Nota/ PI Libri ricorda Aaron Swartz

Una monografia dedicata al giovane hacker scomparso da un anno. Un volume curato da Bernardo Parrella e Andrea Zanni, ricco di spunti e vecchi scritti di Aaron per tentare di raccoglierne l'eredità morale

Roma – Morire a 27 anni per un ideale, forse così si può riassumere la parabola di Aaron Swartz. Il giovane hacker si è tolto la vita ormai più di un anno fa, schiacciato dal peso delle sue stesse lotte per la libertà di espressione e la libera circolazione delle idee, e idealmente questo volume che oggi pubblica PI Libri prova a tirare le fila dell’impegno di Aaron nei pochi ma fruttuosi anni di sua presenza nel dibattito planetario su questi temi.

Curato da Andrea Zanni e Bernardo Parrella, il libro “Aaron Swartz, una vita per la cultura libera e la giustizia sociale” comprende 70 pagine distribuite con licenza Creative Commons che racchiudono alcune traduzioni di famosi scritti dell’hacker, alcune testimonianze scritte dopo la sua dipartita da suoi amici che con lui hanno diviso le lotte di questi anni (si va da Weinberger a Lessig) e un prontuario per familiarizzare con i concetti di Open Access che tanto stavano a cuore a Swartz.

Il volume si apre proprio con il toccante ricordo di Lawrence Lessig, che con Aaron ha diviso alcune battaglie per la libera circolazione del pensiero, e che in un articolo pubblicato lo scorso dicembre mette in luce il tratto fondamentale della personalità di Swartz: egli era un attivista, inteso come individuo che si impegna in prima persona per tentare di risolvere i problemi (che si tratti di inventare il protocollo RSS per fruire al meglio delle notizie o di liberare dai lucchetti dei repository a pagamento innumerevoli pubblicazioni scientifiche). La stessa manciata di post provenienti dai blog di Swartz, e tradotti per l’occasione, mette in luce proprio questo: l’ambizione di Aaron lo spingeva ad aprirsi al mondo e a tentare di lasciare benevolmente un segno, cercando di diffondere il frutto delle sue esperienze e ponendo l’attenzione sui temi che riteneva più significativi.

Il testo che oggi pubblica PI Libri non è una biografia, nè tantomeno un’agiografia. È un volume dedicato a chi vuole capire di più di un personaggio che, nonostante la sua prematura fine tragica, è stato in grado di segnare le battaglie per la libertà di espressione degli ultimi 10 anni. Swartz non è un esempio di vita, non nel senso ortodosso del termine: è piuttosto la personificazione di quell’attivismo sano e costruttivo che è in grado di migliorare la società nel suo complesso, battendosi per ideali alti e obiettivi importanti che siano in grado di garantire benefici a tutti.

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  • Aniello Caputo scrive:
    ...
    ma che me ne frega a me del datagheit
  • vrioexo scrive:
    La fiducia...
    ''...gli USA dovrebbero cambiare radicalmente il loro approccio all'intelligence se vogliono ricostruire la fiducia degli utenti nei confronti di Internet.''La fiducia (*) è come la verginità: una volta persa...è persa; si può provare a ricostruirla a tavolino (o sul lettino del chirurgo) ma non è la stessa cosa: è solo un'operazione di facciata...anche se è indubbio - nonostante tutte queste rivelazioni - che continueranno ad esserci mandrie di utonti sempre pronti (proni) a farsi ''insufflare'' bellamente più e più volte al giorno dalla cyber-spia di turno.(*) Secondo un rapporto dell'Information Technology and Innovation Foundation, il Cloud computing a Stelle e Strisce potrebbe arrivare a perdere sino a 35 miliardi di dollari nei prossimi tre anni in seguito allo scandalo del Datagate:http://tinyurl.com/qd54dwfChe dire? finalmente una buona notizia!
    • Nome e cognome scrive:
      Re: La fiducia...
      - Scritto da: vrioexo
      nonostante tutte
      queste rivelazioni - che continueranno ad esserci
      mandrie di utonti sempre pronti (proni) a farsi
      ''insufflare'' bellamente più e più volte al
      giorno dalla cyber-spia di
      turno.Quindi bisognerebbe educare gli "utonti" a salvaguardare la propria privacy in rete. Non vedo altra soluzione.
      • krane scrive:
        Re: La fiducia...
        - Scritto da: Nome e cognome
        - Scritto da: vrioexo

        nonostante tutte

        queste rivelazioni - che continueranno ad
        esserci

        mandrie di utonti sempre pronti (proni) a

        farsi ''insufflare'' bellamente più e più

        volte al giorno dalla cyber-spia di

        turno.

        Quindi bisognerebbe educare gli "utonti" a
        salvaguardare la propria privacy in rete. Non
        vedo altra soluzione.Che poi e' quello che io, panda, luco e altri continuiamo a dire:chattate con Pidgin + OTRMailate con PGPUsate TOR anche se non vi sembra il caso.abrituatevi a criptare tutto.
        • vrioexo scrive:
          Re: La fiducia...
          - Scritto da: Nome e cognome

          Quindi bisognerebbe educare gli "utonti" a

          salvaguardare la propria privacy in rete. Non

          vedo altra soluzione.
          - Scritto da: krane
          Che poi e' quello che io, panda, luco e altri
          continuiamo a
          dire:

          chattate con Pidgin + OTR
          Mailate con PGP
          Usate TOR anche se non vi sembra il caso.

          abrituatevi a criptare tutto.Concordo al 100% però bisogna ammettere che queste non sono strade normalmente praticabili dall'utente medio e, diciamolo, spesso neppure dall'utente ''avanzato''. Una persona con un discreto bagaglio informatico istintivamente tende a privilegiare soluzioni che garantiscano in rete sia la privacy che l'anonimato ma, per poter mettere in atto queste strategie di difesa, - e mi riferisco in particolar modo alla questione email - anche l'altra parte deve usare la crittografia: ovviamente, nel 99% dei casi ciò non avviene, impedendo di fatto l'uso della crittografia stessa.Per quanto riguarda il discorso ''utonti'' da trasformare in ''utenti'' (imho) è una battaglia persa in partenza. Il boom degli ''utonti'' è avvenuto in concomitanza con il boom dei cosiddetti servizi social: sia le nuove startup che le grandi aziende hanno creato questo mercato di condivisione globale dei contenuti (e con contenuti intendo anche dati privati che normalmente non si affiggerebbero mai e poi mai sui pali e sui muri della città dove siamo residenti, ma su internet invece...si può anzi si deve! ed è giusto, bello e normale postare questi dati riservati dandogli una visibilità mondiale...). Quindi c'è poco da fare: sono gli utonti stessi che si schedano e si profilano elettronicamente di propria spontanea volontà e, nel farlo, sono contenti e chi ha la possibilità di usare e potenzialmente di abusare di tali dati (dalla multinazionale sino ai governi), non farà mai nulla per cambiare l'attuale situazione di scarsa informatizzazione delle masse.
          • krane scrive:
            Re: La fiducia...
            - Scritto da: vrioexo
            - Scritto da: Nome e cognome


            Quindi bisognerebbe educare gli "utonti"


            a salvaguardare la propria privacy in


            rete.


            Non vedo altra soluzione.
            - Scritto da: krane

            Che poi e' quello che io, panda, luco e

            altri continuiamo a dire:

            chattate con Pidgin + OTR

            Mailate con PGP

            Usate TOR anche se non vi sembra il caso.

            abrituatevi a criptare tutto.
            Concordo al 100% però bisogna ammettere che
            queste non sono strade normalmente praticabili
            dall'utente medio e, diciamolo, spesso neppure
            dall'utente ''avanzato''.Prego ???Spiegami una volta che ti installo OTR che cosa ti cambia a parte vedere la scrittina rossa o verde a seconda se tu stai parlando con uno che cripta anche lui o meno.Spiegami quanto occorre essere avanzati una volta che ti installa il plughin per tunderbird o outlook cliccare su "cripta e invia" invece che solo su "invia"Spiegami la difficolta' di cliccare su "run Tor" quando vuoi navigare anonimamente e "stop Tor" quando non vuoi.
            Una persona con un discreto bagaglio
            informatico istintivamente tende a
            privilegiare soluzioni che garantiscano
            in rete sia la privacy che l'anonimato
            ma, per poter mettere in atto queste
            strategie di difesa, - e mi riferisco in
            particolar modo alla questione email -
            anche l'altra parte deve usare la
            crittografia: ovviamente, nel 99% dei
            casi ciò non avviene, impedendo di
            fatto l'uso della crittografia stessa.Infatti, ma se tu inizi come un virus a parlarne ed ad installare questi strumenti agli utonti vedrai che saranno loro a dirti "ma oggi non sei criptato :O" quando magari ti colleghi da una macchina di test usando il tuo account del messanger a cui non hai installato otr..
            Per quanto riguarda il discorso ''utonti'' da
            trasformare in ''utenti'' (imho) è una battaglia
            persa in partenza. Il boom degli ''utonti'' è
            avvenuto in concomitanza con il boom dei
            cosiddetti servizi social: sia le nuove startup
            che le grandi aziende hanno creato questo mercato
            di condivisione globale dei contenuti (e con
            contenuti intendo anche dati privati che
            normalmente non si affiggerebbero mai e poi mai
            sui pali e sui muri della città dove siamo
            residenti, ma su internet invece...si può anzi si
            deve! ed è giusto, bello e normale postare questi
            dati riservati dandogli una visibilità
            mondiale...). Quindi c'è poco da fare: sono gli
            utonti stessi che si schedano e si profilano
            elettronicamente di propria spontanea volontà e,
            nel farlo, sono contenti e chi ha la possibilità
            di usare e potenzialmente di abusare di tali dati
            (dalla multinazionale sino ai governi), non farà
            mai nulla per cambiare l'attuale situazione di
            scarsa informatizzazione delle masse.Se fosse come dici tu gli utonti non saprebbero usare https, invece la utilizzano moltissimo. Come mai ? Semplice: gli e' stata messa per default. Se tutti avessero per default il plughin di PGP nel mailer lo si userebbe normalmente anche solo "perche' cosi' le mail non criptate gia' so che son spam" . <--- Questo mel'ha detto un utonto in una ditta che abbiamo convertito a PGP per le comunicazion interne.Gli utenti sono solo disinformati, basta dargli gli strumenti e sapranno accorgersi da soli che utili e comodi, se non li fai mai abituare non potranno mai capirlo e governi e corp giocano su questo.
          • vrioexo scrive:
            Re: La fiducia...
            - Scritto da: krane
            Prego ???
            Spiegami una volta che ti installo OTR che cosa
            ti cambia a parte vedere la scrittina rossa o
            verde a seconda se tu stai parlando con uno che
            cripta anche lui o
            meno.

            Spiegami quanto occorre essere avanzati una volta
            che ti installa il plughin per tunderbird o
            outlook cliccare su "cripta e invia" invece che
            solo su
            "invia"

            Spiegami la difficolta' di cliccare su "run Tor"
            quando vuoi navigare anonimamente e "stop Tor"
            quando non
            vuoi.
            Se fosse come dici tu gli utonti non saprebbero
            usare https, invece la utilizzano moltissimo.
            Come mai ? Semplice: gli e' stata messa per
            default. Se tutti avessero per default il plughin
            di PGP nel mailer lo si userebbe normalmente
            anche solo "perche' cosi' le mail non criptate
            gia' so che son spam" . <--- Questo mel'ha
            detto un utonto in una ditta che abbiamo
            convertito a PGP per le comunicazion
            interne.Sai meglio di me come funziona: l'utente ''tipo'' (non solo l'utonto) normalmente non usa la crittografia, TOR, PGP, etc. né mette in atto qualsiasi tipo di barriera (efficace o meno) a tutela dei propri dati e della propria privacy: se di default è utilizzato l'https lo usa ma - in caso contrario - non si pone il problema se utilizzarlo o meno, e questa è una vittoria di Pirro perché manca la ''consapevolezza'' di stare ad utilizzare quello strumento e quindi manca quel minimo background informatico che ti spinge ad utilizzare proprio quello strumento e non un altro. Se io come utente uso un sistema di sicurezza (qualunque esso sia) senza avere piena coscienza di stare ad utilizzarlo, già perdo intrinsecamente molto sul versante sicurezza: poiché l'uso degli strumenti di sicurezza e la consapevolezza d'uso di questi stessi strumenti sono due concetti che devono obbligatoriamente andare a braccetto: senza l'uno non c'è l'altro e viceversa; se poi vogliamo iniziare una serie di sterili quanto inutili polemiche, io mi tiro fuori.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 30 gennaio 2014 16.46-----------------------------------------------------------
          • krane scrive:
            Re: La fiducia...
            - Scritto da: vrioexo
            - Scritto da: krane

            Prego ???

            Spiegami una volta che ti installo OTR che cosa

            ti cambia a parte vedere la scrittina rossa o

            verde a seconda se tu stai parlando con uno che

            cripta anche lui o meno.
            Sai meglio di me come funziona: l'utente ''tipo''
            (non solo l'utonto) normalmente non usa la
            crittografia, TOR, PGP, etc.Ancora...Ma tu installagliela senz dirglielo, poi aspetta.
            né mette in atto qualsiasi tipo di
            barriera (efficace o meno) a tutela
            dei propri dati e della propria privacy:
            se di default è utilizzato l'https lo usa
            ma - in caso contrario - non si pone il
            problema se utilizzarlo o meno, e questa
            è una vittoria di Pirro perché manca la
            ''consapevolezza'' di stare ad utilizzare
            quello strumento e quindi manca quel
            minimo background informatico che ti spinge
            ad utilizzare proprio quello strumento e non
            un altro.Strano allora che riescano ad utilizzare le chiavi di casa e della macchina e comprenderne il complicatissimo utilizzo no ? Secondo me tu sottovaluti molto gli utonti e non dai loro strumenti e spiegazioni.Oppure i miei utonti sono dei geni, visto che con molti parlo abitualmente via OTR e mail loro con PGP.
            Se io come utente uso un sistema di
            sicurezza (qualunque esso sia) senza
            avere piena coscienza di stare ad
            utilizzarlo, già perdo intrinsecamente
            molto sul versante sicurezza:Non quanto perdi a non utilizzarli del tutto, tu sai come funziona una serratura o una cassaforte a chiave con combinazione meccanica ? Eppure se ti mostrassi come usarla non credo avresti problemi ad utilizzarla.Perche' la gente chiude la porta a chiave se non sa come funziona la serratura ?
            poiché l'uso degli strumenti di
            sicurezza e la consapevolezza d'uso
            di questi stessi strumenti sono due
            concetti che devono obbligatoriamente
            andare a braccetto: senza l'uno non
            c'è l'altro e viceversa;Ma veramente pensi che se la maggior parte della gente utilizzasse per l'email un protocollo criptato invece di un protocollo non criptato a loro cambierebbe ? Del resto forse gli utonti sanno come funziona il protocollo SMTP, POP3, IMAP4 ?
            se poi vogliamo iniziare una serie
            di sterili quanto inutili polemiche, io
            mi tiro fuori.Alle 17:00 non inizio a trollare, che uscito da qua ho MOLTO di meglio da fare che stare su PI. :)
          • vrioexo scrive:
            Re: La fiducia...
            - Scritto da: krane
            Perche' la gente chiude la porta a chiave se non
            sa come funziona la serratura ?
            Il paragone delle chiavi di casa non mi convince granché: per rimanere in tema di metafora neppure un utonto spedirebbe le proprie chiavi di casa a terzi non ben identificati via posta ordinaria scrivendo magari sopra la busta, oltre al mittente: ''...ci sono le chiavi di casa mia qui dentro''. Eppure - sempre parlando per metafora - l'equivalente elettronico delle chiavi di casa corredate con tanto di nome del proprietario ed indirizzo di locazione dell'immobile (ovvero i dati sensibili) è proprio così che nel 99% dei casi viaggiano attualmente su internet ed è così che viaggeranno in futuro: puoi starne certo; perché il tipo di evangelizzazione informatica massiva che stai teorizzando (e che io condivido) non avverrà mai. Al contrario, quello che mi aspetto nei prossimi anni, sul versante sicurezza/internet è un'ulteriore, progressiva lobotomizzazione informatica dell'utente-medio e che avrà quale risultato finale, statisticamente parlando, un indice di tracciabilità ben al di sopra (se mai possibile!) di quello attuale.

            se poi vogliamo iniziare una serie

            di sterili quanto inutili polemiche, io

            mi tiro fuori.

            Alle 17:00 non inizio a trollare, che uscito da
            qua ho MOLTO di meglio da fare che stare su
            PI.
            :)Non era mia intenzione darti del Troll! se ho dato quest'impressione mi scuso pubblicamente... :)
          • krane scrive:
            Re: La fiducia...
            - Scritto da: vrioexo
            - Scritto da: krane

            Perche' la gente chiude la porta a chiave se non

            sa come funziona la serratura ?
            Il paragone delle chiavi di casa non mi convince
            granché: per rimanere in tema di metafora neppure
            un utonto spedirebbe le proprie chiavi di casa a
            terzi non ben identificati via posta ordinaria
            scrivendo magari sopra la busta, oltre al
            mittente: ''...ci sono le chiavi di casa mia qui
            dentro''. Non lo farebbe semplicemente perche' una vita di film gialli in tv gli hanno spiegato perche' non va fatto.
            Eppure - sempre parlando per metafora -
            l'equivalente elettronico delle chiavi di casa
            corredate con tanto di nome del proprietario ed
            indirizzo di locazione dell'immobile (ovvero i
            dati sensibili) è proprio così che nel 99% dei
            casi viaggiano attualmente su internet ed è così
            che viaggeranno in futuro: puoi starne certo;
            perché il tipo di evangelizzazione informatica
            massiva che stai teorizzando (e che io condivido)
            non avverrà mai. Certo se nessuno la fa, io non mi aspetto certo che lo facciano i media generalisti, non direttamente almeno.
            Al contrario, quello che mi
            aspetto nei prossimi anni, sul versante
            sicurezza/internet è un'ulteriore, progressiva
            lobotomizzazione informatica dell'utente-medio e
            che avrà quale risultato finale, statisticamente
            parlando, un indice di tracciabilità ben al di
            sopra (se mai possibile!) di quello
            attuale.E invece io no, semplicemente perche' le informazioni circolano, ormai i ragazzini imparano su topolino dalle storie a stare attenti alle loro password come i loro genitori impararono dalla tv a non lasciare in giro le chiavi di casa, tanto e' vero che le statistiche dicono che i ragazzini sono molto piu' attendi di noi wecchi in rete: scaricano le app meno invasive, sono molto piu' attenti alle impostazioni di sicurezza di faccialibro.http://www.editoria.tv/privacy/i-giovani-americani-piu-attenti-alla-propria-privacy/


            se poi vogliamo iniziare una serie


            di sterili quanto inutili polemiche, io


            mi tiro fuori.

            Alle 17:00 non inizio a trollare, che uscito da

            qua ho MOLTO di meglio da fare che stare su

            PI.

            :)
            Non era mia intenzione darti del Troll! se ho
            dato quest'impressione mi scuso pubblicamente...
            :)No, figurati, e' che su questi forum non seri si viene spesso a perder tempo (rotfl)
          • vrioexo scrive:
            Re: La fiducia...
            - Scritto da: krane
            E invece io no, semplicemente perche' le
            informazioni circolano, ormai i ragazzini
            imparano su topolino dalle storie a stare attenti
            alle loro password come i loro genitori
            impararono dalla tv a non lasciare in giro le
            chiavi di casa, tanto e' vero che le statistiche
            dicono che i ragazzini sono molto piu' attendi di
            noi wecchi in rete: scaricano le app meno
            invasive, sono molto piu' attenti alle
            impostazioni di sicurezza di
            faccialibro.

            http://www.editoria.tv/privacy/i-giovani-americaniSinceramente ammiro il tuo ottimismo ma non ho nessuna evidenza o riscontro logico per poterlo condividere: parli degli stessi ragazzini (ma anche adulti) che giocano a titoli quali Angry Birds, che usano servizi Cloud U.S. per archiviare dati sensibili (in chiaro, of course!) e che sono iscritti a Facebook & company e che si inviano ogni giorno una caterva di SMS/email sempre in chiaro o le foto più o meno compromettenti delle rispettive fidanzate - rigorosamente postate anche sul social, perché sennò ''non sei nessuno'' - e che pensano di essere utenti ''evoluti'' solo per aver eliminato (forse) una singola traccia digitale del proprio passaggio ma lasciandone però contemporaneamente ulteriori decine?
          • krane scrive:
            Re: La fiducia...
            - Scritto da: vrioexo
            - Scritto da: krane

            E invece io no, semplicemente perche' le

            informazioni circolano, ormai i ragazzini

            imparano su topolino dalle storie a stare

            attenti alle loro password come i loro

            genitori impararono dalla tv a non lasciare

            in giro le chiavi di casa, tanto e' vero

            che le statistiche dicono che i ragazzini

            sono molto piu' attendi di noi wecchi in

            rete: scaricano le app meno invasive, sono

            molto piu' attenti alle impostazioni di

            sicurezza di faccialibro.
            http://www.editoria.tv/privacy/i-giovani-americani
            Sinceramente ammiro il tuo ottimismo ma non ho
            nessuna evidenza o riscontro logico per poterlo
            condividere: parli degli stessi ragazzini (ma
            anche adulti) che giocano a titoli quali Angry
            Birds, che usano servizi Cloud U.S. per
            archiviare dati sensibili (in chiaro, of
            course!) e che sono iscritti a Facebook &
            company e che si inviano ogni giorno una
            caterva di SMS/email sempre in chiaro o
            le foto più o meno compromettenti delle
            rispettive fidanzate - rigorosamente
            postate anche sul social, perché sennò
            ''non sei nessuno'' - e che pensano di
            essere utenti ''evoluti'' solo per aver
            eliminato (forse) una singola traccia
            digitale del proprio passaggio ma
            lasciandone però contemporaneamente
            ulteriori decine?E tu con quanti ragazzini parli regolarmente ? Perche' quelli. con cui parlo io mi stupiscono regolarmente sotto questo punto di vistaInoltre quello che dico io lo dicono le statistiche di faccialibro non me lo invento."I ragazzini dai 12 ai 14 anni non scaricano nemmeno lapplicazione, se scoprono che può avere acXXXXX a dati sensibili. I più grandi (da 15 a 17 anni) hanno un differente approccio, dal momento che preferiscono utilizzare lapp per verificare eventuali problemi di tracciabilità."-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 31 gennaio 2014 17.06-----------------------------------------------------------
          • vrioexo scrive:
            Re: La fiducia...
            - Scritto da: krane
            E tu con quanti ragazzini parli regolarmente ?
            Perche' quelli. con cui parlo io mi stupiscono
            regolarmente sotto questo punto di
            vista
            Inoltre quello che dico io lo dicono le
            statistiche di faccialibro non me lo
            invento.

            "I ragazzini dai 12 ai 14 anni non scaricano
            nemmeno lapplicazione, se scoprono che può avere
            acXXXXX a dati sensibili. I più grandi (da 15 a
            17 anni) hanno un differente approccio, dal
            momento che preferiscono utilizzare lapp per
            verificare eventuali problemi di
            tracciabilità."Il discorso ''sicurezza'' non si esaurisce semplicemente prendendone coscienza, altrimenti la Terra sarebbe di certo il posto più sicuro nell'Universo: l'utente può tentare di cancellare le proprie tracce (ma ci riesce? nella maggior parte dei casi dubito), evitare di installare determinate app (come se quelle invece considerate buone non possano presentare gravi problemi di sicurezza). L'utente può inventarsi qualsiasi cosa nel tentativo di proteggere i propri dati e la propria privacy, ma finché verranno volontariamente cercati ed utilizzati i servizi social ed il Cloud tutte queste belle parole restano solo belle parole scritte su di un blog: insomma, è inutile blindare la porta di casa se poi lasci aperte tutte le finestre giorno e notte; ed è quello che succede utilizzando dispositivi portatili di ultima generazione sempre interconnessi con app quasi sempre online, il tutto affiancato con gli onnipresenti servizi social + il cloud non crittografato.
          • krane scrive:
            Re: La fiducia...
            - Scritto da: vrioexo
            - Scritto da: krane
            Il discorso ''sicurezza'' non si esaurisce
            semplicemente prendendone coscienza, altrimenti
            la Terra sarebbe di certo il posto più sicuro
            nell'Universo: l'utente può tentare di cancellare
            le proprie tracce (ma ci riesce? nella maggior
            parte dei casi dubito), evitare di installare
            determinate app (come se quelle invece
            considerate buone non possano presentare gravi
            problemi di sicurezza).Ma che sei Get Real ? Quale parte di "l'attenzione per la sicurezza e' sempre piu' in aumento man mano che passa il tempo" non hai capito ?Il resto va di conseguenza.
        • debianized scrive:
          Re: La fiducia...
          - Scritto da: krane
          chattate con Pidgin + OTR
          Mailate con PGP
          Usate TOR anche se non vi sembra il caso.

          abrituatevi a criptare tutto. Quoto ed evidenzio quanto da te scritto.
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