        vivi.Ci sono vivi la cui vita è condizionata dalla reputazione di parenti o altri morti.Prima o poi arriverà il magistrato a interpretare la normativa in senso 'ampio'... attendere prego
    • thepassenge r scrive:
      Re: Ottimo .. il diritto all'oblio
      Abbastanza inquetante come i delinquenti possano ora richiedere la rimozione degli articoli cosicchè le loro malefatte possano essere dimenticate.Questo è inammissibile.Spero che la redazione del giornale Primadanoi.it vada in appello e la sentenza venga ribaltata, questa scusa del diritto all'oblio (che non è nemmeno una legge) è solo una grossa bugia nella mano di magistrati dinonesti.
      • Leguleio scrive:
        Re: Ottimo .. il diritto all'oblio
        - Scritto da: thepassenge r
        Abbastanza inquetante come i delinquenti possano
        ora richiedere la rimozione degli articoli
        cosicchè le loro malefatte possano essere
        dimenticate.Non la prendere come una critica: ma l'italiano medio a dimenticare in fretta è bravissimo, anche in assenza di una legge apposita. Aggiungi che l'italiano medio legge molto meno dei suoi vicini di casa europei...
        Spero che la redazione del giornale Primadanoi.it
        vada in appello e la sentenza venga ribaltata,
        questa scusa del diritto all'oblio (che non è
        nemmeno una legge) è solo una grossa bugia nella
        mano di magistrati
        dinonesti.La sentenza preoccupa molto di più perché crea un precedente, che non per le conseguenze economiche sul quotidiano online Primadanoi, di cui fino a ieri ignoravo l'esistenza. :|I titolari del ristorante avevano chiesto al quotidiano Primadanoi o la rimozione dell'articolo, oppure la modifica, in modo che i protagonisti fossero citati senza nome e cognome. Primadanoi ha rifiutato entrambe le proposte. I gestori sono andati in causa contro Google Italy srl e Primadanoi, e solo quando si è avvicinata la prima udienza Primadanoi ha cancellato l'articolo in questione. Ma era tardi, il danno (presunto) al ristorante era stato fatto.Come vedi, non proprio un comportamento da giornalisti senza macchia e senza paura. :
    • arin scrive:
      Re: Ottimo .. il diritto all'oblio
      - Scritto da: paoloholzl
      Le leggi italiane e chi le interpreta trovano
      sempre modo di far parlare di
      sè.

      Diciamo che Tizio è stato trovato a rubare anni
      fa.
      Un amico mi chiede se é affidabile per assumerlo,
      gli racconto del fatto, questo crea un evidente
      'danno', ma non ho raccontato
      falsità.
      Denunciabile ... ma che scherziamo????!!!Denunciabile sì, e anche condannabile. Se non sbaglio questo comportamento ricade nella fattispecie della diffamazione. Dove sta lo scherzo? Se uno ha fatto uno sbaglio anni fa tutti hanno il diritto di sparlarne finché campa?
      • Leguleio scrive:
        Re: Ottimo .. il diritto all'oblio
        - Scritto da: arin

        Le leggi italiane e chi le interpreta trovano

        sempre modo di far parlare di

        sè.



        Diciamo che Tizio è stato trovato a rubare anni

        fa.

        Un amico mi chiede se é affidabile per
        assumerlo,

        gli racconto del fatto, questo crea un evidente

        'danno', ma non ho raccontato

        falsità.

        Denunciabile ... ma che scherziamo????!!!

        Denunciabile sì, e anche condannabile. Se non
        sbaglio questo comportamento ricade nella
        fattispecie della diffamazione.No, finché la conversazione rimane fra due persone, come in questo caso. Ed è finalizzata ad un'assunzione.
        Dove sta lo scherzo? Se uno ha fatto uno sbaglio
        anni fa tutti hanno il diritto di sparlarne
        finché
        campa?Lo fanno, e basta. :| Mai sottovalutare i pettegoli.Si possono punire per legge gli eccessi, come quello illustrato da poaloholzl di affiggere manifesti con la notizia del furto di anni fa. Ma non si possono mettere le mordacchie.
        • arin scrive:
          Re: Ottimo .. il diritto all'oblio
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: arin



          Le leggi italiane e chi le interpreta
          trovano


          sempre modo di far parlare di


          sè.





          Diciamo che Tizio è stato trovato a
          rubare
          anni


          fa.


          Un amico mi chiede se é affidabile per

          assumerlo,


          gli racconto del fatto, questo crea un
          evidente


          'danno', ma non ho raccontato


          falsità.


          Denunciabile ... ma che
          scherziamo????!!!



          Denunciabile sì, e anche condannabile. Se non

          sbaglio questo comportamento ricade nella

          fattispecie della diffamazione.

          No, finché la conversazione rimane fra due
          persone, come in questo caso. Ed è finalizzata ad
          un'assunzione.Sicuro? Ma sicuro sicuro? Quindi io posso dire che Tizio è un farabutto, purché lo dica solo a una persona per volta? E la legge distingue i casi a seconda del movente, e se il movente è un'assunzione allora il comportamento non è più delittuoso?Spiacente, non ti credo.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ottimo .. il diritto all'oblio
            - Scritto da: arin

            - Scritto da: arin





            Le leggi italiane e chi le
            interpreta

            trovano



            sempre modo di far parlare di



            sè.







            Diciamo che Tizio è stato trovato a

            rubare

            anni



            fa.



            Un amico mi chiede se é affidabile
            per


            assumerlo,



            gli racconto del fatto, questo
            crea
            un

            evidente



            'danno', ma non ho raccontato



            falsità.



            Denunciabile ... ma che

            scherziamo????!!!





            Denunciabile sì, e anche condannabile.
            Se
            non


            sbaglio questo comportamento ricade
            nella


            fattispecie della diffamazione.



            No, finché la conversazione rimane fra due

            persone, come in questo caso. Ed è
            finalizzata
            ad

            un'assunzione.

            Sicuro? Ma sicuro sicuro? Quindi io posso dire
            che Tizio è un farabutto, purché lo dica solo a
            una persona per volta? Non proprio. Tu hai fatto l'esempio della conversazione in cui Tizio riferisce a Caio che Sempronio è un ladro. Fermiamoci lì. Perché si concreti il reato di diffamazione è necessario che gli ascoltatori siano almeno due. Lo dice la legge, non io. Invece andarlo a raccontare a una persona per volta non protegge automaticamente dall'accusa di diffamazione, nel (raro) caso che le persone a cui viene riferito il fatto conoscano l'interessato, e vadano a raccontargli che la fonte della maldicenza è solo una.
            E la legge distingue i
            casi a seconda del movente, e se il movente è
            un'assunzione allora il comportamento non è più
            delittuoso?Non ho detto questo. Ipotizzavo, semplificando, che la comunicazione fra Tizio e Caio fosse fra due cariche ben definite, e non fra due semplici amici. E quando si riferiscono notizie riservate, entrambe la parti sono tenute al segreto d'ufficio; quindi non si dà nemmeno il caso di una potenziale fuga di notizie che porta rapidamente alla diffamazione, attraverso il passaparola. Quella precisa informazione viene richiesta, e fornita, solo in rapporto a una possibile assunzione. Rimane, o dovrebbe rimanere, nel chiuso della stanza in cui la conversazione si è svolta.
  • Giulia scrive:
    Privacy del piffero.
    Serve solo quando fa comodo , una delle peggiori leggi degli 100 anni peggio delle leggi razziali!!!
    • Wolf01 scrive:
      Re: Privacy del piffero.
      Più che altro è il diritto all'oblio ad essere del piffero.Che facciamo, eliminiamo dai libri di storia l'olocausto perché la Germania ha già "pagato" per il fattaccio oppure perché è passato tanto tempo?Sono d'accordo con il non infierire su una persona/ditta dopo che ha scontato la pena, ma questo non vuol dire che abbia cancellato il fatto.Non siamo mica la Chiesa dove puoi comprarti l'assoluzione ai peccati e per Dio è come se non li avessi fatti...
      • vuoto scrive:
        Re: Privacy del piffero.

        Non siamo mica la Chiesa dove puoi comprarti
        l'assoluzione ai peccati e per Dio è come se non
        li avessi
        fatti...Non sempre. «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.In quel giorno molti mi diranno: Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate liniquità!.Parole chiave: "operare iniquità". Non esiste il free pass per la salvezza e neanche il pay pass.
        • Wolf01 scrive:
          Re: Privacy del piffero.
          Mi hai preso troppo alla lettera.L'individuo che si compra l'indulgenza pensa di essere a posto con la coscienza, come se non avesse mai effettuato il peccato.Stessa cosa funziona con il diritto all'oblio, non è che nascondendo le cose queste non sono mai successe, e i fatti DEVONO essere ricordati, però non continuamente rivangati, altrimenti si continuano ad effettuare sempre gli stessi sbagli (soprattutto dando uno sguardo alla Storia).
        • doc allegato velenoso scrive:
          Re: Privacy del piffero.
          e neanche la salvezza :D @^
      • ef iu di scrive:
        Re: Privacy del piffero.
        - Scritto da: Wolf01
        Sono d'accordo con il non infierire su una
        persona/ditta dopo che ha scontato la pena, ma
        questo non vuol dire che abbia cancellato il
        fatto.Sono d'accordo che la legge o la sentenza vadano riviste, ma...Scontare la pena estingue il reato.Ora arriverà qualche avvocato da form a contestarmi l'uso dei termini, ma il succo è quello, ovvero che non avrebbe senso una pena se dopo averla scontata ci fosse ancora qualcosa da pagare.
    • Joe Tornado scrive:
      Re: Privacy del piffero.
      Veramente vergognoso. Dovrebbe essere diritto del lettore, venendo a conoscenza di fatti pregressi riportati in modo veritiero ed acritico, valutare se poter "concedere l'oblio" ai coinvolti - eventualmente rapportandosi di conseguenza nei confronti dei medesimi - o guardarsene, nei casi in cui ... il lupo perde il pelo, ma non il vizio !
  • frakie scrive:
    Sempre peggio
    Be' allora tocca bruciare pure i giornali cartacei usciti all'epoca.
    • Leguleio scrive:
      Re: Sempre peggio
      - Scritto da: frakie
      Be' allora tocca bruciare pure i giornali
      cartacei usciti
      all'epoca.Fahrenheit 451, dici?In realtà è sufficiente ritagliare solo l'articolo uscito all'epoca, lasciando un buco nel foglio. Ma è triste anche così, perché non sono notizie di 20 anni fa, ma del 2008.
  • jack scrive:
    ...
    (anonimo)
  • Leguleio scrive:
    Incomprensibile
    Mi son letto rapidamente la sentenza, per farmi un'idea... e non me la sono fatta. : Nel senso che nulla lascia trapelare quale sia la notizia lesiva della privacy che ha determinato la condanna. È da escludere però che la notizia riguardasse il ristorante in sé, visto che la legge sulla privacy non riguarda imprese commerciali, ma solo persone fisiche.Qualcuno ne sa di più? Forse la notizia era questa?http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/Pescara/5109/I_fratelli_pecoraro_restano_ai_domiciliari.htmlCuriosità: inizialmente era stata trascinata in giudizio anche Google Italy srl, ma se ne è tirata fuori prima dell'udienza, togliendo la notizia dagli indici.
    • AxAx scrive:
      Re: Incomprensibile
      Fa sempre parte della giustizia con la monetina ed in base all'oroscopo del giorno.Poi magari in appello il direttore avrà piena ragione ed in cassazione sarà di nuovo condannato.
      • Leguleio scrive:
        Re: Incomprensibile
        - Scritto da: AxAx
        Fa sempre parte della giustizia con la monetina
        ed in base all'oroscopo del
        giorno.
        Poi magari in appello il direttore avrà piena
        ragione ed in cassazione sarà di nuovo
        condannato.Chissà... oppure metteranno mano alla legge sulla privacy, che a leggere la sentenza sarebbe più importante del diritto di cronaca, cosa che non è.Va detto che una normativa già esistente dagli anni Novanta proibirebbe la pubblicazione di nomi di persone coinvolte in reati. Si può scrivere "Il signor X, 74 anni, titolare di un ristorante sul mare a Pescara, è stato arrestato per rissa assieme ai due figli di 24 e 27 anni". Chi vuol capire, capisce.Detto questo, siccome la normativa è disattesa, e alla fine i quotidiani di provincia i nomi li fanno quasi sempre, non si capisce perché condannare un giornale per non aver tolto un articolo ritenuto legittimo, all'epoca della pubblicazione. :
        • Sgabbio scrive:
          Re: Incomprensibile
          Quando un giudice ha poco chiaro certe cose, i danni vengono fatti eccome.Fai un articolo veritiero, te denunciano e persi in primo grado, per il diritto alla privacy e all'oblio, per un fatto tra l'altro ancora in corso :(Ma in italia i siti web che non sono uber editori denarosi, son sempre i meno tutelati in assoluto.
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: SgabbioMa come scrivi?"Te denunciano e persi in primo grado""Siti web che non sono uber editori danarosi". In tedesco è <I
            über </I
            , e comunque significa sopra, mentre i sito sono eventualmente sottoposti agli editori.
            Fai un articolo veritiero, te denunciano e persi
            in primo grado, per il diritto alla privacy e
            all'oblio, per un fatto tra l'altro ancora in
            corso
            :(

            Ma in italia i siti web che non sono uber editori
            denarosi, son sempre i meno tutelati in
            assoluto.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Leguleio

            Ma come scrivi?
            "Te denunciano e persi in primo grado"
            "Siti web che non sono uber editori danarosi". In
            tedesco è <I
            über </I
            , e
            comunque significa sopra, mentre i sito sono
            eventualmente sottoposti agli editori.EPIC FAIL COME AL SOLITO, invece di fare la maestrina frustrata, forse cercare di capire il contesto ti è difficile ?
          • Dottor Stranamore scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Sgabbio
            EPIC FAIL COME AL SOLITO, invece di fare la
            maestrina frustrata, forse cercare di capire il
            contesto ti è difficile
            ?Stava lì in agguato ad aspettare il tuo primo errore di digitazione per puntare il ditino. Mah che gente... e dire che sei sempre chiarissimo.
          • anon scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Dottor Stranamore
            Mah che gente...
            e dire che sei sempre chiarissimo.[img]http://i.qkme.me/3ohibs.jpg[/img]
          • Sgabbio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: anon
            - Scritto da: Dottor Stranamore


            Mah che gente...

            e dire che sei sempre chiarissimo.

            [img]http://i.qkme.me/3ohibs.jpg[/img]Trolla contro di me :D
          • Risposta al commento scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Sgabbio
            Quando un giudice ha poco chiaro certe cose, i
            danni vengono fatti
            eccome.

            Fai un articolo veritiero, te denunciano e persi
            in primo grado, per il diritto alla privacy e
            all'oblio, per un fatto tra l'altro ancora in
            corso
            :(

            Ma in italia i siti web che non sono uber editori
            denarosi, son sempre i meno tutelati in
            assolutoNon si capisce un cavolo!
          • Sgabbio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Risposta al commento
            - Scritto da: Sgabbio

            Quando un giudice ha poco chiaro certe cose, i

            danni vengono fatti

            eccome.



            Fai un articolo veritiero, te denunciano e persi

            in primo grado, per il diritto alla privacy e

            all'oblio, per un fatto tra l'altro ancora in

            corso

            :(



            Ma in italia i siti web che non sono uber
            editori

            denarosi, son sempre i meno tutelati in

            assoluto

            Non si capisce un cavolo!(rotfl)(rotfl)(rotfl)
        • Claudio scrive:
          Re: Incomprensibile
          No, ti sbagli. Vale solo, e giustamente, per i minorenni.La fedina penale (reati commessi ingiudicato) ed il casellario giudiziario (procedimenti penali in corso) sono documenti pubblici, e chiunque può chiederli di chiunque altro, basta pagare la marca da bollo. Per esempio è quello che fa Travaglio su tutti i candidati alle politiche o amministrative di tutte le liste.Inoltre tutti gli atti relativi ad una indagine usati per portare a giudizio qualcuno e durante il proXXXXX anch'essi sono pubblici, e chiunque può andare nel tribunale di riferimento e chiederne una copia, anche qui basta pagare la marca da bollo.
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Claudio
            No, ti sbagli. Vale solo, e giustamente, per i
            minorenni.Allora, andiamo con ordine.La pubblicazione di generalità di minori coinvolti in fatti di cronaca nera è vietata fin dall'entrata in vigore del D.P.R. n° 448 del 1988 (art. 13), ed è stata successivamente ribadita dalle disposizioni sottoscritte d'intesa fra Ordine dei giornalisti e FNSI con la cosiddetta Carta di Treviso (ottobre 1990); quindi diversi anni prima che una normativa sulla privacy esistesse in Italia. Non sorprendentemente, questo divieto è (quasi) sempre rispettato. La pubblicazione di nomi e dati relativi a maggiorenni coinvolti in fatti di cronaca è una questione molto più nebulosa, in effetti: senza entrare troppo nei dettagli, rimando a questo articolo riassuntivo sulle posizioni del garante della privacy (vedi punti 7 e 8 ):http://www.privacy.it/briganti2004091.html
            La fedina penale (reati commessi ingiudicato) ed
            il casellario giudiziario (procedimenti penali in
            corso) sono documenti pubblici, Fedina penale e casellario giudiziale sono esattamente la stessa cosa. :-)"Fedina penale" è il nome popolare, non compare in alcun documento ufficiale.Nel casellario giudiziale in senso lato confluiscono dati di diversa competenza: le condanne inflitte, nel "casellario giudiziale" in senso stretto; i provvedimenti giudiziari relativi a soggetti che hanno la qualità di imputato, nel "casellario dei carichi pendenti"; esistono poi anche casellari per le sanzioni amministrative.In particolare, nel "casellario dei carichi pendenti" confluiscono solo le informazioni su procedimenti penali dove una persona è già imputata. E spesso, quando si parla di fatti di cronaca riferiti dai quotidiani del giorno dopo, questa qualifica non c'è, e non è detto che ci sarà. Nel caso di cui ho messo il link sopra, ad esempio, è possibile (anche se non molto plausibile) che i titolari del ristorante siano rimasti coinvolti in una rissa e un accoltellamento senza alcuna responsabilità. Se cosi fosse, nulla sarebbe rilevabile dal casellario dei carichi pendenti.
            e chiunque può
            chiederli di chiunque altro, basta pagare la
            marca da bollo. Dunque: non ho fatto approfondimenti per verificare se sia così facile ottenere questi dati relativi a privati cittadini senza un motivo apparente; so per certo, però, che non possono essere divulgati senza motivo, la legge sulla privacy è chiara sul punto.Marco Travaglio ha gioco facile nell'ottenere e poi pubblicare questi dati perché si parla sempre di persone pubbliche. Prova tu a fare una richiesta relativa al vicino di casa, e scoprire magari che una volta ha picchiato la moglie, e poi prova a pubblicarla sul giornale locale. Non credo sia necessario descrivere che cosa succederebbe. :-)
          • andy scrive:
            Re: Incomprensibile
            Ma se gli atti di un proXXXXX penale sono sempre e rimangono per sempre pubblici qual'è l'intenzione del diritto all'oblio?Far sì che entrare a conoscenza di particolari fatti sia "sufficientemente" difficile?Dire che è ridicolo è un eufemismo.
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: andy
            Ma se gli atti di un proXXXXX penale sono sempre
            e rimangono per sempre pubblici qual'è
            l'intenzione del diritto
            all'oblio?No, non sono sempre pubblici, e non lo rimangono comunque in eterno. Se vuoi mi informo sui limiti.Poi, sapendo come sono conciati gli archivi dei tribunali italiani, civili e penali, se ti riesce di ritrovare una sentenza di oltre 20 anni fa ti diamo la medaglia. :-)
            Far sì che entrare a conoscenza di particolari
            fatti sia "sufficientemente"
            difficile?

            Dire che è ridicolo è un eufemismo.Il diritto all'oblio è una specie di diritto alla privacy riferito al passato. Come esistono sfere del privato che non possono essere rese pubbliche al di fuori della ristretta cerchia di persone direttamente interessate - la salute, la sessualità, le frequentazioni, la frequenza con cui si va al gabinetto - così esistono notizie, sempre riferite al privato, che anche se sono state pubbliche un tempo, ad esempio perché son finite sui giornali, vanno rese anonime, oppure cancellate. Diverso è il caso di personalità pubbliche: quindi uomini politici, uomini dello spettacolo, incaricati di uffici pubblici di una certa importanza...
          • panda rossa scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: andy


            Ma se gli atti di un proXXXXX penale sono
            sempre

            e rimangono per sempre pubblici qual'è

            l'intenzione del diritto

            all'oblio?

            No, non sono sempre pubblici, e non lo rimangono
            comunque in eterno. Se vuoi mi informo sui
            limiti.
            Poi, sapendo come sono conciati gli archivi dei
            tribunali italiani, civili e penali, se ti riesce
            di ritrovare una sentenza di oltre 20 anni fa ti
            diamo la medaglia.
            :-)La legge italiana e' basata su concetti Bizantini, talvolta Romani, e volendo si riesce anche a trovare qualcosa scritto direttamente da Hamurrabi.Oggi pero' c'e' interne e la tecnologia consente a tutti di avere tutte le informazioni.Se fino a ieri le informazioni di carattere giudiziario erano considerate pubbliche, ma protette dalle difficolta' di reperimento, oggi tali difficolta' magicamente sono scomparse e quindi resta il principio di fondo: il legislatore ha stabilito che le informazioni giudiziarie siano pubbliche, e quindi non vedo il bisogno di questo cosiddetto "diritto all'oblio".

            Far sì che entrare a conoscenza di
            particolari

            fatti sia "sufficientemente"

            difficile?



            Dire che è ridicolo è un eufemismo.

            Il diritto all'oblio è una specie di diritto alla
            privacy riferito al passato. Chi lo ha stabilito?Da quando si parla di diritto all'oblio?O e' un diritto e quindi e' regolamentato in qualche modo.O non lo e' e quindi di che cosa stiamo parlando?E in ogni caso, quand'anche venisse regolamentato un "diritto all'oblio" con data di scadenza delle notizie, basta avere un server fuori dai confini e tanti saluti.Che fanno? Oscurano il server via dns?
            Come esistono sfere
            del privato che non possono essere rese pubbliche
            al di fuori della ristretta cerchia di persone
            direttamente interessate - la salute, la
            sessualità, le frequentazioni, la frequenza con
            cui si va al gabinetto - così esistono notizie,
            sempre riferite al privato, che anche se sono
            state pubbliche un tempo, ad esempio perché son
            finite sui giornali, vanno rese anonime, oppure
            cancellate.No. Non e' possibile farlo in modo sicuro, certo e uguale per tutti.Quindi meglio non farlo.
            Diverso è il caso di personalità pubbliche:
            quindi uomini politici, uomini dello spettacolo,
            incaricati di uffici pubblici di una certa
            importanza...Chiunque raggiunge la cronaca, anche per motivi legati a reati penali, ottiene i suoi 15 minuti di notorieta' di Andy Warhol, quindi se eleva allo status di personaggio pubblico, e quindi niente oblio.
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: andy




            Ma se gli atti di un proXXXXX penale
            sono

            sempre


            e rimangono per sempre pubblici qual'è


            l'intenzione del diritto


            all'oblio?



            No, non sono sempre pubblici, e non lo
            rimangono

            comunque in eterno. Se vuoi mi informo sui

            limiti.

            Poi, sapendo come sono conciati gli archivi
            dei

            tribunali italiani, civili e penali, se ti
            riesce

            di ritrovare una sentenza di oltre 20 anni
            fa
            ti

            diamo la medaglia.

            :-)

            La legge italiana e' basata su concetti
            Bizantini, talvolta Romani, e volendo si riesce
            anche a trovare qualcosa scritto direttamente da
            Hamurrabi.

            Oggi pero' c'e' interne e la tecnologia consente
            a tutti di avere tutte le
            informazioni.Proprio tutti no. Ammesso che gli archivi dei tribunali siano interamente informatizzati e messi in rete (e dubito), un semplice cittadino non vi può accedere.
            Se fino a ieri le informazioni di carattere
            giudiziario erano considerate pubbliche, ma
            protette dalle difficolta' di reperimento, oggi
            tali difficolta' magicamente sono scomparse e
            quindi resta il principio di fondo: il
            legislatore ha stabilito che le informazioni
            giudiziarie siano pubbliche, e quindi non vedo il
            bisogno di questo cosiddetto "diritto
            all'oblio".Non confondere le informazioni pubblicamente accessibili col diritto individuale di andarle a esporre sui manifesti. :-)Gli esami di maturità sono pubblici: non significa che posso entrare con la mia videocamera e filmare, e poi trasmettere tutto su una Tv, o metterlo su Youtube.Lo stesso vale per i processi: come mai in alcuni il presidente ammette le telecamere, e in altri no? E come mai testi e imputati, se lo desiderano, possono evitare di essere ripresi?Sono due sfere di applicazione del concetto di "pubblico" molto diverse.

            Il diritto all'oblio è una specie di diritto
            alla

            privacy riferito al passato.

            Chi lo ha stabilito?Panda Rosa, perché ti devo sempre ripetere la storia a partire dall'uovo di Leda?Lo sai benissimo chi ha stabilito queste cose.
            Da quando si parla di diritto all'oblio?Se intendi da quando la Cassazione ha iniziato ad occuparsene, dall'anno scorso:http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-04-06/diritto-oblio-anche-085754.shtml?uuid=AbjBtpJFIl concetto, in ogni caso, era in discussione da più tempo, se già un libro giuridico ne trattava nel 2009:http://books.google.dk/books/about/Il_diritto_all_oblio.html?id=5IFXPgAACAAJ&redir_esc=y
            O e' un diritto e quindi e' regolamentato in
            qualche
            modo.
            O non lo e' e quindi di che cosa stiamo parlando?Calma. Persino l'Europa sta pensando di approvare una legge generale, per tutti gli Stati membri. Non penserai mica che nuove tecnologie producano nuove leggi nel giro di una settimana?http://punto-informatico.it/3654681/PI/News/enisa-dilemmi-soluzioni-oblio-digitale.aspx
            E in ogni caso, quand'anche venisse regolamentato
            un "diritto all'oblio" con data di scadenza delle
            notizie, basta avere un server fuori dai confini
            e tanti
            saluti.
            Che fanno? Oscurano il server via dns?Non lo so.Intanto le notizie vecchie che una persona non vuole siano più consultabili non ci sono più nei siti dell'UE. Nei siti extra UE, ammesso qualcuno perda tempo a mettere queste notizie vecchie di anni proprio lì, ci penseranno le convenzioni fra Stati.
            No.
            Non e' possibile farlo in modo sicuro, certo e
            uguale per
            tutti.
            Quindi meglio non farlo.Ah, una logica impeccabile. :-)Meno male che le leggi non le scrive Panda Rossa.

            Diverso è il caso di personalità pubbliche:

            quindi uomini politici, uomini dello
            spettacolo,

            incaricati di uffici pubblici di una certa

            importanza...

            Chiunque raggiunge la cronaca, anche per motivi
            legati a reati penali, ottiene i suoi 15 minuti
            di notorieta' di Andy Warhol, quindi se eleva
            allo status di personaggio pubblico, e quindi
            niente
            oblio.Non funziona così. I riflettori della stampa non ricercati non sono equiparabili alla notorietà pubblica.
          • panda rossa scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Leguleio

            Proprio tutti no. Ammesso che gli archivi dei
            tribunali siano interamente informatizzati e
            messi in rete (e dubito), un semplice cittadino
            non vi può
            accedere.La domanda e': qualcuno ci puo' accedere?Se la risposta e' si, allora puo' fare da proxy.
            Non confondere le informazioni pubblicamente
            accessibili col diritto individuale di andarle a
            esporre sui manifesti.
            :-)Spiegami tu la differenza allora.
            Gli esami di maturità sono pubblici: non
            significa che posso entrare con la mia
            videocamera e filmare, e poi trasmettere tutto su
            una Tv, o metterlo su Youtube.No, ma qualcuno che e' dentro puo' farlo.
            Lo stesso vale per i processi: come mai in alcuni
            il presidente ammette le telecamere, e in altri
            no? E come mai testi e imputati, se lo
            desiderano, possono evitare di essere
            ripresi?Possono anche evitare che venga registrata la sola voce?La diffusione di informazione e' ampia. Non si limita solo al video.Anzi, e' molto meglio il verbale scritto, che consente una rapida indicizzazione per parole chiave piuttosto che un video, che mi tocca andare a cercare quale video e a quale minuto viene detta una certa cosa.
            Sono due sfere di applicazione del concetto di
            "pubblico" molto diverse.Ma anche no.


            Il diritto all'oblio è una specie di
            diritto

            alla


            privacy riferito al passato.



            Chi lo ha stabilito?


            Panda Rosa, perché ti devo sempre ripetere la
            storia a partire dall'uovo di Leda?Forse perche' la storia comincia un po' prima dell'uovo del cigno.
            Lo sai benissimo chi ha stabilito queste cose.Se lo domando vuol dire che non lo so.Non mi interessa fare domande per capire se lo sa l'interlocutore.

            Da quando si parla di diritto all'oblio?

            Se intendi da quando la Cassazione ha iniziato ad
            occuparsene, dall'anno
            scorso:

            http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/201Ecco, quindi e' storia recente.
            Il concetto, in ogni caso, era in discussione da
            più tempo, se già un libro giuridico ne trattava
            nel
            2009:

            http://books.google.dk/books/about/Il_diritto_all_Sempre storia recente, se misurata col mio metro.

            O e' un diritto e quindi e' regolamentato in

            qualche

            modo.

            O non lo e' e quindi di che cosa stiamo
            parlando?

            Calma. Persino l'Europa sta pensando di approvare
            una legge generale, per tutti gli Stati membri.
            Non penserai mica che nuove tecnologie producano
            nuove leggi nel giro di una
            settimana?Certo che no.Ma l'importante e' che non facciano produrre leggi sbagliate perche' la finalita' delle leggi sulle nuove tecnologie deve salvaguardare il principio del progresso e non il tornaconto del legislatore.

            E in ogni caso, quand'anche venisse
            regolamentato

            un "diritto all'oblio" con data di scadenza
            delle

            notizie, basta avere un server fuori dai
            confini

            e tanti

            saluti.

            Che fanno? Oscurano il server via dns?

            Non lo so.Visto che devono legiferare da zero, non sarebbe male prevedere contromisure fin da subito, e, nell'evidente caso in cui le contromisure siano impossibili e la legge sia inapplicabile, non e' meglio lasciar perdere?A chi giova una legge inapplicabile?
            Intanto le notizie vecchie che una persona non
            vuole siano più consultabili non ci sono più nei
            siti dell'UE. Nei siti extra UE, ammesso qualcuno
            perda tempo a mettere queste notizie vecchie di
            anni proprio lì, ci penseranno le convenzioni fra
            Stati.E' giusto che una persona possa pretendere che vengano rimosse notizie su di se'.Come la scriveranno la storia della nostra epoca le future generazioni?Sai quanti secoli di progresso abbiamo perso, perche' qualcuno decise che per il proprio tornaconto bisognava bruciare le biblioteche?Vogliamo ricascarci?

            No.

            Non e' possibile farlo in modo sicuro, certo
            e

            uguale per

            tutti.

            Quindi meglio non farlo.

            Ah, una logica impeccabile. :-)
            Meno male che le leggi non le scrive Panda Rossa.Certo che la logica e' impeccabile.Come non fai una legge che vieti la pioggia il mercoledi, analogamente non farai una legge che vieti qualcosa che non puoi impedire che succeda.


            Diverso è il caso di personalità
            pubbliche:


            quindi uomini politici, uomini dello

            spettacolo,


            incaricati di uffici pubblici di una
            certa


            importanza...



            Chiunque raggiunge la cronaca, anche per
            motivi

            legati a reati penali, ottiene i suoi 15
            minuti

            di notorieta' di Andy Warhol, quindi se eleva

            allo status di personaggio pubblico, e quindi

            niente

            oblio.

            Non funziona così. Oggi.Anzi, ieri.Oggi funziona gia' cosi'.Tutte le volte che c'e' un fatto di cronaca, c'e' qualcuno che ottiene i suoi 15 minuti di notoriera', ne parlano le TV, Bruno Vespa ci fa il plastico, etc...Osi forse negare che quei personaggi siano diventati personaggi pubblici?
            I riflettori della stampa non
            ricercati non sono equiparabili alla notorietà
            pubblica.Non sono equiparabili, ma gli effetti risultanti si.Ti faccio un nome: Gregorio De Falco.Questo signore un anno fa era un emerito sconosciuto, e non ha mai fatto niente ne' ha mai voluto farlo per finire sotto i riflettori.Eppure ci e' finito.Hanno parlato di lui i giornali.La sua frase e' finita sulle magliette, sui siti, ovunque.Qualcuno ha anche pensato di candidarlo alle prossime elezioni.La domanda e' questa: Gregorio De Falco e' un personaggio pubblico?
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: panda rossa

            Proprio tutti no. Ammesso che gli archivi dei

            tribunali siano interamente informatizzati e

            messi in rete (e dubito), un semplice
            cittadino

            non vi può

            accedere.

            La domanda e': qualcuno ci puo' accedere?
            Se la risposta e' si, allora puo' fare da proxy.Ovviamente qualcuno ci può accedere, avendo la password oppure le credenziali giuste. Non vedo perché dovrebbe fungere da proxy per gli altri, visto che questo qualcuno è un dipendente dello Stato e potrebbe venire punito, se scoperto.

            Non confondere le informazioni pubblicamente

            accessibili col diritto individuale di
            andarle
            a

            esporre sui manifesti.

            :-)

            Spiegami tu la differenza allora.È spiegato nelle righe successive.

            Gli esami di maturità sono pubblici: non

            significa che posso entrare con la mia

            videocamera e filmare, e poi trasmettere
            tutto
            su

            una Tv, o metterlo su Youtube.

            No, ma qualcuno che e' dentro puo' farlo.Tutti lo possono tecnicamente fare. Ma la diffusione in tv o su Youtube resta illecita.

            Lo stesso vale per i processi: come mai in
            alcuni

            il presidente ammette le telecamere, e in
            altri

            no? E come mai testi e imputati, se lo

            desiderano, possono evitare di essere

            ripresi?

            Possono anche evitare che venga registrata la
            sola
            voce?No. Perché in un proXXXXX esiste la voce del PM che interroga, e quella dell'imputato o del teste che risponde. Non si può "tagliare" solo una parte.

            Lo sai benissimo chi ha stabilito queste
            cose.

            Se lo domando vuol dire che non lo so.
            Non mi interessa fare domande per capire se lo sa
            l'interlocutore.Uff... le leggi le scrive e le approva il parlamento. Compresa quella sulla privacy (la prima legge è del 1996, quella in vigore del 2003). Ma di diritto all'oblio si parlava già nel 1989: ho trovato un articolo sulla <I
            Stampa </I
            del 24 settembre 1989 ("Ormai siamo tutti schedati"), nel quale questo diritto era già invocato, da parte di un docente di diritto privato, Massimo Dogliotti. E si parlava di dati immagazzinati in database consultabili, per l'appunto.Non esiste ancora una legge formale su questo diritto e sulle sanzioni previste per chi lo viola, ma si desume dalle norme contenute nella legge sulla privacy.E in effetti una legge è auspicabile, altrimenti c'è chi, come il ristoratore, <B
            abusa del diritto </B
            .
            Sempre storia recente, se misurata col mio metro.Panda Rossa, non sei al centro del mondo.Se un numero imprecisato ma maggiore del numero di Panda Rosse ritiene questo diritto da proteggere, verrà protetto, recente o antico che sia. O con una nuova legge, o come ora, attraverso la giurisprudenza.
            Ma l'importante e' che non facciano produrre
            leggi sbagliate perche' la finalita' delle leggi
            sulle nuove tecnologie deve salvaguardare il
            principio del progresso e non il tornaconto del
            legislatore.Vediamo cosa produrranno.Per l'intanto, una sentenza della Cassazione che questo diritto lo sancisce già c'è, è inutile far finta che non esista.
            A chi giova una legge inapplicabile?


            Intanto le notizie vecchie che una persona
            non

            vuole siano più consultabili non ci sono più
            nei

            siti dell'UE. Nei siti extra UE, ammesso
            qualcuno

            perda tempo a mettere queste notizie vecchie
            di

            anni proprio lì, ci penseranno le
            convenzioni
            fra

            Stati.

            E' giusto che una persona possa pretendere che
            vengano rimosse notizie su di
            se'.
            Come la scriveranno la storia della nostra epoca
            le future
            generazioni?Andando negli archivi. Come si è fatto fino ad oggi.Il diritto all'oblio deve proteggere una persona dalla ricerca in punta di clic di notizie del passato connesse al suo nome. Non ha lo scopo di evitare che uno studioso si imbatta per puro caso in queste notizie consultando archivi non indicizzati, o archivi cartacei, che saranno sempre disponibili. E, va da sé, lo studioso non può divulgare queste notizie. Così deve funzionare.
            Sai quanti secoli di progresso abbiamo perso,
            perche' qualcuno decise che per il proprio
            tornaconto bisognava bruciare le
            biblioteche?

            Vogliamo ricascarci?Nessuno vuole bruciare le biblioteche. E nemmeno gli archivi storici. Per le persone già morte il problema non si pone, di base: le leggi proteggono i vivi. Per chi è ancora vivo, sarà possibile far cancellare le tracce sul suo lontano passato, nel senso che non saranno più recuperabili con una semplice ricerca sul web. Chi sa dove andare a cercare, la data esatta insomma, queste notizie le trova comunque.
            Come non fai una legge che vieti la pioggia il
            mercoledi, analogamente non farai una legge che
            vieti qualcosa che non puoi impedire che
            succeda.La logica non è questa. Si inizia con leggi nazionali, e poi si ricerca l'accordo con altri Stati. Siamo d'accordo che le leggi sulla produzione delle sostanze stupefacenti non funzionano, e sono ormai in vigore in tutto il mondo; ma nessun governo al mondo si sogna di abolirle per questo. :|
            Tutte le volte che c'e' un fatto di cronaca, c'e'
            qualcuno che ottiene i suoi 15 minuti di
            notoriera', ne parlano le TV, Bruno Vespa ci fa
            il plastico,
            etc...

            Osi forse negare che quei personaggi siano
            diventati personaggi
            pubblici?Sì. Lo sono forse per te. Per la legge continuano a essere privati cittadini.
            Non sono equiparabili, ma gli effetti risultanti
            si.
            Ti faccio un nome: Gregorio De Falco.

            Questo signore un anno fa era un emerito
            sconosciuto, e non ha mai fatto niente ne' ha mai
            voluto farlo per finire sotto i
            riflettori.
            Eppure ci e' finito.
            Hanno parlato di lui i giornali.
            La sua frase e' finita sulle magliette, sui siti,
            ovunque.
            Qualcuno ha anche pensato di candidarlo alle
            prossime
            elezioni.

            La domanda e' questa: Gregorio De Falco e' un
            personaggio
            pubblico?No. Potrebbe eventualmente diventarlo, se venisse candidato. Per ora rimane un normale privato cittadino, incaricato di un servizio pubblico.
          • panda rossa scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Leguleio
            Ovviamente qualcuno ci può accedere, avendo la
            password oppure le credenziali giuste. Non vedo
            perché dovrebbe fungere da proxy per gli altri,
            visto che questo qualcuno è un dipendente dello
            Stato e potrebbe venire punito, se
            scoperto.La questione e' tecnica, non morale.Se tecnicamente si puo', verra' fatto.Basta fare uscire le informazioni una volta e poi sono fuori per sempre.


            Gli esami di maturità sono pubblici: non


            significa che posso entrare con la mia


            videocamera e filmare, e poi trasmettere

            tutto

            su


            una Tv, o metterlo su Youtube.



            No, ma qualcuno che e' dentro puo' farlo.

            Tutti lo possono tecnicamente fare. Ma la
            diffusione in tv o su Youtube resta illecita.Ripeto: non stiamo discutendo se la cosa sia legale o giusta.Stiamo discutendo se sia tecnicamente fattibile.Perche' la diffusione di conoscenza e' IRREVERSIBILE.Se qualcuno riesce a far scappare i buoi, non li richiuderai mai piu' nel recinto.

            Possono anche evitare che venga registrata la

            sola

            voce?

            No. Perché in un proXXXXX esiste la voce del PM
            che interroga, e quella dell'imputato o del teste
            che risponde. Non si può "tagliare" solo una
            parte.Quindi l'informazione esce.Non tutta tutta.Una parte, quella piu' significativa.


            Lo sai benissimo chi ha stabilito queste

            cose.



            Se lo domando vuol dire che non lo so.

            Non mi interessa fare domande per capire se
            lo
            sa

            l'interlocutore.

            Uff... le leggi le scrive e le approva il
            parlamento. Compresa quella sulla privacy (la
            prima legge è del 1996, quella in vigore del
            2003). Ma di diritto all'oblio si parlava già nel
            1989: ho trovato un articolo sulla <I

            Stampa </I
            del 24 settembre 1989 ("Ormai
            siamo tutti schedati"), nel quale questo diritto
            era già invocato, da parte di un docente di
            diritto privato, Massimo Dogliotti. E si parlava
            di dati immagazzinati in database consultabili,
            per l'appunto.

            Non esiste ancora una legge formale su questo
            diritto e sulle sanzioni previste per chi lo
            viola, ma si desume dalle norme contenute nella
            legge sulla
            privacy.
            E in effetti una legge è auspicabile, altrimenti
            c'è chi, come il ristoratore, <B
            abusa
            del diritto </B
            .In quel caso e' stato il giudice ad abusare.Il ristoratore ci ha solo provato...E' il giudice che ha cannato alla stragrande.

            Sempre storia recente, se misurata col mio
            metro.

            Panda Rossa, non sei al centro del mondo.
            Se un numero imprecisato ma maggiore del numero
            di Panda Rosse ritiene questo diritto da
            proteggere, verrà protetto, recente o antico che
            sia. O con una nuova legge, o come ora,
            attraverso la giurisprudenza.E' una questione di numeri allora.Saranno di piu' quelli che hanno interesse a far dimenticare cose passate, o tutti gli altri?
            Vediamo cosa produrranno.
            Per l'intanto, una sentenza della Cassazione che
            questo diritto lo sancisce già c'è, è inutile far
            finta che non esista.In italia.Ma l'italia non e' il centro del mondo, e i server risiedono in luoghi in cui la legislazione italiana non arriva...

            E' giusto che una persona possa pretendere
            che

            vengano rimosse notizie su di

            se'.

            Come la scriveranno la storia della nostra
            epoca

            le future

            generazioni?

            Andando negli archivi. Come si è fatto fino ad
            oggi.Rinunciando ai benefici del progresso?Restiamo ai tempi delle pergamene e delle penne d'oca per scrivere i verbali, e poi arrotolarli e dimenticarli in umidi archivi dove marciranno o verranno mangiati dai topi?
            Il diritto all'oblio deve proteggere una persona
            dalla ricerca in punta di clic di notizie del
            passato connesse al suo nome.No. Io questo non lo voglio!E' una pretesa ingiusta e asimmetrica.Non tutti potranno essere protetti allo stesso modo e quindi la cosa piu' democratica e' non proteggere nessuno.
            Non ha lo scopo di
            evitare che uno studioso si imbatta per puro caso
            in queste notizie consultando archivi non
            indicizzati, o archivi cartacei, che saranno
            sempre disponibili. La tecnologia puo' eliminare quel "puro caso" e consentire ricerche piu' precise e complete.Il concetto e' semplice: se queste informazioni saranno sempre disponibili, come dici tu, a chi giova inserire ostacoli artificiali?Possiamo anche chiamarli DRM questi ostacoli.
            E, va da sé, lo studioso non
            può divulgare queste notizie. Così deve
            funzionare.Io questa cosa la chiamo censura. Tu come la chiami?

            Sai quanti secoli di progresso abbiamo perso,

            perche' qualcuno decise che per il proprio

            tornaconto bisognava bruciare le

            biblioteche?



            Vogliamo ricascarci?

            Nessuno vuole bruciare le biblioteche. E nemmeno
            gli archivi storici. Per le persone già morte il
            problema non si pone, di base: le leggi
            proteggono i vivi. Si, ma uno prima di morire e' vivo.Se la legge che protegge i vivi permette loro di bruciare le biblioteche, poi quando saranno morti come facciamo?
            Per chi è ancora vivo, sarà
            possibile far cancellare le tracce sul suo
            lontano passato, nel senso che non saranno più
            recuperabili con una semplice ricerca sul web.Quindi stai dicendo che questa legge indirettamente impedira' di digitalizzare gli archivi dei giornali, per esempio.
            Chi sa dove andare a cercare, la data esatta
            insomma, queste notizie le trova comunque.Quindi non sono tutti uguali.Qualcuno ha dei vantaggi sugli altri, e lavora per mantenere tali vantaggi.
            La logica non è questa. Si inizia con leggi
            nazionali, e poi si ricerca l'accordo con altri
            Stati. Siamo d'accordo che le leggi sulla
            produzione delle sostanze stupefacenti non
            funzionano, e sono ormai in vigore in tutto il
            mondo; ma nessun governo al mondo si sogna di
            abolirle per questo.
            :|Le leggi sulla droga sono necessarie ma il problema sta a monte e non lo si vuole risolvere.E' una questione troppo OT.

            Osi forse negare che quei personaggi siano

            diventati personaggi

            pubblici?

            Sì. Lo sono forse per te. Per la legge continuano
            a essere privati
            cittadini.C'e' una definizione legale di personaggio pubblico?

            La domanda e' questa: Gregorio De Falco e' un

            personaggio

            pubblico?

            No. Potrebbe eventualmente diventarlo, se venisse
            candidato. Per ora rimane un normale privato
            cittadino.E allora perche' un privato cittadino, improvvisamente finisce nei telegiornali, nelle canzoni, nelle vignette, scrivono una sua frase sulle magliette, compare una sua biografia sulla wikipedia, etc... ?Che cos'e' un personaggio pubblico?
          • Verzasoft scrive:
            Re: Incomprensibile
            "Non tutti potranno essere protetti allo stesso modo e quindi la cosa piu' democratica e' non proteggere nessuno."Questa è la più grande cagata scritta su PI.Le forze di polizia non possono proteggere tutti allo stesso modo, allora per democrazia che non proteggano nessuno.Si fa quel che si puo', panda. Il mondo non è bianco o nero. I buoi sono scappati ma si puo' cercare di limitare.
          • panda rossa scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Verzasoft
            "Non tutti potranno essere protetti allo stesso
            modo e quindi la cosa piu' democratica e' non
            proteggere
            nessuno."

            Questa è la più grande cagata scritta su PI.
            Le forze di polizia non possono proteggere tutti
            allo stesso modo, allora per democrazia che non
            proteggano
            nessuno.Bisogna proprio spiegarvi tutto?Peggio dei bambini?Stiamo parlando di files.Un file, per sua natura elettronica, e' infinitamente replicabile, e infinitamente distribuibile a costo zero e in tempo zero.Se un file scappa fuori da quegli archivi non lo recuperi piu'.E' solo questo il punto della questione.Tu dimostrami che puoi ripristinare la privacy dopo una eventuale perdita dei dati e io cambiero' idea.
            Si fa quel che si puo', panda. Il mondo non è
            bianco o nero. I buoi sono scappati ma si puo'
            cercare di limitare.Se si puo' si faccia.Io sto dicendo che non si puo'.I buoi possono scappare, ma nel mondo reale i buoi puoi anche provare ad inseguirli e rimetterli nel recinto, mentre nel mondo digitale NON E' POSSIBILE.
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: panda rossa
            La questione e' tecnica, non morale.
            Se tecnicamente si puo', verra' fatto.
            Basta fare uscire le informazioni una volta e poi
            sono fuori per
            sempre.Speriamo non avvenga. Non credo sia una conquista del progresso tecnologico rendere pubblico tutto l'archivio della polizia, elenco dei sospettati e dei testimoni di giustizia compreso.
            Stiamo discutendo se sia tecnicamente fattibile.
            Perche' la diffusione di conoscenza e'
            IRREVERSIBILE.
            Se qualcuno riesce a far scappare i buoi, non li
            richiuderai mai piu' nel
            recinto.Rinchiudi nel recinto chi li ha fatti scappare, in compenso. E non mi sembra una bella prospettiva: poi tutti i weblog a strillare "Ih, la libertà d'espressione, il diritto a essere informati, un nuovo Galileo!". :-DDirei che è preferibile un sistema che riduca al minimo la possibilità di fuga massiccia di dati. E sappia individuare rapidamente il responsabile. Comunque hai una concezione della conoscenza che ha del sovraumano: può succedere che vengano resi pubblici dati che dovevano rimanere privati a causa di un impiegato infido. Ma se la bonifica del web da questi file pirata andrà a buon fine, c'è solo la memoria di pochi, che li ricorderà. E solo in parte, solo quelli che interessano.
            E' il giudice che ha cannato alla stragrande.Il proXXXXX d'appello esiste per questo. :-)
            E' una questione di numeri allora.
            Saranno di piu' quelli che hanno interesse a far
            dimenticare cose passate, o tutti gli
            altri?Non è che hanno un interesse personale a far dimenticare cose passate. Non sempre, almeno. Ma ne riconoscono l'importanza, per coloro che questa esigenza potrebbero averla. E sì, sono di più loro.
            In italia.
            Ma l'italia non e' il centro del mondo, e i
            server risiedono in luoghi in cui la legislazione
            italiana non
            arriva...Be', il fatto che in Europa se ne stia discutendo (vedi il vecchio articolo di PI citato) significa che una legge valida in tutta l'UE arriverà. In più, se il server estero fa capo a un'impresa o a un soggetto residente in Italia, le autorità a questi si attaccano. A lui chiedono di rimuovere quel contenuto, in forza di legge, non certo al proprietario del server.
            Rinunciando ai benefici del progresso?
            Restiamo ai tempi delle pergamene e delle penne
            d'oca per scrivere i verbali, e poi arrotolarli e
            dimenticarli in umidi archivi dove marciranno o
            verranno mangiati dai
            topi?Non proprio. Le informazioni restano. Ma se ricadono in un lasso di tempo per le quali possono riguardare persone ancora vive, la loro consultazione e la loro indicizzazione è soggetta a molte limitazioni. Ho lavorato in un archivio, so quali sono i limiti per certo materiale. Nessun problema, invece, per documenti che hanno cento anni, o più.
            No. Io questo non lo voglio!
            E' una pretesa ingiusta e asimmetrica.
            Non tutti potranno essere protetti allo stesso
            modo e quindi la cosa piu' democratica e' non
            proteggere
            nessuno.Raccogli le firme per un referendum abrogativo.

            Non ha lo scopo di

            evitare che uno studioso si imbatta per puro
            caso

            in queste notizie consultando archivi non

            indicizzati, o archivi cartacei, che saranno

            sempre disponibili.

            La tecnologia puo' eliminare quel "puro caso" e
            consentire ricerche piu' precise e
            complete.Lo so bene. Vediamo di vedere il problema dalla prospettiva inversa: "Finché la tecnologia non permetteva la ricerca di informazioni individuali con un clic del mouse, il problema del diritto all'oblio non si poneva". Mi pareva lapalissiano, ma forse non lo è.In effetti, i nodi vengono al pettine solo ora, che molte informazioni invecchiate e dimenticate da tempo riemergono sul web, indicizzate da Google.
            Il concetto e' semplice: se queste informazioni
            saranno sempre disponibili, come dici tu, a chi
            giova inserire ostacoli
            artificiali?Giova alle persone che non gradiscono far sapere il loro passato al mondo, che domanda!

            E, va da sé, lo studioso non

            può divulgare queste notizie. Così deve

            funzionare.

            Io questa cosa la chiamo censura. Tu come la
            chiami?Diritto all'oblio, che altro?La censura, anche se il termine è improprio, non è mai stata proibita da convenzioni internazionali. Ogni nazione prevede che per alcuni documenti vi sia il segreto di Stato, negli Usa dicono "classificato" (che in italiano non significa nulla, ma non divaghiamo), e ogni nazione ammette gli <I
            omissis </I
            in parti di documenti di interesse pubblico. Il diritto all'oblio riguarda informazioni un tempo accessibili, ma diventate col tempo di carattere privato, riservato. Non da distruggere, ma da celare.
            Se la legge che protegge i vivi permette loro di
            bruciare le biblioteche, poi quando saranno morti
            come
            facciamo?Macché bruciare le biblioteche. Hai il pallino del rogo del <I
            Nome della rosa </I
            .
            Quindi stai dicendo che questa legge
            indirettamente impedira' di digitalizzare gli
            archivi dei giornali, per
            esempio.Non credo proprio. Molti sono già stati digitalizzati, e poi i giornali mica contengono solo informazioni di carattere personale.

            Chi sa dove andare a cercare, la data esatta

            insomma, queste notizie le trova comunque.

            Quindi non sono tutti uguali.
            Qualcuno ha dei vantaggi sugli altri, e lavora
            per mantenere tali
            vantaggi.Mah, io direi tutti, basta che abbiano un po' di tempo libero.Se io so che un certo fatto di cronaca è avvenuto nel 1970, il tal giorno, ma nell'archivio della <I
            Stampa </I
            e dell' <I
            Unità </I
            non ne trovo traccia, subodoro una rimozione. Bene, nessuno può impedirmi di consultare il microfilm in biblioteca (anzi, emeroteca). Cerco il giorno, sfoglio pagina dopo pagina, e zac, la notizia riappare.
            C'e' una definizione legale di personaggio pubblico?Una persona che ha scelto consapevolmente di vivere in pubblico e per il pubblico.
          • panda rossa scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa


            La questione e' tecnica, non morale.

            Se tecnicamente si puo', verra' fatto.

            Basta fare uscire le informazioni una volta
            e
            poi

            sono fuori per

            sempre.

            Speriamo non avvenga. Non credo sia una conquista
            del progresso tecnologico rendere pubblico tutto
            l'archivio della polizia, elenco dei sospettati e
            dei testimoni di giustizia compreso.Non ho mica detto questo.I sospettati e i testimoni di giustizia sono informazioni PRIVATE della polizia.I verbali dei processi sono informazioni PUBBLICHE.Io sto solo chiedendo che le informazioni PUBBLICHE siano tali e che non vengano artificiosamente limitate perche' qualcuno ha paura della tecnologia.

            Stiamo discutendo se sia tecnicamente
            fattibile.

            Perche' la diffusione di conoscenza e'

            IRREVERSIBILE.

            Se qualcuno riesce a far scappare i buoi,
            non
            li

            richiuderai mai piu' nel

            recinto.

            Rinchiudi nel recinto chi li ha fatti scappare,
            in compenso. Bella consolazione. (Sempre ammesso che tu trovi il colpevole).
            E non mi sembra una bella
            prospettiva: poi tutti i weblog a strillare "Ih,
            la libertà d'espressione, il diritto a essere
            informati, un nuovo Galileo!".
            :-DMa va? Quindi lo sai che la tua idea va contro la liberta'!
            Direi che è preferibile un sistema che riduca al
            minimo la possibilità di fuga massiccia di dati.
            E sappia individuare rapidamente il responsabile.Magari un bel sistema windows based, tanto per stare sicuri, eh?
            Comunque hai una concezione della conoscenza che
            ha del sovraumano: può succedere che vengano resi
            pubblici dati che dovevano rimanere privati a
            causa di un impiegato infido. Ma se la bonifica
            del web da questi file pirata andrà a buon fine,
            c'è solo la memoria di pochi, che li ricorderà. E
            solo in parte, solo quelli che interessano.Ok, allora consideriamo quest'ultimo punto.E' possibile che la bonifica web di questi dati possa andare a buon fine?Trova una soluzione a questo problema e tutti i governi del mondo e non solo ti saranno eternamente riconoscenti.
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: panda rossa


            La questione e' tecnica, non morale.


            Se tecnicamente si puo', verra' fatto.


            Basta fare uscire le informazioni una
            volta

            e

            poi


            sono fuori per


            sempre.



            Speriamo non avvenga. Non credo sia una
            conquista

            del progresso tecnologico rendere pubblico
            tutto

            l'archivio della polizia, elenco dei
            sospettati
            e

            dei testimoni di giustizia compreso.

            Non ho mica detto questo.
            I sospettati e i testimoni di giustizia sono
            informazioni PRIVATE della
            polizia.
            I verbali dei processi sono informazioni
            PUBBLICHE.Quando un malintenzionato è interessato a creare XXXXXX, questa distinzione salta. Tu dicevi "tecnicamente è possibile". Bene: è possibile con gli archivi della polizia, non solo con quelli dei tribunali.
            Io sto solo chiedendo che le informazioni
            PUBBLICHE siano tali e che non vengano
            artificiosamente limitate perche' qualcuno ha
            paura della
            tecnologia.Sempre per attenerci al mio esempio della polizia: oggi è possibile mettere il naso nel casellario giudiziale, se ho ben capito, anche per delega, nel senso che se la persona interessata dà il consenso non deve andare personalmente al commissariato a prendere copia del certificato penale. Il che è ben diverso dall'avere in punta di clic tutto il certificato penale di tutti i cittadini che si desidera. Certe informazioni sono contemporaneamente "pubbliche" e sensibili.

            Comunque hai una concezione della conoscenza
            che

            ha del sovraumano: può succedere che vengano
            resi

            pubblici dati che dovevano rimanere privati a

            causa di un impiegato infido. Ma se la
            bonifica

            del web da questi file pirata andrà a buon
            fine,

            c'è solo la memoria di pochi, che li
            ricorderà.
            E

            solo in parte, solo quelli che interessano.

            Ok, allora consideriamo quest'ultimo punto.

            E' possibile che la bonifica web di questi dati
            possa andare a buon
            fine?
            Trova una soluzione a questo problema e tutti i
            governi del mondo e non solo ti saranno
            eternamente
            riconoscenti.Dal web propriamente detto sì, è possibile. Si scrive a tutti i server nei quali è stata rilevata la presenza di quel tale database che è stato diffuso illecitamente, e li si invita a cancellarli. Guarda che sono pochi i server che hanno voglia di mettersi nei guai per una malintesa libertà di espressione. Una volta appurato la natura di quelle informazioni, provvedono a cancellare il tutto, anche se una convenzione ancora non esiste.Poi magari qualche buontempone che ha salvato i dati sul suo HD li rimette online. Ma non è possibile che vengano messi online senza che le autorità se ne accorgano. I motori di ricerca funzionano anche per loro. Qualche problema tecnico si incontra con i canali P2P come bittorrent, e coi gruppi usenet. Che però non sono il Grande Web.
          • panda rossa scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Leguleio

            Dal web propriamente detto sì, è possibile. Si
            scrive a tutti i server nei quali è stata
            rilevata la presenza di quel tale database che è
            stato diffuso illecitamente, e li si invita a
            cancellarli. Guarda che sono pochi i server che
            hanno voglia di mettersi nei guai per una
            malintesa libertà di espressione. Una volta
            appurato la natura di quelle informazioni,
            provvedono a cancellare il tutto, anche se una
            convenzione ancora non
            esiste.Hai presente i dati delle dichiarazioni dei redditi di qualche anno fa che l'allora ministro Tremonti volle che fossero disponibili in rete?Restarono disponibili in rete per poche ore.Tanto e' bastato perche' oggi chiunque possa reperirli da qualcuno che li mette a disposizione.Ormai i buoi sono scappati.
            Poi magari qualche buontempone che ha salvato i
            dati sul suo HD li rimette online.Buontempone?Chi esercita il proprio diritto di comunicare stabilito dalla costituzione sarebbe un buontempone?
            Ma non è
            possibile che vengano messi online senza che le
            autorità se ne accorgano.Possono anche accorgersene, non cambia nulla.
            I motori di ricerca
            funzionano anche per loro.

            Qualche problema tecnico si incontra con i canali
            P2P come bittorrent, e coi gruppi usenet. Che
            però non sono il Grande Web.E allora?Si possono diffondere le cose purche' non col Grande Web?
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: panda rossa

            Dal web propriamente detto sì, è possibile.
            Si

            scrive a tutti i server nei quali è stata

            rilevata la presenza di quel tale database
            che
            è

            stato diffuso illecitamente, e li si invita a

            cancellarli. Guarda che sono pochi i server
            che

            hanno voglia di mettersi nei guai per una

            malintesa libertà di espressione. Una volta

            appurato la natura di quelle informazioni,

            provvedono a cancellare il tutto, anche se
            una

            convenzione ancora non

            esiste.

            Hai presente i dati delle dichiarazioni dei
            redditi di qualche anno fa che l'allora ministro
            Tremonti volle che fossero disponibili in
            rete?
            Restarono disponibili in rete per poche ore.
            Tanto e' bastato perche' oggi chiunque possa
            reperirli da qualcuno che li mette a
            disposizione.Un po' più di poche ore, per la verità: oltre un giorno; il sito però era intasato dalle richieste di acXXXXX, e quindi già dopo poche ore era impossibile scaricare i dati.Sono dati che vennero divulgati, diciamo così, per un errore di comprensione (secondo me voluto, ma questa è un'altra storia :-D). Io mi riferisco a fughe di dati illecite, compiute con l'intento più o meno dichiarato di arrecare danno a qualcuno. Tra l'altro, quelle dichiarazioni dei redditi dicevano quanto hanno pagato al fisco i contribuenti per l'anno 2005. Era solo un'istantanea. Riterrei molto più pericoloso un database che seguisse anno dopo anno le dichiarazioni dei redditi delle stesse persone, per oltre venti anni, e che rivelasse in dettaglio le diverse fonti di introito.
            Ormai i buoi sono scappati.Non sono questi i buoi di cui mi preoccupo. Da diversi anni le dichiarazioni dei redditi degli altri sono consultabili preso il Comune oppure presso l'ufficio territoriale delle entrate.E non esiste alcuna legge che possa davvero imporre a chi mette online quel database di toglierlo. Come detto, venne divulgato da un'amministrazione pubblica.

            Poi magari qualche buontempone che ha
            salvato
            i

            dati sul suo HD li rimette online.

            Buontempone?
            Chi esercita il proprio diritto di comunicare
            stabilito dalla costituzione sarebbe un
            buontempone?Sì. Non credo a chi si fa scudo della libertà di espressione per scopi del genere. Lo scopo non è mai informare o "aprire gli occhi" della popolazione, ma mettere in imbarazzo le persone. E basta.

            Ma non è

            possibile che vengano messi online senza che
            le

            autorità se ne accorgano.

            Possono anche accorgersene, non cambia nulla.Richiedono la rimozione ai nuovi server, e il gioco ricomincia. E non credo che vada avanti all'infinito, perché dopo un po' di anni chiunque ha perso interesse a quei dati, e il carcere per violazione della privacy non è previsto solo dalla legge italiana.

            I motori di ricerca

            funzionano anche per loro.



            Qualche problema tecnico si incontra con i
            canali

            P2P come bittorrent, e coi gruppi usenet. Che

            però non sono il Grande Web.

            E allora?
            Si possono diffondere le cose purche' non col
            Grande
            Web?No, non ho detto questo. Io parlavo di una "bonifica web". Il fatto di dover usare usenet e i circuiti P2P per queste informazioni le rende automaticamente molto meno accessibili al grande pubblico. Non so tu, ma io non sono mai capitato su un file da scaricare con bittorrent senza averlo espressamente cercato.
          • panda rossa scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Leguleio

            Hai presente i dati delle dichiarazioni dei

            redditi di qualche anno fa che l'allora
            ministro

            Tremonti volle che fossero disponibili in

            rete?

            Restarono disponibili in rete per poche ore.

            Tanto e' bastato perche' oggi chiunque possa

            reperirli da qualcuno che li mette a

            disposizione.

            Un po' più di poche ore, per la verità: oltre un
            giorno; il sito però era intasato dalle richieste
            di acXXXXX, e quindi già dopo poche ore era
            impossibile scaricare i
            dati.
            Sono dati che vennero divulgati, diciamo così,
            per un errore di comprensione (secondo me voluto,
            ma questa è un'altra storia :-D). Io mi riferisco
            a fughe di dati illecite, compiute con l'intento
            più o meno dichiarato di arrecare danno a
            qualcuno.Io invece mi riferisco al fatto che i dati, una volta usciti, e' impossibile inseguirli tutti per farli sparire.
            Tra l'altro, quelle dichiarazioni dei redditi
            dicevano quanto hanno pagato al fisco i
            contribuenti per l'anno 2005. Era solo
            un'istantanea. Riterrei molto più pericoloso un
            database che seguisse anno dopo anno le
            dichiarazioni dei redditi delle stesse persone,
            per oltre venti anni, e che rivelasse in
            dettaglio le diverse fonti di
            introito.Il mio esempio era per sottolineare il concetto che i buoi una volta scappati non li riprendi piu'.Analogamente queste ipotetiche informazioni che si vuole proteggere, una volta che fuoriescono non sono piu' controllabili.

            Ormai i buoi sono scappati.

            Non sono questi i buoi di cui mi preoccupo. Da
            diversi anni le dichiarazioni dei redditi degli
            altri sono consultabili preso il Comune oppure
            presso l'ufficio territoriale delle
            entrate.
            E non esiste alcuna legge che possa davvero
            imporre a chi mette online quel database di
            toglierlo. Come detto, venne divulgato da
            un'amministrazione
            pubblica.





            Poi magari qualche buontempone che ha

            salvato

            i


            dati sul suo HD li rimette online.



            Buontempone?

            Chi esercita il proprio diritto di comunicare

            stabilito dalla costituzione sarebbe un

            buontempone?

            Sì. Non credo a chi si fa scudo della libertà di
            espressione per scopi del genere. Lo scopo non è
            mai informare o "aprire gli occhi" della
            popolazione, ma mettere in imbarazzo le persone.
            E basta.Un po' troppo assolutista da parte tua.Io ho una filosofia diversa: guardo la luna, non il dito.E la luna e' l'informazione libera, a prescindere dal contenuto.Se una informazione e' libera deve esserlo e adeguarsi alle nuove tecnologie.Non ha senso dire "Questa informazione e' libera ma solo su polverosi archivi cartacei dove si entra uno alla volta se si da' la mancia all'archivista."Oggi "informazione libera" vuol dire ACCESSIBILE ANONIMAMENTE E GRATUITAMENTE A PUNTA DI CLICK.E se questo fa a pugni col diritto all'oblio, peggio per l'oblio!


            Ma non è


            possibile che vengano messi online
            senza
            che

            le


            autorità se ne accorgano.



            Possono anche accorgersene, non cambia nulla.

            Richiedono la rimozione ai nuovi server, e il
            gioco ricomincia. E non credo che vada avanti
            all'infinito, perché dopo un po' di anni chiunque
            ha perso interesse a quei dati, e il carcere per
            violazione della privacy non è previsto solo
            dalla legge italiana.Se si perde interesse per quei dati, non ha senso reclamare il diritto all'oblio: l'oblio verra' da se'.Se invece qualcuno ha ancora interesse per quei dati, perche' censurarli?


            I motori di ricerca


            funzionano anche per loro.





            Qualche problema tecnico si incontra
            con
            i

            canali


            P2P come bittorrent, e coi gruppi
            usenet.
            Che


            però non sono il Grande Web.



            E allora?

            Si possono diffondere le cose purche' non col

            Grande

            Web?

            No, non ho detto questo. Io parlavo di una
            "bonifica web". Il fatto di dover usare usenet e
            i circuiti P2P per queste informazioni le rende
            automaticamente molto meno accessibili al grande
            pubblico.Ci sono due possibilita': o e' possibile accedervi, o non e' possibile.Il come sia possibile e' un problema tecnico che qualcuno puo' risolvere.Parliamo di principi non di capacita'.
            Non so tu, ma io non sono mai capitato
            su un file da scaricare con bittorrent senza
            averlo espressamente
            cercato.Questo capita pure col web. Se non cerchi, non trovi.E quindi?
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: panda rossa
            Io mi
            riferisco

            a fughe di dati illecite, compiute con
            l'intento

            più o meno dichiarato di arrecare danno a

            qualcuno.

            Io invece mi riferisco al fatto che i dati, una
            volta usciti, e' impossibile inseguirli tutti per
            farli
            sparire. Sì, ma su quelli delle dichiarazioni dei redditi del 2006 hai perfettamente ragione. Non esiste forza che li possa fermare, non essendo la loro esistenza legata a un reato di qualche genere. Normalmente, se certi dati sono sfuggiti, in parte o addirittura con l'intero database consultabile, è perché un reato è avvenuto; e, volendo, è tecnicamente possibile inseguirne tutte le copie inviando notifiche ai vari server. Non ti so dire se la cosa sia già avvenuta, non sono notizie che vengono diffuse volentieri. :

            Tra l'altro, quelle dichiarazioni dei redditi

            dicevano quanto hanno pagato al fisco i

            contribuenti per l'anno 2005. Era solo

            un'istantanea. Riterrei molto più pericoloso
            un

            database che seguisse anno dopo anno le

            dichiarazioni dei redditi delle stesse
            persone,

            per oltre venti anni, e che rivelasse in

            dettaglio le diverse fonti di

            introito.

            Il mio esempio era per sottolineare il concetto
            che i buoi una volta scappati non li riprendi
            piu'.No, ti sbagli. Li puoi riprendere, pian pianino. Sarebbe meglio custodire le informazioni sensibili in modo che nessuno possa farle sfuggire, questo è chiaro. E tra l'altro, anche un altro utente ti ha mostrato la fallacia del ragionamento: la legge non si occupa né si preoccupa dell'impossibilità di ripristinare la situazione iniziale. Altrimenti non avrebbero mai approvato una legge contro il furto, per dire. La legge sancisce il principio, poi penseranno gli uomini a colpire i trasgressori secondo criteri e priorità stabiliti di volta in volta.
            Chi esercita il proprio diritto di
            comunicare


            stabilito dalla costituzione sarebbe un


            buontempone?



            Sì. Non credo a chi si fa scudo della
            libertà
            di

            espressione per scopi del genere. Lo scopo
            non
            è

            mai informare o "aprire gli occhi" della

            popolazione, ma mettere in imbarazzo le
            persone.

            E basta.

            Un po' troppo assolutista da parte tua.
            Io ho una filosofia diversa: guardo la luna, non
            il
            dito.
            E la luna e' l'informazione libera, a prescindere
            dal
            contenuto.Non esiste libertà senza assunzione di responsabilità. E i buontemponi di cui parlo pensano solo alla prima, non certo alla seconda.
            Se una informazione e' libera deve esserlo e
            adeguarsi alle nuove
            tecnologie.
            Non ha senso dire "Questa informazione e' libera
            ma solo su polverosi archivi cartacei dove si
            entra uno alla volta se si da' la mancia
            all'archivista."A parte la frecciatina gratuita della mancia all'archivista, la legge sulla privacy funziona così. Alcune informazioni, pur essendo pubbliche, sono consultabili solo centellinate, e fornendo le proprie generalità. Altre sono totalmente riservate, e non vi può accedere che l'interessato e la magistratura. Non vorrei ripetermi con lo stesso esempio, ma se si impone il principio che tutti possono sapere tutto ciò che è contenuto nelle amministrazioni pubbliche (quindi Comuni, Province, Regioni e Stato e loro organi), diventano pubblici anche tutti gli archivi della polizia. E in tempo reale. E magari, chissà, anche le cartelle cliniche.
            Oggi "informazione libera" vuol dire ACCESSIBILE
            ANONIMAMENTE E GRATUITAMENTE A PUNTA DI
            CLICK.
            E se questo fa a pugni col diritto all'oblio,
            peggio per
            l'oblio!Il parlamento, e non solo quello italiano, hanno stabilito altrimenti. E non vedo proposte di abrogazione all'orizzonte.

            Richiedono la rimozione ai nuovi server, e il

            gioco ricomincia. E non credo che vada avanti

            all'infinito, perché dopo un po' di anni
            chiunque

            ha perso interesse a quei dati, e il carcere
            per

            violazione della privacy non è previsto solo

            dalla legge italiana.

            Se si perde interesse per quei dati, non ha senso
            reclamare il diritto all'oblio: l'oblio verra' da
            se'.La mia frase andava intesa nel senso che, mese dopo mese, l'interesse per quei dati diminuisce, e così anche l'interesse a perdere tempo per ricaricare per l'ennesima volta un file che si sa essere vietato.Un database può stare online anche se non interessa proprio a nessuno. Basta sia legale. :-)
            Se invece qualcuno ha ancora interesse per quei
            dati, perche'
            censurarli?Perché la legge protegge le persone a cui quei dati si riferiscono. Anche nell'(improbabile) caso che a tutte quelle persone non importi di quella protezione.

            No, non ho detto questo. Io parlavo di una

            "bonifica web". Il fatto di dover usare
            usenet
            e

            i circuiti P2P per queste informazioni le
            rende

            automaticamente molto meno accessibili al
            grande

            pubblico.

            Ci sono due possibilita': o e' possibile
            accedervi, o non e'
            possibile.
            Il come sia possibile e' un problema tecnico che
            qualcuno puo'
            risolvere.
            Parliamo di principi non di capacita'.Il principio della legge sulla privacy in effetti è molto simile. Si può accedere a determinate informazioni, ma non all'intero archivio, né all'intero indice. Se per accedere a queste informazioni bisogna ricorrere al P2P, che non tutti sanno usare, e che spesso è pure molto lento a scaricare il file intero, un <B
            filtro di fatto </B
            esiste. L'altro filtro è costituito dall'ampiezza di questi database: non tutti hanno voglia di occupare mezzo hard disk da 1 TB solo per ficcare il naso negli affari altrui. Finché è consultabile online con un clic, invece, lo farebbero volentieri. :-)

            Non so tu, ma io non sono mai capitato

            su un file da scaricare con bittorrent senza

            averlo espressamente

            cercato.

            Questo capita pure col web. Se non cerchi, non
            trovi.
            E quindi?Vedi sopra. La difficoltà di accedere a certi archivi è condizione sufficiente per ritenere le informazioni celate, non facilmente consultabili al grande pubblico. Pur sempre pubbliche, ma scomode da controllare.
          • panda rossa scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Leguleio

            Sì, ma su quelli delle dichiarazioni dei redditi
            del 2006 hai perfettamente ragione. Non esiste
            forza che li possa fermare, non essendo la loro
            esistenza legata a un reato di qualche genere.Stai continuamente cercando di fare dei distinguo.Per piacere, separiamo la possibilita' tecnica da quella legale.Tecnicamente e' impossibile fermarli.Legalmente invece puoi anche pensare di fare una legge che vieti di diffondere tali informazioni, e quindi tali informazioni faranno la fine che fanno divx, mp3 e compagnia bella, che da quando c'e' la legge, la pirateria e' stata debellata.
            Normalmente, se certi dati sono sfuggiti, in
            parte o addirittura con l'intero database
            consultabile, è perché un reato è avvenuto; e,
            volendo, è tecnicamente possibile inseguirne
            tutte le copie inviando notifiche ai vari server.
            Non ti so dire se la cosa sia già avvenuta, non
            sono notizie che vengono diffuse volentieri.
            :Mai sentito parlare di wikileaks?
            No, ti sbagli. Li puoi riprendere, pian pianino.Come?Giri casa per casa e sequestri gli hard disk?Ti dico gia' che non basta perche' una copia di quei files sta gia' sul cloud.
            Sarebbe meglio custodire le informazioni
            sensibili in modo che nessuno possa farle
            sfuggire, questo è chiaro.

            E tra l'altro, anche un altro utente ti ha
            mostrato la fallacia del ragionamento: la legge
            non si occupa né si preoccupa dell'impossibilità
            di ripristinare la situazione iniziale.
            Altrimenti non avrebbero mai approvato una legge
            contro il furto, per dire. Il furto e' quantificabile sempre.Un ladro quando lo becchi, recuperi anche la refurtiva, o comunque puoi fare una causa civile per farti rimborsare il danno.Invece il valore di un file e' sempre ZERO!
            La legge sancisce il
            principio, poi penseranno gli uomini a colpire i
            trasgressori secondo criteri e priorità stabiliti
            di volta in volta.Auguri.
            Non esiste libertà senza assunzione di
            responsabilità. E i buontemponi di cui parlo
            pensano solo alla prima, non certo alla
            seconda.La responsabilita' e' personale.In rete non ci sono persone, solo avatar.L'avatar non puo' e non deve avere responsabilita'.
            A parte la frecciatina gratuita della mancia
            all'archivista, la legge sulla privacy funziona
            così. Alcune informazioni, pur essendo pubbliche,
            sono consultabili solo centellinate, e fornendo
            le proprie generalità. Altre sono totalmente
            riservate, e non vi può accedere che
            l'interessato e la magistratura.

            Non vorrei ripetermi con lo stesso esempio, ma se
            si impone il principio che tutti possono sapere
            tutto ciò che è contenuto nelle amministrazioni
            pubbliche (quindi Comuni, Province, Regioni e
            Stato e loro organi), diventano pubblici anche
            tutti gli archivi della polizia. E in tempo
            reale. E magari, chissà, anche le cartelle
            cliniche.Separiamo le informazioni che possono essere conosciute dal pubblico, previa identificazione etc, da quelle che possono essere conosciute solo dalla magistratura o dai medici.Mi sta bene.Ma alle prime mi pare anacronistico inserire ostacoli artificiosi.O sono pubbliche, e l'acXXXXX segua la tecnologia, o non le si chiami ipocritamente pubbliche.
            Il parlamento, e non solo quello italiano, hanno
            stabilito altrimenti. E non vedo proposte di
            abrogazione all'orizzonte.Non c'e' niente da abrogare. C'e' solo da adeguare alla tecnologia.
            La mia frase andava intesa nel senso che, mese
            dopo mese, l'interesse per quei dati diminuisce,
            e così anche l'interesse a perdere tempo per
            ricaricare per l'ennesima volta un file che si sa
            essere vietato.
            Un database può stare online anche se non
            interessa proprio a nessuno. Basta sia legale.
            :-)Ok, allora torniamo al punto di partenza.Un giornale e' legale?Se la risposta e' si, allora puo' stare online anche se non interessa a nessuno. Basta sia legale.Se invece un giornale e' illegale, allora parliamone.

            Se invece qualcuno ha ancora interesse per
            quei

            dati, perche'

            censurarli?

            Perché la legge protegge le persone a cui quei
            dati si riferiscono. Anche nell'(improbabile)
            caso che a tutte quelle persone non importi di
            quella protezione.La legge protegge le persone in modo schifoso ed aberrante se un giudice puo' sentenziare che dopo 2 anni e a procedimento ancora aperto si debba applicare una censura di stato.
            Il principio della legge sulla privacy in effetti
            è molto simile. Si può accedere a determinate
            informazioni, ma non all'intero archivio, né
            all'intero indice. Se per accedere a queste
            informazioni bisogna ricorrere al P2P, che non
            tutti sanno usare, e che spesso è pure molto
            lento a scaricare il file intero, un <B

            filtro di fatto </B
            esiste. L'altro
            filtro è costituito dall'ampiezza di questi
            database: non tutti hanno voglia di occupare
            mezzo hard disk da 1 TB solo per ficcare il naso
            negli affari altrui. Finché è consultabile online
            con un clic, invece, lo farebbero volentieri.
            :-)Basta che lo faccia uno.Si riempie il suo tera di hard disk.Poi indicizza il tutto, e mette a disposizione al mondo un motore di ricerca per permettere a tutti di consultare online con un click.Posso farlo anche io questo business, oppure lo puo' fare solo il cognato dell'archivista, che ha avuto acXXXXX ai dati in via preferenziale e si e' aperto il server sulle isole cayman?


            Non so tu, ma io non sono mai capitato


            su un file da scaricare con bittorrent
            senza


            averlo espressamente


            cercato.



            Questo capita pure col web. Se non cerchi,
            non

            trovi.

            E quindi?

            Vedi sopra. La difficoltà di accedere a certi
            archivi è condizione sufficiente per ritenere le
            informazioni celate, non facilmente consultabiliLa difficolta' allo stato attuale dipende dal fatto che non c'e' un motore di ricerca.Ma tecnicamente si puo' realizzare, e se c'e' possibilita' di ricavarci qualcosa, si trova anche il finanziatore.
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: panda rossa

            Sì, ma su quelli delle dichiarazioni dei
            redditi

            del 2006 hai perfettamente ragione. Non
            esiste

            forza che li possa fermare, non essendo la
            loro

            esistenza legata a un reato di qualche
            genere.

            Stai continuamente cercando di fare dei distinguo.

            Per piacere, separiamo la possibilita' tecnica da
            quella
            legale.È impossibile scinderle: tu hai portato un esempio facile, facilissimo, perché quei dati sono stati diffusi dal Ministero, e solo in un secondo tempo hanno detto che si erano sbagliati. È chiaro che non vedremo mai scomparire un database del genere dal web. O magari sì, quando scatterà il diritto all'oblio, ma mancano diversi anni. :-)Voglio vedere se le autorità italiane non si mettono a fare il diavolo a quattro con "oscuramenti" di siti esteri e rogatorie internazionali, quando in giro ci fosse un file di pari dimensioni e con un pari numero di cittadini identificabili, che è stato sottratto illegalmente.È una differenza fondamentale.
            Tecnicamente e' impossibile fermarli."Fermarli" è un termine che si adatta ai rapinatori in fuga. È possibile fare una bonifica del web. Guarda che alcuni film un tempo disponibili in diversi cyberlocker ora si trovano, se si trovano, solo col P2P. Ed è solo una casa cinematografica a fare il lavoro di invio notifiche, non è uno Stato coi suoi apparati di polizia.
            Legalmente invece puoi anche pensare di fare una
            legge che vieti di diffondere tali informazioni,
            e quindi tali informazioni faranno la fine che
            fanno divx, mp3 e compagnia bella, che da quando
            c'e' la legge, la pirateria e' stata
            debellata.La legge c'è già. Non è necessario inventare nulla.E a differenza di quella sulla violazione del diritto d'autore, colpisce anche la semplice detenzione sull'hard disk di quelle informazioni in quella forma. Un rischio in più, per gli anonimi che si divertono a giocare col fuoco.In più, diffondere roba del genere è una sfida fine a sé stessa, non arrivano sponsor come per il download di musica e film. Dubito, almeno.

            Normalmente, se certi dati sono sfuggiti, in

            parte o addirittura con l'intero database

            consultabile, è perché un reato è avvenuto;
            e,

            volendo, è tecnicamente possibile inseguirne

            tutte le copie inviando notifiche ai vari
            server.

            Non ti so dire se la cosa sia già avvenuta,
            non

            sono notizie che vengono diffuse volentieri.

            :

            Mai sentito parlare di wikileaks?Sì. Per inciso ho anche sentito parlare della pena che rischia Bradley Manning, che sarebbe la principale "talpa". Ma non divaghiamo.Le informazioni fornite da Wikileaks sono state pubblicate dai maggiori quotidiani europei. In quel caso, il diritto di cronaca era decisamente superiore al reato compiuto, un reato che tra l'altro riguarda solo gli Usa (ogni Stato pone il segreto sui propri affari, ma raramente preserva quelli degli altri). Trafugando e mettendo online i dati sensibili di migliaia di cittadini, fra cui ci possono essere anche una manciata di persone famose, ti attireresti soprattutto antipatie. Nessun quotidiano sarebbe interessato allo scoop. Non è inopportuno ricordare qui le campagne di Assange per le donazioni. Non credo sia avidità: mantenere server che contengano quel tipo di materiale e che reggano a un traffico che può anche essere intenso costa, e costa parecchio.

            No, ti sbagli. Li puoi riprendere, pian
            pianino.
            Come?
            Giri casa per casa e sequestri gli hard disk?
            Ti dico gia' che non basta perche' una copia di
            quei files sta gia' sul
            cloud.Il cloud non è un sito web. Ripeto, alla privacy può anche bastare la non facile raggiungibilità di questi file.
            contro il furto, per dire.

            Il furto e' quantificabile sempre.
            Un ladro quando lo becchi, recuperi anche la
            refurtiva, o comunque puoi fare una causa civile
            per farti rimborsare il
            danno.Si, appunto, "quando lo becchi".Siccome la percentuale di furti denunciati e di responsabili condannati mi pare che sia di 1 a 400, secondo la tua logica bisognerebbe abolire il reato di furto: è impossibile, o quasi, prendere il ladri.
            Invece il valore di un file e' sempre ZERO!Non ho mica detto che la violazione della privacy è un furto. Le pene, in certi casi, sono maggiori. E in ogni caso non c'entra nulla, era un esempio come tanti. Avrei potuto dire affissione abusiva o <I
            insider trading </I
            (altri due reati di cui difficilmente si individuano i colpevoli).
            La responsabilita' e' personale.
            In rete non ci sono persone, solo avatar.
            L'avatar non puo' e non deve avere
            responsabilita'.Vabbè, qui siamo al manifesto anarchico delle Panda Rosse.Chiudo qui.
          • panda rossa scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Leguleio
            Voglio vedere se le autorità italiane non si
            mettono a fare il diavolo a quattro con
            "oscuramenti" di siti esteri e rogatorie
            internazionali, quando in giro ci fosse un file
            di pari dimensioni e con un pari numero di
            cittadini identificabili, che è stato sottratto
            illegalmente.
            È una differenza fondamentale. Possono fare il diavolo a quattro, a otto o anche a 16.Come li bloccano?Come hanno fatto per i siti di scommesse inglesi?O come quel sito che pubblica i pdf dei giornali?O come quell'altro sito di streaming delle partite?Citami un solo sito straniero che le forze dell'ordine italiane sono riuscite a bloccare in modo totale e definitivo.

            Tecnicamente e' impossibile fermarli.

            "Fermarli" è un termine che si adatta ai
            rapinatori in fuga. È possibile fare una
            bonifica del web.Non e' possibile.Tutti i files per i quali le forze dell'ordine hanno dichiarato che sono stati bonificati, sono ancora tutti tranquillamente scaricabili.
            Guarda che alcuni film un tempo disponibili in
            diversi cyberlocker ora si trovano, se si
            trovano, solo col P2P. Ed è solo una casa
            cinematografica a fare il lavoro di invio
            notifiche, non è uno Stato coi suoi apparati di
            polizia.A me non risulta.Io osservo che tutto e' sempre tranquillamente disponibile.

            Legalmente invece puoi anche pensare di fare
            una

            legge che vieti di diffondere tali
            informazioni,

            e quindi tali informazioni faranno la fine
            che

            fanno divx, mp3 e compagnia bella, che da
            quando

            c'e' la legge, la pirateria e' stata

            debellata.

            La legge c'è già. Non è necessario inventare
            nulla.C'e' anche una legge che vieta la pioggia nei weekend se per questo.Mi risulta che quest'ultima riescano a farla rispettare piu' facilmente.
            E a differenza di quella sulla violazione del
            diritto d'autore, colpisce anche la semplice
            detenzione sull'hard disk di quelle informazioni
            in quella forma. Un rischio in più, per gli
            anonimi che si divertono a giocare col
            fuoco.Nessuno ha sull'hard disk quelle informazioni in quella forma.Vengono gia' scaricate in forma diversa.Hanno risolto il problema alla fonte.

            Mai sentito parlare di wikileaks?

            Sì. Per inciso ho anche sentito parlare della
            pena che rischia Bradley Manning, che sarebbe la
            principale "talpa". Ma non
            divaghiamo.No, no, divaghiamo pure.Tu credi che basti una minaccia di pena ad un presunto colpevole.Io ti dico che non basta.La luna splende anche se tagli tutte le dita che la indicano.Tagliare il dito non e' una soluzione, e' un palliativo.
            Le informazioni fornite da Wikileaks sono state
            pubblicate dai maggiori quotidiani europei. In
            quel caso, il diritto di cronaca era decisamente
            superiore al reato compiuto, un reato che tra
            l'altro riguarda solo gli Usa (ogni Stato pone il
            segreto sui propri affari, ma raramente preserva
            quelli degli altri). Trafugando e mettendo online
            i dati sensibili di migliaia di cittadini, fra
            cui ci possono essere anche una manciata di
            persone famose, ti attireresti soprattutto
            antipatie. Nessun quotidiano sarebbe interessato
            allo scoop.

            Non è inopportuno ricordare qui le campagne di
            Assange per le donazioni. Non credo sia avidità:
            mantenere server che contengano quel tipo di
            materiale e che reggano a un traffico che può
            anche essere intenso costa, e costa parecchio.






            No, ti sbagli. Li puoi riprendere, pian

            pianino.

            Come?

            Giri casa per casa e sequestri gli hard disk?

            Ti dico gia' che non basta perche' una copia
            di

            quei files sta gia' sul

            cloud.

            Il cloud non è un sito web. Ripeto, alla privacy
            può anche bastare la non facile raggiungibilità
            di questi file.Il "sito web" e' un concetto ormai superato.Le informazioni non stanno piu' su "un sito web".Da tempo ormai sono smaterializzate e non piu' localizzabili.Stanno un po' qua, un po' la', in modo che nessuno ospiti tutto ma che chiunque possa recuperarle.

            contro il furto, per dire.



            Il furto e' quantificabile sempre.

            Un ladro quando lo becchi, recuperi anche la

            refurtiva, o comunque puoi fare una causa
            civile

            per farti rimborsare il

            danno.

            Si, appunto, "quando lo becchi".
            Siccome la percentuale di furti denunciati e di
            responsabili condannati mi pare che sia di 1 a
            400, secondo la tua logica bisognerebbe abolire
            il reato di furto: è impossibile, o quasi,
            prendere il ladri.Pero', quando li becchi, recuperi la refurtiva, che e' quello che interessa al derubato.Se la refurtiva e' irrecuperabile invece, al derubato non frega piu' di tanto che abbiano beccato il ladro.

            La responsabilita' e' personale.

            In rete non ci sono persone, solo avatar.

            L'avatar non puo' e non deve avere

            responsabilita'.

            Vabbè, qui siamo al manifesto anarchico delle
            Panda
            Rosse.
            Chiudo qui.Peccato.Alla prossima.
          • max59 scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa

            O e' un diritto e quindi e' regolamentato in

            qualche

            modo.

            O non lo e' e quindi di che cosa stiamo
            parlando?

            Calma. Persino l'Europa sta pensando di approvare
            una legge generale, per tutti gli Stati membri.
            Non penserai mica che nuove tecnologie producano
            nuove leggi nel giro di una
            settimana?

            http://punto-informatico.it/3654681/PI/News/enisa-

            Non e' possibile farlo in modo sicuro, certo
            e

            uguale per

            tutti.

            Quindi meglio non farlo.

            Ah, una logica impeccabile. :-)
            Meno male che le leggi non le scrive Panda Rossa.Panda Rossa è un sistemista, ma solo e soltanto quello (cylon)
          • Claudio scrive:
            Re: Incomprensibile
            Ma se vado alla biblioteca nazionale e mi leggo la copia digitale di un Corriere della Sera del 1938, lì posso trovare articoli di cronaca, e dov'è il diritto all'oblio!
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Claudio
            Ma se vado alla biblioteca nazionale e mi leggo
            la copia digitale di un Corriere della Sera del
            1938, lì posso trovare articoli di cronaca, e
            dov'è il diritto
            all'oblio!Ehm, ho parlato anche di quello, se avessi letto tutta la discussione.Il diritto all'oblio tocca archivi facilmente consultabili e indicizzabili, non è vietato vedere cosa facevano e cosa pensavano nel 1938 gli italiani.
          • andy scrive:
            Re: Incomprensibile
            Beh, allora è chiaro, che sia a pagamento la lettura dei nomi e cognomi.Non sei abbonato? leggi signor X, poi ti abboni e leggi mario rossi.So che è assurdo e/o paradossale quanto ho scritto, è che il problema sta alla fonte; evidentemente.- Scritto da: Claudio
            No, ti sbagli. Vale solo, e giustamente, per i
            minorenni.
            La fedina penale (reati commessi ingiudicato) ed
            il casellario giudiziario (procedimenti penali in
            corso) sono documenti pubblici, e chiunque può
            chiederli di chiunque altro, basta pagare la
            marca da bollo. Per esempio è quello che fa
            Travaglio su tutti i candidati alle politiche o
            amministrative di tutte le
            liste.
            Inoltre tutti gli atti relativi ad una indagine
            usati per portare a giudizio qualcuno e durante
            il proXXXXX anch'essi sono pubblici, e chiunque
            può andare nel tribunale di riferimento e
            chiederne una copia, anche qui basta pagare la
            marca da
            bollo.
        • pippo75 scrive:
          Re: Incomprensibile

          Va detto che una normativa già esistente dagli
          anni Novanta proibirebbe la pubblicazione di nomi
          di persone coinvolte in reati.Un imbianchino austriaco andato a vivere in Germania è stato condannato per gravi violazioni contro le persone.Un Imprenditore Brianzolo, non di ciamo di Arcore, del quale non possiamo dare il nome e neanche il congome sembra che potrebbe essere stato cattivello con alcune persone delle quali non possiamo dare le generalità.Un tizio, diciamo un figlio di falegname, non possiamo dire il nome, è stato condannato e messo in croce.Dovesse passare l'oblio.
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: pippo75

            Va detto che una normativa già esistente dagli

            anni Novanta proibirebbe la pubblicazione di
            nomi

            di persone coinvolte in reati.

            Un imbianchino austriaco andato a vivere in
            Germania è stato condannato per gravi violazioni
            contro le
            persone.Pittore, prego. :-)
            Dovesse passare l'oblio.No, la regola del diritto all'oblio non si applica a personaggi pubblici. Potrebbe applicarsi (ma è ancora tutto da vedere) nel caso personaggi pubblici decidano di ritirarsi a vita privata, e di restare per sempre lontano da riflettori e da intervistatori.Comunque confondi due cose diverse: io parlavo di persone comuni coinvolte in fatti di cronaca prima che qualsiasi autorità possa esprimere un giudizio sull'accaduto. Un fermo di polizia in sé non dimostra nulla, almeno in Italia. L'invito del garante della privacy a valutare bene la pubblicazione dei nomi, soprattutto quando il fatto di cronaca solleva allarme sociale, è riferito solo a questa fase.
        • Lord Kap scrive:
          Re: Incomprensibile
          - Scritto da: Leguleio
          Chissà... oppure metteranno mano alla legge sulla
          privacy, che a leggere la sentenza sarebbe più
          importante del diritto di cronaca, cosa che non
          è.Ma in effetti quella frase è tratta dal comunicato del giornale, non dalla sentenza."Oggi c'è stata l'ennesima conferma che la privacy vale più del diritto di cronaca, che in questo Paese si può scrivere ma si deve dimenticare in fretta - si legge in un comunicato diramato dalla redazione di Primadanoi.it - [...]"
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Lord Kap
            - Scritto da: Leguleio

            Chissà... oppure metteranno mano alla legge
            sulla

            privacy, che a leggere la sentenza sarebbe
            più

            importante del diritto di cronaca, cosa che
            non

            è.

            Ma in effetti quella frase è tratta dal
            comunicato del giornale, non dalla
            sentenza.E ci mancherebbe altro che la sentenza lo mettesse nero su bianco. Il risultato, alla fine, è quello. Fatto di cronaca verificatosi nel 2008; richiesta formale di rimozione nel 2010. Quando si dice "notizie flash"...
          • Gino Tavera scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Lord Kap
            - Scritto da: Leguleio

            Chissà... oppure metteranno mano alla legge
            sulla

            privacy, che a leggere la sentenza sarebbe
            più

            importante del diritto di cronaca, cosa che
            non

            è.

            Ma in effetti quella frase è tratta dal
            comunicato del giornale, non dalla
            sentenza.

            "Oggi c'è stata l'ennesima conferma che la
            privacy vale più del diritto di cronaca, che in
            questo Paese si può scrivere ma si deve
            dimenticare in fretta - si legge in un comunicato
            diramato dalla redazione di Primadanoi.it -
            [...]"Mi fanno specie i due passaggi estratti da primadinoi:"articolo corretto viola la privacy e dunque diffama" e"della verità ha paura solo chi ha la coscienza (o la fedina penale) sXXXXX"che confermano quello che ho detto in questo thread.In questo modo si manda a farsi f*** anche il bagaglio culturaledal momento che (anche) il significato del termine diffamazionesi è cambiato con un gioco ipocrita di parole.
          • Leguleio scrive:
            Re: Incomprensibile
            - Scritto da: Gino Tavera

            "Oggi c'è stata l'ennesima conferma che la

            privacy vale più del diritto di cronaca, che
            in

            questo Paese si può scrivere ma si deve

            dimenticare in fretta - si legge in un
            comunicato

            diramato dalla redazione di Primadanoi.it -

            [...]"

            Mi fanno specie i due passaggi estratti da
            primadinoi:
            "articolo corretto viola la privacy e dunque
            diffama"
            e
            "della verità ha paura solo chi ha la coscienza
            (o la fedina penale)
            sXXXXX"
            che confermano quello che ho detto in questo
            thread.Sono giornali di provincia, alla fine. Campano su questo. Levagli i pettegolezzi di paese, e gli levi tutto. Non credere che certi redattori di PI siano molto diversi, quando c'è da parlare di certi argomenti che fanno <I
            audience </I
            .
    • panda rossa scrive:
      Re: Incomprensibile
      - Scritto da: Leguleio
      Mi son letto rapidamente la sentenza, per farmi
      un'idea... e non me la sono fatta. : Nel senso
      che nulla lascia trapelare quale sia la notizia
      lesiva della privacy che ha determinato la
      condanna. È da escludere però che la notizia
      riguardasse il ristorante in sé, visto che la
      legge sulla privacy non riguarda imprese
      commerciali, ma solo persone
      fisiche.

      Qualcuno ne sa di più? Forse la notizia era
      questa?

      http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/Pescara/5Ho trovato anche io quella pagina, ma non sono riuscito a stabilire con certezza se l'episodio fosse quello.Sappiamo che e' del marzo 2008 e che riguarda un fatto avvenuto in un ristorante a Pescara.Se si riesce a determinare con certezza il fatto, visto che quel poveraccio del sito ha dovuto pagare, che almeno si sappia perche' ha pagato, e andiamo ad inondare tutti i siti di effetto Streisand.
      • Leguleio scrive:
        Re: Incomprensibile
        - Scritto da: panda rossa
        Se si riesce a determinare con certezza il fatto,
        visto che quel poveraccio del sito ha dovuto
        pagare, Spero di no: fino a che il grado d'appello e di Cassazione non sono passati, il pagamento non è dovuto. Nelle cause civili è un po' diverso, però.
        • panda rossa scrive:
          Re: Incomprensibile
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: panda rossa



          Se si riesce a determinare con certezza il
          fatto,

          visto che quel poveraccio del sito ha dovuto

          pagare,


          Spero di no: fino a che il grado d'appello e di
          Cassazione non sono passati, il pagamento non è
          dovuto. Nelle cause civili è un po' diverso,
          però.Vabbe', se non dovra' pagare quei soldi tanto meglio per lui.Ma questa storia merita di essere ricordata.E' un peccato che venga cancellata cosi'.Quindi ci prodighiamo per salvare l'articolo e di copiaincollarlo ovunque nel web e fuori dal web.We don't forget!
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