Novell denunciata da SCO

Non contenta della guerra aperta con IBM, ora SCO vorrebbe sfondare uno dei pilastri che resiste alla sua offensiva anti-pinguino. SCO usa toni trionfalistici ma qualcuno sostiene che gli ultimi colpi vengono sempre sparati a casaccio


Lindon (USA) – Dopo mesi di fuoco incrociato, il diverbio fra SCO Group e Novell relativo ai copyright di UNIX è sfociato, come per altro prevedibile, in una causa legale. A fare la prima mossa è stata SCO che, lo scorso martedì, ha presentato presso la corte di Salt Lake City, la stessa che istruisce il processo SCO-IBM , un’azione legale nei confronti di Novell.

Come emerso recentemente , la disputa fra SCO e Novell verte su chi delle due possegga i brevetti su UNIX System V e UnixWare.

Le due società forniscono un’interpretazione opposta, o quanto meno assai divergente, del contratto di vendita con il quale, nel 1995, Novell cedette alla rivale “alcune” – o “tutte”, come sostiene SCO – proprietà di UNIX: mentre la prima insiste nel dire che quell’accordo prevedeva il passaggio a SCO di un numero limitato di copyright, quest’ultima ribadisce con forza di aver acquisito la proprietà intellettuale di UNIX e del codice sorgente e, con esse, tutti i relativi diritti e copyright.

La questione, già molto complessa, si è fatta ancor più intricata dopo che, verso la fine dello scorso anno, Novell ha annunciato di aver registrato un certo numero di copyright su UNIX già registrati in precedenza da SCO. È stata questa la mossa che, più d’ogni altra, ha ora spinto l’azienda di Lindon a portare il caso in un’aula di tribunale: per SCO, che ormai da diversi mesi sta pressando le aziende ad acquistare la sua licenza d’uso di Linux , è infatti fondamentale dimostrare di possedere i copyright su UNIX.

In un comunicato , SCO ha affermato che l’azione legale contro Novell trova giustificazione nel fatto che quest’ultima avrebbe tentato di “interferire, attraverso azioni fatte in mala fede, con i diritti di SCO relativi a UNIX e UnixWare”.

Fra le accuse scagliate contro Novell, l’azienda guidata da Darl McBride ne ha evidenziato cinque: l’aver registrato, come accennato in precedenza, brevetti su UNIX che non le appartengono; l’aver fatto “rivendicazioni pubbliche false e ingannevoli” in merito ai copyright di UNIX; l’aver “dichiarato il falso allo scopo di impedire che clienti e potenziali clienti potessero intrecciare rapporti d’affari con SCO”; l’aver tentato, “in mala fede, di togliere a SCO la possibilità di proteggere i propri brevetti”; e, infine, l’aver causato “un’irreparabile danno” alla proprietà intellettuale di SCO, al suo business e alla sua reputazione dando “un’interpretazione falsa e ingannevole su chi detiene i copyright di UNIX e UnixWare”.

Maggiori dettagli sulle accuse formulate a Novell si possono trovare nel testo della denuncia, accessibile qui in formato PDF.

Nella causa, SCO chiede al tribunale “un’ingiunzione preliminare e permanente” che obblighi Novell ad assegnarle tutti i copyright registrati su UNIX e UnixWare ed a mettere definitivamente da parte ogni pretesa sulla proprietà di questi sistemi operativi. SCO intende poi chiedere alla querelata una somma, il cui ammontare verrà definito nel corso del procedimento, a titolo di risarcimento danni per diffamazione e comportamento intenzionalmente illecito.

Nel proprio comunicato SCO invita gli utenti a leggere il contratto di acquisto stipulato nel 1995 con Novell e, in particolare, il controverso emendamento numero 2, quello che, secondo l’interpretazione fornita dalla società di McBride, trasferisce a SCO tutti i diritti e tutti i marchi relativi a UNIX.

Alcuni osservatori ritengono probabile che nei prossimi giorni Novell risponda alla mossa della rivale intentando una controquerela. Proprio in questi giorni l’azienda di Provo è protagonista del LinuxWorld Expo , uno degli eventi dedicati al Pinguino più importanti dell’anno.

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