Nota/ Luca Schiavoni cambia rotta

Punto Informatico dovrà fare a meno d'ora in poi della collaborazione del suo vignettista

Roma – Con una breve nota Luca Schiavoni ha annunciato di aver dismesso la propria collaborazione con il quotidiano sul quale ha lavorato per molti anni al fine di dedicarsi a nuovi progetti.

Luca è la mente creativa a cui si devono tra le altre cose anche le vignette che dal 1996 adornano le prime pagine di Punto Informatico. Per lungo tempo ha anche aggiornato la rubrica di PI Download rendendola unica nel panorama di settore.

“La sua creatività è stata preziosissima in tutti questi anni – ha dichiarato il fondatore del quotidiano, Andrea De Andreis – e ora che l’intera struttura del giornale è in fase di sviluppo e rafforzamento i suoi consigli continueranno ad essere importanti. Gli auguro un brillante futuro per le sue nuove iniziative”.

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  • angros scrive:
    Facile a dirsi....
    In questo campo, di solito la legge è dieci anni indietro rispetto alla situazione.Nel tempo necessario per approvare una norma al riguardo, si troverebbero già decine di scappatoie: conservare i dati su server all' estero, richiedere autorizzazioni agli utenti, giocare sulla definizione di "dati sensibili"...Già le norme di adesso, sulla tutela della privacy, si sono rivelate un buco nell' acqua, hanno ottenuto solo che praticamente per qualunque servizio occorre firmare la clausola di consenso ai dati personali: praticamente, un po' di burocrazia in più, uno spreco in più di carta e inchiostro, ed un nulla di fatto come risultati.Infine, come ci si può assicurare che i dati siano stati cancellati davvero? Anche se mandi un ispezione, e non trovi nulla, questo cosa prova?Ironia della sorte, è il problema complementare a quello del diritto d' autore: noi sosteniamo che, quando una ditta ha divulgato i contenuti (musica, film, software...) non può impedirne la diffusione, perchè se possiamo vederli possiamo anche copiarli, e riteniamo che qualsiasi provvedimento al riguardo (DRM, norme più rigide, pene più severe...) sia destinato a fallire; quando però sono le NOSTRE informazioni che vanno a finire nelle mani di una ditta, la situazione è uguale, non possiamo pretendere di mettere un DRM sui nostri dati personali per farli vedere solo a chi vogliamo noi e solo per un certo tempo, perchè le difficoltà tecniche e legali sono esattamente le stesse.Una volta che un' informazione è online (sia essa una raccolta di dati personali, oppure una musica o un film), chiunque può prenderla, e non c' è modo di impedirlo, nonostante quello che può stabilire la legge. Se non vogliamo che un' informazione si diffonda, l' unica soluzione è di non darla a nessuno, mai, per nessun motivo (o di fornire informazioni contrastanti, in modo da offrire una profilazione "schizofrenica")
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