Nota/ PI Libri ricorda Aaron Swartz

Una monografia dedicata al giovane hacker scomparso da un anno. Un volume curato da Bernardo Parrella e Andrea Zanni, ricco di spunti e vecchi scritti di Aaron per tentare di raccoglierne l'eredità morale
Una monografia dedicata al giovane hacker scomparso da un anno. Un volume curato da Bernardo Parrella e Andrea Zanni, ricco di spunti e vecchi scritti di Aaron per tentare di raccoglierne l'eredità morale

Morire a 27 anni per un ideale, forse così si può riassumere la parabola di Aaron Swartz. Il giovane hacker si è tolto la vita ormai più di un anno fa, schiacciato dal peso delle sue stesse lotte per la libertà di espressione e la libera circolazione delle idee, e idealmente questo volume che oggi pubblica PI Libri prova a tirare le fila dell’impegno di Aaron nei pochi ma fruttuosi anni di sua presenza nel dibattito planetario su questi temi.

Curato da Andrea Zanni e Bernardo Parrella, il libro “Aaron Swartz, una vita per la cultura libera e la giustizia sociale” comprende 70 pagine distribuite con licenza Creative Commons che racchiudono alcune traduzioni di famosi scritti dell’hacker, alcune testimonianze scritte dopo la sua dipartita da suoi amici che con lui hanno diviso le lotte di questi anni (si va da Weinberger a Lessig) e un prontuario per familiarizzare con i concetti di Open Access che tanto stavano a cuore a Swartz.

Il volume si apre proprio con il toccante ricordo di Lawrence Lessig, che con Aaron ha diviso alcune battaglie per la libera circolazione del pensiero, e che in un articolo pubblicato lo scorso dicembre mette in luce il tratto fondamentale della personalità di Swartz: egli era un attivista, inteso come individuo che si impegna in prima persona per tentare di risolvere i problemi (che si tratti di inventare il protocollo RSS per fruire al meglio delle notizie o di liberare dai lucchetti dei repository a pagamento innumerevoli pubblicazioni scientifiche). La stessa manciata di post provenienti dai blog di Swartz, e tradotti per l’occasione, mette in luce proprio questo: l’ambizione di Aaron lo spingeva ad aprirsi al mondo e a tentare di lasciare benevolmente un segno, cercando di diffondere il frutto delle sue esperienze e ponendo l’attenzione sui temi che riteneva più significativi.

Il testo che oggi pubblica PI Libri non è una biografia, nè tantomeno un’agiografia. È un volume dedicato a chi vuole capire di più di un personaggio che, nonostante la sua prematura fine tragica, è stato in grado di segnare le battaglie per la libertà di espressione degli ultimi 10 anni. Swartz non è un esempio di vita, non nel senso ortodosso del termine: è piuttosto la personificazione di quell’attivismo sano e costruttivo che è in grado di migliorare la società nel suo complesso, battendosi per ideali alti e obiettivi importanti che siano in grado di garantire benefici a tutti.

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29 01 2014
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