Nord America, la nebulosa accogliente

Nuove immagini raccolte grazie al telescopio spaziale Spitzer evidenziano l'esistenza di un grande numero di giovani stelle nella nebulosa distante quasi 2.000 anni luce dalla Terra. NASA raccoglie dati ma pensa anche ai semi lunari
Nuove immagini raccolte grazie al telescopio spaziale Spitzer evidenziano l'esistenza di un grande numero di giovani stelle nella nebulosa distante quasi 2.000 anni luce dalla Terra. NASA raccoglie dati ma pensa anche ai semi lunari

La nebulosa Nord America è una vera e propria “nursery” di giovani stelle e proto-sistemi solari , e contiene una quantità di “soli” molto superiore rispetto a quella precedentemente ipotizzata. La scoperta arriva grazie alle immagini catturate dal telescopio spaziale Spitzer , un osservatorio celeste dell’era post-Hubble che ha permesso di sondare con strumenti sofisticati l’ammasso gassoso visibile nella costellazione del Cigno – a 1.800 anni luce circa di distanza dalla Terra.

Diversamente da Hubble, Spitzer è progettato per “fotografare” la luce che pervade il cosmo nelle frequenze elettromagnetiche corrispondenti allo spettro degli infrarossi. Una capacità che dona alle immagini catturate dal telescopio caratteristiche del tutto inedite rispetto a quelle raccolte dalla luce visibile, dicono i ricercatori NASA.

Grazie al telescopio Spitzer, il conto di 200 giovani stelle nell’ammasso gassoso dalla forma rassomigliante al continente nordamericano sale a più di 2.000, e ognuna di queste stelle ha tutte le caratteristiche per ospitare un disco di accrescimento da cui – secondo i modelli teorici comunemente accettati – potrebbe nascere un sistema solare simile a quello che ospita la Terra .

I ricercatori NASA sperano che il prezioso lavoro dei sensori di Spitzer permetterà di diradare alcuni dei misteri che circondano la nebulosa Nord America, inclusi la sua reale distanza dal globo terracqueo (ora stimato in 1.800 anni luce) e la sua fonte di energia principale.

E mentre pensa a studiare lo spazio esterno, NASA va alla caccia degli alberi nati dai semi portati sulla Luna a bordo della missione Apollo 14. Gli “alberi lunari” sono stati disseminati su tutto il territorio statunitense, germogliando e crescendo nonostante le condizioni avverse – inclusa l’esposizione del loro contenitore al vuoto interstellare . Attualmente, delle centinaia di “moon tree” riportati a terra dagli astronauti dell’Apollo 14 se ne conosce l’ubicazione soltanto per 50.

Alfonso Maruccia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

16 02 2011
Link copiato negli appunti