Non esiste la tecnologia invisibile

by Luddist. Saranno pure più carini di un tempo, con fiorellini plastificati e design rubati, ma per me i PC del 2000 sono proprio come le scatole che compravo negli anni 80. Seppelliamole e non parliamone più
by Luddist. Saranno pure più carini di un tempo, con fiorellini plastificati e design rubati, ma per me i PC del 2000 sono proprio come le scatole che compravo negli anni 80. Seppelliamole e non parliamone più


Roma – Non ne posso più. Ci vogliono convincere che i microchip debbano essere sempre più potenti e che quei forni che ci infilano nei costosi computer sono in realtà una straordinaria opportunità. Mi dicono che non posso più fare a meno di uno schermo LCD, che fa meno male alla vista, e che non è una spesa ma un investimento. Mi ripetono che senza un mouse ergonomico e funzionale le articolazioni delle mie mani ne risentiranno. E che dire della tastiera? Ci vuole almeno una keyboard senza fili con design ad onda, per minimizzare l’effetto sulle dita e persino sulla schiena (?). Per non parlare delle mille e una funzione che mai utilizzerò sui programmi (costosi anche loro) che mi costringono ad installare.

Quanto avrò speso negli ultimi quindici anni per il personal computer? Confesso che di questi tempi ho iniziato a chiedermelo. Già, perché tra topolini con le rotelle e arcobaleni di inchiostro per la stampante, tra il computer per mia figlia e il telefonino che si rompe ogni sei mesi, ho perso il conto, sia sul PC che su tutto il resto. Quello che so è che questa tecnologia, che mi ritrovo dappertutto, mi costa sempre di più, se non altro perché ne ho bisogno sempre di più (e lei lo sa benissimo), ma continuo a trovarla ingombrante, perlopiù antiestetica e tutt’altro che invisibile.

Li ascolto i profeti della domotica, ne avete mai sentito parlare?, quelli che da qualche anno ci raccontano come le nostre case saranno abitazioni vive grazie a microscopiche reti di microscopici chip che ci infileranno dappertutto: nelle porte, nelle pareti e nei bagni. Il water avvertirà automaticamente il medico quando registrerà elementi sospetti. Tutto per renderci la vita più confortevole, dicono, tanto non ci accorgeremo neppure della presenza della tecnologia. Perché sarà invisibile appunto. Un futuro meraviglioso (?). Loro sono sicuri che si realizzerà ma io, da come vanno le cose, non lo sono affatto.

Nel 2002 siamo ancora tutti qui ad applaudire quando ci mostrano una scatola da comprare con dentro tutta la tecnologia scomoda e ingombrante che c’è in giro. Ci dicono che è trendy, che fa bene al lavoro ma che arreda anche casa. Ma è tutta una manovra per farci tirare fuori euro con cui acquistare roba che sa di vecchio anche se è appena nata.

A me sembra che queste scatole, magari addobbate con fiorellini plastificati, brutte copie dei fantastici design del cinema di fantascienza di qualche decennio fa (vedi il nuovo Apple), quando dalla tecnologia si proponeva ancora un sano timoroso distacco, siano tali e quali a quelle che compravo quando ho avuto tanti anni fa la bella idea di farle entrare in casa mia.

Se non fosse per la pagnotta di fine mese, che mi impedisce di liberarmi definitivamente del computer, porrei fine ad ogni rapporto con lui e i suoi amichetti. E chiederei a mia figlia di fare lo stesso, anche se lei già mi guarda in cagnesco se non le pago la riparazione del cellulare…

Sono preoccupato da questa tecnologia che affascina ma non rivoluziona.

Luddist

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07 01 2002
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