Non di solo Street View vivono le mappe

Esistono delle alternative alla ripresa stradale di Google. Come quella sviluppata dall'italiana Geomondo, che i suoi creatori raccontano a Punto Informatico
Esistono delle alternative alla ripresa stradale di Google. Come quella sviluppata dall'italiana Geomondo, che i suoi creatori raccontano a Punto Informatico

Di base il concetto è lo stesso. Mostrare come appare una città dagli occhi, o meglio dall’obiettivo, di un comune autista che ne percorra le strade. In più, rispetto a Street View di Google, gli sviluppatori della bergamasca Geomondo lavorano alacremente a rendere l’esperienza quanto più immersiva e completa possibile : giocando su un passato fatto di sviluppo videoludico e su un approccio più attento alla privacy e alla collaborazione con le realtà locali, puntano ad allargare il proprio database di immagini che già conta diverse città grandi e piccole del nord Italia.

L'auto Geomondo “Come società nasciamo tra il 2005 e il 2006 – racconta a Punto Informatico Mauro Marenzi , direttore tecnico di Geomondo – Inizialmente abbiamo portato avanti questo genere di mappature del territorio per consentire a SEAT di utilizzarle sul sito di Pagine Gialle, in quel caso sfruttando le nostre immagini nel loro player e coprendo oltre 100 città. Da allora, comunque, abbiamo continuato a sviluppare questa soluzione”. Marenzi, in realtà, rivela di aver iniziato questo tipo di attività già nel 2004, anche se allora era più un hobby di un programmatore amante della fotografia: “Siamo orgogliosi di aver anticipato Google – spiega – anche se ovviamente siamo contenti del lavoro di divulgazione per questa tecnologia che stanno facendo”.

Le due tecnologie, comunque, spiega Marenzi, sono diverse sia sul piano tecnico che su quello filosofico : “Da parte nostra tendiamo a realizzare tecnologia più semplice e meno costosa: Google predilige una serie di fotocamere ad alta risoluzione, che gli consentono attualmente di raccogliere più dettagli. Noi – continua Marenzi – preferiamo un approccio più abbordabile, e soprattutto vogliamo differenziarci sul piano della privacy”.

La scelta di utilizzare immagini meno definite è dunque una scelta, assolutamente reversibile in futuro, ma che consente di mostrare comunque l’ambiente circostante ed identificare un punto esatto senza incorrere nelle ormai note polemiche sull’ invadenza in cui è incappato Street View. “L’utente che dovesse riconoscersi – continua Marenzi – può segnalarci la foto: fino ad oggi non è mai successo. L’unico caso particolare che ricordi è avvenuto a Londra, quando l’Intelligence britannica ci ha chiesto di ridurre ulteriormente la risoluzione attorno al loro quartier generale per motivi di riservatezza”.

Lo stesso procedimento descritto da Marenzi appare diverso da quello di Google: le immagini catturate vengono ovviamente pre-elaborate dal computer presente in auto, poi vengono immesse in un secondo elaboratore che le analizza con un algoritmo appositamente sviluppato dalla stessa Geomondo, ed infine vengono riviste tutte manualmente dai tecnici . In questo modo, la probabilità che un viso, una targa o qualsiasi altro particolare privato possa finire in pasto a chiunque viene quasi azzerato.

La tecnologia di ripresa, invece, è sviluppata a Londra da Seety : “Con il nostro kit per la mappatura – racconta ancora Marenzi a Punto Informatico – siamo arrivati al punto in cui un unico driver può percorrere senza problemi fino a 50 o 60 chilometri al giorno. Il kit base, che comprende comunque un tripod speciale da posizionare sopra l’auto, una telecamera con obiettivo, il sistema di motion tracking che elimina gli spostamenti dovuti ai movimenti dell’auto e alle asperità, costa circa 3mila euro, per salire fino ad 8mila per quello che include diverse soluzioni hardware per semplificare al massimo il postprocessing”. Per Marenzi è un prezzo decisamente concorrenziale, soprattutto se si prendono in considerazioni anche i costi e i tempi necessari alla mappatura vera e propria: “Il costo dipende soprattutto dal numero di abitanti del centro abitato in questione: si parte da 1600 euro per un comune di pochi abitanti, fino a un massimo di 4mila per una città delle dimensioni di Bergamo”. I tempi di ripresa, poi, sono compresi in circa una settimana per un centro di circa 100mila abitanti, con altri 7 giorni necessari per elaborare le immagini: tempi condizionati unicamente dalle condizioni atmosferiche e dalla luce, fattori tenuti in considerazione per garantire la riuscita ottimale delle riprese.

I tecnici Geomondo Il kit, in ogni caso, non è in vendita : “Geomondo preferisce trovare partner sul territorio, che comunque devono adeguarsi al nostro regolamento per garantire la privacy: il nostro obiettivo è non solo fornire questa mappa – racconta – ma anche realizzare una mappatura costante di anno in anno, consentendo tramite il nostro player di vedere il territorio cittadino evolversi nel tempo. Secondo noi si tratta di un servizio che ha un valore anche storico-culturale: se ci fosse stato 10 anni fa, avremmo visto diversi cambiamenti nel nostro territorio”.

Inoltre, Geomondo punta molto sulla collaborazione con enti pubblici e forze di polizia : “Quando mappiamo un territorio, ci coordiniamo sempre con le amministrazioni locali: in questo modo è possibile mappare anche le zone pedonali, per le quali c’è bisogno delle opportune autorizzazioni, e in cambio forniamo a chi ci commissiona il lavoro un DVD con le foto e un software che consente di creare dei punti di interesse (POI) georefenziati con informazioni su biblioteche, orari degli uffici, descrizioni storiche o calendari di eventi”.

In questo modo, spiega a Punto Informatico , un addetto di un Comune o di una qualsiasi amministrazione può intervenire in ogni momento per gestire in autonomia il proprio territorio : a ciascun POI può essere associato un sito web, editabile come fosse un documento Word, e dunque le informazioni utili per i cittadini possono essere disponibili su una mappa del territorio dove visualizzare anche esattamente dove si trovano gli uffici e dove hanno l’entrata. Per quanto attiene le attività private, a loro Geomondo offre un servizio completo di realizzazione POI, con tutta l’assistenza necessaria per utilizzarlo al meglio.

“All’inizio – racconta Marenzi – il nostro lavoro si è basato molto sul passaparola e la collaborazione con i comuni limitrofi. Ora ci stiamo concentrando sulla mappatura, nel 2009 contiamo di coprire grandi città come Roma o Milano, ma puntiamo soprattutto ad entrare in contatto con ditte del posto per tentare di creare una sorta di mappatura federale del territorio. Un ecosistema in cui tutti quelli coinvolti possano gestire un proprio portfolio clienti, e diffondere questa tecnologia su un territorio che conoscono senz’altro meglio di quanto non potremmo fare noi”.

L'interfaccia Geomondo

In pentola, comunque, ci sono anche altre novità. Marenzi non si sbilancia, dice che ci sono in ballo alcuni brevetti in via di definizione, ma entro pochi mesi spiega che sarà pronta una nuova versione del player che consentirà di “giocare con la mappa”: la risoluzione aumenterà pur tenendo conto della questione privacy, verrà creata una versione pensata per il mobile dalle caratteristiche particolari. “Percorrere la mappa sarà più divertente – assicura – realizzeremo una fusione avanzata di una mappa bidimensionale e una mappa immersiva”.

a cura di Luca Annunziata

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27 11 2008
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