Non può esistere una Chiesa di Rete

Lo afferma un editoriale di Civiltà Cattolica, rivista che già in passato ha affrontato il rapporto tra fede, Chiesa e Internet


Roma – Secondo l’ultimo editoriale di ” Civiltà Cattolica”, particolarmente autorevole perchè approvato dalla stessa Segreteria di Stato della S.Sede, può esistere una Chiesa in Rete ma non una Chiesa “di Rete”. Una “Chiesa di Rete” non può esistere perché “sarebbe una comunità priva di riferimento territoriale e vitale”.

Un altro pericolo è visto nell’allentarsi dei rapporti con chi è vicino considerata la facilità di rapportarsi direttamente con il centro. “Perchè devo leggere la lettera del parroco, se posso realizzare la mia formazione direttamente attingendo materiali dal sito della Santa Sede?”.

Per l’editoriale di “Civiltà Cattolica”, per tradizione non firmato, Internet “è un ambiente culturale ed educativo, che determina uno stile di pensiero e crea nuovi territori e forme di educazione, contribuendo a definire un modo nuovo di stimolare le intelligenze e di costruire la conoscenza e le relazioni”. Queste trasformazioni, però, “non sono da intendersi sempre e soltanto in termini positivi”.

Infatti una “Chiesa di Rete non sarebbe una comunità locale, di quartiere o di villaggio, ma emergerebbe, come un fungo, potremmo dire, dal villaggio globale”.

Inoltre, secondo i Gesuiti della rivista ci “sarebbe il rischio di un’eccessiva segmentazione di quelle realtà, giovani, famiglie, malati, anziani che nella comunità reale formano un corpo unico”.

Infine “il modo di apprendere rischia di divenire più un assemblaggio di materiali eterogenei, acquisiti a zapping telematico, che di sapienza legata al vissuto, all’insegnamento personalizzato e allo studio paziente”.

Viene posta poi una domanda: “E’ possibile pensare a Internet come una metafora per comprendere la Chiesa senza naturalmente credere che essa possa essere esaustiva?”. Il paragone è valido, viene detto, “perchè la Chiesa è un corpo che è vivo se tutte le funzioni al suo interno sono vitali”.

Viene ribadito che la Chiesa, a differenza di Internet, non è una rete di relazioni immanenti ma ha sempre un principio e un fondamento “esterno”. Si riprende la critica alle forme di sincretismo religioso new age. Infine la riserva di principio: “La fede non è fatta solo di informazioni”, ma vi è la necessità di una “comunicazione e Testimonianza vissuta”.

Tensione all’universale e identità locale, dialettica fra reale e virtuale, una ripresa della dialettica sempre presente nella storia della Chiesa e della teologia fra “gnosi” e volontà, fra ragione ed esperienza, fra rapporto diretto con Dio e la Fede e mediazione della Chiesa e della Gerarchia: Internet è la forma culturale dell’uomo moderno e la Chiesa dovrà, inevitabilmente, sempre più interessarsene.

Pier Luigi Tolardo

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  • Anonimo scrive:
    Forza Lavoro
    Salve a tutti,Concordo pienamente con Luca Boccianti e la sua lettera. Se Luca permettere vorrei aggiungere alcune cosette che, per motivi di censura (??), ha tralasciato cioe' cosa succede qui all'estero.I computer dei dirigenti sono quelli che spesso hanno cookies e off-line files da siti porno. Non ci dimentichiamo che I dirigenti prendono, di media (Definizione di media: Tra noi due tu mangi un pollo ed io niente secondo la media io ho mangiato meta' del pollo), uno stipendio molto (veramente molto) maggiore di un impiegato. Per la croncaca, il dirigente dell'azienda per cui lavoravo ha ricevuto 2 Milioni di Dollari per la sua performance (si avete letto bene $3.000.000) nonostante che 1250 impiegati della stessa azienda sono stati licenziati per ridurre i costi della stessa azienda. Non mi venite a dire che i dirigenti sono le colonne portanti dell'azienda ... please ...Gli impiegati promossi e ricompensati sono quelli che timbrano in entrata alle 08:59 e alle 17:31 in uscita. Perche? "Tecnicamente" e "praticamente" partecipano attivamente alla salute aziendale non facendo un tubo (hoops!) tutto il giorno. Non e' una storia inventata perche mi sono visto detratte 1/2 ora per ogni minuto di ritardo in entrata (ho timbrato dopo le 09:00) e 1/2 ora per ogni minuto di anticipo in uscita (ho timbrato prima delle 17:30) dalla mia busta paga. Ma risolvere un problema di un'intera produzione in serie di computer per un'errore di progettazione e portarlo al board meeting non conta. Come Keanu Reves ha detto in The Matrix: I give you the finger .... e me ne sono andato.I lavoratori hanno una grande arma, speso sottovalutata: SONO LA FORZA LAVORO!Ciao
  • Anonimo scrive:
    Ma se l'impiegato e' tale....
    Cosa accade nelle aziende Italiane?Appunto Iniziale:Sono rari i casi in cui sfigati e fortunati sono stati assunti per puro stato di bisogno momentaneo di quella azienda senza raccomandazione alcuna.Descrizione:top dell'impiegato meno raccomandato: attivita' principale e' quella di scappellarsi difronte al superiore del caso, in questo modo dimostra immensa gratitudine e disponibilita' a fare tutto quello che gli viene indicato. Esprime la sua attidutine al "comando" nello scrivere note che gravano di lavori o di presunte mancate attivita' contro sottoposti di altre funzioni lavorative (generalmente non raccomandati). Naturalmente essendo un verme non avrebbe mai il coraggio di parlare con i colleghi danneggiati. La sua capacita' propositiva e' pari allo 0%, la sua capacita' lavorativa e' limitata alle attivita' di "coccolamento" del suo capo con il quale non espone mai ad una soluzione personalizzata.Troppo concentrato nell'attivita' di leccaculismo il suo livello di produttivita' non copre il 20% delle 8 ore lavorative (6 almeno sono passate ad ascoltare le direttive e 2 ad eseguire sempre le stesse). Siti internet preferiti: vacanze, trading on LineObiettivo: migliorare la sua condizione economica, per fare cio' e' disposto a vendere anche la moglie. Posizione Quadro Aziendaleabito: alla moda elegante anche un po' inguardabile, si professa di centro sinistra o destra....classico DC della "new-economy"top dell'impiegato raccomandato: Non fa quasi nulla durante il giorno, non gli frega nulla della produttivita', disturba chi produce (generalmente i non raccomandati) e sopratutto si dileggia nell'attivita' di sparare giudizi a destra e a manca, la sua produttivita' e' pari al 5% della giornata lavorativa.Praticamente intoccabile con uno stato di avanzamento di carriera gia' segnato.Siti internet: porno, trading on Line e VacanzeLivello: Quadro Aziendale alto destinato alla dirigenzaAlza molto spesso la voce (arrogante)Abito: finto casual, si professa di sinistra.......Impiegato non raccomandato:Pari al 10% - 15% della forza lavoro si occupa di svolgere tutte le attivita' demandate dalle altre figure impiegatizie sopracitate, tra questi si collocano anche i lavoratori interinali ed i consulenti informatici. La sua produzione e' pari circa all'90% delle 8 ore lavorative.Se particolarmente brillante ed esuberante viene sottoposto a pratiche di mobbing al fine di ridurlo alla completa deficienza.Solo i piu' forti riescono a superare le pratiche di mobbing e portano avanti un loro progetto indipendente finalizzato al benessere mentale.Posizione: Impiegato, interinale, consulente ITSiti internet: informazione, controinformazione, cultura, libri, sport e studio.abito: casual, comunque non allineato alla globalizzazione. I premi vengono a lui concessi come una manna dal cielo per non indisporre le altre 2 categorie.Morale: interessanti le riflessioni di Luca ma praticamente ininfluenti....
  • Anonimo scrive:
    Sentite questa che pure è bella...
    Anche io lavoro nell'ambito informatico. Ultimamente ho lavorato alle dipendenza di un ISP, che mi incaricato di sviluppare un sistema di commercio elettronico.Bene, alla fine del lavoro (durato due mesi), il responsabile locale dell'ISP in questione mi ha elogiato perchè ho fatto meglio, e in soli due mesi, quello che un altro impegato aveva fatto in un anno. Il giorno dopo, sono stato pesantemente richiamato perchè durante questi due mesi ho bevuto 150.000 lire di caffè dell'azienda; non contento, per evitare che a qualcun'altro venisse in mente di bere così tanto caffè per produrre meglio, l'ha messo in vendita all'interno dell'aziende al modico prezzo di lire 1.000, esponendo regolare cartello nella stanza adibita alla pausa caffè.Secondo me è un controsenso in linea con quelli esposti nell'articolo.Che peso ha all'interno di una azienda privata la produzione?Pagare una persona per dieci mesi costa di gran lunga in più di 150.000 lire!
    • Anonimo scrive:
      Re: Sentite questa che pure è bella...

      Il giorno dopo, sono stato pesantemente
      richiamato perchè durante questi due mesi ho
      bevuto 150.000 lire di caffè dell'azienda;dunque, 75mila cioè circa 75 caffè al mese... ovvero 20 giorni lavorativi... be', fan quasi 4 caffè al giorno!forse si preoccupavano delle tue coronarie! ;-)))
    • Anonimo scrive:
      Purtroppo....
      Vi è gente che lavora in propio, ma ha la mentalità da statalista burocrate.Ciao ciao www.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sentite questa che pure è bella...
      Il tuo datore di lavoro non si merita un c***o,gli elogi non costano(?) , mentre il caffe' si.Ho incontrato molti personaggi di questo tipo, vattene che e' meglio.C.
  • Anonimo scrive:
    Ma guardarseli da casa ?
    Sono pienamente in accordo sulla valutazione di meriti fatta in base produttiva e non di disponibilità oraria. Sicuramente è megliofare bene che timbrare in orario, ma i sitiporno o quelli di shopping o di viaggi non sipotrebbero guardare da casa senza utilizzare risorse aziendali ?Probabilmente il problema è che esiste la figuradell'impiegato con gli orari etc... Se fossimo tutti pagati in base a quello che facciamo allora se siamo bravi finiamo presto e poi sono fatti nostri ... se siamo scarsi finiamo tardi e per i fatti nostri ci sarà meno tempo!
  • Anonimo scrive:
    Regolamentazione del cazzeggio
    Premetto che sono d'accordo con i commenti di SmaX e Alberto, e anche di Snowcat.Ciao Luca. Secondo me, i datori di lavoro hanno tutto il diritto di regolamentare come meglio credono l'accesso ad internet per scopi non lavorativi. Dopo tutto, sono loro che pagano gli investimenti, e lo fanno per raggiungere un profitto.Se alcuni datori di lavoro sono felici che i dipendenti scorrazzino nei siti porno dopo aver fatto tutto il loro lavoro o negli eventuali tempi "morti", sono affari loro. Così come sono affari loro se permettono ai dipendenti di cazzeggiare in altri modi (caffè, giornale, telefonate, guardare fuori dalla finestra, ecc.).Ma è loro diritto incazzarsi se "beccano" il dipendente a cazzeggiare (su internet o in altri modi). Ovviamente, come in tutte le cose, occorrerà un po' di buon senso da entrambe le parti. A nessuno (credo) verrebbe in mente di licenziare Tizio perché sorpreso a prendersi un caffè. Se però questo Tizio fa delle pause-caffè di un'ora, o fa 20 pause caffè al giorno, la cosa cambia...Hai scritto: "se alla fine del mese ho guadagnato il mio stipendio, io per te devo essere una scatola nera, quello che faccio non ti deve interessare (sempre a patto, ovviamente - e l'ho ben specificato -, che non consumi troppe risorse aziendali, quali ad es. banda)".Okay, ma chi è che decide quand'è che le risorse aziendali consumate sono "troppe"? In altre parole, chi dà la definizione di "troppo"? Sarai d'accordo con me se dico che la decisione, in mancanza di buon senso dei dipendenti, deve spettare al datore di lavoro. Con questo non voglio dare per scontato che nessun dipendente ha buon senso. Però è anche un dato di fatto che i lavativi e i "furbi" esistono...Se tu, per esempio, in tua assenza avessi a casa tua una babysitter per i tuoi bambini, e lei, dopo aver messo a dormire i bambini, si collegasse ad internet col tuo computer, o facesse una lunga telefonata al suo ragazzo col tuo telefono, saresti contento? Secondo il tuo ragionamento, sarebbe del tutto lecito, dato che la babysitter ha fatto il suo lavoro: ha sorvegliato i bambini, ha preparato loro la cena, li ha messi a dormire, e adesso deve solo aspettare che tu e tua moglie torniate a casa. Però, se poi ti ritrovassi una bolletta del telefono da infarto, penso che la cosa non ti andrebbe molto a genio.Se lasci che la babysitter usi sì il tuo telefono, ma senza esagerare, chi stabilisce se una telefonata è troppo lunga? Tu o lei? Se lei ha del buon senso, allora tutto bene... ma se non ce l'ha?Concludendo, un po' di elasticità e BUON SENSO è necessario da entrambe le parti (datori di lavoro e dipendenti), ma comunque non si può pensare di togliere ai datori di lavoro il diritto di regolamentare come meglio credono il cazzeggio dei dipendenti. E l'uso di internet per scopi non lavorativi (porno o non porno) è pur sempre un cazzeggio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Regolamentazione del cazzeggio

      Ciao Luca. Secondo me, i datori di lavoro
      hanno tutto il diritto di regolamentare come
      meglio credono l'accesso ad internet per
      scopi non lavorativi. Dopo tutto, sono lorodiciamola diversamente. i datori di lavoro hanno diritto di regolamentare l'uso delle loro proprietà. lasciamo fuori lo specifico di internet.quello a cui io sono contrario è proprio caricare internet di valori specifici.i datori di lavoro hanno anche diritto di avere impiegati che facciano davvero il loro lavoro.ma a nessuno interessa valutare il *lavoro*, il *rendimento*.interessa (perché è più facile e meno rischioso per i mediocri) valutare il *comportamento*.non so se hai presente la differenza tra obbligazione di mezzi e di risultati.
      Ma è loro diritto incazzarsi se "beccano" il
      dipendente a cazzeggiare (su internet o in
      altri modi). Ovviamente, come in tutte leappunto, o in altri modi.ora, ci sono diversi sistemi per accorgersi che uno cazzeggia "troppo".o lo becchi in flagrante, o ci arrivi induttivamente.se quello non è produttivo, be', cazzeggio o non cazzeggio io datore di lavoro mi incazzo.se quello è produttivo gli dico bravo e non mi vado ad interessare di ciò che vede.e bada bene che non mi vado ad interessare neanche di quel che vede l'impiegato poco produttivo. semplicemente gli dico "o sei produttivo o cambi datore di lavoro".che c'entra il porno su internet?è un falso problema!
      sorpreso a prendersi un caffè. Se però
      questo Tizio fa delle pause-caffè di un'ora,
      o fa 20 pause caffè al giorno, la cosa
      cambia...e anche qui... io dovevo progettare software. lo facevo molto meglio al bar che nella mia stanza. qual è il problema?
      senso. Però è anche un dato di fatto che i
      lavativi e i "furbi" esistono...ma certo.ma non li tieni a bada con un proxy che filtra "seno" o, se è per questo, "anal-oral-non stop", li tieni a bada misurando il lavoro che fanno.
      Se tu, per esempio, in tua assenza avessi a
      casa tua una babysitter per i tuoi bambini,
      e lei, dopo aver messo a dormire i bambini,
      si collegasse ad internet col tuo computer,
      o facesse una lunga telefonata al suo
      ragazzo col tuo telefono, saresti contento?se avessi una flat potrebbe fare tutte le telefonate e collegamenti internet che vuole. nessun problema. se non avessi una flat e mi accorgessi che si è collegata 3 ore facendomi spendere 3-4mila lire... mah, ci passerei senz'altro sopra.mettiamola diversamente: se dopo aver messo a letto i bambini ecc. ecc. si mette a leggere i libri della mia libreria (e non piega le pagine, non li sottolinea e non lascia le ditate), sarei contentissimo.
      Se lasci che la babysitter usi sì il tuo
      telefono, ma senza esagerare, chi stabilisce
      se una telefonata è troppo lunga? Tu o lei?
      Se lei ha del buon senso, allora tutto
      bene... ma se non ce l'ha?la faccio fuori. ma questo indipendentemente dal contenuto della telefonata o dai siti che visita.
      non si può pensare di togliere ai datori di
      lavoro il diritto di regolamentare come
      meglio credono il cazzeggio dei dipendenti.
      E l'uso di internet per scopi non lavorativi
      (porno o non porno) è pur sempre un
      cazzeggio.ma allora perché regolamentare solo internet?perché non regolamentare la cosa a valle, dicendo: chi non lavora lo mandiamovia, internet o non internet"?
      • Anonimo scrive:
        Re: Regolamentazione del cazzeggio
        - Scritto da: Luca Boccianti
        ma allora perché regolamentare solo internet?

        perché non regolamentare la cosa a valle,
        dicendo: chi non lavora lo mandiamovia,
        internet o non internet"?Perche' altrimenti non si chiamerebbe Italia
        • Anonimo scrive:
          [OT] Re: Regolamentazione del cazzeggio

          Perche' altrimenti non si chiamerebbe ItaliaDetto da uno che sta negli USA non e' molto carina questa cosa, caro XP.Gli homeless americani qui non esistono. Cominciamo da li'. Oppure no, che senno' finiamo OT.Anzi addio va.
          • Anonimo scrive:
            Re: [OT]x[OT] - Allora leggiti questa
            La risposta era la logica conclusione di una domanda che si era posto Luca. Se si vuole la possibilita' di licenziare in base alla produttivita' significa anche accettare i parametri di giudizio della produttivita'.Da come hai titolato il messaggio a me sembra che tu non sia molto propenso ad ascoltare possibili soluzioni provenienti dall'esterno. Nessun problema con cio', dimostra solo una certa chiusura mentale che a me rende triste."La botte piena e la moglie ubriaca" e' difficle averla: non c'e' ancora riuscito nessuno. Dipende da quello che uno vuole di piu': la moglie ubriaca o la botte piena?E poi me fai popo ride con la storia degli homeless, perche' allora il far west sta in Italia perche' a Genova hanno sparato ad uno. E io te dico: uno straniero vede Termini e dice "Quanti barboni che pisciano e dormono a Termini, che schifo l'Italia"....A me sembra difficile accettare un commento del genere perche' Termini non e' Roma, ne tantomeno Roma rappresenta l'Italia tutta. Quelli come te che continuano ad etichettare 300 milioni di persone senza mai essersi posti il problema della diversita' esistenza all'interno di un territorio vasto quanto 3 Europe, possono anche morire intolleranti ed ignoranti...Detto popo papale papale.Oltretutto poi mi fa ancor piu' ridere il modo in cui tanta gente critica apertamente e deride la cultura d'oltreoceano per poi abbracciarla in toto quando si tratta di spettacoli televisivi, canzoni, modi di vestire, film, etc. Cerchiamo almeno di essere coerenti...
          • Anonimo scrive:
            Re: [OT] Re: Regolamentazione del cazzeggio
            - Scritto da: anti-american-patrol

            Perche' altrimenti non si chiamerebbe
            Italia

            Detto da uno che sta negli USA non e' molto
            carina questa cosa, caro XP.sì, ma XP (expatriate?) mi pare sia un italiano che ha scelto di vivere negli Usa, la cosa è un po' diversa...
            Gli homeless americani qui non esistono.anche qui, parliamone... io vivo a Roma, e qualche barbone in giro lo vedo...in Italia la famiglia svolge un ruolo di ammortizzatore socioeconomico maggiore (siamo più mammoni): non fa scandalo che gente di 30 anni stia ancora a casa dei genitori.se, per disgrazia, quella gente non avesse il babbo e la mamma sarebbero in mezzo ad una strada...poi, sappiamo tutti che inserirsi nel mondo del lavoro e farsi una casa non è facile.negli Usa, a quanto mi risulta, se non altro un posto di lavapiatti lo trova chiunque e con una certa facilità. e mi pare ci sia un'altra mentalità: se non c'è di meglio intanto faccio il lavapiatti, non sto ad aspettare la manna dal cielo solo perché sono laureato in lettere...
          • Anonimo scrive:
            Re: [OT] Re: Regolamentazione del cazzeggio
            America?? No Homeless?? Deam on brother....1) In America l'assistenza sanitaria non e' pubblica. Significa se ti rompi una gamba e non hai l'assicurazione o la carta di credito vai dal primo falegname e chiedigli di usare la sega circolare.2) In America gli homeless, barboni, senza-casa, senza-tetto o come li vuoi chiamare sono molti, molti, molti di piu' che nell'intera Europa. Perche' esistono gli homeless? Perche lo Stato Americano ha il diritto di confiscarti anche le mutande (scusate) nel caso di problemi finanziari. Infatti negli USA non esistono gli HUMAN RIGHTS.Ho vissuto, lavorato e "sopportato" i suprusi americani, quindi .... please ....
  • Anonimo scrive:
    Cazzeggio o non Cazzeggio questo e' il problema...
    Come ho gia' detto e non mi stanchero' mai di ripetere il cazzeggio e' cosa buona solo se unito al buon senso.Mi spiego meglio, con il lavoro che faccio non sono sempre sotto pressione, i miei colleghi lo sanno bene, per cui puo' esserci la giornata che tutto fila liscio e per cui mi posso permettere di 'cazzeggiare' anche 'violentemente', sempre stando attento all'utilizzo della banda (non mi mettero' mai cmq a scaricarmi mp3, filmati ed intere serie di foto.... se non al limite quando nessuno ha bisogno della connettivita' dell'azienda in cui lavoro)..........Come ci sono nella maggior parte dei casi giornate che perfino sei svegliato sotto pressione con i clienti che ti 'danno la sveglia', o peggio giornate che incominciano liscissime e magari si puo' cazzeggiare poi di colpo pare che sia caduta una meteriote nel CED ed un fulmine su ogni pc..... Bene in situazioni come queste il sottoscritto, 'sbalza' smettendo immediatamente di 'cazzeggiare' e si rimbocca tutte le maniche.......Non mi pare che per giungere a queste conclusioni bisogna far parte di una 'elite' penso che con minimo sforzo la maggior parte della popolazione sana di mente riesca ad avere BUON SENSO!!!!!!MEDITATE GENTE, MEDITATE.....P.S.: tutto questo gergo mi fa diventare malinconico rispetto all'anno di militare.....
  • Anonimo scrive:
    azioni interstiziali
    stupendo.TI AMO AMICO.AZIONI INTERSTIZIALI."cazzeggio" = azioni interstiziali.mi fai morire!d'ora in poi avrò una locuzione nuova nel mio vocabolario. Sei straordinariooooooo!!!!!!!
    • Anonimo scrive:
      chiedo umilmente perdono
      mi prostro di fronte all'articolo serissimo.mi autocogliono.scusate tutti.azioni interstiziali resterà tra le mie locuzioni, ma i miei rispetti all'articolista: tutto vero e condivisibile.Se posso aggiungere qualcosa: le leggi non sono fatte per le persone ingelligenti, che comunque le trascendono. Sono fatte per la massa di rubagalline che ci circonda.Fai pure il moralista: dimmi che ho un basso concetto dell'umanità o che lavoro in un posto assurdo... ma facciamo un esempio del posto che hai descritto tu: dici che ci sono questi impiegati che valgono poco , comunque meno, in termini di rendimento, di questo altro tizio.Benissimo, gloria e lode a questo tizio. Ma supponiamo di dare accesso ad internet a quei medesimi che tu citi. Lavoreranno o cercheranno "free+pic+anal" sulla sezione "media" di AnalVista?In due aziende in cui ho lavorato per 3 anni ciascuna, durante tutti e 3 gli anni mi rompevano le sbrindelle perché ascoltavo musica con il pc. e prima con la radiolina; "non è mica una discoteca" (ma non ho visto ballerine sui cubi in giro).Però lavoravo più sereno e non sentivo le chiacchiere inviperite di chi sta sempre a brontolare (e comunque mentre brontola non lavora).E vedevo comunque che il 70% delle persone cercava di fottere il padrone, mentre il padrone dava comunque (senza prova alcuna, ma non posso nemmeno dargli torto) sempre per scontato che a fotterlo fosse il 97%.Quel 70% se oggi avesse accesso libero e senza filtro e senza controllo ad internet, dopo 2 mesi non si chiederebbe se ha altro lavoro, ma "cosa posso fare adesso con internet?" ... quale "azione interstiziale" posso inventarmi adesso? manca mai che mi tocchi cercarmi qualche occupazione utile! Magari aiutare un collega più lento di me! (non uno svogliato, sia chiaro).In fondo il lavoro è quello e se io ne svolgo di più durante le mie otto ore, il totale per l'azienda è sempre uno.Se fosse per te, la gente più lenta morirebbe di fame.E' vero che l'azienda non è un asilo di accoglienza ... ma la funzione sociale del lavoro e tutte queste belle cose?VEdi, io ti parlo di 2 posizioni diverse... ma ognuna ha qualcosa di giusto.Detto questo, ti do mille volte ragione, ma ti ricordo che la massa non è questa gran cima.Dai un'occhiata ai forum di "interstiziali" anche qui su PI... puoi considerare anche me tra loro... credi che siano tutti a cercare qualche patch?Stanno cazzeggiando.
  • Anonimo scrive:
    Semplice.
    Date ad ogni macchina (utente) un numero di minuti a disposizione per la navigazione ludica. Ad esempio durante l'ora pranzo o alla sera dopo l'orario lavorativo e nel rimanente orario comprate un software di banning che elimina il 95% dei siti non utili aziendalmente o per dirla in parole povere, porno, mp3 e quotidiani.Preoccupatevi anche di shaping di banda perchè riescono a scaricare film porno interi.Così non vi sentite dire :Oggi per colpa tua (un router rotto) non sono riuscito a leggere il giornale, o a lavorare su internet (ovvimente porno parla il log), oppure ancora + incazzati prendono provvedimenti perchè hanno perso soldi in borsa, quando dovevano fare fatture.Mentre voi vi stavate occupando di un magazzino fermo con 10 tir in attesa di bolle e fatture per partire e un paio di server giù.Voi lavorate per la ditta e gli altri non fanno che cazzeggiare su internet ................e ve la prendete in quel posto......Un giorno di questo mando log e statistiche all'amministratore generale.Ciao ciao e affanc.... la mediocrità ....... che schifo di gente.......cazz.....
    • Anonimo scrive:
      Re: Semplice.

      banning che elimina il 95% dei siti non
      utili aziendalmente o per dirla in parole
      povere, porno, mp3 e quotidiani.ma perché mai i siti che uno visita devono essere utili aziendalmente?come può essere che non ci si accorga che uno che perde tempo (internet e porno non importa: che perde tempo in qualsiasi modo)?se invece di vedere i porno o scaricare gli mp3 fosse in bagno a leggere il giornale, cambierebbe qualcosa?
      • Anonimo scrive:
        Re: Semplice.

        se invece di vedere i porno o scaricare gli
        mp3 fosse in bagno a leggere il giornale,
        cambierebbe qualcosa?Non mi dirai che i giornaletti se li farebbecomprare dalla ditta!!A me hanno sempre insegnato il principio che lamia liberta' finisce dove inizia quella deglialtri. Se io ho in ditta dei fancazzisti chesaturano la banda di accesso mi ritrovo anon poter fare il mio giretto su Internet inbreve tempo (dato che ho da lavorare, io).Quindi, dal mio punto di vista, sono loroche stanno limitando la mia liberta'.
        • Anonimo scrive:
          Re: Semplice.


          se invece di vedere i porno o scaricare
          gli

          mp3 fosse in bagno a leggere il giornale,

          cambierebbe qualcosa?
          Non mi dirai che i giornaletti se li farebbe
          comprare dalla ditta!!quindi basterebbe che i giornaletti se li comprassero da soli e poi potrebbero pure stare tutto il giorno senza fare niente?ti rendi conto che qui si vuole colpevolizzare la gente non perché non fa niente tutto il giorno, ma perché usa internet?secondo te cos'è peggio, un impiegato produttivo che si fa la sua mezz'ora di siti porno e ha una collezione delle peggiori immagini sull'hd, o uno tutto casa e chiesa ma che non combina un accidente?lasciamo stare lo spreco di banda, quello è chiaro che va regolamentato!
          • Anonimo scrive:
            Re: Semplice.

            quindi basterebbe che i giornaletti se li
            comprassero da soli e poi potrebbero pure
            stare tutto il giorno senza fare niente?non intendevo questo. Pero' che uno oltre a non far niente consumi pure risorse aziendali mi sembra davvero il colmo!
            ti rendi conto che qui si vuole
            colpevolizzare la gente non perché non fa
            niente tutto il giorno, ma perché usa
            internet?Se e' cosi' non sono daccordo. Pero' ripetose oltre a far niente si consumano risorseallora la cosa e' diversa.
            secondo te cos'è peggio, un impiegato
            produttivo che si fa la sua mezz'ora di siti
            porno e ha una collezione delle peggiori
            immagini sull'hd, o uno tutto casa e chiesa
            ma che non combina un accidente?Sicuramente e' peggio il secondo.
            lasciamo stare lo spreco di banda, quello è
            chiaro che va regolamentato!
            OK
  • Anonimo scrive:
    Produttività e produzione
    Luca ha ragione: un lavoratore dovrebbe essere giudicato in base alla sua produttività e non in base al tempo speso su internet (siti porno o gazzettadellosport.it non importa...)Io, però, vedrei la cosa da un altro punto di vista: quello della scenetta di Dilbert di cui al p.p.s. dell'articolo. Non sono d'accordo sul sottinteso della vignetta, per un semplice motivo: l'imprenditore ha fatto degli investimenti per la produzione, ha messo a disposizione dei dipendenti una serie di strumenti che hanno avuto un costo iniziale ed hanno un costo di esercizio con l'unico scopo di produrre reddito, per sé e per il lavoratore. Se il lavoratore li utilizza per fini personali, distrae gli strumenti stessi dall'utilizzo cui sono destinati e quindi arreca un danno economico ad entrambi (imprenditore e lavoratore). Trasferiamo la cosa in una catena di montaggio. Supponiamo che ogni operaio della FIAT debba contribuire alla produzione di 10 automobili al giorno assemblando 10 carburatori; il tempo previsto per questa attività è di 8 ore. Se l'operaio assembla i 10 carburatori in 4 ore, invece che in 8, in base alle teorie dell'articolo di Luca le altre 4 ore le può dedicare ad altro: egli decide così di assemblare altri 10 carburatori, ma per sé (è collezionista di carburatori!!). A me sembra utilizzo improprio delle attrezzature messe a disposizione!In ambito impiegatizio e dei servizi in generale non è ovviamente possibile quantificare in modo così netto la produttività, ma il concetto, adeguatamente smussato, può essere tradotto: se io utilizzo la banda intenrnet messa a disposizione dal mio datore di lavore per fare quello che mi pare, pur dopo aver "fatto il mio lavoro", di fatto determino un costo puro per l'azienda e ciò non è ammissibile. Ciò non significa che sia necessario *vietare* l'utilizzo di internet con qualsivoglia filtro, ma semplicemente imporre delle regole di buon senso (e qui sono assolutamente d'accordo con Snowcat)- detto per inciso: le regole di buon senso non dovrebbero essere regole, ma semplicemente buon senso, appunto, ma se qualcuno non ce l'ha allora bisogna per forza imporre regole.... Insomma, se in ufficio passate 3 ore al telefono per i fatti vostri non credete che il capo abbia tutto il diritto a riprendervi, anche se "avete fatto tutto il vostro lavoro"? Il buon senso ci fa capire questo e ci fa capire anche che nessuno *mai* si sognerà di riprendervi se all'ora di pranzo chiamate la mogliettina per sentire come sta il pupo, purché non sia una telefonata chilometrica, ovviamente. Così come nessuno mai si sognerà di riprendervi se durante l'orario di lavoro vi collegate alla vostra on-line bank per dare l'ordine di pagare l'affitto e per controllare i vostri investimenti: certo, se poi decidete di fare trading on-line il capo ha tutto il diritto di sbattervi fuori, anche se "avete fatto tutto il vostro lavoro"! Ci vuole il buon senso!!!Questo mi fa venire in mente un'esperienza personale: in una banca dove lavoravo c'era completa libertà di movimento, per i dipendenti, in campo finanziario. Potevamo cioè comprare e vendere azioni sul mercato telematico, con l'ovvio limite della disponibiltà in conto corrente. Nessuno si è mai sognato di farci rilievi se inserivamo tre/quattro ordini al giorno, tanto più chi, come me, si occupava di titoli e quindi per lavoro seguiva minuto per minuto la borsa. Come al solito, però, qualcuno ha iniziato ad esagerare. Dieci, venti, cinquanta, cento ordini al giorno inseriti in procedura! Specie tra novembre 99 e febbraio 00, periodo di boom. Ebbene, cosa ha comportato questo comportamento - decisamente poco ortodosso? Da un bel giorno, i dipendenti sono autorizzati ad inserire ordini di borsa *solo* in preapertura (fino al massimo alle 9.20) e nella pausa pranzo (dalle 13.30 alle 14.30): bella fregatura per tutti!! Il buon senso è decisamente mancato, o no?E allora, ben vengano le limitazioni: insegnano il buon senso (e anche l'educazione) a chi ne è sprovvisto.Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Produttività e produzione
      Un applauso: per l'esempio e per la spiegazione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Produttività e produzione

      Io, però, vedrei la cosa da un altro punto
      di vista: quello della scenetta di Dilbert
      di cui al p.p.s. dell'articolo. Non sono
      d'accordo sul sottinteso della vignetta, per
      un semplice motivo: l'imprenditore ha fatto
      degli investimenti per la produzione, haecc.. vero, ma considera che c'è una certa differenza (purtroppo) tra chi fa un lavoro "di concetto" e uno che sta ad una catena di montaggio. se a Dilbert fosse venuto in mente del bel codice mentre era sotto la doccia a casa sua, avrebbe dovuto fatturare il tempo all'azienda?
      per il lavoratore. Se il lavoratore li
      utilizza per fini personali, distrae gli
      strumenti stessi dall'utilizzo cui sono
      destinati e quindi arreca un danno economico
      ad entrambi (imprenditore e lavoratore).ma vedi, se si fa del lavoro (anche) intellettuale il "fine personale" altro non è che arricchimento della tua personalità e capacità intellettuale. est modus in rebus.in altri messaggi si è detto: ma come si fa a misurare ciò che è lecito da ciò che non lo è.ma è semplice, alla fine del mese, del trimestre o quel che l'è si valuta quanto ha lavorato e prodotto la persona. se il bilancio è positivo vuol dire che tutto il suo eventuale appropriarsi di risorse dell'azienda è stato lecito perché lo ha restituito con l'azione positiva del suo lavoro.
      attività è di 8 ore. Se l'operaio assembla i
      10 carburatori in 4 ore, invece che in 8, in
      base alle teorie dell'articolo di Luca le
      altre 4 ore le può dedicare ad altro: egli
      decide così di assemblare altri 10
      carburatori, ma per sé (è collezionista di
      carburatori!!). A me sembra utilizzo
      improprio delle attrezzature messe a
      disposizione!certo, perché si frega dei materiali pregiati, i carburatori. ma se passa il tempo leggendo i manuali di metallurgia della fiat, o anche topolino, perché no, per me va benissimo.anzi, se vedo che uno che legge topolino o la versione porno di biancaneve mi fa tot carburatori in metà tempo, se fossi il capo della fiat obbligherei tutti a leggerli! :-)
      smussato, può essere tradotto: se io
      utilizzo la banda intenrnet messa a
      disposizione dal mio datore di lavore per
      fare quello che mi pare, pur dopo aver
      "fatto il mio lavoro", di fatto determino un
      costo puro per l'azienda e ciò non è
      ammissibile. ma certo, infatti ho ben specificato che l'azienda non deve sopportare costi eccessivi.va bene qualche telefonata urbana personale, va bene qualche fotocopia personale, ma stare tre ore al telefono con l'australia o fotocopiarsi una biblioteca no, questo è ovvio.ora, qual è il problema se io nelle poche telefonate lecite parlo di pornografia con una strappona? o se mi fotocopio un giornale porno?
      detto per inciso: le regole di buon senso
      non dovrebbero essere regole, ma
      semplicemente buon senso, appunto, ma se
      qualcuno non ce l'ha allora bisogna per
      forza imporre regole.... Insomma, se inse qualcuno non ce l'ha lo mandi a casa con tanti saluti e la pianti di assumere perdigiorno scansafatiche, altroché.
  • Anonimo scrive:
    XXX
    Non basta la televisione a far vedere continuamente sesso, bisogna anche farlo con Internet.Ma comè che si fanno meno figli?Forse si lavora troppo di testa e poco di altro? mA!
  • Anonimo scrive:
    Considerazioni da un amministratore di sistema.
    Salve,Sono amministratore di sistema e di rete per diverse societa' italiane, e per tutte quelle in cui lavoro ed altre in cui lavorano altri miei colleghi, Internet ha sempre rappresentato un punto alquanto delicato.Generalmente poiche' io sono un consulente ed un 'tecnico' tendo a non assumere posizioni rilevanti riguardo alle politiche di scelta, bensi cerco di offrire un panorama piuttosto ampio di soluzioni e lasciando che sia il cliente in piena liberta' a decidere.Cio' mi ha portato sovente ad assistere a situazioni assolutamente paradossali, ossia o aziende in cui Internet addirittura non solo viene censurato e filtrato, ma e' possibile connettersi solo da poche postazioni non connesse alla rete aziendale e sotto stretta vigilanza; oppure aziende in piena deregulation, ossia chiunque fa quello che vuole........Ora personalmente da amministratore di rete, se l'utente si comporta in modo conforme alla legislazione vigente durante le sue 'navigazioni' (vorrei ricordare che la pornografia e' lecita in Italia, se attori, attrici, modelli, modelle ed utente sono tutti maggiorenni) a me non interessa assolutamente il contenuto di cio' che vede o scarica, bensi' invece mi puo' interessare l'occupazione di banda che genera.Questo naturalmente non per gli uffici dove lavoro che sovente hanno la propria 'corsia preferenziale', ma ai danni di altri utenti che con lui devono dividere la banda e magari ne hanno bisogno per lavorare.Mi e' gia' successo piu' volte che ho dovuto 'riprendere' utenti incriminati su insistenza di chi deve lavorare...... e non e' una cosa simpatica per nessuno ve lo assicuro.Di solito le cose finiscono li' di certo non riferisco a superiori cosa stesse facendo, non sono certo un agente incaricato a far rispettare l'ordine aziendale!!!Per cui vorrei invitare tutti ad una sola cosa, che poi, a mio modesto avviso, e' la soluzione migliore di tutte:USARE IL BUON SENSO.Mi ricordo ancora una frase che mi e' stata detta al mio primo anno di universita' in informatica da una persona di intelligenza sottile ed infinita saggezza:SI PUO' FARE TUTTO (NEI LIMITI DELLA DECENZA), BASTA SOLO USARE IL BUON SENSO.Saluti,
  • Anonimo scrive:
    Non e' semplice
    Ciao Luca,scusa se ti do del tu ma siamo colleghi.Anch'io, come consulente informatico, spesso mi sono occupato anche della mera amministrazione di rete e, negli ultimi due o tre anni, mi e' capitato spesso di discutere con dirigenti vari di filtri, policy, raccolta di dati relativi alle connessioni e quant'altro puoi immaginare.In linea di massima ho sempre cercato di "coprire" i dipendenti naviganti/navigatori, ai non addetti mi pare piaccia il termine, se non altro non mettendo mai in evidenza, come altri colleghi fanno, gli url sospetti.Sospetti per usare un eufemismo, come immaginerai...Non sono un censore e, in fondo, nelle aziende sono un "tecnico", definizione che aborro, anche se la mia formazione scolastica non e' tecnica.Dunque, in linea con te, trovo che sia anche abbastanza stupido, oltre che probabilmente ai limiti del rispetto del contratto, filtrare con un proxy i termini, peraltro medico-scientifici, di cui parlavi.Pero' - non poteva non esserci - ci sono ricerche oppure indirizzi che non sono sospetti, ma sono palesemente iscritti al festival del porno.In questi casi mi sembra abbastanza difficile trovare il coraggio di non filtrare l'utenza.Certo, l'errore latente e' dare giudizi morali, perche' il, poniamo esista, www.devastazioni-anali.it non puo' sollevare dubbi: e' un sito porno probabilmente anche spinto.Ma allora, e' naturale chiederselo, stiamo censurando o stiamo limitando gli sprechi di tempo?Insomma, perche' allora non vietare, ad esempio, anche tutti siti di viaggi o di motori o di cellulari per un'azienda che produce, che so, farmaci?Vero, verissimo.Ma in questo caso l'esperienza ed il log vengono in aiuto.Piu' di una volta, analizzando log corposi, mi sono accorto che su otto ore qualcuno ne trascorreva mezza o, al piu' una, sui siti di fitness, cucina, viaggi, moto, cinema eccetera.Altri, pochi, erano quasi sempre connessi a siti porno di indubbio richiamo e spessore: mature-woman, hot-teens, blowjobparade, pornanza (decisamente divertente questo :-) )...Qui le ore di connessione diventavano anche il 30% delle otto ore.Conclusione: non scopriamo l'acqua calda e non censuriamo nulla ma il porno anche per gli accessi dall'azienda, la fa da padrone.Tutto qua.Riccardo
    • Anonimo scrive:
      Re: Non e' semplice
      Io vorrei aggiungere a quanto detto da Riccardo che i filtri sono a mio giudizio sbagliati perche' effettuando una certa censura possono anche evitare di raggiungere risorse utili.L'analisi dei log e' l'unico strumento, che in caso di dubbio, puo' essere consultato.Non sono d'accordo con quello che diceva Luca in merito alla mancanza di riconoscimento della produttivita' per questo motivo. Lavoro in una societa' di circa 150 persone in Sunnyvale (CA) e qui la gente non timbra il cartellino (il sottoscritto arriva tra le 10.30am e le 11.15am per uscire tra le 6.45pm e le 7.30pm) ma e' sottointeso che lavori piu' di 40 ore settimanali. Che poi decida di fare 5 giorni da 8, o in maniera diversa, sono fatti suoi e del suo manager. Bene o male comunque tutti si fanno le loro belle 8 ore, ma arrivano quando gli pare (non tutti, certo alcune posizioni devono per forza di cose arrivare per una certa ora). Nonostante cio' il modo in cui la gente viene ricompensata e' in base agli obiettivi raggiunti ogni trimestre, e quindi il manager ha sempre un metro di giudizio per valutare i dipendenti. Anche se hai i capelli lunghi, sei omosessuale, ti vesti in t-shirt e jeans, non cambia nulla in merito a quello che fai nell'ambito del tuo lavoro.Nonostante cio' usare le risorse della societa' per fini personali e' reato. Ora, io spesso mi sono scaricato dal sito Microsoft kili di roba per poi metterla su CD ed usarla anche a casa. Nessuno mi ha detto nulla, perche' diamine questo e' parte del lavoro. Quello che sarebbe sbagliato sarebbe scaricarsi interi demo di giochi per poi giocarci a casa. Ora visitare siti, anche se non pertinenti al lavoro (come adesso io sto facendo) non e' un problema. Quali sono i siti da non visitare da queste parti? Di sicuro ti indicano la porta e ti danno un calcio in culo se visiti siti che offrono lavori, e questo credo sia policy ovunque negli States....una volta me lo spiegarono ma fu tanto tempo fa e non mi ricordo bene.I siti porno lo stesso: se una persona ti becca puo' mettere la pulce nell'orecchio ad altri e da li magari ti sgamano e poi ti mandano via. Pero' c'e' anche da vedere come viene considerato nell'ambito del tuo lavoro. Se il manager ha stima di te, puoi anche essere solo ammonito e non licenziato. La seconda volta poi sei fritto. Ora se invece vedono che spendi mezza giornata a navigare, anche magari siti non-moralmente compromettenti, ti licenziano lo stesso.Il metro di giudizio e' la produttivita', cosa che mi sembra di ricordare tanti in Italia non vogliono. Sicuramente hai dei grandi svantaggi perche' le persone entrano in competitivita' e quindi presto ci si ritrova a lavorare 10-12 ore al giorno affinche' il manager ti nota piu' degli altri.....Questo per dire che secondo me il valutare gli impiegati solo tramite la loro produttivita' sarebbe un fatto nuovo perche', almeno negli States per via dell'attegiamento puritano, li si giudica ancora per quello che "guardano". Non esclusivamente ma as essere onesti non voglio fare da cavia :-)Certo che l'argomento e' delicato e va trattato seriamente.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non e' semplice

        L'analisi dei log e' l'unico strumento, che
        in caso di dubbio, puo' essere consultato.ma scusa, chi sei tu, o il mio dirigente, o chiunque altro, per decidere cos'è lecito che io legga oppure no?se alla fine del mese ho guadagnato il mio stipendio, io per te devo essere una scatola nera, quello che faccio non ti deve interessare (sempre a patto, ovviamente - e l'ho ben specificato -, che non consumi troppe risorse aziendali, quali ad es. banda).
        Non sono d'accordo con quello che diceva
        Luca in merito alla mancanza di
        riconoscimento della produttivita' per
        questo motivo. Lavoro in una societa' di
        circa 150 persone in Sunnyvale (CA) e qui la
        gente non timbra il cartellino (ilscusa, dov'è che lavori?... :-)sai, io lavoro a Roma, qui la mentalità è un po' diversa...
        40 ore settimanali. Che poi decida di fare 5
        giorni da 8, o in maniera diversa, sono
        fatti suoi e del suo manager. Bene o maleecco, vallo a dire ad una banca o ad un ministero romano, poi vediamo...
        cose arrivare per una certa ora). Nonostante
        cio' il modo in cui la gente viene
        ricompensata e' in base agli obiettivi
        raggiunti ogni trimestre, e quindi il
        manager ha sempre un metro di giudizio per
        valutare i dipendenti. Anche se hai iripeto, dov'è che lavori? Sunnyvale, California, appunto...erano i Nomadi che cantavano "cielo grigio suuu foglie gialle giù... io sogno Californiaaaa..."? :-)
        capelli lunghi, sei omosessuale, ti vesti in
        t-shirt e jeans, non cambia nulla in merito
        a quello che fai nell'ambito del tuo lavoro.certo, perché il tuo lavoro è produrre, non vestire in un certo modo o tagliarti i capelli. ma qui la pensano diversamente.
        poi giocarci a casa. Ora visitare siti,
        anche se non pertinenti al lavoro (come
        adesso io sto facendo) non e' un problema.anche perché come fai ad escludere tout-court che un sito abbia a che fare col tuo lavoro?anche un po' di sana distrazione ha a che fare col lavoro. io pause caffè o pause sigaretta non ne faccio, perché non fumo e non bevo caffè. però faccio la pausa-newsgroup-it.hobby.cucina. che male c'è?
        Quali sono i siti da non visitare da queste
        parti? Di sicuro ti indicano la porta e ti
        danno un calcio in culo se visiti siti che
        offrono lavori, e questo credo sia policy
        ovunque negli States....una volta me lobe', qui credo che il motivo non sia la pardita di tempo, ma il fatto che se sei una risorsa preziosa (come dovrebbe essere chiunque riceva uno stipendio da un'azienda) non vogliono che tu ti allontani. mi pare che uno dei problemi delle aziende negli Stati Uniti sia proprio l'eccesiva mobilità dei lavoratori e quindi la dispersione del know-how.ma cribbio, come sono poco sportivi, però... mi aspettavo meglio, da un'economia liberista come quella Usa...
        Ora se
        invece vedono che spendi mezza giornata a
        navigare, anche magari siti non-moralmente
        compromettenti, ti licenziano lo stesso.oooh, e io qui volevo arrivare.poi se invece spendi mezza giornata a non fare un cavolo di niente, ti dovrebbero licenziare ugualmente. anche se non usi internet. che c'entra internet o il porno?

        Il metro di giudizio e' la produttivita',
        cosa che mi sembra di ricordare tanti in
        Italia non vogliono. Sicuramente hai deie questa è parte della mia tesi.
        perche', almeno negli States per via
        dell'attegiamento puritano, li si giudica
        ancora per quello che "guardano". None comunque non credo che gli Stati Uniti siano il modello ideale di riferimento. diciamo che per certe cose stanno parecchio meglio di noi.
        Certo che l'argomento e' delicato e va
        trattato seriamente.ok, ma cos'ha di specifico internet in tutto ciò?perché allora il mio manager non dovrebbe controllare i giornali che leggo, magari al gabinetto?
        • Anonimo scrive:
          Re: Non e' semplice

          se alla fine del mese ho guadagnato il mio
          stipendio, io per te devo essere una scatola
          nera, quello che faccio non ti deve interessare Perfetto!! anch'io! :)Sono assolutamente d'accordo, leggendo la lettera ho addirittura riso di una situazione che mi fa imbestialire (per non dire di peggio)continuamente. E' mai possibile che "queste persone" siano così stupide! io credo di no, e questo mi sgomenta. Se non sono stupide perchè...
        • Anonimo scrive:
          Re: Non e' semplice
          Ciao Luca,
          ma scusa, chi sei tu, o il mio dirigente, o
          chiunque altro, per decidere cos'è lecito
          che io legga oppure no?Naturalmente io, in quanto consulente, non ho mai preso nessuna decisione. Fosse stato per me di filtri sul proxy non ce ne sarebbero nemmeno stati.Ma, come scrivevo, per quanto possa "a voce" riferire al dirigente che non ci sono siti a luci rosse eccessivamente visitati, non posso continuare ad evitare allarmismi quando mi chiede un'analisi "seria" del log.Per quanto possa essere serio fornire ad un dirigente url che letti assieme ad una riunione fanno molto molto ridere. :-)
          se alla fine del mese ho guadagnato il mio
          stipendio, io per te devo essere una scatola
          nera, quello che faccio non ti deve
          interessare (sempre a patto, ovviamente - e
          l'ho ben specificato -, che non consumi
          troppe risorse aziendali, quali ad es.
          banda).Appunto. Se il dirigente non e' bigotto gliene frega molto poco che tu veda dieci minuti di quattroruote.it piuttosto che dieci minuti di erection-collection.com, ma si adira non poco, credo anche a ragione, se capisce che per qualcuno il porno non e' il diversivo tra una full immersion di una previsione di bilancio e l'altra, come magari i dieci minuti sul repubblica.it oppure sul siti dei viaggi per le vacanze, ma, al contrario, il solo motivo per cui l'utente abbia un browser installato.La differenza e' notevole.Perche' la banda ha un costo e, lungi da giudizi morali pregni di perbenismo, il dirigente non puo' tollerarli a lungo.Il punto e' che, come scrivevo nella lettera precedente, la differenza tra il porno e la cucina o i viaggi, per qualcuno, non e', per l'azienda, la mancanza di moralita' ma lo spreco di tempo.In questo senso se il dipendente vuole avere sempre nel cassetto "Penthouse" oppure un vibratore da 12.000 A - che collegato al 220 mette al buio tutto il quartiere - faccia pure.Ma non pesi per centinaia di migliaia di lire sulla connessione dell'azienda.Stesso discorso, per chiarire, varrebbe per chi, accorgimenti tecnici permettendo, decidesse di giocare per due o tre ore al giorno a Quake III Arena.E l'azienda in cui si e' giunti a questa decisione e' tutto fuorche' formale. Altro che capelli lunghi o piercing. Potevi anche andare in ufficio con la maglietta di Ronaldo. :-)Ciao,Riccardo
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' semplice


            ma scusa, chi sei tu, o il mio dirigente,
            o

            chiunque altro, per decidere cos'è lecito

            che io legga oppure no?
            Per quanto possa essere serio fornire ad un
            dirigente url che letti assieme ad una
            riunione fanno molto molto ridere. :-)immagino... avrei voluto esserci anche io... :-)
            Appunto. Se il dirigente non e' bigotto
            gliene frega molto poco che tu veda dieci
            minuti di quattroruote.it piuttosto che
            dieci minuti di erection-collection.com,ma vedi, il problema è proprio questo: che finora io ho sentito parlare di impiegati che stavano attaccati per ore a siti porno, non di impiegati che stavano distratti per ore dal lavoro.come se fosse stato sufficiente che non si trattasse né di internet né di porno...e non ho *mai* sentito dire "colpiamo gli impiegati inefficienti, qualsiasi cosa facciano", ma "colpiamo gli impiegati che 1. visitano siti internet e 2. tali siti siano porno".voglio dire, perché non si riece a parlare di efficienza e produttività "a posteriori", e non in base a comportamenti di vario genere?perché c'è sempre un'obbligazione di mezzi ma mai di risultati?se tu fai il fruttivendolo e mi recapiti sempre le pesche marce, verresti assolto perché hai il frigo che funziona bene, il banco è pulito, rispetti le norme haccp... e allora? io mi devo tenere le pesche marce?poi arriva qualcuno che mi porta pesche fresche e ottime. allora tu gli fai fermare il furgoncino dai vigili tutti i giorni perché potrebbe avere la marmitta truccata...scusa la metafora un po' ardita, ma nel mondo del lavoro è così.
            si adira non poco, credo anche a ragione, se
            capisce che per qualcuno il porno non e' il
            diversivo tra una full immersion di una
            previsione di bilancio e l'altra, comecerto, e fa benissimo ad adirarsi. ma mi spieghi che c'entra internet? lui si deve adirare, semmai, con lo scarso senso etico del lavoratore. gli blocchi il proxy? troverà un altro modo per perdere tempo. che c'entra internet? dovresti proprio liberarti di quel tizio lì! (e lasciare che gli altri possano vedersi quel che vogliono...)[...]
            Ma non pesi per centinaia di migliaia di
            lire sulla connessione dell'azienda.su questo siamo d'accordissimo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' semplice

            ma vedi, il problema è proprio questo: che
            finora io ho sentito parlare di impiegati
            che stavano attaccati per ore a siti porno,
            non di impiegati che stavano distratti per
            ore dal lavoro.Qui credo conti il proprio trascorso.Io ho visto anche dipendenti che, in maniera ancora amichevole, con battute, venivano richiamati dopo il 25esimo caffe'.
            e non ho *mai* sentito dire "colpiamo gli
            impiegati inefficienti, qualsiasi cosa
            facciano", ma "colpiamo gli impiegati che 1.
            visitano siti internet e 2. tali siti siano
            porno".No, questo a me non e' capitato.Ripeto: dati i costi sostenuti si voleva solamente verificare come venisse sfruttata la banda e dato che non ho mai fatto il sistemista, PURTROPPO, presso gli uffici di Penthouse o Playboy, il modo in cui la connessione spesso e' stata sfruttata ha fatto arrabbiare la dirigenza.
            perché c'è sempre un'obbligazione di mezzi
            ma mai di risultati?Io non so cosa ti sia capitato, ma fin ad ora per me e' stato vero il contrario.Piu' semplicemente, sempre piu' crudamente, alla dirigenza da' un po' meno fastidio che uno visiti il sito del Milan o legga la Gazzetta per qualche minuto, invece di nascondersi in ufficio come se stesse preparando la revisione dei conti dei membri dell'Unione Europea mentre sta soltando guardando tette e culi. :-)
            se tu fai il fruttivendolo e mi recapiti
            sempre le pesche marce, verresti assolto
            perché hai il frigo che funziona bene, il
            banco è pulito, rispetti le norme haccp...
            e allora? io mi devo tenere le pesche
            marce?No, non succedera' mai nemmeno in azienda.In un'azienda che vuole funzionare e non sprecare.
            poi arriva qualcuno che mi porta pesche
            fresche e ottime. allora tu gli fai fermare
            il furgoncino dai vigili tutti i giorni
            perché potrebbe avere la marmitta
            truccata...Un po' estremo in effetti.Ma poniamo che lui nel costo delle pesche ci metta anche, facendola pagare allo stesso peso, la cassetta di legno (lo spreco truffaldino) e tu te ne accorga solo dopo anni. Che fai?Cambi fruttivendolo. A questo punto l'esempio scricchiola dato che la stessa conclusione *non vale* con un dipendente a contratto.
            certo, e fa benissimo ad adirarsi. ma mi
            spieghi che c'entra internet? lui si deve
            adirare, semmai, con lo scarso senso etico
            del lavoratore.Internet nulla. Come non c'entra il povero legno d'abete della cassetta delle pesche.E' l'uso che se me fa ad irritare chi poi paga.Tutto qua.
            gli blocchi il proxy?
            troverà un altro modo per perdere tempo.Come e' sempre stato.Ma se da quando in ogni ufficio c'e' una connessione il tempo sprecato e' in aumento io ci leggo una tentazione che prima, sul lavoro, non c'era. Oppure era molto meno gestibile, tipo la chiacchierata in corridoio o la partita a subbuteo in sala riunioni.Voglio vedere il dipendente che con la stessa facilita' con cui clicca e digita, si assume la responsabilita' di giocare a ping pong nell'atrio dell'azienda. Che, in fondo, la facilita' del mezzo abbassi la produttivita' e' cosa remota?
            che c'entra internet? dovresti proprio
            liberarti di quel tizio lì! (e lasciare che
            gli altri possano vedersi quel che
            vogliono...)Questo, lo sappiamo, in Italia e' impossibile.Sono i pro ed i contro dei contratti blindati che limitano i piu' laboriosi e premiano gli inadempienti.Attenzione: non e' una critica ai contratti o ai sindacati, lungi da me.Pero' quel tipo, come altri, prima di avere la ormai scontata connessione si davano piu' da fare. Tutto qua.Senza aprire un nuovo tema: una volta mi sono incazzato non poco, da amministratore di Domino, scoprendo che *sempre gli stessi* lamentavano lentezza nella consegna della posta quando l'uso che ne facevano era distribuire filmati porno...Un altro punto di vista e' questo.Siccome i siti porno "non li clicca nessuno", finisce che poi uno si senta anche preso in giro.Come dal fruttivendolo che in fiducia mi vende il legno al peso delle fragole.E, di nuovo, all'amministrazione da' fastidio, al di la', questo senz'altro, della produttivita' incrinata.Riccardo (che e' tutto fuorche' bigotto e censore)
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' semplice

            Ripeto: dati i costi sostenuti si voleva
            solamente verificare come venisse sfruttata
            la banda e dato che non ho mai fatto il
            sistemista, PURTROPPO, presso gli uffici di
            Penthouse o Playboy, il modo in cui la
            connessione spesso e' stata sfruttata ha
            fatto arrabbiare la dirigenza.ah, se fosse stato invece ronaldo o magari la open university non si sarebbero arrabbiati?loro si dovrebbero arrabbiare se uno *perde tempo*, non per cosa vede mentre perde tempo.
            Io non so cosa ti sia capitato, ma fin ad
            ora per me e' stato vero il contrario.per me no, se no non chiamerebbero il consulente all'ultimo momento a fare il lavoro di dieci menefreghisti...
            Piu' semplicemente, sempre piu' crudamente,
            alla dirigenza da' un po' meno fastidio che
            uno visiti il sito del Milan o legga la
            Gazzetta per qualche minuto, invece di
            nascondersi in ufficio come se stesse
            preparando la revisione dei conti dei membri
            dell'Unione Europea mentre sta soltando
            guardando tette e culi. :-)ok, e se uno invece che vedere il milan per cinque minuti volesse vedere "seno" e culi, per cinque minuti? alla dirigenza che glie frega?il discorso è questo!
            Ma poniamo che lui nel costo delle pesche ci
            metta anche, facendola pagare allo stesso
            peso, la cassetta di legno (lo spreco
            truffaldino) e tu te ne accorga solo dopo
            anni. Che fai?mah... gli dico "senti, ma perché non aumenti semplicemente il prezzo delle pesche? ci fai più bella figura e tanto te le compro lo stesso...".

            certo, e fa benissimo ad adirarsi. ma mi

            spieghi che c'entra internet? lui si deve

            adirare, semmai, con lo scarso senso etico

            del lavoratore.

            Internet nulla. Come non c'entra il povero
            legno d'abete della cassetta delle pesche.
            E' l'uso che se me fa ad irritare chi poi
            paga.cioè ronaldo sì, tette e culi no?
            Ma se da quando in ogni ufficio c'e' una
            connessione il tempo sprecato e' in aumento
            io ci leggo una tentazione che prima, sul
            lavoro, non c'era. ma chi sei tu (tu generico) o la dirigenza per proteggere qualcuno dalle tentazioni?credete forse di essere migliori, immuni, più intelligenti di quei bruti scansafatiche che vi tocca mantenere?

            che c'entra internet? dovresti proprio

            liberarti di quel tizio lì! (e lasciare
            che

            gli altri possano vedersi quel che

            vogliono...)

            Questo, lo sappiamo, in Italia e'
            impossibile.
            Sono i pro ed i contro dei contratti
            blindati che limitano i piu' laboriosi e
            premiano gli inadempienti.ma guarda che questo non succede solo per gli impiegati, succede anche coi dirigenti!gli stessi che vogliono filtrare "seno"!la produttività vera fa paura anche a loro!
    • Anonimo scrive:
      Re: Non e' semplice

      scusa se ti do del tu ma siamo colleghi.piacere!
      Pero' - non poteva non esserci - ci sono
      ricerche oppure indirizzi che non sono
      sospetti, ma sono palesemente iscritti al
      festival del porno.
      In questi casi mi sembra abbastanza
      difficile trovare il coraggio di non
      filtrare l'utenza.ma vedi, io sono d'accordissimo che alcuni indirizzi e contenuti siano identificabili senza possibilità di errore come siti porno.semplicemente non mi interessa che il dipendente ci vada.perché allora non andiamo a vedere se nei cassetti ci sono giornali cartacei porno? perché si vuole controllare il comportamento *su internet*?a mio avviso, in due parole, il porno è solo una scusa per censurare tutto il resto e per aggirare il discorso sulla valutazione della produttiità vera.
      Certo, l'errore latente e' dare giudizi
      morali, perche' il, poniamo esista,
      www.devastazioni-anali.it non puo' sollevare
      dubbi: e' un sito porno probabilmente anche
      spinto.
      Ma allora, e' naturale chiederselo, stiamo
      censurando o stiamo limitando gli sprechi di
      tempo?possibile che non ci siano altri metodi di valutare lo "spreco di tempo"? se alla fine del mese il dipendente ha svolto i suoi compiti in modo soddisfacente, nei tempi previsti ecc., a posteriori possiamo dire che spreco di tempo non c'è stato, anche se ha visitato i peggiori siti porno e ha la collezione de Le Ore nel cassetto.e se invece ha prodotto solo due cartacce? be', gli andiamo a vedere il log, vediamo che non si è mai conneso a niente, quindi è bravo...cioè, i metodi per valutare gli sprechi di tempo devono essere altri.
      Altri, pochi, erano quasi sempre connessi a
      siti porno di indubbio richiamo e spessore:
      mature-woman, hot-teens, blowjobparade,
      pornanza (decisamente divertente questo :-)
      )...(poi mi dai gli url esatti... ;-) )
      Qui le ore di connessione diventavano anche
      il 30% delle otto ore.ok, ma il rendimento di quei dipendenti com'era? se rendevano poco andavano "puniti", e non certo perché visitavano siti porno, ma per il fatto che rendevano poco.alla loro maturità personale, poi, capire che dovevano rendere abbastanza e smettere di farsi seghe telematiche.se no li licenzi non per la loro propensione al porno, cartaceo o su internet che sia non mi interessa, ma per la loro scarsa produttività (sempre ammesso che si possa licenziare qualcuno in questo paese solo perché non fa il suo dovere...).
      Conclusione: non scopriamo l'acqua calda e
      non censuriamo nulla ma il porno anche per
      gli accessi dall'azienda, la fa da padrone.
      Tutto qua.d'accordo, ma il mio puntoè: e allora? l'azienda funziona? sì? bene. no? dammi retta, il problema non è certo il porno e la soluzione non è certo stabilire standard di comportamento aziendale sui siti da visitare...gli standard di comportamento aziendale si riferissero alla sola produttività. quello che succede "dentro" la produttività non deve interessare l'azienda.azioni "pre-emptive", come bloccare siti che *si pensa" possano "distrarre" i lavoratori non serve a niente, serve solo a risolvere un falso problema. non visiteranno più siti porno? bene, passeranno ore a leggere il corriere dello sport o a parlare di calcio...
      • Anonimo scrive:
        Re: Non e' semplice
        Ciao Luca,1) complimenti per l'articolo. Molto chiaro ed attuale.2) domanda:E' proprio indispensabile l'accesso http sul posto di lavoro?Perche' non bisogna dimenticare che "internet" non e' solo http, ma anche mail, news, irc, ssh.In molti uffici (pubblici o privati) non potrebbe bastare la semplice e-mail per essere "produttivi"?3) il buon senso non potrebbe consistere in:accesso libero e incensurato dalle 8:00 alle 9:00,dalle 12:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 18:00 (per esempio).Fuori da questi orari la ditta puo' "pretendere" un certo controllo/limitazione.ciao.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non e' semplice

          2) domanda:
          E' proprio indispensabile l'accesso http sul
          posto di lavoro?be', sì, ormai su http c'è tanta di quella roba... io ad es. programmop pagine Asp. se non avessi potuto accedere alle decine di siti divulgativi Asp che ci stanno ne saprei la metà di quanto so adesso... e sì che sono uno che preferisce il manuale cartaceo...
          Perche' non bisogna dimenticare che
          "internet" non e' solo http, ma anche mail,
          news, irc, ssh.hai ragione, i newsgroup sono altrettanto importanti.ricordo due cose in proposito. qualche anno fa ho lavorato in Telesoft, la sede vicino Pomezia. c'era accesso http libero. una dirigente si accorge che alcuni vedevano siti porno: bloccato l'http. io ero alle prese con dei bug di un prodotto microsoft appena uscito e ne avevo bisogno come il pane. niente da fare.i newsgroup se li sono completamente dimenticati. inutile dire che si scaricavano tutti gli alt.bin.porcate varie che puoi immaginare.qualche anno dopo, in telecom. consulto vari newsgroup tecnici per risolvere alcuni problemi di lavoro. un collega anziano mi fa: "guarda che sei pagato per lavorare, non per parlare coi tuoi amici...".
          In molti uffici (pubblici o privati) non
          potrebbe bastare la semplice e-mail per
          essere "produttivi"?ma vedi, forse sì, ma allora se un impiegato volesse comprarsi Proust, perché permetterglielo? magari lo legge fino a notte fonda e va al lavoro mezzo assonnato e produce poco... no no, agli impiegati meglio far vedere raffaella carrà in tv e a nanna presto... Proust facciamolo leggere ai dirigenti, o ai creativi o gente del genere... cosa se ne fa un impiegato di Proust?
          3) il buon senso non potrebbe consistere in:
          accesso libero e incensurato dalle 8:00 alle
          9:00, dalle 12:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle
          18:00 (per esempio).in effetti in una ditta per cui ho lavorato la regola per gli junior che stavano nell'open space era proprio questa.il capo si era accorto che effettivamente questi *perdevano tempo* visitando siti internet, cioè erano portati a *non fare il lavoro per cui erano pagati*.bada bene che qui non c'è giudizio morale sul sito che visiti, o sul semplice fatto che usi internet, ma solo sul fatto che *non ti guadagni lo stipendio*.cioè internet di per sé non aveva niente di specifico, era come se i ragazzotti se ne stessero troppo tempo col corriere dello sporto o andassero sempre al bar. chiaro che così non va.
          Fuori da questi orari la ditta puo'
          "pretendere" un certo controllo/limitazione.io credo che il controllo debba essere fatto solo sul rendimento del lavoratore: le cause per cui non rende (o per cui rende) non mi interessano.invece quello che si vuol fare è colpevolizzare internet di per sé, non solo, colpevolizzare il fatto che un impiegato abbia una propria testa e voglia scegliere cosa leggere, invece che "adeguarsi agli standard aziendali".
    • Anonimo scrive:
      Re: Non e' semplice
      - Scritto da: Riccardo
      Ma in questo caso l'esperienza ed il log
      vengono in aiuto.

      Piu' di una volta, analizzando log corposi,
      mi sono accorto che su otto ore qualcuno ne
      trascorreva mezza o, al piu' una, sui siti
      di fitness, cucina, viaggi, moto, cinema
      eccetera.ma come fa un log a dirti per quanto tempo una persona visita una pagina e quanta attenzione ci pone? io posso aprire una pagina che parla della mia pinup preferita alle 10 di mattina, ridurla ad icona e guardarla il pomeriggio, magari per due minuti, per poi chiudere il browser.Matro
      • Anonimo scrive:
        Re: Non e' semplice
        Ciao,
        ma come fa un log a dirti per quanto tempo
        una persona visita una pagina e quanta
        attenzione ci pone?Naturalmente se fosse cosi' non potresti.Ma se il log ti indica chiaramente contatti ogni 30, 40 secondi a siti sempre differenti e questo per dei mesi tu cosa pensi? :-)E se poi quando sostituisci il PC scopri che sul disco c'era l'MP4 dell'ultimo film di Rocco Siffredi, oltre a masterizzarne una copia ;), che cosa pensi?
        io posso aprire una
        pagina che parla della mia pinup preferita
        alle 10 di mattina, ridurla ad icona e
        guardarla il pomeriggio, magari per due
        minuti, per poi chiudere il browser.Un consiglio: mettila come sfondo del desktop, e' piu' comodo.
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