Nomina in AlmavivA

Antonio Chiveri è entrato nel CdA dell'azienda e ricoprirà il ruolo di presidente di AlmavivA Finance e AlmavivA Consulting

Roma – Antonio Chiveri è entrato a far parte del consiglio di amministrazione di AlmavivA Italia, e assumerà la carica di Presidente di AlmavivA Finance e AlmavivA Consulting , due società che operano nell’area dei servizi IT per le banche e nella consulenza aziendale

Chiveri, un’esperienza ventennale nei settori commerciale, marketing e servizi di IBM, ha ricoperto ruoli di responsabilità in Digital Equipment Corporation, in AT&T Italia e in EDS Italia, dove è stato Presidente e Amministratore Delegato. Attualmente è vice presidente di Assinform.

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  • andy61 scrive:
    acqua calda a caro prezzo
    ... ed utilizzare TrueCrypt?basterebbe semplicemente fare in modo che venga cancellata dalla memoria la password di accesso ogni volta che il PC se ne va in stand-by (e ovviamente quando viene spento).In questo modo ogni volta che viene risvegliato per accedere ai propri dati basta dare la propria passphrase.costo zero, sicurezza adeguata e controllo totale sul proprio hardware.Il tutto a costo zero.
  • MircoM scrive:
    non-notizia
    un articolo pieno di supposizioni e condizionali... in pratica scritto su una cosa che non si conosce...questa è una non-notizia.
  • doctord scrive:
    Per impedire i furti...
    Basterebbe una password inseribile nel bios per rendere inutilizzabile il PC. Solo i centri di assistenza, previa visione fattura commerciale che ne dimostra la proprietà legittima, potrebbero ripristinare il pc.Ovviamente questo esclude il furto dei dati, ma per questa problematica ci sono tanti programmi per criptare i dati via software.
    • krane scrive:
      Re: Per impedire i furti...
      - Scritto da: doctord
      Basterebbe una password inseribile nel bios per
      rendere inutilizzabile il PC. Solo i centri di
      assistenza, previa visione fattura commerciale
      che ne dimostra la proprietà legittima,
      potrebbero ripristinare il pc.Guarda che usano un semplice programma di codifica che ti da' un codice in base al numero di serie, e non cel'hanno solo i centri di assistenza ma anche i ricettatori di hw.
      Ovviamente questo esclude il furto dei dati, ma
      per questa problematica ci sono tanti programmi
      per criptare i dati via software.Questo e' gia' piu' utile, poiche' la password non e' ricavabile da un algoritmo che puo' essere sottratto.
      • gino scrive:
        Re: Per impedire i furti...
        - Scritto da: krane

        Ovviamente questo esclude il furto dei dati, ma

        per questa problematica ci sono tanti programmi

        per criptare i dati via software.

        Questo e' gia' piu' utile, poiche' la password
        non e' ricavabile da un algoritmo che puo' essere
        sottratto.stai dicendo che solo tenendo segreto l'algoritmo di generazione delle password si avrà un sistema il più scuro possibile agli atti pratici?
        • krane scrive:
          Re: Per impedire i furti...
          - Scritto da: gino
          - Scritto da: krane


          Ovviamente questo esclude il furto dei dati,


          ma per questa problematica ci sono tanti


          programmi per criptare i dati via software.

          Questo e' gia' piu' utile, poiche' la password

          non e' ricavabile da un algoritmo che puo'

          essere sottratto.
          stai dicendo che solo tenendo segreto l'algoritmo
          di generazione delle password si avrà un sistema
          il più scuro possibile agli atti pratici?No : sto dicendo che e' fin troppo facile per un qualsiasi tecnico che lavori, anche per poco tempo, in un centro di assistenza ha la possibilita' di fregarsi le chiavi private del sistema.E questo vale per le password codificate nel bios per recuperare il sistema nel caso in cui si sia persa la password di blocco del pc.Se invece si parla di criptazione del disco, forse nel post prima mi sono spiegato male, non potendo i ladri conoscere la password che ha messo l'utente e che non e' precodificata secondo un algoritmo ne' in possesso dei centri di assistenza; quindi diventa estremamente difficile carpirla.Spero di essere stato piu' chiaro.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 aprile 2008 18.52-----------------------------------------------------------
  • gerlos scrive:
    ... E se si rompe il disco?
    Mah, quando leggo di queste tecnologie mi sembra sempre che si usa il pretesto della privacy degli utenti per imporre vincoli su quello che possano fare questi utenti...Allora, la tecnologia impedisce di sostituire il disco rigido di fabbrica con un altro? E se il disco si guasta? Magari sono previdente, ho i miei backup, smonto il disco guasto e metto un disco nuovo su cui ripristino i backup. Ma con questa tecnologia non posso farlo... e allora? Dovrò comprare un nuovo laptop? Dovrò mandare indietro il computer per farmi sostituire il disco da loro? E quanto mi costerà questa sostituzione?E comunque, mettiamo che questo sistema abbia "protetto" i miei dati, rendendoli inaccessibili allo spione di turno... come lo sblocco? Dovrò ancora mandarlo indietro all'assistenza tecnica?Personalmente non sento il bisogno di queste tecnologie. Mi basta un disco criptato o un file immagine criptato su cui memorizzare i dati che considero "sensibili". Basta una password di 10-20 caratteri e un algoritmo serio come AES per proteggermi. E se voglio fare un backup o ripristinarlo non devo impazzire o telefonare all'assistenza tecnica.
    • medioman scrive:
      Re: ... E se si rompe il disco?
      - Scritto da: gerlos
      Mah, quando leggo di queste tecnologie mi sembra
      sempre che si usa il pretesto della privacy degli
      utenti per imporre vincoli su quello che possano
      fare questi
      utenti...

      Allora, la tecnologia impedisce di sostituire il
      disco rigido di fabbrica con un altro? E se il
      disco si guasta? Magari sono previdente, ho i
      miei backup, smonto il disco guasto e metto un
      disco nuovo su cui ripristino i backup.Parliamo del nulla, almeno sulla base delle "informazioni dell'articolo" Comunque immagino che per funzionare abbia bisogno di device compatibili, non credo infatti che si limiti a leggere il seriale del disco e a rifiutarne a priori qualunque altro (sai le risate) Ovviamente si trattera' di n opzione del bios disattivabile previa password o autenticazione esotica, che l'IT potra' implementare a piacimento.


      Ma con questa tecnologia non posso farlo... e
      allora? Dovrò comprare un nuovo laptop? Dovrò
      mandare indietro il computer per farmi sostituire
      il disco da loro? E quanto mi costerà questa
      sostituzione?vedi sopra
      E comunque, mettiamo che questo sistema abbia
      "protetto" i miei dati, rendendoli inaccessibili
      allo spione di turno... come lo sblocco? Dovrò
      ancora mandarlo indietro all'assistenza
      tecnica?amenoche' non si bruci la scheda madre no.
      Personalmente non sento il bisogno di queste
      tecnologie. Mi basta un disco criptato o un file
      immagine criptato su cui memorizzare i dati che
      considero "sensibili". Basta una password di
      10-20 caratteri e un algoritmo serio come AES per
      proteggermi. E se voglio fare un backup o
      ripristinarlo non devo impazzire o telefonare
      all'assistenza
      tecnica.Ho la netta sensazione che in futuro la legge di Moore si applichera' anche al numero di bestemmie degli utenti alle prese con le nuove tecnologie TPA e similihola
  • Nilok scrive:
    Disinformazione: illusione virtuale
    Ave.SE, e ripeto SE, fosse vero potrebbe essere l'inizio della fine di QUALUNQUE Libertà Digitale: comprenso e sopratutto il P2P.Non credo sia vero. Credo che sia un'azione di marketing per cercare di recuperare vendite per i loro laptop.A prestoNilok
    • Wolf01 scrive:
      Re: Disinformazione: illusione virtuale
      SE fosse vero, questo vuol dire che le riparazioni sui portatili "made in intel" non esisteranno più, perchè gia non ho più voglia di perdere tempo a reimpostare completamente la gestione dei dischi sata da bios per poter fare un backup che altrimenti non si vede il disco... immaginiamo se dovrò stare a bestemmiare per ore perchè il backup sarà illeggibile, perchè il disco nuovo non funzionerà, perchè dovrò staccare l'indice del cliente ogni volta che vorrò accedere a windows (e ci mancherebbe altro che usassero i lettori di impronte per permettere l'accensione)Vabbè la privacy.. ma lasciamo lavorare la gente, riparatori o ladri che sianoCertamente se mi devo portare in giro un portatile, vuol dire che ha password in tutti gli account, non ha dati sensibili (vabbè le mail oh.. ma certamente non vita morte e miracoli), dei dati faccio il backup su un disco esterno o un altro pc ogni giorno e eventuali password saranno protette da altre password
      • Nilok scrive:
        Re: Disinformazione: illusione virtuale
        Quoto completamente...a parte la piccola ed innocua citazione sui ladri.... ;)
      • medioman scrive:
        Re: Disinformazione: illusione virtuale
        - Scritto da: Wolf01


        Certamente se mi devo portare in giro un
        portatile, vuol dire che ha password in tutti gli
        account, non ha dati sensibili (vabbè le mail
        oh.. ma certamente non vita morte e miracoli),
        dei dati faccio il backup su un disco esterno o
        un altro pc ogni giorno e eventuali password
        saranno protette da altre
        password? Come farebbero le password in tutti gli account a proteggere le informazioni contenute sul disco? Se rispondi con "usando la crittografia" non vale...hola
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