Non può esistere una Chiesa di Rete

Lo afferma un editoriale di Civiltà Cattolica, rivista che già in passato ha affrontato il rapporto tra fede, Chiesa e Internet
Lo afferma un editoriale di Civiltà Cattolica, rivista che già in passato ha affrontato il rapporto tra fede, Chiesa e Internet


Roma – Secondo l’ultimo editoriale di ” Civiltà Cattolica”, particolarmente autorevole perchè approvato dalla stessa Segreteria di Stato della S.Sede, può esistere una Chiesa in Rete ma non una Chiesa “di Rete”. Una “Chiesa di Rete” non può esistere perché “sarebbe una comunità priva di riferimento territoriale e vitale”.

Un altro pericolo è visto nell’allentarsi dei rapporti con chi è vicino considerata la facilità di rapportarsi direttamente con il centro. “Perchè devo leggere la lettera del parroco, se posso realizzare la mia formazione direttamente attingendo materiali dal sito della Santa Sede?”.

Per l’editoriale di “Civiltà Cattolica”, per tradizione non firmato, Internet “è un ambiente culturale ed educativo, che determina uno stile di pensiero e crea nuovi territori e forme di educazione, contribuendo a definire un modo nuovo di stimolare le intelligenze e di costruire la conoscenza e le relazioni”. Queste trasformazioni, però, “non sono da intendersi sempre e soltanto in termini positivi”.

Infatti una “Chiesa di Rete non sarebbe una comunità locale, di quartiere o di villaggio, ma emergerebbe, come un fungo, potremmo dire, dal villaggio globale”.

Inoltre, secondo i Gesuiti della rivista ci “sarebbe il rischio di un’eccessiva segmentazione di quelle realtà, giovani, famiglie, malati, anziani che nella comunità reale formano un corpo unico”.

Infine “il modo di apprendere rischia di divenire più un assemblaggio di materiali eterogenei, acquisiti a zapping telematico, che di sapienza legata al vissuto, all’insegnamento personalizzato e allo studio paziente”.

Viene posta poi una domanda: “E’ possibile pensare a Internet come una metafora per comprendere la Chiesa senza naturalmente credere che essa possa essere esaustiva?”. Il paragone è valido, viene detto, “perchè la Chiesa è un corpo che è vivo se tutte le funzioni al suo interno sono vitali”.

Viene ribadito che la Chiesa, a differenza di Internet, non è una rete di relazioni immanenti ma ha sempre un principio e un fondamento “esterno”. Si riprende la critica alle forme di sincretismo religioso new age. Infine la riserva di principio: “La fede non è fatta solo di informazioni”, ma vi è la necessità di una “comunicazione e Testimonianza vissuta”.

Tensione all’universale e identità locale, dialettica fra reale e virtuale, una ripresa della dialettica sempre presente nella storia della Chiesa e della teologia fra “gnosi” e volontà, fra ragione ed esperienza, fra rapporto diretto con Dio e la Fede e mediazione della Chiesa e della Gerarchia: Internet è la forma culturale dell’uomo moderno e la Chiesa dovrà, inevitabilmente, sempre più interessarsene.

Pier Luigi Tolardo

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01 08 2001
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