Nuova fotocamera per Android

Google svela una nuova app che riproduce alcune delle funzioni avanzate degli smartphone di grido. E non manca una novità pensata per i professionisti, con Chrome che funge da client VNC per il proprio desktop remoto

Roma – Mountain View ha portato il servizio di accesso da remoto al proprio desktop sui dispositivi Android, tramite un’ app disponibile su Google Play. Si tratta della funzione Chrome Remote Desktop , che già dal 2011 permette agli utenti Google di accedere al proprio desktop da un altro laptop o computer trasformando il browser Chrome in uno strumento di VNC .

Ora anche gli utenti di dispositivi mobile targati Android potranno accedere tramite il browser al proprio desktop una volta dati i relativi permessi di accesso .

Sempre per Android, inoltre, Google ha presentato una nuova app Google Camera per le fotografie: il nome non è scelto a caso, visto che l’ambizione è di colmare il gap che separa ancora gli scatti da smartphone da quelli frutto di fotocamere tradizionali.

La nuova app punta a riprodurre gli effetti bokeh ed in generale quelli che permettono di mettere meglio in evidenza i soggetti in primo piano, attraverso la sfocatura delle lenti. Qualcosa di simile lo fa già il nuovo Samsung Galaxy S5, mentre addirittura l’HTC One M8 incorpora due sensori per consentire la sfocatura o la messa a fuoco a posteriori.

La nuova app di Google, invece, simulerà questo effettoattraverso una serie di algoritmi ( Structure-from-Motion , SfM) che creano una sorta di modello 3D dello scenario, analizzandone la profondità da ogni punto di vista della scena ed intervenendo così su di esso.

La nuova app sarà disponibile su Google Play per tutti i dispositivi Android già aggiornati alla versione KitKat del sistema operativo.

Claudio Tamburrino

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  • Leguleio scrive:
    Non solo diffamazione
    A lasciarsi andare su facebook a commenti poco accorti si perde il posto di lavoro in banca:http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2014/19-settembre-2014/si-sfoga-fb-capi-preferiscono-belle-dirigente-sospende-lavoro--230165094873.shtml
  • Michele scrive:
    Sono confuso...!!!
    Motori di ricerca, siti, eccetera, sono stati bloccati o multati per "contenuti" caricati da "utilizzatori" mentre qui si va dritto all' utente!?
    • Leguleio scrive:
      Re: Sono confuso...!!!

      Motori di ricerca, siti, eccetera, sono stati
      bloccati o multati per "contenuti" caricati da
      "utilizzatori" mentre qui si va dritto all'
      utente!?C'era il suo nome e cognome.
      • panda rossa scrive:
        Re: Sono confuso...!!!
        - Scritto da: Leguleio

        Motori di ricerca, siti, eccetera, sono stati

        bloccati o multati per "contenuti" caricati
        da

        "utilizzatori" mentre qui si va dritto all'

        utente!?

        C'era il suo nome e cognome.Quindi ci sono gli estremi dell'infermita' mentale o dell'incapacita' di intendere e di volere.
        • Leguleio scrive:
          Re: Sono confuso...!!!



          Motori di ricerca, siti, eccetera, sono
          stati


          bloccati o multati per "contenuti"
          caricati

          da


          "utilizzatori" mentre qui si va dritto
          all'


          utente!?



          C'era il suo nome e cognome.

          Quindi ci sono gli estremi dell'infermita'
          mentale o dell'incapacita' di intendere e di
          volere.Probabilmente per te sarebbe preferibile ottenere l'infermità mentale anziché ricevere un'ammenda come condanna.Questione di gusti. Forse ti deluderà sapere che la maggior parte dei cittadini a una condanna per diffamazione sopravvive, e anche a due, a tre... Ma l'idea di essere interdetti a vita è un passettino oltre, se permetti.
          • panda rossa scrive:
            Re: Sono confuso...!!!
            - Scritto da: Leguleio



            Motori di ricerca, siti, eccetera,
            sono

            stati



            bloccati o multati per "contenuti"

            caricati


            da



            "utilizzatori" mentre qui si va
            dritto

            all'



            utente!?





            C'era il suo nome e cognome.



            Quindi ci sono gli estremi dell'infermita'

            mentale o dell'incapacita' di intendere e di

            volere.

            Probabilmente per te sarebbe preferibile ottenere
            l'infermità mentale anziché ricevere un'ammenda
            come
            condanna.
            Questione di gusti. Non sono gusti, sono dati di fatto.Il palesare la propria identita' in rete e' un comportanento rischioso che mette in pericolo l'incolumita' propria ed altrui.(E questa condanna lo dimostra).Quindi chiunque tenga una condotta pericolosa per se' e per gli altri puo' essere considerato infermo mentalmente.
            Forse ti deluderà sapere che
            la maggior parte dei cittadini a una condanna per
            diffamazione sopravvive, e anche a due, a tre...
            Ma l'idea di essere interdetti a vita è un
            passettino oltre, se
            permetti.Interdetti a vita? Da che?L'infermita' mentale la si invoca solo per ottenere una sentenza di non condanna, e poi arrivederci e grazie.
          • Leguleio scrive:
            Re: Sono confuso...!!!


            Probabilmente per te sarebbe preferibile
            ottenere

            l'infermità mentale anziché ricevere
            un'ammenda

            come

            condanna.

            Questione di gusti.

            Non sono gusti, sono dati di fatto.
            Il palesare la propria identita' in rete e' un
            comportanento rischioso che mette in pericolo
            l'incolumita' propria ed
            altrui.
            (E questa condanna lo dimostra).Sarei in principio anche d'accordo, ma se Librofacce scopre che hai un'identità falsa ti cancella il profilo. Sei fra l'incudine e il martello: decidi tu quel è il meno peggio. :|In ogni caso diversi weblogger, anche in Italia, sono registrati col nome e cognome vero, e scrivono ciò che credono.
            Quindi chiunque tenga una condotta pericolosa per
            se' e per gli altri puo' essere considerato
            infermo
            mentalmente."Pericolosa" nel senso che rischiano una querela.Non nel senso che attentano alla salute o alla vita altrui. :)La legge con "pericoloso" considera solo l'ultimo caso.

            Forse ti deluderà sapere che

            la maggior parte dei cittadini a una
            condanna
            per

            diffamazione sopravvive, e anche a due, a
            tre...

            Ma l'idea di essere interdetti a vita è un

            passettino oltre, se

            permetti.

            Interdetti a vita? Da che?
            L'infermita' mentale la si invoca solo per
            ottenere una sentenza di non condanna, e poi
            arrivederci e
            grazie.No, arrivederci e grazie per quanto riguarda la vicenda processuale.L'infermità mentale comporta, fra l'altro, l'annullabilità dei contratti sottoscritti. Compreso il testamento. Nei casi più gravi anche l'interdizione.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 aprile 2014 11.07-----------------------------------------------------------
          • panda rossa scrive:
            Re: Sono confuso...!!!
            - Scritto da: Leguleio


            Probabilmente per te sarebbe preferibile

            ottenere


            l'infermità mentale anziché ricevere

            un'ammenda


            come


            condanna.


            Questione di gusti.



            Non sono gusti, sono dati di fatto.

            Il palesare la propria identita' in rete e'
            un

            comportanento rischioso che mette in pericolo

            l'incolumita' propria ed

            altrui.

            (E questa condanna lo dimostra).

            Sarei in principio anche d'accordo, ma se
            Librofacce scopre che hai un'identità falsa ti
            cancella il profilo.Sai che mi frega, tanto era falso.
            Sei fra l'incudine e il
            martello: decidi tu quel è il meno peggio.
            :|No, io non sono tra l'incudine e il martello.Io sono fuori da li', e me ne sto a guardare il martello che picchia sull'incudine e tutti quelli a cui piace stare in mezzo.
            In ogni caso diversi weblogger, anche in Italia,
            sono registrati col nome e cognome vero, e
            scrivono ciò che credono.Blogger di cucina, di oroscopi o di altri argomenti che non pestano i calli.Altrimenti, chiediti perche', hanno tutti grane e fastidi, o un sacco di soldi.

            Quindi chiunque tenga una condotta
            pericolosa
            per

            se' e per gli altri puo' essere considerato

            infermo

            mentalmente.

            "Pericolosa" nel senso che rischiano una querela.Pericolosa nel senso piu' generico.Anche incorrere in grane giudiziarie e' considerato un pericolo.
            Non nel senso che attentano alla salute o alla
            vita altrui.
            :)
            La legge con "pericoloso" considera solo l'ultimo
            caso.Il buon senso considera pericoloso tutto cio' che ti impedisce di tornare nel tuo letto la sera.


            Forse ti deluderà sapere che


            la maggior parte dei cittadini a una

            condanna

            per


            diffamazione sopravvive, e anche a due,
            a

            tre...


            Ma l'idea di essere interdetti a vita è
            un


            passettino oltre, se


            permetti.



            Interdetti a vita? Da che?

            L'infermita' mentale la si invoca solo per

            ottenere una sentenza di non condanna, e poi

            arrivederci e

            grazie.

            No, arrivederci e grazie per quanto riguarda la
            vicenda
            processuale.
            L'infermità mentale comporta, fra l'altro,
            l'annullabilità dei contratti sottoscritti.
            Compreso il testamento.Questo e' un problema tra l'infermo e chi ha contratti con lui.Non e' certo un problema del querelante diffamato.
            Nei casi più gravi anche l'interdizione.Che resta una questione tra l'interdetto e i suoi familiari, in cui il querelante diffamato non deve mettere becco.E comunque sussiste anche l'infermita' temporanea, quella che mi permette di diffamarti, invocarla, e sfangarla.
          • Leguleio scrive:
            Re: Sono confuso...!!!



            Non sono gusti, sono dati di fatto.


            Il palesare la propria identita' in
            rete
            e'

            un


            comportanento rischioso che mette in
            pericolo


            l'incolumita' propria ed


            altrui.


            (E questa condanna lo dimostra).



            Sarei in principio anche d'accordo, ma se

            Librofacce scopre che hai un'identità falsa
            ti

            cancella il profilo.

            Sai che mi frega, tanto era falso.A te magari non ti frega, ma quando uno ha un profilo con molti contenuti e una serie di seguaci...

            Sei fra l'incudine e il

            martello: decidi tu quel è il meno peggio.

            :|

            No, io non sono tra l'incudine e il martello.
            Io sono fuori da li', e me ne sto a guardare il
            martello che picchia sull'incudine e tutti quelli
            a cui piace stare in
            mezzo.Se sei fuori da facebook allora perché ne parli?Lascia che siano quelli che lo usano ad esprimersi sul punto.

            In ogni caso diversi weblogger, anche in
            Italia,

            sono registrati col nome e cognome vero, e

            scrivono ciò che credono.

            Blogger di cucina, di oroscopi o di altri
            argomenti che non pestano i
            calli.Qualcuno deve parlare anche di quelle cose.
            Altrimenti, chiediti perche', hanno tutti grane e
            fastidi, o un sacco di
            soldi.Perché il giornalismo d'inchiesta è fatto così, per natura. Non credere che alla <I
            Gazzetta di Cuasso al Monte </I
            oppure al tg di TeleSpello non arrivino querele.Chi ha paura degli artigli felini non fa il domatore di tigri al circo. E così chi ha paura delle querele non fa giornalismo d'inchiesta. Ci sono molte altre scelte nella vita.


            Quindi chiunque tenga una condotta

            pericolosa

            per


            se' e per gli altri puo' essere
            considerato


            infermo


            mentalmente.



            "Pericolosa" nel senso che rischiano una
            querela.

            Pericolosa nel senso piu' generico.
            Anche incorrere in grane giudiziarie e'
            considerato un
            pericolo.Fra poco sarà pericoloso anche rispondere ai tuoi interventi: il pericolo di perdere tempo è concreto.

            Non nel senso che attentano alla salute o
            alla

            vita altrui.

            :)

            La legge con "pericoloso" considera solo
            l'ultimo

            caso.

            Il buon senso considera pericoloso tutto cio' che
            ti impedisce di tornare nel tuo letto la
            sera.Lascia stabilire alla legge quali sono i pericoli da cui proteggere la popolazione.


            L'infermita' mentale la si invoca solo
            per


            ottenere una sentenza di non condanna,
            e
            poi


            arrivederci e


            grazie.



            No, arrivederci e grazie per quanto riguarda
            la

            vicenda

            processuale.

            L'infermità mentale comporta, fra l'altro,

            l'annullabilità dei contratti sottoscritti.

            Compreso il testamento.

            Questo e' un problema tra l'infermo e chi ha
            contratti con
            lui.
            Non e' certo un problema del querelante diffamato.No. Infatti non parlavamo più del querelante.Parlavamo dell'imputato: il riconoscimento di infermità mentale non è una passeggiata priva di conseguenze, anche se torna comoda perché permette di non essere puniti per diffamazione.Paga il risarcimento, che è meglio.
            E comunque sussiste anche l'infermita'
            temporanea, quella che mi permette di diffamarti,
            invocarla, e
            sfangarla.Sì, ma anche quella va dimostrata con cura, e va dimostrato che lo stato di infermità è realmente cessato. Tu la fai facile.
          • panda rossa scrive:
            Re: Sono confuso...!!!
            - Scritto da: Leguleio



            Non sono gusti, sono dati di fatto.



            Il palesare la propria identita' in

            rete

            e'


            un



            comportanento rischioso che mette
            in

            pericolo



            l'incolumita' propria ed



            altrui.



            (E questa condanna lo dimostra).





            Sarei in principio anche d'accordo, ma
            se


            Librofacce scopre che hai un'identità
            falsa

            ti


            cancella il profilo.



            Sai che mi frega, tanto era falso.

            A te magari non ti frega, ma quando uno ha un
            profilo con molti contenuti e una serie di
            seguaci...Se ha scelto di affidare la propria privacy e quella dei suoi seguaci a fessbuk, l'interdizione se la merita.Esiste ancora usenet, dove chiunque puo' esibire un profilo al riparo dei predatori di dati, e consentire a i seguaci di seguirlo nel piu' totale anonimato.


            Sei fra l'incudine e il


            martello: decidi tu quel è il meno
            peggio.


            :|



            No, io non sono tra l'incudine e il martello.

            Io sono fuori da li', e me ne sto a guardare
            il

            martello che picchia sull'incudine e tutti
            quelli

            a cui piace stare in

            mezzo.

            Se sei fuori da facebook allora perché ne parli?Perche' esiste.Come esiste il vaiolo, la peste bubbonica, la tubercolosi, l'ebola, l'antrace...Solo che per queste esiste una cura.
            Lascia che siano quelli che lo usano ad
            esprimersi sul punto.Vallo a dire ai contagiati di ebola.


            In ogni caso diversi weblogger, anche in

            Italia,


            sono registrati col nome e cognome
            vero,
            e


            scrivono ciò che credono.



            Blogger di cucina, di oroscopi o di altri

            argomenti che non pestano i

            calli.

            Qualcuno deve parlare anche di quelle cose.Nessuno glielo impedisce, ma non sono quelle cose il punto.

            Altrimenti, chiediti perche', hanno tutti
            grane
            e

            fastidi, o un sacco di

            soldi.

            Perché il giornalismo d'inchiesta è fatto così,
            per natura. Non credere che alla <I

            Gazzetta di Cuasso al Monte </I
            oppure al
            tg di TeleSpello non arrivino querele.Non lo credo.Dico soltanto che basterebbe depenalizzare o abrogare questi reati insulsi per abbattere il numero di querele del 99%.
            Chi ha paura degli artigli felini non fa il
            domatore di tigri al circo. E così chi ha paura
            delle querele non fa giornalismo d'inchiesta. Ci
            sono molte altre scelte nella vita.Non sono gli artigli, il problema coi grossi felini.Sono le zanne.



            Quindi chiunque tenga una condotta


            pericolosa


            per



            se' e per gli altri puo' essere

            considerato



            infermo



            mentalmente.





            "Pericolosa" nel senso che rischiano una

            querela.



            Pericolosa nel senso piu' generico.

            Anche incorrere in grane giudiziarie e'

            considerato un

            pericolo.

            Fra poco sarà pericoloso anche rispondere ai tuoi
            interventi: il pericolo di perdere tempo è
            concreto.Si chiama sfinimento. E' una strategia di guerra che puo' attuare chi non teme il tempo, contro quelli che hanno fretta.


            Non nel senso che attentano alla salute
            o

            alla


            vita altrui.


            :)


            La legge con "pericoloso" considera solo

            l'ultimo


            caso.



            Il buon senso considera pericoloso tutto
            cio'
            che

            ti impedisce di tornare nel tuo letto la

            sera.

            Lascia stabilire alla legge quali sono i pericoli
            da cui proteggere la
            popolazione.No, se permetti decido io quali sono i pericoli da cui proteggo me stesso.La legge mette un cartello con il limite di 50. Ma questo non mi garantisce la sopravvivenza se attraverso la strada senza guardare.

            Non e' certo un problema del querelante
            diffamato.

            No. Infatti non parlavamo più del querelante.
            Parlavamo dell'imputato: il riconoscimento di
            infermità mentale non è una passeggiata priva di
            conseguenze, anche se torna comoda perché
            permette di non essere puniti per
            diffamazione.
            Paga il risarcimento, che è meglio.Meglio per chi?

            E comunque sussiste anche l'infermita'

            temporanea, quella che mi permette di
            diffamarti,

            invocarla, e

            sfangarla.

            Sì, ma anche quella va dimostrata con cura, e va
            dimostrato che lo stato di infermità è realmente
            cessato. Tu la fai facile.Io presento un certificato medico.E a quel punto e' il tuo perito a dover dimonstrarne l'infondatezza.
          • Leguleio scrive:
            Re: Sono confuso...!!!


            A te magari non ti frega, ma quando uno ha un

            profilo con molti contenuti e una serie di

            seguaci...

            Se ha scelto di affidare la propria privacy e
            quella dei suoi seguaci a fessbuk, l'interdizione
            se la
            merita.

            Esiste ancora usenet, dove chiunque puo' esibire
            un profilo al riparo dei predatori di dati, e
            consentire a i seguaci di seguirlo nel piu'
            totale
            anonimato.Ad alcuni piace Facebook, oh bella.

            Se sei fuori da facebook allora perché ne
            parli?

            Perche' esiste.
            Come esiste il vaiolo, la peste bubbonica, la
            tubercolosi, l'ebola,
            l'antrace...
            Solo che per queste esiste una cura.La campagna contro Facebook è fuori luogo in questa discussione.

            Lascia che siano quelli che lo usano ad

            esprimersi sul punto.

            Vallo a dire ai contagiati di ebola.Testimonianze su come ci si senta ad esserne contagiati le possono dare solo loro. Chi sei tu per sostituirti?


            Blogger di cucina, di oroscopi o di
            altri


            argomenti che non pestano i


            calli.



            Qualcuno deve parlare anche di quelle cose.

            Nessuno glielo impedisce, ma non sono quelle cose
            il
            punto.Il punto è che la gente vuole la botte piena e la moglie ubriaca.In soldoni: vogliono poter vomitare il loro odio su tutti e tutto, ed avere il salvacondotto del "giornalismo" e del "diritto di critica".Il mondo non funziona così, cocchi. :) Costruitevene uno su misura, se ne avete tanto bisogno, quello reale è diverso. 8)

            Perché il giornalismo d'inchiesta è fatto
            così,

            per natura. Non credere che alla <I


            Gazzetta di Cuasso al Monte </I

            oppure
            al

            tg di TeleSpello non arrivino querele.

            Non lo credo.
            Dico soltanto che basterebbe depenalizzare o
            abrogare questi reati insulsi per abbattere il
            numero di querele del
            99%.E invece la proposta di riforma non è passata al parlamento:http://www.lastampa.it/2012/11/26/italia/politica/arresti-domiciliari-per-sallusti-oggi-il-senato-esamina-il-ddl-ZdLZZHCD1ZFt3WgPnPUoTN/pagina.htmlPer la cronaca, abbassava la pena del carcere nel massimo da tre anni, come è fin dal 1931, ad uno.E non ci sono segnali che venga ripresentata in questa legislatura.Questo è il mondo in cui ti tocca vivere.

            Chi ha paura degli artigli felini non fa il

            domatore di tigri al circo. E così chi ha
            paura

            delle querele non fa giornalismo
            d'inchiesta.
            Ci

            sono molte altre scelte nella vita.

            Non sono gli artigli, il problema coi grossi
            felini.
            Sono le zanne.Qualsiasi cosa, fosse anche il pelo striato. Criterio noto come "coscienza dei propri limiti".

            Fra poco sarà pericoloso anche rispondere ai
            tuoi

            interventi: il pericolo di perdere tempo è

            concreto.

            Si chiama sfinimento.
            E' una strategia di guerra che puo' attuare chi
            non teme il tempo, contro quelli che hanno
            fretta.Mi stai facendo perdere tempo, ma non sono affatto sfinito.

            Lascia stabilire alla legge quali sono i
            pericoli

            da cui proteggere la

            popolazione.

            No, se permetti decido io quali sono i pericoli
            da cui proteggo me
            stesso.
            La legge mette un cartello con il limite di 50.
            Ma questo non mi garantisce la sopravvivenza se
            attraverso la strada senza
            guardare.Ma è ovvio, tu decidi secondo coscienza cosa è salutare per te. Ma non pretendere di imporre la tua visione dei pericoli a tutti quanti. Non aspettarti che la professione di giornalista sia equiparata a quella di soldato di prima linea, che mi dicono abbia indennità di rischio notevoli nello stipendio, perché così non è.

            No. Infatti non parlavamo più del querelante.

            Parlavamo dell'imputato: il riconoscimento di

            infermità mentale non è una passeggiata
            priva
            di

            conseguenze, anche se torna comoda perché

            permette di non essere puniti per

            diffamazione.

            Paga il risarcimento, che è meglio.

            Meglio per chi? Per la tua vita sociale.


            E comunque sussiste anche l'infermita'


            temporanea, quella che mi permette di

            diffamarti,


            invocarla, e


            sfangarla.



            Sì, ma anche quella va dimostrata con cura,
            e
            va

            dimostrato che lo stato di infermità è
            realmente

            cessato. Tu la fai facile.

            Io presento un certificato medico.
            E a quel punto e' il tuo perito a dover
            dimonstrarne
            l'infondatezza.Quando sei circondato da persone che hanno tutto l'interesse ad invalidare gli accordi e le disposizioni da te prese, di certificati medici ne spuntano anche cento.Meglio non scavarsi la fossa da soli con una dichiarazione di incapacità di intendere e di volere per evitare una condanna. Si sa come comincia il gioco, ma non si sa come finisce.
          • panda rossa scrive:
            Re: Sono confuso...!!!
            - Scritto da: Leguleio

            Ad alcuni piace Facebook, oh bella.Ad altri piace l'eroina, oh bella.


            Se sei fuori da facebook allora perché
            ne

            parli?



            Perche' esiste.

            Come esiste il vaiolo, la peste bubbonica, la

            tubercolosi, l'ebola,

            l'antrace...

            Solo che per queste esiste una cura.

            La campagna contro Facebook è fuori luogo in
            questa discussione.No.Rileggi l'articolo.


            Lascia che siano quelli che lo usano ad


            esprimersi sul punto.



            Vallo a dire ai contagiati di ebola.

            Testimonianze su come ci si senta ad esserne
            contagiati le possono dare solo loro. Chi sei tu
            per
            sostituirti?Quindi parenti e amici dei contagiati non hanno alcuna voce in capitolo.Solo il contagiato, magari neppure piu' in grado di intedere e di volere puo' dire la sua.La prossima volta che mi capitera' di soccorrere qualcuno privo di coscienza, gli chiedero' come si sente, prima di fare qualcosa, e se non mi dice che sta male, lo lascio li', va bene?



            Blogger di cucina, di oroscopi o di

            altri



            argomenti che non pestano i



            calli.





            Qualcuno deve parlare anche di quelle
            cose.



            Nessuno glielo impedisce, ma non sono quelle
            cose

            il

            punto.

            Il punto è che la gente vuole la botte piena e la
            moglie ubriaca.
            In soldoni: vogliono poter vomitare il loro odio
            su tutti e tutto, ed avere il salvacondotto del
            "giornalismo" e del "diritto di
            critica".Se questo vuole la gente, che sia.E' materia fiscale? No?Allora si puo' richiedere l'abrogazione referendaria.
            Il mondo non funziona così, cocchi. :)
            Costruitevene uno su misura, se ne avete tanto
            bisogno, quello reale è diverso.
            8)Lo stiamo facendo, con calma e senza fretta.Le rivoluzioni si fanno in due modi: o mettendo le teste sotto la ghigliottina o aspettando che sia la natura a fare il suo corso.Dovresti ringraziarmi se io preferisco seguire la seconda via.


            Perché il giornalismo d'inchiesta è
            fatto

            così,


            per natura. Non credere che alla
            <I



            Gazzetta di Cuasso al Monte </I


            oppure

            al


            tg di TeleSpello non arrivino querele.



            Non lo credo.

            Dico soltanto che basterebbe depenalizzare o

            abrogare questi reati insulsi per abbattere
            il

            numero di querele del

            99%.

            E invece la proposta di riforma non è passata al
            parlamento:

            http://www.lastampa.it/2012/11/26/italia/politica/

            Per la cronaca, abbassava la pena del carcere nel
            massimo da tre anni, come è fin dal 1931, ad
            uno.
            E non ci sono segnali che venga ripresentata in
            questa
            legislatura.Aspettiamo la prossima.Io non ho fretta.E il tempo gioca a mio favore.
            Questo è il mondo in cui ti tocca vivere.Questo e' il mondo costruito da altri prima di me.E che ti piaccia o no, io ho la liberta per poterlo modificare.


            Chi ha paura degli artigli felini non
            fa
            il


            domatore di tigri al circo. E così chi
            ha

            paura


            delle querele non fa giornalismo

            d'inchiesta.

            Ci


            sono molte altre scelte nella vita.



            Non sono gli artigli, il problema coi grossi

            felini.

            Sono le zanne.

            Qualsiasi cosa, fosse anche il pelo striato.
            Criterio noto come "coscienza dei propri
            limiti".La coscienza dei propri limiti serve a due cose.La prima a imparare a non superarli.La seconda ad esercitarsi per farlo senza timore.Non esiste limite che non sia stato infranto.


            Fra poco sarà pericoloso anche
            rispondere
            ai

            tuoi


            interventi: il pericolo di perdere
            tempo
            è


            concreto.



            Si chiama sfinimento.

            E' una strategia di guerra che puo' attuare
            chi

            non teme il tempo, contro quelli che hanno

            fretta.

            Mi stai facendo perdere tempo, ma non sono
            affatto sfinito.Lo sarai... Non aver fretta.


            Lascia stabilire alla legge quali sono i

            pericoli


            da cui proteggere la


            popolazione.



            No, se permetti decido io quali sono i
            pericoli

            da cui proteggo me

            stesso.

            La legge mette un cartello con il limite di
            50.

            Ma questo non mi garantisce la sopravvivenza
            se

            attraverso la strada senza

            guardare.

            Ma è ovvio, tu decidi secondo coscienza cosa è
            salutare per te. In caso contrario si applica la legge di Darwin.
            Ma non pretendere di imporre la
            tua visione dei pericoli a tutti quanti.Ah, no di certo.Liberissimo di suicidarti. Basta che non ti butti sotto il treno su cui viaggio, altrimenti ti pigli pure le maledizioni che mi fai arrivare in ritardo.
            Non
            aspettarti che la professione di giornalista sia
            equiparata a quella di soldato di prima linea,
            che mi dicono abbia indennità di rischio notevoli
            nello stipendio, perché così non è.Non me lo aspetto.Ma mi pare che al soldato di prima linea diano un fucile.Mentre al giornalista di inchiesta tolgano pure le tutele legali.


            No. Infatti non parlavamo più del
            querelante.


            Parlavamo dell'imputato: il
            riconoscimento
            di


            infermità mentale non è una passeggiata

            priva

            di


            conseguenze, anche se torna comoda
            perché


            permette di non essere puniti per


            diffamazione.


            Paga il risarcimento, che è meglio.



            Meglio per chi?

            Per la tua vita sociale. E' un problema mio.Mi lasci decidere secondo coscienza cosa è salutare per me?O pretendi di imporre la tua visione dei pericoli a tutti quanti?

            Io presento un certificato medico.

            E a quel punto e' il tuo perito a dover

            dimonstrarne

            l'infondatezza.

            Quando sei circondato da persone che hanno tutto
            l'interesse ad invalidare gli accordi e le
            disposizioni da te prese, di certificati medici
            ne spuntano anche cento.Non e' il mio caso.
            Meglio non scavarsi la fossa da soli con una
            dichiarazione di incapacità di intendere e di
            volere per evitare una condanna. Si sa come
            comincia il gioco, ma non si sa come
            finisce.Il gioco non l'ho cominciato io.Non sono mica io quello che vuole andare in causa, ma quello strx bstrd che adesso tutto il paese sa che tiene le corna in testa!
          • Leguleio scrive:
            Re: Sono confuso...!!!


            Ad alcuni piace Facebook, oh bella.

            Ad altri piace l'eroina, oh bella.Mica è proibito usarla.

            La campagna contro Facebook è fuori luogo in

            questa discussione.

            No.
            Rileggi l'articolo.Quanto accaduto a quel finanziere poteva accadere in qualsiasi luogo internet in cui si fosse presentato con nome e cognome. E anche fuori da internet.Facebook presenta gravi falle sul lato privacy, ma non è il principale veicolo della diffamazione.

            Testimonianze su come ci si senta ad esserne

            contagiati le possono dare solo loro. Chi
            sei
            tu

            per

            sostituirti?

            Quindi parenti e amici dei contagiati non hanno
            alcuna voce in
            capitolo.No. Non per quello che si prova.
            La prossima volta che mi capitera' di soccorrere
            qualcuno privo di coscienza, gli chiedero' come
            si sente, prima di fare qualcosa, e se non mi
            dice che sta male, lo lascio li', va
            bene?Non c'entra un fico secco.

            Il punto è che la gente vuole la botte piena
            e
            la

            moglie ubriaca.

            In soldoni: vogliono poter vomitare il loro
            odio

            su tutti e tutto, ed avere il salvacondotto
            del

            "giornalismo" e del "diritto di

            critica".

            Se questo vuole la gente, che sia.
            E' materia fiscale? No?
            Allora si puo' richiedere l'abrogazione
            referendaria.Ah, quello sì.Ma spesso avvicinandosi all'urna la parte raziocinante prevale sulla parte impulsiva. E si decide per tenerla.
            Lo stiamo facendo, con calma e senza fretta.
            Le rivoluzioni si fanno in due modi: o mettendo
            le teste sotto la ghigliottina o aspettando che
            sia la natura a fare il suo
            corso.Sì, i rivoluzionari da tastiera li conosco. 8)

            E invece la proposta di riforma non è
            passata
            al

            parlamento:




            http://www.lastampa.it/2012/11/26/italia/politica/



            Per la cronaca, abbassava la pena del
            carcere
            nel

            massimo da tre anni, come è fin dal 1931, ad

            uno.

            E non ci sono segnali che venga ripresentata
            in

            questa

            legislatura.

            Aspettiamo la prossima.
            Io non ho fretta.
            E il tempo gioca a mio favore.E allora perché hai fretta di commentare ora?

            Questo è il mondo in cui ti tocca vivere.

            Questo e' il mondo costruito da altri prima di me.
            E che ti piaccia o no, io ho la liberta per
            poterlo
            modificare.Non c'è la maggioranza.

            Qualsiasi cosa, fosse anche il pelo striato.

            Criterio noto come "coscienza dei propri

            limiti".

            La coscienza dei propri limiti serve a due cose.
            La prima a imparare a non superarli.
            La seconda ad esercitarsi per farlo senza timore.Ah beh, accomodati.
            Non esiste limite che non sia stato infranto.Non parlo di limiti fisici. Ma di limiti personali. Che possono anche essere, banalmente, il conto in banca insufficiente a pagare un avvocato.Quand'è così non fare giornalismo di inchiesta, e all'avvocato non dovrai mai ricorrere, almeno non per diffamazione.

            Mi stai facendo perdere tempo, ma non sono

            affatto sfinito.

            Lo sarai... Non aver fretta.Uhuuh, guarda, sono preoccupatissimo.

            Ma è ovvio, tu decidi secondo coscienza cosa
            è

            salutare per te.

            In caso contrario si applica la legge di Darwin.O si usa il semaforo. Che è quello che prescrive il codice della strada.
            Liberissimo di suicidarti. Basta che non ti butti
            sotto il treno su cui viaggio, altrimenti ti
            pigli pure le maledizioni che mi fai arrivare in
            ritardo."Non maleditemi, non serve a niente,tanto all'inferno ci sarò già" (cit.).

            Non

            aspettarti che la professione di giornalista
            sia

            equiparata a quella di soldato di prima
            linea,

            che mi dicono abbia indennità di rischio
            notevoli

            nello stipendio, perché così non è.

            Non me lo aspetto.
            Ma mi pare che al soldato di prima linea diano un
            fucile.
            Mentre al giornalista di inchiesta tolgano pure
            le tutele
            legali.No, in realtà tutti i quotidiani si accollano le spese processuali e i risarcimenti dei propri giornalisti assunti.Diverso è il caso dei freelance, per i quali simili tutele vanno negoziate caso per caso.Mentre il weblogger è solo davanti alla tastiera e al Mondo.

            Per la tua vita sociale.

            E' un problema mio.
            Mi lasci decidere secondo coscienza cosa è
            salutare per
            me?
            O pretendi di imporre la tua visione dei pericoli
            a tutti
            quanti?I saggi consigli non vengono mai ascoltati. :
            Meglio non scavarsi la fossa da soli con una
            dichiarazione di incapacità di intendere e di
            volere per evitare una condanna. Si sa come
            comincia il gioco, ma non si sa come
            finisce.
            Il gioco non l'ho cominciato io.
            Non sono mica io quello che vuole andare
            in causa, ma quello strx bstrd che
            adesso tutto il paese sa che tiene
            le corna in testa!Puoi uscirne con una condanna, o con un'assoluzione, come milioni di persone prima di te.Oppure puoi aggravare la tua situazione, facendoti passare per incapace di intendere e di volere per evitare la pena, e nel contempo fornendo un'occasione d'oro a chi ti ha querelato: lo scriverà e lo ripeterà in ogni sede, senza tema di smentita: lo ha detto un tribunale, non lui. Una situazione ideale in società. :)Inoltre avrà gioco facile anche nel delegittimare ulteriori accuse da parte tua: "Vengono da una persona incapace di intendere e di volere, quale fondamento volete dare alle sue parole?". Complimenti per la pensata.
      • mavas scrive:
        Re: Sono confuso...!!!
        dsds
  • Rockfeller scrive:
    Manca un pezzo
    La cassazione ha inoltre specificato che la diffamazione nei confronti dei cantinari sfigati dediti al culto dell'opensorcio non è considerata reato, essendo bensì incoraggiata in quanto beneficio per la collettività
    • dont feed the troll - Back Again scrive:
      Re: Manca un pezzo
      E che tu sei un cretino, pure
      • Rockfeller scrive:
        Re: Manca un pezzo
        - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
        E che tu sei un cretino, purehttp://www.farmaciarisorgimento.it/media/catalog/product/cache/1/image/5e06319eda06f020e43594a9c230972d/f/i/file_344.jpg
        • dont feed the troll - Back Again scrive:
          Re: Manca un pezzo
          - Scritto da: Rockfeller
          - Scritto da: dont feed the troll - Back Again

          E che tu sei un cretino, pure

          http://www.farmaciarisorgimento.it/media/catalog/pSi un cretino bilioso è fin troppo evidente
          • Rockfeller scrive:
            Re: Manca un pezzo
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            - Scritto da: Rockfeller

            - Scritto da: dont feed the troll - Back
            Again


            E che tu sei un cretino, pure




            http://www.farmaciarisorgimento.it/media/catalog/p

            Si un cretino bilioso è fin troppo evidentema che vuoi da me? vai a nanna, che domani devi alzarti alle 5 per scrivere 7000 righe di codice bacato
          • dont feed the troll - Back Again scrive:
            Re: Manca un pezzo
            - Scritto da: Rockfeller
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again

            - Scritto da: Rockfeller


            - Scritto da: dont feed the troll - Back

            Again



            E che tu sei un cretino, pure








            http://www.farmaciarisorgimento.it/media/catalog/p



            Si un cretino bilioso è fin troppo evidente

            ma che vuoi da me? vai a nanna, che domani devi
            alzarti alle 5 per scrivere 7000 righe di codice
            bacatoGia che cosa orribile deve essere ai tuoi occhi avere un lavoro vero
    • ... scrive:
      Re: Manca un pezzo
      - Scritto da: Rockfeller
      La cassazione ha inoltre specificato che la
      diffamazione nei confronti dei cantinari sfigati
      dediti al culto dell'opensorcio non è considerata
      reato, essendo bensì incoraggiata in quanto
      beneficio per la
      collettivitàRigirata di frittata.[img]http://cdn.viralnova.com/wp-content/uploads/2014/04/cooking-fails3.gif[/img]
    • ... scrive:
      Re: Manca un pezzo
      - Scritto da: Rockfeller
      La cassazione ha inoltre specificato che la
      diffamazione nei confronti dei cantinari sfigati
      dediti al culto dell'opensorcio non è considerata
      reato, essendo bensì incoraggiata in quanto
      beneficio per la
      collettivitàFanXXXX a questa XXXXX[img]http://24.media.tumblr.com/08c51149e784b9e3efc617703f77ff67/tumblr_myugxvSY1N1rse905o1_400.gif[/img]
  • Il Punto scrive:
    La libertà di parola.
    Oramai non si può dire più nulla, non è stato fatto neanche il nome e quindi il destinatario dell'offesa é implicito e non esplicito, ciò nonostante il mittente é stato condannato...Alla faccia della carta dei diritti dell'uomo e della costituzione che "riconoscono la libertà di parola".
    • Leguleio scrive:
      Re: La libertà di parola.

      Oramai non si può dire più nulla, non è stato
      fatto neanche il nome e quindi il destinatario
      dell'offesa é implicito e non esplicito, Per la legge non cambia: il destinatario dell'offesa è identificabile.
      ciò
      nonostante il mittente é stato
      condannato...Il mittente? Mica era una lettera.L'intestatario del profilo Facebook (che, per inciso, se fosse stato sotto falso nome e falsa località non avrebbe identificato la persona diffamata).
      Alla faccia della carta dei diritti dell'uomo e
      della costituzione che "riconoscono la libertà di
      parola".La libertà di insulto non è contemplata: in nessuna costituzione e in nessuna convenzione.
      • ThEnOra scrive:
        Re: La libertà di parola.
        In una recente conferenza dedicata alla computer forensics, tenutasi al Politecnico di Milano, un certo penalista (G.V.) ha sostenuto, riassumendo, che nella società a venire dovremo convivere con chi "si burla di noi" e che il reato di diffamazione non c'ha più senso di esistere, questo è il futuro! Mah! Io direi anche no!
        • dont feed the troll - Back Again scrive:
          Re: La libertà di parola.
          - Scritto da: ThEnOra
          In una recente conferenza dedicata alla computer
          forensics, tenutasi al Politecnico di Milano, un
          certo penalista (G.V.) ha sostenuto, riassumendo,
          che nella società a venire dovremo convivere con
          chi "si burla di noi" e che il reato di
          diffamazione non c'ha più senso di esistere,
          questo è il futuro!


          Mah! Io direi anche noVabbe ma il ragionamento era un po più ampio
        • ... scrive:
          Re: La libertà di parola.
          - Scritto da: ThEnOra
          che nella società a venire dovremo convivere con
          chi "si burla di noi" e che il reato di
          diffamazione non c'ha più senso di esistere,Un adulto saggio e vaccinato "le burle" le ignora (o ci ride sopra).Avere a tutti i costi bisogno di "rifarsi" e di punire, significa solo essere ancora a livello infantile.
          • Leguleio scrive:
            Re: La libertà di parola.


            che nella società a venire dovremo convivere con

            chi "si burla di noi" e che il reato di

            diffamazione non c'ha più senso di esistere,

            Un adulto saggio e vaccinato "le burle" le ignora
            (o ci ride
            sopra).

            Avere a tutti i costi bisogno di "rifarsi" e di
            punire, significa solo essere ancora a livello
            infantile.Non direi: significa avere il senso degli affari. Guarda a quanto ammontano a volte i risarcimenti:http://www.cadoinpiedi.it/2013/03/05/il_giornale_deve_100000_euro_alla_boccassini.htmlNon è sempre così, sia chiaro. Ma vale la pena tentare.
        • specs scrive:
          Re: La libertà di parola.
          - Scritto da: ThEnOra
          In una recente conferenza dedicata alla computer
          forensics, tenutasi al Politecnico di Milano, un
          certo penalista (G.V.) ha sostenuto, riassumendo,
          che nella società a venire dovremo convivere con
          chi "si burla di noi" e che il reato di
          diffamazione non c'ha più senso di esistere,
          questo è il futuro!


          Mah! Io direi anche no!Io invece sono perfettamente d'accordo con quel penalista.Anche a me è capitato di dire che bisognerebbe fare come i bambini (che spesso sono più saggi degli adulti): ad uno che gli dice "cretino!" rispondono "cretino tu!". E di solito tutto finisce lì.Se poi uno dei due è cretino e l'altro no, a chi assiste al dibattito spesso è facile riconoscere chi lo è.Tra l'altro, il reato di diffamazione come nell'ordinamento italiano è sconcertante, dato che si può essere condannati anche per aver fatto affermazioni vere e dimostratamente vere, basta che il giudice decida che l'affermazione è stata fatta per nuocere alla reputazione di qualcuno.Cosa che in altri paesi non è.E la legge italiana afferma esplicitamente che per l'imputato di diffamazione NON è possibile discolparsi dimostrando la verità dell'affermazione fatta (tranne limitate eccezioni, per esempio a riguardo di pubblici ufficiali)! Il reato di diffamazione, distinto dalla calunnia (quest'ultimo in Italia assurdamente limitato alle accuse false di reato), sta diventando un modo per intimidire e nei fatti di tappare la bocca al prossimo, oggi in particolare in rete, impedendo ogni affermazione critica.Lo si vede anche dalla diffusione della censura (ed autocensura) su tanti forum in rete.Poi si trova sempre qualcuno che dice che non c'è problema, che si esagera con l'allarme ecc.Infatti c'è chi si mette l'elmo da pompiere, lasciando in realtà bruciare la casa.
          • Leguleio scrive:
            Re: La libertà di parola.

            Anche a me è capitato di dire che bisognerebbe
            fare come i bambini (che spesso sono più saggi
            degli adulti): ad uno che gli dice "cretino!"
            rispondono "cretino tu!". E di solito tutto
            finisce
            lì.Quella però è ingiuria, non diffamazione. Il rapporto è 1:1.Immagina che una persona facoltosa inizi una campagna denigratoria nei tuoi confronti, e abbia a disposizione giornali e riviste, e magari pure tv e siti web, tutto di sua proprietà. Quali sono le chance che tu hai di rispondere colpo su colpo? Ecco.
            Tra l'altro, il reato di diffamazione come
            nell'ordinamento italiano è sconcertante, dato
            che si può essere condannati anche per aver fatto
            affermazioni vere e dimostratamente vere, basta
            che il giudice decida che l'affermazione è stata
            fatta per nuocere alla reputazione di
            qualcuno.Sì, il giudice decide, ma non sono decisioni peregrine: il messaggio è evidentemente denigratorio e/o atto a danneggiare la reputazione altrui. Che poi sia stato scritto deliberatamente con questo scopo è ininfluente, per la legge italiana.
            Cosa che in altri paesi non è.
            E la legge italiana afferma esplicitamente che
            per l'imputato di diffamazione NON è possibile
            discolparsi dimostrando la verità
            dell'affermazione fatta (tranne limitate
            eccezioni, per esempio a riguardo di pubblici
            ufficiali)!Che per inciso è il caso in questione, la vicenda coinvolge la guardia di finanza, quindi si tratta di pubblici ufficiali.I casi di affermazioni vere ritenute diffamatorie in tribunale, parlo di un proXXXXX penale, sono davvero rari. Si tratta in genere di bugie miste a verità. Oppure di veritá espresse con parolacce, espressioni scurrili, improperi e contumelie varie.
            Il reato di diffamazione, distinto dalla calunnia
            (quest'ultimo in Italia assurdamente limitato
            alle accuse false di reato), Perché assurdamente? Un po' in tutti i sistemi penali è così. Forse dimentichi che la calunnia si configura solo nel caso tu attribuisca un reato ad una persona specifica davanti a un poliziotto, o a un PM, o comunque una persona incaricata di procedere. Non è assolutamente un reato contro l'onore o la reputazione altrui, visto che quelle dichiarazioni rimangono fra le quattro mura in cui sono state pronunciate, c'é il segreto d'ufficio: è un reato contro l'amministrazione della giustizia, è un po' come chiamare i vigili del fuoco dove non vi è traccia di incendio.
            sta diventando un
            modo per intimidire e nei fatti di tappare la
            bocca al prossimo, oggi in particolare in rete,
            impedendo ogni affermazione
            critica.Invece ha un intento pedagogico: pian piano la gente impara a rivolgere una critica senza insultare e senza mischiare le panzane alla verità. E scusami se è poco.
            Lo si vede anche dalla diffusione della censura
            (ed autocensura) su tanti forum in
            rete.Se ti riferisci a PI, la policy per i commentatori è chiaramente indicata qui:http://punto-informatico.it/policy.aspSe le regole di un determinato sito o weblog non ti piacciono, non ci vai, semplicmente. A casa propria ognuno stabilisce regole e limitazioni come crede.
          • specs scrive:
            Re: La libertà di parola.
            - Scritto da: Leguleio

            Anche a me è capitato di dire che
            bisognerebbe

            fare come i bambini (che spesso sono più
            saggi

            degli adulti): ad uno che gli dice "cretino!"

            rispondono "cretino tu!". E di solito tutto

            finisce

            lì.

            Quella però è ingiuria, non diffamazione. Il
            rapporto è
            1:1.Il senso non cambia.Si tratta comunque di "offesa all'altrui reputazione".E come se il secondo bambino, sentendo che gli è stato dato del cretino, dica a chi glielo ha riferito "no, il cretino è lui".
            Immagina che una persona facoltosa inizi una
            campagna denigratoria nei tuoi confronti, e abbia
            a disposizione giornali e riviste, e magari pure
            tv e siti web, tutto di sua proprietà. Quali sono
            le chance che tu hai di rispondere colpo su
            colpo?
            Ecco.Se dice su di me cose false, merita una denuncia.Se dice di me che sono ateo, e io lo sono e non lo nascondo, ha il diritto di dirlo, anche se lo fa per danneggiarmi (vabbè, non sarò assunto come sagrestano perchè ormai il parroco lo sa ...).Se dice di me che sono gay, io lo sono ma non ho mai fatto outing, devo essere giustamente difeso per la mia privacy, che è tutt'altra questione, non per diffamazione.

            Tra l'altro, il reato di diffamazione come

            nell'ordinamento italiano è sconcertante,
            dato

            che si può essere condannati anche per aver
            fatto

            affermazioni vere e dimostratamente vere,
            basta

            che il giudice decida che l'affermazione è
            stata

            fatta per nuocere alla reputazione di

            qualcuno.

            Sì, il giudice decide, ma non sono decisioni
            peregrine: il messaggio è evidentemente
            denigratorio e/o atto a danneggiare la
            reputazione altrui. Che poi sia stato scritto
            deliberatamente con questo scopo è ininfluente,
            per la legge
            italiana.La legge si disinteressa della verità e si disinteressa perfino se quanto contestato sia stato scritto o affermato deliberatamente.Questo è lo sconcertante stato dei fatti.Grazie di averlo ulteriormente chiarito.



            Cosa che in altri paesi non è.

            E la legge italiana afferma esplicitamente
            che

            per l'imputato di diffamazione NON è
            possibile

            discolparsi dimostrando la verità

            dell'affermazione fatta (tranne limitate

            eccezioni, per esempio a riguardo di pubblici

            ufficiali)!

            Che per inciso è il caso in questione, la vicenda
            coinvolge la guardia di finanza, quindi si tratta
            di pubblici
            ufficiali.
            I casi di affermazioni vere ritenute diffamatorie
            in tribunale, parlo di un proXXXXX penale, sono
            davvero rari. Si tratta in genere di bugie miste
            a verità. Oppure di veritá espresse con
            parolacce, espressioni scurrili, improperi e
            contumelie
            varie.Non contesto il caso specifico, dare ad uno del raccomandato senza fornirne prove non è ammissibile e quella condanna (per quell'aspetto e nonostante parecchi dubbi) può essere fondata.Contesto il caso generale: tranne poche eccezioni (che nel 1946 hanno moderatamente riformato il Codice Rocco) la prova della verità non è ammessa.



            Il reato di diffamazione, distinto dalla
            calunnia

            (quest'ultimo in Italia assurdamente limitato

            alle accuse false di reato),

            Perché assurdamente? Un po' in tutti i sistemi
            penali è così. Forse dimentichi che la calunnia
            si configura solo nel caso tu attribuisca un
            reato ad una persona specifica davanti a un
            poliziotto, o a un PM, o comunque una persona
            incaricata di procedere. Non è assolutamente un
            reato contro l'onore o la reputazione altrui,
            visto che quelle dichiarazioni rimangono fra le
            quattro mura in cui sono state pronunciate, c'é
            il segreto d'ufficio: è un reato contro
            l'amministrazione della giustizia, è un po' come
            chiamare i vigili del fuoco dove non vi è traccia
            di
            incendio.E' assurdo perchè lascia ogni affermazione vera alla mercè del reato di diffamazione (che è generico, soggettivo ed escluso dalla prova liberatoria), mentre se la calunnia riguardasse ogni affermazione falsa su un altra persona (reato o meno) sarebbe questo a regolare la presunta "diffamazione" fatta enunciando fatti veri.



            sta diventando un

            modo per intimidire e nei fatti di tappare la

            bocca al prossimo, oggi in particolare in
            rete,

            impedendo ogni affermazione

            critica.

            Invece ha un intento pedagogico: pian piano la
            gente impara a rivolgere una critica senza
            insultare e senza mischiare le panzane alla
            verità. E scusami se è
            poco.Chi ha una fobia degli "insulti" tale da ammettere leggi che possono potrare ad arbitrii e limitazioni della libertà di espressione, ha qualche problemino di rapporto con i diritti civili.Quanto meno, ha qualche problemino di senso delle proporzioni dei vari diritti "contrapposti" (ammesso che lo siano).

            Lo si vede anche dalla diffusione della
            censura

            (ed autocensura) su tanti forum in

            rete.

            Se ti riferisci a PI, la policy per i
            commentatori è chiaramente indicata
            qui:

            http://punto-informatico.it/policy.asp

            Se le regole di un determinato sito o weblog non
            ti piacciono, non ci vai, semplicmente. A casa
            propria ognuno stabilisce regole e limitazioni
            come
            crede.Mi riferisco in generale, non a qui, e neppure alle regole formali, che a volte vengono perfino violate dagli stessi siti, terrorizzati che un'affermazione POSSA essere interpretata da qualcuno come offensiva, anche se solo critica ed esponente fatti di pubblico dominio.L'argomento "se non ti piace non ci vai" è così balordo che non sto neppure a rispondere.Tipico argomento da "pompiere istituzionale" (categoria che, col diffondersi della piaga morale del politically-correct, si sta allargando a macchia d'olio).
          • Leguleio scrive:
            Re: La libertà di parola.

            Il senso non cambia.
            Si tratta comunque di "offesa all'altrui
            reputazione".
            E come se il secondo bambino, sentendo che gli è
            stato dato del cretino, dica a chi glielo ha
            riferito "no, il cretino è
            lui".Impossibile, quando i rapporti di forza sono sbilanciati a favore di chi diffama. È come combattere i carri armati con mazze da baseball. Ti ricordo inoltre che qui si parla di diffamazione per iscritto e su un mezzo globale come internet, non di voci che girano per il paesello.

            Immagina che una persona facoltosa inizi una

            campagna denigratoria nei tuoi confronti, e
            abbia

            a disposizione giornali e riviste, e magari
            pure

            tv e siti web, tutto di sua proprietà. Quali
            sono

            le chance che tu hai di rispondere colpo su

            colpo?

            Ecco.

            Se dice su di me cose false, merita una denuncia.Ah, meno male.A volte sembra di leggere fra le righe che il reato di diffamazione non dovrebbe proprio esistere. :|
            Se dice di me che sono ateo, e io lo sono e non
            lo nascondo, ha il diritto di dirlo, anche se lo
            fa per danneggiarmi (vabbè, non sarò assunto come
            sagrestano perchè ormai il parroco lo sa
            ...).Non è diffamazione in ogni caso.
            Se dice di me che sono gay, io lo sono ma non ho
            mai fatto outing, Sarebbe <I
            coming out </I
            , ma ormai l'errore è endemico. :
            devo essere giustamente difeso
            per la mia privacy, che è tutt'altra questione,
            non per
            diffamazione.Non esisteva il concetto di privacy in Italia prima del 31 dicembre 1996.E a parte questo, la legge sulla privacy non si occupa molto della stampa e dei weblog in genere. Colpisce le raccolte di dati personali.Dare del gay a qualcuno in ogni caso non è, di base, diffamazione. Il contesto stabilisce il resto. Per fortuna i tempi cambiano, e anche le sentenze dei giudici.

            Sì, il giudice decide, ma non sono decisioni

            peregrine: il messaggio è evidentemente

            denigratorio e/o atto a danneggiare la

            reputazione altrui. Che poi sia stato scritto

            deliberatamente con questo scopo è
            ininfluente,

            per la legge

            italiana.

            La legge si disinteressa della verità e si
            disinteressa perfino se quanto contestato sia
            stato scritto o affermato
            deliberatamente.
            Questo è lo sconcertante stato dei fatti.Sarebbe un'esimente troppo facile da invocare: "ma non l'ho fatto apposta!". Tante grazie.La lesione del prestigio e della rispettabilità avviene sia che ci fosse la volontà, sia che fosse un atto inconsulto.
            Non contesto il caso specifico, dare ad uno del
            raccomandato senza fornirne prove non è
            ammissibile e quella condanna (per quell'aspetto
            e nonostante parecchi dubbi) può essere
            fondata.
            Contesto il caso generale: tranne poche eccezioni
            (che nel 1946 hanno moderatamente riformato il
            Codice Rocco) la prova della verità non è
            ammessa.Nei casi in cui è irrilevante, sì. In tutti gli altri casi l' <I
            exceptio veritatis </I
            è stata molto ampliata in caso di servizi giornalistici che rivestono un interesse pubblico. Vedi:http://www.diritto-penale.it/exceptio-veritatis.htmDiversamente non si potrebbero più fare inchieste in Italia, e non mi pare sia così.
            E' assurdo perchè lascia ogni affermazione vera
            alla mercè del reato di diffamazione (che è
            generico, soggettivo ed escluso dalla prova
            liberatoria), mentre se la calunnia riguardasse
            ogni affermazione falsa su un altra persona
            (reato o meno) sarebbe questo a regolare la
            presunta "diffamazione" fatta enunciando fatti
            veri.Per inciso la calunnia è molto più grave. Se sostituissimo questo reato a quello di diffamazione, un terzo dell'Italia sarebbe in carcere. :)In ogni caso, temo tu confonda le affermazioni vere con quelle che <B
            tu ritieni vere </B
            . Che son due cose molto, molto diverse.
            Chi ha una fobia degli "insulti" tale da
            ammettere leggi che possono potrare ad arbitrii e
            limitazioni della libertà di espressione, ha
            qualche problemino di rapporto con i diritti
            civili.Buona parte dei Paesi europei, allora, e circa metà degli Stati Americani. La diffamazione esiste anche in quelle realtà.Siamo in buona compagnia.
            Quanto meno, ha qualche problemino di senso delle
            proporzioni dei vari diritti "contrapposti"
            (ammesso che lo
            siano).Ma quali proporzioni, la diffamazione ha la pena con la condizionale assicurata. E le ammende non sono mai troppo alte.
            L'argomento "se non ti piace non ci vai" è così
            balordo che non sto neppure a
            rispondere.Bene, mi risparmi byte.Certezze personali e isolate, ma granitiche.
            Tipico argomento da "pompiere istituzionale"
            (categoria che, col diffondersi della piaga
            morale del politically-correct, si sta allargando
            a macchia
            d'olio).Mettiamoci anche la "mosca cocchiera" e il "sicofante di Stato", via.Tutto fa brodo!
  • Etype scrive:
    sbotto
    Questa notizia circola da un paio di giorniE' una sentenza ridicola,non ha mai fatto nomi...ha espresso il suo disappunto.Oltretutto neanche si è indagato se il suo "sostituto" avesse o meno i requisiti per subentrargli.Non è raro vedere in campo lavorativo leccapiedi che guadagnano posizioni con la complicità magari del capo.Poi va bene che siamo in ambito militare ma per favore,ci sono persone che frondano milioni di Euro e non si sono fatti neanche un giorno di carcere...Sarebbe da andare a fondo della questione per vedere come mai questa persona ha sbottato in questa maniera,non credo sia per la sola invidia.
    • dont feed the troll - Back Again scrive:
      Re: sbotto
      - Scritto da: Etype
      Questa notizia circola da un paio di giorni

      E' una sentenza ridicola,non ha mai fatto
      nomi...ha espresso il suo
      disappunto.

      Oltretutto neanche si è indagato se il suo
      "sostituto" avesse o meno i requisiti per
      subentrargli.Non è raro vedere in campo
      lavorativo leccapiedi che guadagnano posizioni
      con la complicità magari del
      capo.

      Poi va bene che siamo in ambito militare ma per
      favore,ci sono persone che frondano milioni di
      Euro e non si sono fatti neanche un giorno di
      carcere...

      Sarebbe da andare a fondo della questione per
      vedere come mai questa persona ha sbottato in
      questa maniera,non credo sia per la sola
      invidia.Non ha alcuna importanza se sia vero o no che abbia sbottato in maniera giustificata o meno, e nemmeno se il suo collega fosse davvero o meno un "XXXXXXXXX incompetente".Non funziona così, e meno male.Se io ledo l'onorabilità di una persona, che stia dicendo la verità o mentendo non importa, io la diffamo e così commetto reato.D'altronde come si potrebbe legittimamente sancire in aula di tribunale se pinco pallo sia davvero o no un XXXXXXXXX?Ma poi, diciamocelo, a noi che ce ne frega?Resta il fatto che tu pubblicamente non vai a dire che tizio è un XXXXXXXXX, sono cose che non si fanno e basta.O se decidi di farlo te ne assumi la responsabilità.
      • Etype scrive:
        Re: sbotto
        - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
        Non ha alcuna importanza se sia vero o no che
        abbia sbottato in maniera giustificata o meno, e
        nemmeno se il suo collega fosse davvero o meno un
        "XXXXXXXXX
        incompetente".

        Non funziona così, e meno male.stiamo parlando di persone che ricoprono una carica pubblica di controllo e non ha importanza ? Quel tizio ricopre magari un posto non per merito e non ha importanza ?
        Se io ledo l'onorabilità di una persona, che stia
        dicendo la verità o mentendo non importa, io la
        diffamo e così commetto
        reato.ma non ha detto il nome,al limite ci può essere un sospetto ma nient'altro.Se dici la verità non stai diffamando,stai facendo presente un comportamento anomalo..
        D'altronde come si potrebbe legittimamente
        sancire in aula di tribunale se pinco pallo sia
        davvero o no un
        XXXXXXXXX?per dirlo evidentemente qualcosa sa o ha sentito,oppure ha assistito a comportamenti che fanno pensare alla scorrettezza.
        Ma poi, diciamocelo, a noi che ce ne frega?Fosse un privato potrei anche essere d'accordo,ma GdF credo che a noi dovrebbe fregarcene visto che viene pagato dallo stato...Ti sentiresti più tranquillo se simili posizioni sono detenute da persone che non hanno requsiiti ma sono messe li per favoritismi ?
        Resta il fatto che tu pubblicamente non vai a
        dire che tizio è un XXXXXXXXX, sono cose che non
        si fanno e
        basta.non ha detto nome e cognome...poteva essere chiunque...
        O se decidi di farlo te ne assumi la
        responsabilità.di dire la verità ?
        • dont feed the troll - Back Again scrive:
          Re: sbotto
          - Scritto da: Etype
          - Scritto da: dont feed the troll - Back Again


          Non ha alcuna importanza se sia vero o no che

          abbia sbottato in maniera giustificata o meno, e

          nemmeno se il suo collega fosse davvero o meno
          un

          "XXXXXXXXX

          incompetente".



          Non funziona così, e meno male.

          stiamo parlando di persone che ricoprono una
          carica pubblica di controllo e non ha importanza
          ? Quel tizio ricopre magari un posto non per
          merito e non ha importanza
          ?
          Non ha importanza ai fini della diffamazione. È sicuramente rilevante da molti altri punti di vista, ma non è di questo che stiamo parlando.

          Se io ledo l'onorabilità di una persona, che
          stia

          dicendo la verità o mentendo non importa, io la

          diffamo e così commetto

          reato.

          ma non ha detto il nome,al limite ci può essere
          un sospetto ma nient'altro.Ha dato abbastanza informazioni affinché un certo numero di persone, i colleghi che leggono il suo Facebook, capissero di chi stava parlando. Se dici la verità non
          stai diffamando,stai facendo presente un
          comportamento
          anomalo..Toglietevi questa pia opinione, la onorabilità di una persona non c'entra nulla con le sue supposte caratteristiche reali.Se dicessi "la mamma di tizio a letto fa scintille" magari con il marito può pure essere molto disinibita ma questo non c'entra nulla col danno di immagine che arreco a tutta la famiglia.


          D'altronde come si potrebbe legittimamente

          sancire in aula di tribunale se pinco pallo sia

          davvero o no un

          XXXXXXXXX?

          per dirlo evidentemente qualcosa sa o ha
          sentito,oppure ha assistito a comportamenti che
          fanno pensare alla
          scorrettezza.
          Ma evidentemente cosa? Ma che ne sai tu?E se fosse solo invidia?

          Ma poi, diciamocelo, a noi che ce ne frega?

          Fosse un privato potrei anche essere d'accordo,ma
          GdF credo che a noi dovrebbe fregarcene visto che
          viene pagato dallo stato...Ti sentiresti più
          tranquillo se simili posizioni sono detenute da
          persone che non hanno requsiiti ma sono messe li
          per favoritismi
          ?E che c'entra questo con il diritto della gente a non essere sXXXXXXXta sui social network?


          Resta il fatto che tu pubblicamente non vai a

          dire che tizio è un XXXXXXXXX, sono cose che non

          si fanno e

          basta.

          non ha detto nome e cognome...poteva essere
          chiunque...Magari leggerle notizie e sentenze prima di commentarle...


          O se decidi di farlo te ne assumi la

          responsabilità.

          di dire la verità ?SOPRATTUTTO di dire la verità.
          • ThEnOra scrive:
            Re: sbotto
            Non cambierei una virgola! Son nella giusta retta?! ;)
          • Etype scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            Ha dato abbastanza informazioni affinché un certo
            numero di persone, i colleghi che leggono il suo
            Facebook, capissero di chi stava parlando.Perchè erano in 5 in caserma ? :D
            Ma evidentemente cosa? Ma che ne sai tu?E tu che ne sai ch eil tizio non era veramente raccomandato ?
            E se fosse solo invidia? molto più probabile il lecchinaggio...
            E che c'entra questo con il diritto della gente a
            non essere sXXXXXXXta sui social network?sarà stato uno sfogo,ti risulta che ci siano centinaia di cause per quelli che s'insultano su facebook ?
          • embeh scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            Toglietevi questa pia opinione, la onorabilità di
            una persona non c'entra nulla con le sue supposte
            caratteristiche reali.Pia mica tanto, visto che solo nell'ordinamento italiano (e pochi altri) la diffamazione comprende anche la lesione dell'onore/reputazione.In quasi tutti gli altri ordinamenti occidentali la diffamazione si riferisce invece solo al dire cose non vere riguardo la persona offesa. Che ognuno si scelga la via che preferisce, ma è abbastanza ovvio quale che sia la più sensata.
            Se dicessi "la mamma di tizio a letto fa
            scintille" magari con il marito può pure essere
            molto disinibita ma questo non c'entra nulla col
            danno di immagine che arreco a tutta la famiglia.Il danno d'immagine è soggettivo.
          • dont feed the troll - Back Again scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: embeh
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again


            Toglietevi questa pia opinione, la onorabilità
            di

            una persona non c'entra nulla con le sue
            supposte

            caratteristiche reali.

            Pia mica tanto, visto che solo nell'ordinamento
            italiano (e pochi altri) la diffamazione
            comprende anche la lesione
            dell'onore/reputazione.

            In quasi tutti gli altri ordinamenti occidentali
            la diffamazione si riferisce invece solo al dire
            cose non vere riguardo la persona offesa.
            Una evidenza di questa affermazione discutibile ce l'abbiamo o mi devo fidare di una affermazione su un forum?

            Che ognuno si scelga la via che preferisce, ma è
            abbastanza ovvio quale che sia la più
            sensata.


            Se dicessi "la mamma di tizio a letto fa

            scintille" magari con il marito può pure essere

            molto disinibita ma questo non c'entra nulla col

            danno di immagine che arreco a tutta la
            famiglia.

            Il danno d'immagine è soggettivo.Non svicolare
          • embeh scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            Una evidenza di questa affermazione discutibile
            ce l'abbiamo o mi devo fidare di una affermazione
            su un forum? <i
            "In quasi tutti gli ordinamenti giuridici non si ha diffamazione se quanto asserito non è falso, e spetta all'accusa dimostrare tale falsità. In altri, come quello italiano, ciò non è richiesto e solo in casi molto limitati è, viceversa, la difesa che ha la facoltà di discolparsi dimostrando la verità delle asserzioni ritenute diffamatorie." </i
            - wikipediaE la stessa cosa la trovi ovunque, in varie forme, con un semplice ricerchina su google.
          • dont feed the troll - Back Again scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: embeh
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again


            Una evidenza di questa affermazione
            discutibile

            ce l'abbiamo o mi devo fidare di una
            affermazione

            su un forum?

            <i
            "In quasi tutti gli ordinamenti
            giuridici non si ha diffamazione se quanto
            asserito non è falso, e spetta all'accusa
            dimostrare tale falsità. In altri, come quello
            italiano, ciò non è richiesto e solo in casi
            molto limitati è, viceversa, la difesa che ha la
            facoltà di discolparsi dimostrando la verità
            delle asserzioni ritenute
            diffamatorie."
            </i
            - wikipedia

            E la stessa cosa la trovi ovunque, in varie
            forme, con un semplice ricerchina su
            google.E questa sarebbe una evidenza?
          • embeh scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            E questa sarebbe una evidenza?Se presupponi che tutti i siti indicizzati da google (inclusa wiki) sbaglino, lo devi dimostrare. Altrimenti si presume che abbiano ragione.
          • dont feed the troll - Back Again scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: embeh
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again


            E questa sarebbe una evidenza?

            Se presupponi che tutti i siti indicizzati da
            google (inclusa wiki) sbaglino, lo devi
            dimostrare. Altrimenti si presume che abbiano
            ragione.Si presume che abbiano ragione?Permettimi se te lo dico, tu non hai nessuna nozione giuridica, e nemmeno oratoria.Utilizzando le tue stesse fonti, leggiamo che in Francia non è come dici, e che negli Stati Uniti lo è solo parzialmente, ma solo perchè quelli c'hanno la fissa della libertà di parola.Insomma non spacciamo per "fatti" quelli che non lo sono.Ma al di là di questo è un fatto di mera logica: non si spara XXXXX sul prossimo, anche se si dice la verità.(A meno che non ci sia una rilevanza pubblica o il diritto di cronaca, che sono un'altra cosa)
          • embeh scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            Permettimi se te lo dico, tu non hai nessuna
            nozione giuridica, e nemmeno oratoria.Appeal to no-authority a parte... Sulla wiki ci sta un'affermazione. E' sbagliata? Allora dimostralo.Il tuo continuare a girarci intorno non fa altro che rafforzare la veridicità di ciò che sta scritto sulla wiki, e diminuire la tua.
            Utilizzando le tue stesse fonti, leggiamo che in
            Francia non è come dici, e che negli Stati Uniti
            lo è solo parzialmente, ma solo perchè quelli
            c'hanno la fissa della libertà di parola.Infatti nessunoa ha mai detto "tutti" - si parlava di "quasi tutti".
          • dont feed the troll - Back Again scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: embeh
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again


            Permettimi se te lo dico, tu non hai nessuna

            nozione giuridica, e nemmeno oratoria.

            Appeal to no-authority a parte... Sulla wiki ci
            sta un'affermazione. E' sbagliata? Allora
            dimostralo.
            Il tuo continuare a girarci intorno non fa altro
            che rafforzare la veridicità di ciò che sta
            scritto sulla wiki, e diminuire la
            tua.Non hai capito.E' wikipedia a non essere di suo una fonte attendibile, per la natura stessa di quella fonte.Inoltre non c'è nessun riferimento bibliografico.Io non dico che non è vero quello che dice, dico che non è spendibile in una discussione.Non a questa condizioni.Quanto alla mia veridicità che diminuirebbe (che per inciso in italiano non significa nulla) sei libero di credere quello che ti pare.


            Utilizzando le tue stesse fonti, leggiamo
            che
            in

            Francia non è come dici, e che negli Stati
            Uniti

            lo è solo parzialmente, ma solo perchè quelli

            c'hanno la fissa della libertà di parola.

            Infatti nessunoa ha mai detto "tutti" - si
            parlava di "quasi
            tutti"."Quasi tutti" poi ne cita 3 e 2 su 3 invece non è così.Dimmi tu quanto è credibile quella affermazione.
          • embeh scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            Non hai capito.
            E' wikipedia a non essere di suo una fonte
            attendibile, per la natura stessa di quella
            fonte.Quella italiana, forse. Ma quella inglese è piuttosto affidabile da quanto ho sentito.E indovina un po' cosa abbiamo lì? <i
            Defamation is the communication of <b
            a false statement </b
            that harms the reputation of an individual, business, product, group, government, religion, or nation. </i
            E' sbagliata anche quella inglese?
            Inoltre non c'è nessun riferimento bibliografico.Irrilevante.
            Io non dico che non è vero quello che dice, dico
            che non è spendibile in una discussione.Per quanto mi riguarda è perfettamente spendibile. Se per te non è così, è un problema tuo.
            Quanto alla mia veridicità che diminuirebbe (che
            per inciso in italiano non significa nulla) sei
            libero di credere quello che ti pare.Significa semplicemente che la probabilità che tu dica il vero (e wikipedia no) diminuisce man mano che ti rifiuti di dimostrare cosa c'è che non va in quanto affermato dalla wiki.
            "Quasi tutti" poi ne cita 3 e 2 su 3 invece non è
            così.Ha citato le 2 più famose che non erano comprese nel "quasi tutti".Le altre non era necessario citarle visto che sono implicitamente comprese nell'insieme del "quasi tutti".
            Dimmi tu quanto è credibile quella affermazione.Della credibilità me ne frega niente! Sei in grado di provare il contrario oppure no?
          • specs scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: embeh
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again


            Toglietevi questa pia opinione, la onorabilità
            di

            una persona non c'entra nulla con le sue
            supposte

            caratteristiche reali.

            Pia mica tanto, visto che solo nell'ordinamento
            italiano (e pochi altri) la diffamazione
            comprende anche la lesione
            dell'onore/reputazione.

            In quasi tutti gli altri ordinamenti occidentali
            la diffamazione si riferisce invece solo al dire
            cose non vere riguardo la persona offesa.


            Che ognuno si scelga la via che preferisce, ma è
            abbastanza ovvio quale che sia la più
            sensata.Esatto.E si farebbe già un enorme passo avanti se si utilizzasse il reato di calunnia, estendendolo ad affermazioni che non siano solo (come è oggi) false accuse di reato ma false accuse di ogni genere, e si eliminasse quell'abominio dell'esclusione della prova liberatoria.

            Se dicessi "la mamma di tizio a letto fa

            scintille" magari con il marito può pure essere

            molto disinibita ma questo non c'entra nulla col

            danno di immagine che arreco a tutta la
            famiglia.

            Il danno d'immagine è soggettivo.Esatto.Uno può dare del "gay" a qualcuno, magari con tono offensivo.Se è un gay dichiarato può fare spallucce, se no può dispiacersene, anche se ciò è vero.Per qualcuno essere definito "cattolico fondamentalista" può essere un punto d'onore, per altri, pur essendolo, può essere un'affermazione sgradita.Fino a quando ci sarà (e non solo in Italia) una facilissima leva legale per portare qualcuno in tribunale per presunte "offese" (a singoli, ad una etnia, ad una religione ...), in realtà affermazioni vere o legittime opinioni, chi vuole zittire gli avversari avrà sempre uno strumento utilizzabile, fornito dallo Stato.Come certi islamici francesi che anni fa hanno fatto causa a Houellebecq per "razzismo antimusulmano" (e gli è andata bene che era la giustizia francese, alla quale è bastato un anno di proXXXXX per assolverlo).
          • dont feed the troll - Back Again scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: specs
            - Scritto da: embeh

            Il danno d'immagine è soggettivo.

            Esatto.
            Uno può dare del "gay" a qualcuno, magari con
            tono
            offensivo.
            Se è un gay dichiarato può fare spallucce, se no
            può dispiacersene, anche se ciò è
            vero.Questa è una sciocchezza sesquipedale.Se tu vuoi offendermi dandomi del "gay", le mie preferenze sessuali non c'entrano nulla con il fatto che tu stia cercando di demolire la mia immagine pubblica.Tra l'altro, essendo le mie preferenze sessuali un fatto assolutamente privato, potrei pur essendo omosessuale preferire non fare coming out, e non vedo perchè tu debba arrogarti il diritto di negarmi questa possibilità. Per amore della verità?Obiettare che un insulto, uno sXXXXXXXmento, si può fare se ha un fondamento nella realtà è, lasciamelo dire, INFANTILE e sciocco.E siccome lo ripetete in tanti, mi fa riflettere molto sulla vostra concezione di rispetto per il prossimo e civiltà.
            Fino a quando ci sarà (e non solo in Italia) una
            facilissima leva legale per portare qualcuno in
            tribunale per presunte "offese" (a singoli, ad
            una etnia, ad una religione ...), in realtà
            affermazioni vere o legittime opinioni, chi vuole
            zittire gli avversari avrà sempre uno strumento
            utilizzabile, fornito dallo
            Stato.Il fatto che in ITalia, e non solo, si intentino cause e si facciano querele per motivo intimidatorio non vuol dire che il principio del "neminem laedere" sia sbagliato.Invece di scagliarvi contro il reato di diffamazione, dovremmo discutere sia della responsabilità civile (e non solo) di alcuni PM sia sulla possibilità di rivalsa, o altre garanzie, nei confronti di chi intenta cause ed esercita uno sorta di stalking istituzionalizzato.
          • specs scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            - Scritto da: specs

            - Scritto da: embeh



            Il danno d'immagine è soggettivo.



            Esatto.

            Uno può dare del "gay" a qualcuno, magari con

            tono

            offensivo.

            Se è un gay dichiarato può fare spallucce,
            se
            no

            può dispiacersene, anche se ciò è

            vero.


            Questa è una sciocchezza sesquipedale.
            Se tu vuoi offendermi dandomi del "gay", le mie
            preferenze sessuali non c'entrano nulla con il
            fatto che tu stia cercando di demolire la mia
            immagine
            pubblica.

            Tra l'altro, essendo le mie preferenze sessuali
            un fatto assolutamente privato, potrei pur
            essendo omosessuale preferire non fare coming
            out, e non vedo perchè tu debba arrogarti il
            diritto di negarmi questa possibilità. Per amore
            della
            verità?

            Obiettare che un insulto, uno sXXXXXXXmento, si
            può fare se ha un fondamento nella realtà è,
            lasciamelo dire, INFANTILE e
            sciocco.
            E siccome lo ripetete in tanti, mi fa riflettere
            molto sulla vostra concezione di rispetto per il
            prossimo e
            civiltà.Forse non ti è chiaro: la difesa della privacy non c'entra nulla con la diffamazione.Infatti io sono per la difesa della privacy, comunque.C'è violazione della privacy anche se qualcuno racconta, non autorizzato, un mio fatto privatissimo che non mi mette necessariamente in cattiva luce.Per esempio, se qualcuno dice che faccio sesso con mia moglie quattro volte al giorno, potrei pure esserne orgoglioso.Oppure no, se sono un cattolico che pubblicamente propugna la continenza sessuale.Come dice embeh, è una reazione soggettiva e non si può imputare a chi dice la verità la volontà di ledere la reputazione altrui dicendo la verità.Comunque, in entrambi i casi, se è un fatto privato, è violazione della privacy e io sono d'accordo che non sia ammessa.La diffamazione è altra cosa.E considerare diffamatorio dare del "gay" ad un gay dichiarato, per esempio, cosa che la legge attuale consente di perseguire se c'è il sospetto della volontà diffamatoria, è un abominio.E lì (tanto per ribadire la differenza) la privacy non c'entra.
          • dont feed the troll - Back Again scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: specs
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again

            - Scritto da: specs


            - Scritto da: embeh





            Il danno d'immagine è soggettivo.





            Esatto.


            Uno può dare del "gay" a qualcuno,
            magari
            con


            tono


            offensivo.


            Se è un gay dichiarato può fare
            spallucce,

            se

            no


            può dispiacersene, anche se ciò è


            vero.





            Questa è una sciocchezza sesquipedale.

            Se tu vuoi offendermi dandomi del "gay", le
            mie

            preferenze sessuali non c'entrano nulla con
            il

            fatto che tu stia cercando di demolire la mia

            immagine

            pubblica.



            Tra l'altro, essendo le mie preferenze
            sessuali

            un fatto assolutamente privato, potrei pur

            essendo omosessuale preferire non fare coming

            out, e non vedo perchè tu debba arrogarti il

            diritto di negarmi questa possibilità. Per
            amore

            della

            verità?



            Obiettare che un insulto, uno sXXXXXXXmento,
            si

            può fare se ha un fondamento nella realtà è,

            lasciamelo dire, INFANTILE e

            sciocco.

            E siccome lo ripetete in tanti, mi fa
            riflettere

            molto sulla vostra concezione di rispetto
            per
            il

            prossimo e

            civiltà.

            Forse non ti è chiaro: la difesa della privacy
            non c'entra nulla con la
            diffamazione.Forse non è chiaro a te, sono due cose diverse, infatti.Una attiene alla immagine pubblica, l'altra alla riservatezza personale.
            Infatti io sono per la difesa della privacy,
            comunque.

            C'è violazione della privacy anche se qualcuno
            racconta, non autorizzato, un mio fatto
            privatissimo che non mi mette necessariamente in
            cattiva
            luce.Infatti.Ma se mi mette in cattiva luce, allora c'è diffamazione.
            Per esempio, se qualcuno dice che faccio sesso
            con mia moglie quattro volte al giorno, potrei
            pure esserne
            orgoglioso.
            Oppure no, se sono un cattolico che pubblicamente
            propugna la continenza
            sessuale.Ma infatti il reato di diffamazione è perseguibile solo per querela.Se tu no nti senti offeso ma inorgoglito no nfai querela, se invece ti reputi offeso la fai.Il giudice, attestato che effettivamente tali dichiarazioni pubbliche siano state fatte, stabilisce se il motivo di ritenersi offeso sia fondato.

            La diffamazione è altra cosa.
            E considerare diffamatorio dare del "gay" ad un
            gay dichiarato, per esempio, cosa che la legge
            attuale consente di perseguire se c'è il sospetto
            della volontà diffamatoria, è un
            abominio.E perchè mai?L'essere gay di per se non è una cosa "negativa".Ma in un poarticolare contesto e società invece può essere motivo di scherno o addirittura di discriminazione se non violenza.Il giudice valuta anche queste circostanze.
          • specs scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            - Scritto da: specs

            Forse non ti è chiaro: la difesa della
            privacy

            non c'entra nulla con la

            diffamazione.

            Forse non è chiaro a te, sono due cose diverse,
            infatti.
            Una attiene alla immagine pubblica, l'altra alla
            riservatezza
            personale.Appunto.Se è immagine pubblica e io dico un fatto vero, è assurdo che la legge consenta di "offendersi" e querelare per diffamazione.Ho appena fatto un esempio a Leguleio di una condanna per diffamazione par aver detto un fatto vero, su un personaggio pubblico (Grillo che mette il tesoriere del PD assieme ai tesorieri degli altri partiti), visto che l'ultima ridotta dei difensori della legge sulla diffamazione sembra essere quella "non succede mai, dateci degli esempi".
            Ma infatti il reato di diffamazione è
            perseguibile solo per
            querela.
            Se tu no nti senti offeso ma inorgoglito no nfai
            querela, se invece ti reputi offeso la
            fai.Certo, così porti in tribunale qualcuno semplicemente per aver detto la verità, perchè tu ti sei sentito offeso.Come se io, non credente, mi sentissi offeso perchè qualcuno mi ha detto "ateo" con "cattiveria" (secondo il mio parere) e sporgessi querela.
            Il giudice valuta anche queste circostanze.Il giudice valuta tutto ... e niente.Non è rilevante la VERITA' dei fatti.Addirittura non è determinante neppure se c'era o no la VOLONTA' di diffamare (chiedi a Leguleio ...), basta che ci sia uno che "si offende" ed un giudice che è d'accordo con lui, indipendentemente dal fatto che sia stata detta una cosa vera e perfino pubblicamente nota.E poi mi dicono che il problema della Giustizia italiana sono i tre gradi di giudizio.Il problema (oltre a molti altri) è che si fanno processi penali per queste cose.
          • Leguleio scrive:
            Re: sbotto

            Ho appena fatto un esempio a Leguleio di una
            condanna per diffamazione par aver detto un fatto
            vero, su un personaggio pubblico (Grillo che
            mette il tesoriere del PD assieme ai tesorieri
            degli altri partiti), Già confutata. Non era un fatto vero.
          • specs scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: Leguleio

            Ho appena fatto un esempio a Leguleio di una

            condanna per diffamazione par aver detto un
            fatto

            vero, su un personaggio pubblico (Grillo che

            mette il tesoriere del PD assieme ai
            tesorieri

            degli altri partiti),

            Già confutata.
            Non era un fatto vero.Hai poco da confutare.Misiani era tesoriere PD ed è solo su questa base (ovvero che sia stato indicato come tesoriere, fatto vero ed inconfutabile, e messo, unicamente come simbolo del partito, assieme in foto a due inquisiti e due non inquisiti, non c'è nessuna accusa personale) che il giudice ha deciso che Grillo l'aveva "diffamato".E' un esempio perfetto (nonostante ci abbia messo solo tre minuti a trovarlo) di ciò che può succedere con questa legge:- ARDITA e del tutto SOGGETTIVA interpretazione di un giudice su cosa uno spettatore avrebbe potuto pensare (!) leggendo un certo scritto o vedendo una certa immagine- assoluta indifferenza al buon senso e pure al principio "in dubio pro reo", pure quando manca qualsiasi ragionevole indizio di volontarietàE va già bene che a Grillo non mancano i soldi, se la cosa fosse capitata ad un semplice blogger squattrinato, condannato a pagere trentunmila euro, costui avrebbe forse rischiato di andare a dormire sotto i ponti.Questo a proposito di questa fantastica norma "a difesa dei poveri contro le prepotenze mediatiche dei potenti che li possono diffamare".E visto che ci sono, sono io a ribaltare la domanda: quali sono i casi reali di un povero cristo vessato con la diffamazione da un potente (che magari ha tv, giornali ecc.), esempio che tu hai fatto?Va precisato, per evitare di perdere tempo attornoo al nulla, che i giornalisti, casta protetta (anche dalla legge, anche nel caso della diffamazione ed anche giustamente, almeno come principio), non fanno parte dei "poveri cristi".Anche perchè, oltretutto, hanno i mezzi per controbattere pubblicamente.
          • Leguleio scrive:
            Re: sbotto



            Ho appena fatto un esempio a Leguleio
            di
            una


            condanna per diffamazione par aver
            detto
            un

            fatto


            vero, su un personaggio pubblico
            (Grillo
            che


            mette il tesoriere del PD assieme ai

            tesorieri


            degli altri partiti),



            Già confutata.

            Non era un fatto vero.

            Hai poco da confutare.Il commento è sparito. :(Appena ho tempo lo rimetto.
            Misiani era tesoriere PD ed è solo su questa base
            (ovvero che sia stato indicato come tesoriere,
            fatto vero ed inconfutabile, e messo, unicamente
            come simbolo del partito, assieme in foto a due
            inquisiti e due non inquisiti, non c'è nessuna
            accusa personale) che il giudice ha deciso che
            Grillo l'aveva
            "diffamato".Togli le virgolette.Fare un fotomontaggio tra diversi tesorieri in formato foto segnaletica, due dei quali accusati anche di reati abbastanza gravi, è diffamazione. O se preferisci, lesione dell'onore e della rispettabilità di Misiano.Non solo non è vero che Misiano sia mai stato indagato in quanto tesoriere. Ma anche l'intento di critica proprio non lo vedo.
          • specs scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: Leguleio

            Misiani era tesoriere PD ed è solo su questa
            base

            (ovvero che sia stato indicato come
            tesoriere,

            fatto vero ed inconfutabile, e messo,
            unicamente

            come simbolo del partito, assieme in foto a
            due

            inquisiti e due non inquisiti, non c'è
            nessuna

            accusa personale) che il giudice ha deciso
            che

            Grillo l'aveva

            "diffamato".

            Togli le virgolette.
            Fare un fotomontaggio tra diversi tesorieri in
            formato foto segnaletica, due dei quali accusati
            anche di reati abbastanza gravi, è diffamazione.
            O se preferisci, lesione dell'onore e della
            rispettabilità di
            Misiano.
            Non solo non è vero che Misiano sia mai stato
            indagato in quanto tesoriere. Ma anche l'intento
            di critica proprio non lo
            vedo.E dove, di grazia, Grillo avrebbe scritto o anche solo insinuato che Misiani era indagato?Avevo già messo il link all'articolo di Grillo, per evitare (inutilmente, purtroppo) che qualcuno menasse il can per l'aia:http://www.beppegrillo.it/2012/05/i_tesorieri.htmlTra l'altro, dei cinque tesorieri tre erano non indagati, quindi non si può neanche dire che ha messo Misiani "circondato da indagati" per farlo apparire coinvolto in vicende giudiziarie.E' una palese critica ai partiti (escluso M5S, ovviamente) per la loro gestione dei finanziamenti elettorali, i tesorieri erano solo il simbolo delle finanze "sporche" dei partiti.Certo, se poi uno ha una mentalità intollerante, scambia immediatamente e volentieri la critica per diffamazione.E' proprio per questo motivo che la legge è fatta in modo inaccettabile.Ma fra poco, continuando così, diverrà probabilmente proibito perfino criticare l'impianto di una legge, quale "offesa" a non si sa chi.
          • Leguleio scrive:
            Re: sbotto


            Togli le virgolette.

            Fare un fotomontaggio tra diversi tesorieri
            in

            formato foto segnaletica, due dei quali
            accusati

            anche di reati abbastanza gravi, è
            diffamazione.

            O se preferisci, lesione dell'onore e della

            rispettabilità di

            Misiano.

            Non solo non è vero che Misiano sia mai stato

            indagato in quanto tesoriere. Ma anche
            l'intento

            di critica proprio non lo

            vedo.

            E dove, di grazia, Grillo avrebbe scritto o anche
            solo insinuato che Misiani era
            indagato?L'ho detto. Il fotomontaggio:http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2013/12/beppe-grillo-condannato-antonio-misiani-2-420x576.jpg
            Avevo già messo il link all'articolo di Grillo,
            per evitare (inutilmente, purtroppo) che qualcuno
            menasse il can per
            l'aia:
            http://www.beppegrillo.it/2012/05/i_tesorieri.htmlLa sentenza non riguarda l'articolo. Nemmeno era agli atti del proXXXXX, a quanto ne so.La diffamazione può essere compiuta anche con disegni e con foto, o in questo caso con fotomontaggi.
            Tra l'altro, dei cinque tesorieri tre erano non
            indagati, quindi non si può neanche dire che ha
            messo Misiani "circondato da indagati" per farlo
            apparire coinvolto in vicende
            giudiziarie.Evidentemente l'avvocato difensore non è stato abbastanza bravo a convincere i giudici di questa tesi. ;)O più banalmente, i giudici non se la sono bevuta. Normale, non me la sarei bevuta nemmeno io: lui crea foto segnaletiche, ci mette ben due persone sotto indagine, e io dovrei andare a guardare quelli che invece risultano "puliti". Ma per favore!
            Certo, se poi uno ha una mentalità intollerante,
            scambia immediatamente e volentieri la critica
            per
            diffamazione.
            E' proprio per questo motivo che la legge è fatta
            in modo
            inaccettabile.Sì, l'ho capito che la legge sulla diffamazione non ti piace. Sei in buona compagnia, se la cosa ti può consolare, ma la legge sempre lì sta: da 83 anni.E in ogni caso a me non interessava cosa tu pensi del reato, ma un caso specifico che a sentire quelli come te avviene ogni due per tre: una condanna per diffamazione per aver riferito fatti veri e dimostrati.
            Ma fra poco, continuando così, diverrà
            probabilmente proibito perfino criticare
            l'impianto di una legge, quale "offesa" a non si
            sa
            chi.Gli Italiani passano metà del tempo a criticare le leggi, e l'altra metà a contestare le regole del calcio, quindi no, direi che quest'ipotesi è improbabile. È invece reato già oggi attaccare in maniera virulenta chi le leggi le fa applicare, cioè la magistratura, e anche la polizia e la polizia penitenziaria.
          • Leguleio scrive:
            Re: sbotto
            Messaggi che svaniscono come se ci fosse il mago Silvan. :(Rifo.

            Togli le virgolette.

            Fare un fotomontaggio tra diversi tesorieri
            in

            formato foto segnaletica, due dei quali
            accusati

            anche di reati abbastanza gravi, è
            diffamazione.

            O se preferisci, lesione dell'onore e della

            rispettabilità di

            Misiano.

            Non solo non è vero che Misiano sia mai stato

            indagato in quanto tesoriere. Ma anche
            l'intento

            di critica proprio non lo

            vedo.

            E dove, di grazia, Grillo avrebbe scritto o anche
            solo insinuato che Misiani era
            indagato?L'ho scritto sopra: con un fotomontaggio.
            Avevo già messo il link all'articolo di Grillo,
            per evitare (inutilmente, purtroppo) che qualcuno
            menasse il can per
            l'aia:
            http://www.beppegrillo.it/2012/05/i_tesorieri.htmlL'oggetto della querela non è l'articolo, credo non fosse nemmeno agli atti del proXXXXX. Ma unicamente il fotomontaggio con le foto segnaletiche.
            Tra l'altro, dei cinque tesorieri tre erano non
            indagati, quindi non si può neanche dire che ha
            messo Misiani "circondato da indagati" per farlo
            apparire coinvolto in vicende
            giudiziarie.Evidentemente questa difesa, che convince te, non ha convinto il giudice che ha condannato Grillo Giuseppe detto Beppe. :)Non avrebbe convinto nemmeno me, se fossi stato chiamato a giudicare. Cioè, voglio dire: lui crea un fotomontaggio con foto segnaletiche, ci mette dentro due celebri indagati, e per reati anche abbastanza gravi, e uno dovrebbe guardare solo gli sconosciuti tesorieri "puliti"?!?Ma per favore!
            E' una palese critica ai partiti (escluso M5S,
            ovviamente) per la loro gestione dei
            finanziamenti elettorali, i tesorieri erano solo
            il simbolo delle finanze "sporche" dei
            partiti.All'epoca in cui è stato pubblicato il fotomontaggio i due tesorieri indagati non ricoprivano più la carica. Però rinunciare a un fotomontaggio anche con personaggi inquisiti e non più in carica era una tentazione a cui era impossibile resistere, per uno che la politica la fa a colpi di "vaffa". E quindi ha lasciato quei volti assieme agli altri.
            Certo, se poi uno ha una mentalità intollerante,
            scambia immediatamente e volentieri la critica
            per
            diffamazione.
            E' proprio per questo motivo che la legge è fatta
            in modo
            inaccettabile.Che a te il reato di diffamazione non piaccia s'era capito, è inutile che lo ripeti ad ogni commento. Sei in buona compagnia, se la cosa ti può consolare, ma la riforma non è stata approvata nella scorsa legislatura e l'art. 595 del codice penale rimane così, tetragono ad ogni assalto, per ben 83 anni.La mia domanda era un'altra: esistono esempi di condanne per diffamazione per fatti veri, e provati?
          • specs scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: Leguleio

            Certo, se poi uno ha una mentalità
            intollerante,

            scambia immediatamente e volentieri la
            critica

            per

            diffamazione.

            E' proprio per questo motivo che la legge è
            fatta

            in modo

            inaccettabile.

            Che a te il reato di diffamazione non piaccia
            s'era capito, è inutile che lo ripeti ad ogni
            commento. Sei in buona compagnia, se la cosa ti
            può consolare, ma la riforma non è stata
            approvata nella scorsa legislatura e l'art. 595
            del codice penale rimane così, tetragono ad ogni
            assalto, per ben 83
            anni.
            La mia domanda era un'altra: esistono esempi di
            condanne per diffamazione per fatti veri, e
            provati?Alla domanda ti ho perfettamente risposto, con un esempio trovato in pochi minuti (figurati se avessi cercato di più).Che tu, per cercare di levarti dalla difficoltà, sostenga addirittura che l'articolo che stava sotto a quella vignetta non è rilevante per capire il senso della vignetta stessa, dimostra solo la tua incapacità (o pervicace non volontà) di capire.Tra l'altro, sottolineo un'ulteriore (e rivelatore) particolare discutibile: se fosse solo per la vignetta, sarebbe stata diffamazine solo verso Misiani. Invece è stato disposto un risarcimento pure verso il PD. Ma il PD veniva concretamente tirato in ballo solo nell'articolo.CVD.Sono io, invece, che sto aspettando risposta alla mia domanda, ovvero quali esempi ci sono di poveri cristi difesi da questa splendida legge sulla diffamazione contro potenti tycoon dei media o comunque gente di potere.
          • Leguleio scrive:
            Re: sbotto


            Che a te il reato di diffamazione non piaccia

            s'era capito, è inutile che lo ripeti ad ogni

            commento. Sei in buona compagnia, se la cosa
            ti

            può consolare, ma la riforma non è stata

            approvata nella scorsa legislatura e l'art.
            595

            del codice penale rimane così, tetragono ad
            ogni

            assalto, per ben 83

            anni.

            La mia domanda era un'altra: esistono esempi
            di

            condanne per diffamazione per fatti veri, e

            provati?


            Alla domanda ti ho perfettamente risposto, con un
            esempio trovato in pochi minuti (figurati se
            avessi cercato di
            più).Ah, di casi di diffamazione se ne trovano a migliaia, figurati.Di casi di diffamazione per aver diffuso un fatto vero, e dimostrato, nemmeno l'ombra. Chissà perché.
            Che tu, per cercare di levarti dalla difficoltà,
            sostenga addirittura che l'articolo che stava
            sotto a quella vignetta non è rilevante per
            capire il senso della vignetta stessa, Lo dice il tribunale.Non so perché ti impunti a sostenere che la questione fosse l'articolo: non lo è mai stato, leggi i giornali e te ne accorgerai.
            dimostra
            solo la tua incapacità (o pervicace non volontà)
            di
            capire.Finché l'interlocutore che mi accusa sei tu, mi faccio un vanto di non capire."Segnalato un pazzo contromano in autostrada""Uno?!? Saranno diecimila!"
            Tra l'altro, sottolineo un'ulteriore (e
            rivelatore) particolare discutibile: se fosse
            solo per la vignetta, Non se fosse: <B
            è </B
            .Misiani ha querelato quella. Non puoi far querelare a Misiani un'altra cosa. Ricopio qui la sua dichiarazione a caldo di quando ha sporto querela:" <I
            Ho dato mandato ai miei legali di querelare Beppe Grillo per diffamazione in sede penale e civile. Le critiche, in politica, sono legittime. Anche quelle più dure. Ma vedere la propria faccia in una foto segnaletica insieme a quelle di Lusi e Belsito, come se fossimo tutti uguali, non è bello. A maggior ragione se la foto segnaletica viene pubblicata ... </I
            "http://www.bergamonews.it/politica/foto-segnaletiche-dei-tesorieri-dei-partiti-misiani-querela-grillo-160059Nessun cenno all'articolo, come vedi.
            sarebbe stata diffamazine
            solo verso Misiani. Invece è stato disposto un
            risarcimento pure verso il PD. Ma il PD veniva
            concretamente tirato in ballo solo
            nell'articolo.
            CVD.Allora, quando si intenta un proXXXXX penale, come in questo caso, si possono proporre come "parte civile", cioè come soggetti interessati dall'esito della sentenza, anche associazioni e partiti. Sta al giudice ammetterli o meno nel proXXXXX.Lo stesso avviene quando nei processi per violenza sessuale si presentano associazioni femministe. Raramente vengono ammesse, ma loro ci tentano.
            Sono io, invece, che sto aspettando risposta alla
            mia domanda, ovvero quali esempi ci sono di
            poveri cristi difesi da questa splendida legge
            sulla diffamazione contro potenti tycoon dei
            media o comunque gente di
            potere.Veramente è una questione che esula da questa discussione, perché l'affermazione:" <I
            La diffamazione, così come definita nell'ordinamento giuridico italiano, è una pistola carica a disposizione di chi voglia usarla per zittire le voci critiche.Un bel passo indietro rispetto al diritto romano, che ammetteva la exceptio veritatis, mentre oggi (dopo essere stata abolita, guarda caso, nel periodo fascista) è ammessa solo in casi limitati </I
            ".l'hai scritta tu, e quindi mi aspetto che sia tu a dimostrarla. Mentre io non ho mai scritto che la legge sulla diffamazione è a difesa dei poveri cristi.Però, se proprio ci tieni, ti cito questa:http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_febbraio_26/carmela_madaffari_diffamazione_assistenti_sociali_condanna-1501040157539.shtmlI querelanti sono semplici assistenti sociali, sottoposti a una dirigente. E la dirigente è lei, la persona condannata per diffamazione.
          • specs scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: Leguleio


            Che a te il reato di diffamazione non
            piaccia


            s'era capito, è inutile che lo ripeti
            ad
            ogni


            commento. Sei in buona compagnia, se la
            cosa

            ti


            può consolare, ma la riforma non è stata


            approvata nella scorsa legislatura e
            l'art.

            595


            del codice penale rimane così,
            tetragono
            ad

            ogni


            assalto, per ben 83


            anni.


            La mia domanda era un'altra: esistono
            esempi

            di


            condanne per diffamazione per fatti
            veri,
            e


            provati?





            Alla domanda ti ho perfettamente risposto,
            con
            un

            esempio trovato in pochi minuti (figurati se

            avessi cercato di

            più).

            Ah, di casi di diffamazione se ne trovano a
            migliaia,
            figurati.
            Di casi di diffamazione per aver diffuso un fatto
            vero, e dimostrato, nemmeno l'ombra. Chissà
            perché.



            Che tu, per cercare di levarti dalla
            difficoltà,

            sostenga addirittura che l'articolo che stava

            sotto a quella vignetta non è rilevante per

            capire il senso della vignetta stessa,

            Lo dice il tribunale.
            Non so perché ti impunti a sostenere che la
            questione fosse l'articolo: non lo è mai stato,
            leggi i giornali e te ne
            accorgerai.So bene che per te basta che "l'abbia detto il tribunale" che sei a posto.Ma io discuto una legge che consente ai tribunali di giudicare la diffamazione su basi parziali, anche al netto degli errori dei giudici.Giudicare una vignetta a corredo di un articolo, senza anbdare a vedere l'articolo, è fuori dal mondo.Ma con una norma che se ne infischia persino della verità, è comprensibile che un giudice possa sentirsi gustificato ad interpretare una vignetta, CHE NON CONTIENE ALCUNA FALSITA', immaginando (!!!) come l'avrebbero interpretata i lettori.


            Sono io, invece, che sto aspettando risposta
            alla

            mia domanda, ovvero quali esempi ci sono di

            poveri cristi difesi da questa splendida
            legge

            sulla diffamazione contro potenti tycoon dei

            media o comunque gente di

            potere.

            Veramente è una questione che esula da questa
            discussione, perché
            l'affermazione:

            " <I
            La diffamazione, così come definita
            nell'ordinamento giuridico italiano, è una
            pistola carica a disposizione di chi voglia
            usarla per zittire le voci
            critiche.
            Un bel passo indietro rispetto al diritto romano,
            che ammetteva la exceptio veritatis, mentre oggi
            (dopo essere stata abolita, guarda caso, nel
            periodo fascista) è ammessa solo in casi limitati
            </I

            ".

            l'hai scritta tu, e quindi mi aspetto che sia tu
            a dimostrarla. Fatto.
            Mentre io non ho mai scritto che
            la legge sulla diffamazione è a difesa dei poveri
            cristi.Ah no?E chi ha scritto:"Immagina che una persona facoltosa inizi una campagna denigratoria nei tuoi confronti, e abbia a disposizione giornali e riviste, e magari pure tv e siti web, tutto di sua proprietà. Quali sono le chance che tu hai di rispondere colpo su colpo? Ecco."P.S.: e non rispondermi che parlavi di calunnia e non diffamazione, eh?Ormai inizio a conoscerti e conosco pure i giochini di cercare di cavarsela menando il can per l'aia ...
            Però, se proprio ci tieni, ti cito questa:

            http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/0

            I querelanti sono semplici assistenti sociali,
            sottoposti a una dirigente. E la dirigente è lei,
            la persona condannata per
            diffamazione.Qui c'è solo un'intervista, con un contenzioso tra un dirigente e dei sottoposti, praticamente una questione "di lavoro".Non è il caso di una campagna di stampa diffamatoria fatta da un magnate dei media o cose simili verso un oppositore esterno, che è esattamente ciò che hai scritto (vedi citazione letterale).Considerato il ruolo della dirigente, che aveva probabilmente altri mezzi, non pubblici, per contestare il lavoro degli assistenti e prendere provvedimenti se giustificati, la condanna è probabilmente giusta (anche se 10 milioni di euro mi sembrano un'assurdità, una di quelle cose che poi rischiano di diffondere il vezzo dei "professionisti dell'offendersi").
          • Leguleio scrive:
            Re: sbotto


            Lo dice il tribunale.

            Non so perché ti impunti a sostenere che la

            questione fosse l'articolo: non lo è mai
            stato,

            leggi i giornali e te ne

            accorgerai.

            So bene che per te basta che "l'abbia detto il
            tribunale" che sei a
            posto.Non so, proponimi un metodo diverso. Tipo: "me lo hanno detto le voci". Oppure: "Lo dice la tv", "lo dice internet".Così metti subito le carte in tavola e i lettori qui sanno con chi sto discutendo.
            Ma io discuto una legge che consente ai tribunali
            di giudicare la diffamazione su basi parziali,
            anche al netto degli errori dei
            giudici.Fuori tema, e tra l'altro lo hai già fatto abbondantemente: tutti i tuoi commenti precedenti parlano di questo.La domanda era precisa, ed esige una risposta precisa: allora, i casi di condanna per diffamazione per fatti veri, e dimostrati? Lo hai affermato tu, saprai di che cosa parli.
            Giudicare una vignetta a corredo di un articolo,
            senza anbdare a vedere l'articolo, è fuori dal
            mondo.Dal <B
            tuo </B
            mondo.
            Ma con una norma che se ne infischia persino
            della verità, è comprensibile che un giudice
            possa sentirsi gustificato ad interpretare una
            vignetta, CHE NON CONTIENE ALCUNA FALSITA',
            immaginando (!!!) come l'avrebbero interpretata i
            lettori.La vignetta in sé non contiene nulla. È come prendere la foto della proprio insegnante delle elementari e disegnarci i baffetti e le rughe. È vero? È falso? Né l'uno né l'altro: è un gesto puerile e come tale va punito. La diffamazione si esercita anche disegni e accostamenti inopportuni, non è la prima volta che arriva una condanna per questo.

            Veramente è una questione che esula da questa

            discussione, perché

            l'affermazione:



            " <I
            La diffamazione, così come
            definita

            nell'ordinamento giuridico italiano, è una

            pistola carica a disposizione di chi voglia

            usarla per zittire le voci

            critiche.

            Un bel passo indietro rispetto al diritto
            romano,

            che ammetteva la exceptio veritatis, mentre
            oggi

            (dopo essere stata abolita, guarda caso, nel

            periodo fascista) è ammessa solo in casi
            limitati

            </I


            ".



            l'hai scritta tu, e quindi mi aspetto che
            sia
            tu

            a dimostrarla.

            Fatto.No. Hai mostrato uno sberleffo comico, e nulla più. Non potevi andare così fuori bersaglio come con quel caso giudiziario.

            Mentre io non ho mai scritto che

            la legge sulla diffamazione è a difesa dei
            poveri

            cristi.


            Ah no?
            E chi ha scritto:
            "Immagina che una persona facoltosa inizi una
            campagna denigratoria nei tuoi confronti, e abbia
            a disposizione giornali e riviste, e magari pure
            tv e siti web, tutto di sua proprietà. Quali sono
            le chance che tu hai di rispondere colpo su
            colpo?
            Ecco."Confermo quella affermazione. Che non c'entra con quanto mi hai chiesto, ma a questo punto non mi stupisco più di nulla. :)Le possibilità di rettificare con una campagna condotta su giornali e tv da parte di una persona che quei mezzi li possiede sono pari a zero. Capitolo chiuso.Bisogna intentare una causa per diffamazione? Be', dipende se si possiedono almeno i soldi per pagare un avvocato, e se non si temono rappresaglie ancora peggiori una volta che la querela è partita. Non è detto, insomma, che sia la scelta migliore, e non certo a causa della legge: a causa delle disparità sociali.Solo che non esiste una terza soluzione. L'epoca in cui un'offesa si lavava col sangue, sfidando a duello l'avversario, è tramontata da un pezzo.
            P.S.: e non rispondermi che parlavi di calunnia e
            non diffamazione,
            eh?Perché dovrei? Io i due reati li so distinguere. Tu, non direi.
            Ormai inizio a conoscerti e conosco pure i
            giochini di cercare di cavarsela menando il can
            per l'aia
            ...Mai come in questi casi si usa "specchio riflesso".Avanti così.

            Però, se proprio ci tieni, ti cito questa:




            http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/0



            I querelanti sono semplici assistenti
            sociali,

            sottoposti a una dirigente. E la dirigente è
            lei,

            la persona condannata per

            diffamazione.

            Qui c'è solo un'intervista, con un contenzioso
            tra un dirigente e dei sottoposti, praticamente
            una questione "di
            lavoro".Vero, peccato che le questioni di lavoro non si affrontino con un'intervista al <I
            Giornale </I
            .Qualsiasi vertenza di lavoro esposta in quel modo sarebbe finita in una querela, non solo fra le assistenti sociali e la dirigente.
            Non è il caso di una campagna di stampa
            diffamatoria fatta da un magnate dei media o cose
            simili verso un oppositore esterno, che è
            esattamente ciò che hai scritto (vedi citazione
            letterale).Quello era un esempio rivolto alla tua persona. Le campagne di stampa diffamatorie da parte di magnati dell'industria sono accadute, e accadranno sempre, ma l'obiettivo è un giudice in particolare oppure un avversario politico, o ancora un concorrente, che non rientrano nella categoria dei "poveri cristi". Il senso ultimo dell'esempio era quindi "Mettiti nei panni di queste persone, vittime di campagne di stampa".Non c'è motivo per attaccare un povero cristo con giornali e tv; e infatti l'espressione è stata usata da te, io non l'ho tirata fuori di certo.
            Considerato il ruolo della dirigente, che aveva
            probabilmente altri mezzi, non pubblici, per
            contestare il lavoro degli assistenti e prendere
            provvedimenti se giustificati, la condanna è
            probabilmente giusta (anche se 10 milioni di euro
            mi sembrano un'assurdità, una di quelle cose che
            poi rischiano di diffondere il vezzo dei
            "professionisti
            dell'offendersi").Non entro nel merito. Tra l'altro è stato interposto appello.Faccio notare che la diffamazione colpisce anche persone gerarchicamente (e politicamente) più influenti di chi querela, ogni tanto. Come mi avevi chiesto.
          • ... scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: Leguleio
            La vignetta in sé non contiene nulla. È come
            prendere la foto della proprio insegnante delle
            elementari e disegnarci i baffetti e le rughe.
            È vero? È falso? Né l'uno né l'altro: è
            un gesto puerile e come tale va punito.Semmai il contrario: proprio perché è un gesto puerile, come tale va ignorato.O ci dobbiamo veramente mettere a perseguire tutti i bambini (e non) che disegnano i baffetti sulle foto di qualcun altro?
          • wtf scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: Leguleio
            La vignetta in sé non contiene nulla.Se non contiene nulla, allora qual è il problema?
            È come
            prendere la foto della proprio insegnante delle
            elementari e disegnarci i baffetti e le rughe.
            È vero? È falso? Né l'uno né l'altro: è
            un gesto puerile e come tale va punito.Un gesto puerile va ignorato e basta.O dobbiamo forse sprecare inutilmente tempo, energie e soldi a perseguire tutti i bambini (e non) che diXXXXno due baffetti sulla foto di qualcun altro?
          • Leguleio scrive:
            Re: sbotto


            La vignetta in sé non contiene nulla.

            Se non contiene nulla, allora qual è il problema?Il problema è di Misiani: è offensiva.

            È come

            prendere la foto della proprio insegnante
            delle

            elementari e disegnarci i baffetti e le
            rughe.

            È vero? È falso? Né l'uno né
            l'altro:
            è

            un gesto puerile e come tale va punito.

            Un gesto puerile va ignorato e basta.Mah, quando a compierlo è un adulto, una sentenza pubblica di condanna, e che colpisce il portafogli, male non fa. Chissà che un giorno cresca.
          • ... scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: Leguleio
            Il problema è di Misiani: è offensiva.Prima non contiene nulla, poi è offensiva... deciditi.
            Chissà che un giorno cresca.E' più probabile che sortisca l'effetto contrario: accentuare il problema invece che risolverlo. Esattamente come succede con quei bambini ribelli e dispettosi che più li punisci e peggio le fanno.
          • Passante scrive:
            Re: sbotto
            - Scritto da: Leguleio



            Ho appena fatto un esempio a
            Leguleio

            di

            una



            condanna per diffamazione par aver

            detto

            un


            fatto



            vero, su un personaggio pubblico

            (Grillo

            che



            mette il tesoriere del PD assieme
            ai


            tesorieri



            degli altri partiti),





            Già confutata.


            Non era un fatto vero.



            Hai poco da confutare.

            Il commento è sparito. :(
            Appena ho tempo lo rimetto.


            Misiani era tesoriere PD ed è solo su questa
            base

            (ovvero che sia stato indicato come
            tesoriere,

            fatto vero ed inconfutabile, e messo,
            unicamente

            come simbolo del partito, assieme in foto a
            due

            inquisiti e due non inquisiti, non c'è
            nessuna

            accusa personale) che il giudice ha deciso
            che

            Grillo l'aveva

            "diffamato".

            Togli le virgolette.
            Fare un fotomontaggio tra diversi tesorieri in
            formato foto segnaletica, due dei quali accusati
            anche di reati abbastanza gravi, è diffamazione.
            O se preferisci, lesione dell'onore e della
            rispettabilità di
            Misiano.
            Non solo non è vero che Misiano sia mai stato
            indagato in quanto tesoriere. Ma anche l'intento
            di critica proprio non lo
            vedo.[img]http://images2.corriereobjects.it/methode_image/2014/04/17/Politica/Foto%20Gallery%20-%20Trattate/ma8-U43010135047468506-U4301016868164159TC-192x144@Corriere-Web-Nazionale.jpg?v=201404190931[/img]
    • ruppolo scrive:
      Re: sbotto
      Hai paura?Pensa a quanti qui potrei fare una querela per diffamazione, sicuro di arrivare in cassazione e vincerla. Te compreso.Ma non temere, non è di me che devi aver paura :)
      • dont feed the troll - Back Again scrive:
        Re: sbotto
        - Scritto da: ruppolo
        Hai paura?

        Pensa a quanti qui potrei fare una querela per
        diffamazione, sicuro di arrivare in cassazione e
        vincerla. Te
        compreso.

        Ma non temere, non è di me che devi aver paura :)Sai cosa?Un provider dopo 24 mesi deve cancellare i dati di navigazione.Cioè dopo 24 mesi è di fatto impossibile associare ip a intestatario del contratto.Ora salvo la discussione della puniblità di un soggetto sulla base del mero dato dell'ip (in Italia probabilmente qualche giudice lo farebbe), il problema sono i tempi biblici della magistratura.Tra querela e acquisizione delle prove puo' passare + di quel margine temporale e quindi il tutto potrebbe finire in una assoluzione per insufficienza delle prove.Insomma se è vero che non si deve diffamare la gente innanzitutto per una questione di civiltà prima che per paura delle conseguenze legali, è anche vero che avere "soddisfazione" in certe querelle è abbastanza difficile.
      • dont feed the troll - Back Again scrive:
        Re: sbotto
        - Scritto da: ruppolo
        Hai paura?

        Pensa a quanti qui potrei fare una querela per
        diffamazione, sicuro di arrivare in cassazione e
        vincerla. Te
        compreso.

        Ma non temere, non è di me che devi aver paura :)Sai cosa?Un provider dopo 24 mesi deve cancellare i dati di navigazione.Cioè dopo 24 mesi è di fatto impossibile associare ip a intestatario del contratto.Ora salvo la discussione della puniblità di un soggetto sulla base del mero dato dell'ip (in Italia probabilmente qualche giudice lo farebbe), il problema sono i tempi biblici della magistratura.Tra querela e acquisizione delle prove puo' passare + di quel margine temporale e quindi il tutto potrebbe finire in una assoluzione per insufficienza delle prove.Insomma se è vero che non si deve diffamare la gente innanzitutto per una questione di civiltà prima che per paura delle conseguenze legali, è anche vero che avere "soddisfazione" in certe querelle è abbastanza difficile.
  • Franky scrive:
    Molte perplessità su questa sentenza....
    Questa sentenza mi lascia estremamente perplesso... già oggigiorno nel nostro paese puo' succedere che un cittadino si ritrovi in tribunale semplicemente per aver espresso una "critica forte" contro un personaggio pubblico tipo un politico(a titolo di esempio...)...almeno il fatto di poter alludere senza nominare...permetteva perlomeno di poter esercitare liberamente il diritto di critica almeno in questa forma... ma se ora non e' piu' necessario accertare nemmeno contro chi e' rivolta la critica...che ci si puo' ritrovare direttamente in tribunale... mi chiedo cosa mai potra' succedere se un utente se la prende con il "fruttivendolo dal berretto rosso" e buona parte dei fruttivendoli d'Italia con il berretto rosso lo denunciano per diffamazione (eccetto magari il fruttivendolo verso cui era realmente rivolta la critica)...immagino già class action di politici contro singoli cittadini (con la motivazione "di certo stavano parlando di me...")... non oso nemmeno immaginare agli abusi contro questo tipo di principio...da parte di chi vorra' semplicemente fare soldi chiedendo risarcimenti per una diffamazione presunta che non e' probabilmente rivolta nemmeno al soggetto interessato...!
    • Leguleio scrive:
      Re: Molte perplessità su questa sentenza....

      Questa sentenza mi lascia estremamente
      perplesso... già oggigiorno nel nostro paese puo'
      succedere che un cittadino si ritrovi in
      tribunale semplicemente per aver espresso una
      "critica forte" contro un personaggio pubblico
      tipo un politico(a titolo di esempio...)Succede anche l'inverso, eh?http://www.estense.com/?p=334936La querela per diffamazione si sporge in quanto cittadini, individui; non per la carica politica oppure la posizione sociale che si ricopre.
      ...almeno
      il fatto di poter alludere senza
      nominare...permetteva perlomeno di poter
      esercitare liberamente il diritto di critica
      almeno in questa forma... ma se ora non e' piu'
      necessario accertare nemmeno contro chi e'
      rivolta la critica...No, non "ora". Non è una novità che una condanna per diffamazione arriva malgrado non sia chiaramente espresso l'oggetto delle frasi diffamatorie. Magari più tardi pubblicherò i precedenti, se li trovo online.
      che ci si puo' ritrovare
      direttamente in tribunale... mi chiedo cosa mai
      potra' succedere se un utente se la prende con il
      "fruttivendolo dal berretto rosso" e buona parte
      dei fruttivendoli d'Italia con il berretto rosso
      lo denunciano per diffamazione (eccetto magari il
      fruttivendolo verso cui era realmente rivolta la
      critica)...Il caso è paradossale, ma se accadesse, io direi che così impara a essere più preciso quando vuole insultare qualcuno. :D
      immagino già class action di politici contro
      singoli cittadini (con la motivazione "di certo
      stavano parlando di me...")... L'idea non è male. Immagino che tu ti riferisca a frasi come "governo ladro". Tutti i ministri e i sottosegretari, e ovviemente il presidente del consiglio, sarebbero legittimati a proporre querela.
      non oso nemmeno
      immaginare agli abusi contro questo tipo di
      principio...da parte di chi vorra' semplicemente
      fare soldi chiedendo risarcimenti per una
      diffamazione presunta che non e' probabilmente
      rivolta nemmeno al soggetto
      interessato...!Non al soggetto interessato, ma a tutto il gruppo. Altrimenti non sarebbe un'azione di classe.
      • panda rossa scrive:
        Re: Molte perplessità su questa sentenza....
        - Scritto da: Leguleio

        Questa sentenza mi lascia estremamente

        perplesso... già oggigiorno nel nostro paese
        puo'

        succedere che un cittadino si ritrovi in

        tribunale semplicemente per aver espresso una

        "critica forte" contro un personaggio
        pubblico

        tipo un politico(a titolo di esempio...)

        Succede anche l'inverso, eh?

        http://www.estense.com/?p=334936Non e' nessun inverso.C'e' sempre una persona che racconta fastidiose verita' nei confronti di qualcuno che dispone di mezzi, e quest'ultimo si avvale dell'abominevole legge contro la diffamazione per mettere a tacere verita' scomode e per vendicarsi contro chi le ha pronunciate.Nel caso che hai citato appartiene alla casta anche chi racconta la verita' scomoda, ma l'altro e' sempre un pezzo grosso.Portami una causa dove un pezzo grosso diffama un sig. nessuno e avrai portato un controesempio credibile.
        La querela per diffamazione si sporge in quanto
        cittadini, individui; non per la carica politica
        oppure la posizione sociale che si ricopre.La querela per diffamazione si sporge per mettere a tacere chi disturba il manovratore.Che adesso potra' ulteriormente abusare dei suoi poteri.
        No, non "ora". Non è una novità che una condanna
        per diffamazione arriva malgrado non sia
        chiaramente espresso l'oggetto delle frasi
        diffamatorie. Magari più tardi pubblicherò i
        precedenti, se li trovo
        online.Siamo all'assurdo.Non si sa chi e' il diffamato, non si sa perche' e' diffamato, ma c'e' comunque la condanna.

        che ci si puo' ritrovare

        direttamente in tribunale... mi chiedo cosa
        mai

        potra' succedere se un utente se la prende
        con
        il

        "fruttivendolo dal berretto rosso" e buona
        parte

        dei fruttivendoli d'Italia con il berretto
        rosso

        lo denunciano per diffamazione (eccetto
        magari
        il

        fruttivendolo verso cui era realmente
        rivolta
        la

        critica)...

        Il caso è paradossale, ma se accadesse, io direi
        che così impara a essere più preciso quando vuole
        insultare qualcuno.
        :DForse ti sfugge un particolare.Nessuno insulta nessuno.Se io dico un fatto vero e provato su di te, non e' insulto.Ma tu puoi comunque querelarmi. Ti rendi conto? No, non ti rendi conto.

        immagino già class action di politici contro

        singoli cittadini (con la motivazione "di
        certo

        stavano parlando di me...")...

        L'idea non è male. Immagino che tu ti riferisca a
        frasi come "governo ladro". Tutti i ministri e i
        sottosegretari, e ovviemente il presidente del
        consiglio, sarebbero legittimati a proporre
        querela.Per questo e' necessario abrogare questo abominio di legge.

        non oso nemmeno

        immaginare agli abusi contro questo tipo di

        principio...da parte di chi vorra'
        semplicemente

        fare soldi chiedendo risarcimenti per una

        diffamazione presunta che non e'
        probabilmente

        rivolta nemmeno al soggetto

        interessato...!

        Non al soggetto interessato, ma a tutto il
        gruppo. Altrimenti non sarebbe un'azione di
        classe.
        • Leguleio scrive:
          Re: Molte perplessità su questa sentenza....


          Succede anche l'inverso, eh?



          http://www.estense.com/?p=334936

          Non e' nessun inverso.
          C'e' sempre una persona che racconta fastidiose
          verita' nei confronti di qualcuno che dispone di
          mezzi, e quest'ultimo si avvale dell'abominevole
          legge contro la diffamazione per mettere a tacere
          verita' scomode e per vendicarsi contro chi le ha
          pronunciate.Ma quali verità scomode, e ma quale mettere a tacere. Il motivo per cui è stato condannato è una scivolata su una buccia di banana che anche un bimbo di 4 anni era in grado di evitare, facendo attenzione. E per sua natura la condanna per diffamazione è "una notizia data due volte": non soffoca una diceria, la amplifica.Diciamo questo: la prossima volta che sarà direttore di un giornale il sindaco di Cento farà anche le verifiche. Una persona in più che fa bene il proprio lavoro: la notizia positiva c'è. :)
          Nel caso che hai citato appartiene alla casta
          anche chi racconta la verita' scomoda, ma l'altro
          e' sempre un pezzo
          grosso.

          Portami una causa dove un pezzo grosso diffama un
          sig. nessuno e avrai portato un controesempio
          credibile.Ecco qui:http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/10/12/diffamo-radicali-condannato-il-celeste.htmlIl condannato era all'epoca dei fatti (2010) presidente della regione più popolosa d'Italia, e un pezzo grosso del Pdl. I diffamati, un tempo influenti, da 10 anni a questa parte non ne azzeccano una e sono condannati a rimaner fuori da tutte le istituzioni perché nessuno li vota.

          La querela per diffamazione si sporge in
          quanto

          cittadini, individui; non per la carica
          politica

          oppure la posizione sociale che si ricopre.

          La querela per diffamazione si sporge per mettere
          a tacere chi disturba il
          manovratore.
          Che adesso potra' ulteriormente abusare dei suoi
          poteri.Ah, perché invece se lo insultano a ruota libera i suoi poteri non li usa più, vero?!?Strana concezione dei diritti civili e della funzione istituzionale.

          No, non "ora". Non è una novità che una
          condanna

          per diffamazione arriva malgrado non sia

          chiaramente espresso l'oggetto delle frasi

          diffamatorie. Magari più tardi pubblicherò i

          precedenti, se li trovo

          online.

          Siamo all'assurdo.
          Non si sa chi e' il diffamato, non si sa perche'
          e' diffamato, ma c'e' comunque la
          condanna.No, attenzione: non lo sappiamo noi, e probabilmente la sentenza non svela il nome del querelante (ancora il testo non è stato reso pubblico). Le persone che conoscono questa persona e che hanno letto lo sfogo su Librofacce hanno capito perfettamente chi era. Non c'è possibilità di equivoco, il finanziere subentrata all'altro finanziere al comando provinciale di quella sede è uno, e uno solo. Per configurare il reato di diffamazione alla legge è sufficiente che due persone leggano le affermazioni.
          Forse ti sfugge un particolare.
          Nessuno insulta nessuno.
          Se io dico un fatto vero e provato su di te, non
          e'
          insulto.
          Ma tu puoi comunque querelarmi. Ti rendi conto?
          No, non ti rendi
          conto.Uff, ogni volta ritorni a battere su questo tasto. Quando ti stufi?Le condanne per diffamazione per fatti veri sono possibili, ma sono un'infima parte del totale di quelle inflitte. Per il resto, nel 99,9 % dei casi si tratta di accuse infondate, oppure di notizie vere ma travisate ad arte per renderle ignominiose, o ancora di semplici insulti, talvolta volgari.E anche le poche volte che si tratta di fatti veri, sono i classici casi nei quali il fatto in sé non riveste alcun interesse pubblico e non è utilizzabile per fini di critica o di politica.


          immagino già class action di politici
          contro


          singoli cittadini (con la motivazione
          "di

          certo


          stavano parlando di me...")...



          L'idea non è male. Immagino che tu ti
          riferisca
          a

          frasi come "governo ladro". Tutti i ministri
          e
          i

          sottosegretari, e ovviemente il presidente
          del

          consiglio, sarebbero legittimati a proporre

          querela.

          Per questo e' necessario abrogare questo abominio
          di
          legge.No no, sta bene lì dov'è. Insegna l'autocontrollo ai cittadini, e, si spera in futuro, anche ai weblogger. Ce l'hanno quasi tutti gli Stati europei, ce l'hanno metà degli Stati federati degli Usa, l'Italia non deve privarsene.
          • dont feed the troll - Back Again scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            Sono assolutamente d'accordo con Leguleio.(Farà la piangina per farmi censurare pure quando gli do ragione? )
          • ThEnOra scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            Facciamola più facile: la querela deve essere accolta dal magistrato, altrimenti ciccia! ;)
          • bubba scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            Sono assolutamente d'accordo con Leguleio.

            (Farà la piangina per farmi censurare pure quando
            gli do ragione?
            )ocio che potrebbe sentirsi diffamato dal tono denigratorio di questa frase e farti causa. E' cosi' bello ricorrere al tribunale per cagate inutili, del resto :D
          • dont feed the troll - Back Again scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: bubba
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again

            Sono assolutamente d'accordo con Leguleio.





            (Farà la piangina per farmi censurare pure
            quando

            gli do ragione?

            )
            ocio che potrebbe sentirsi diffamato dal tono
            denigratorio di questa frase e farti causa. E'
            cosi' bello ricorrere al tribunale per cagate
            inutili, del resto
            :DChi è Leguleio?
          • bubba scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            - Scritto da: bubba

            - Scritto da: dont feed the troll - Back
            Again


            Sono assolutamente d'accordo con
            Leguleio.









            (Farà la piangina per farmi censurare
            pure

            quando


            gli do ragione?


            )

            ocio che potrebbe sentirsi diffamato dal tono

            denigratorio di questa frase e farti causa.
            E'

            cosi' bello ricorrere al tribunale per cagate

            inutili, del resto

            :D

            Chi è Leguleio?uno che crede -evidentemente- che gli azzeccagarbugli siano la cosa piu' bella mai inventata, dopo la cioccolata :)
          • bubba scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: Leguleio
            Ecco qui:
            http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/r

            Il condannato era all'epoca dei fatti (2010)
            presidente della regione più popolosa d'Italia, e
            un pezzo grosso del Pdl. I diffamati, un tempourca dev essere per quello che formicone si dichiara povero (anzi peggio.. la stampa riporta di -75000eu su un conto). E' colpa del multone inflitto! Assaperle le cose .. :) :)
        • specs scrive:
          Re: Molte perplessità su questa sentenza....
          - Scritto da: panda rossa
          Forse ti sfugge un particolare.
          Nessuno insulta nessuno.
          Se io dico un fatto vero e provato su di te, non
          e'
          insulto.
          Ma tu puoi comunque querelarmi. Ti rendi conto?
          No, non ti rendi
          conto.Infatti questo è il punto.La diffamazione, così come definita nell'ordinamento giuridico italiano, è una pistola carica a disposizione di chi voglia usarla per zittire le voci critiche.Un bel passo indietro rispetto al diritto romano, che ammetteva la exceptio veritatis, mentre oggi (dopo essere stata abolita, guarda caso, nel periodo fascista) è ammessa solo in casi limitati.Certo, ci si può affidare al buon senso dei giudici (cosa che comunque non dovrebbe essere, non essendo noi sotto la Common Law), ma chi vive sperando ...E dato che i procedimenti penali sono solitamente lunghi e dispendiosi, è anche una pistola che ha molta più possibilità di essere usata dai pezzi grossi che non dai poveretti che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese (e che magari, esasperati, si sfogano in rete).Purtroppo, c'è chi si è assunto il ruolo sistematico di pompiere (con benzina al posto dell'acqua), per negare l'evidenza.Mentre censura (ed autocensura) si diffondono ogni giorno di più.
          • Leguleio scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....


            Forse ti sfugge un particolare.

            Nessuno insulta nessuno.

            Se io dico un fatto vero e provato su di te, non

            e'

            insulto.

            Ma tu puoi comunque querelarmi. Ti rendi conto?

            No, non ti rendi

            conto.

            Infatti questo è il punto.
            La diffamazione, così come definita
            nell'ordinamento giuridico italiano, è una
            pistola carica a disposizione di chi voglia
            usarla per zittire le voci
            critiche.A questa affermazione, che quando si parla di diffamazione ricorre puntuale come la pioggia primaverile, io invito sempre a indicare un caso realmente accaduto, e se possibile arrivato alla Corte di cassazione, di condanna per un fatto vero, e dimostrato tale. Altrimenti si parla del nulla.
          • dont feed the troll - Back Again scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: Leguleio


            Forse ti sfugge un particolare.


            Nessuno insulta nessuno.


            Se io dico un fatto vero e provato su
            di te,
            non


            e'


            insulto.


            Ma tu puoi comunque querelarmi. Ti
            rendi
            conto?


            No, non ti rendi


            conto.



            Infatti questo è il punto.

            La diffamazione, così come definita

            nell'ordinamento giuridico italiano, è una

            pistola carica a disposizione di chi voglia

            usarla per zittire le voci

            critiche.

            A questa affermazione, che quando si parla di
            diffamazione ricorre puntuale come la pioggia
            primaverile, io invito sempre a indicare un caso
            realmente accaduto, e se possibile arrivato alla
            Corte di cassazione, di condanna per un fatto
            vero, e dimostrato tale. Altrimenti si parla del
            nulla.Capita regolarmente a molti giornalisti.MArco Travaglio ad esempio.
          • panda rossa scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: dont feed the troll - Back Again
            - Scritto da: Leguleio



            Forse ti sfugge un particolare.



            Nessuno insulta nessuno.



            Se io dico un fatto vero e provato
            su

            di te,

            non



            e'



            insulto.



            Ma tu puoi comunque querelarmi. Ti

            rendi

            conto?



            No, non ti rendi



            conto.





            Infatti questo è il punto.


            La diffamazione, così come definita


            nell'ordinamento giuridico italiano, è
            una


            pistola carica a disposizione di chi
            voglia


            usarla per zittire le voci


            critiche.



            A questa affermazione, che quando si parla di

            diffamazione ricorre puntuale come la pioggia

            primaverile, io invito sempre a indicare un
            caso

            realmente accaduto, e se possibile arrivato
            alla

            Corte di cassazione, di condanna per un fatto

            vero, e dimostrato tale. Altrimenti si parla
            del

            nulla.

            Capita regolarmente a molti giornalisti.
            MArco Travaglio ad esempio.O a quelli di Report.
          • Leguleio scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....

            O a quelli di Report.Ti sbagli:http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/05/gabanelli-in-11-anni-mai-perso-una.htmlCause per diffamazione tante. Condanne nessuna.
          • panda rossa scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: Leguleio

            O a quelli di Report.

            Ti sbagli:

            http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/r

            Cause per diffamazione tante. Condanne nessuna.Certo. Possono permettersi tempo e avvocati.
          • Leguleio scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....



            O a quelli di Report.



            Ti sbagli:




            http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/r



            Cause per diffamazione tante. Condanne
            nessuna.

            Certo. Possono permettersi tempo e avvocati.In una dialettica fra fornitori di notizie e lettori, anzi, fra fornitori di notizie e cittadini, ha una logica battersi affinché tutti abbiano assicurato il tempo per la difesa e gli avvocati competenti nella materia. Non ha una logica invece invocare l'abolizione del reato.
          • Pincoporoiti scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            Non ha una logica perdere tempo con avvocati e processi per scemenze come la diffamazione. Se un bel giorno tutti gli Italiani che avendo subito diffamazione da un utente Facebook si decidessero a fare causa, la legge sarebbe molto difficile da applicare e si rivelerebbe inequa. Purtroppo, con l'internet la diffamazione e' diventata la norma. Grazie all'anoniminita' di cui si puo godere in rete, chi ha voglia di diffamare puo farlo appena gli passa per la mente. Di conseguenza, chi si sente facilmente offeso diventa un bersaglio perfetto per le valanghe di anonimi che si divertono ad offendere, mentre chi ignora le offese non ha il passo intralciato in rete. Credo che questo compartemento diventera' sempre piu' diffuso anche nella vita "reale", perche' la sua praticita' diventera' sempre piu apprezzabile grazie alla diffusione dell'internet con i suoi cari troll.
          • Franky scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: Pincoporoiti
            Non ha una logica perdere tempo con avvocati e
            processi per scemenze come la diffamazione. Se
            un bel giorno tutti gli Italiani che avendo
            subito diffamazione da un utente Facebook si
            decidessero a fare causa, la legge sarebbe molto
            difficile da applicare e si rivelerebbe inequa.
            Purtroppo, con l'internet la diffamazione e'
            diventata la norma. Grazie all'anoniminita' di
            cui si puo godere in rete, chi ha voglia di
            diffamare puo farlo appena gli passa per la
            mente.
            E senza l'anonimità potrebbero farlo cmq...perche' milioni di opinioni portano a milioni di "presunte diffamazioni" che non ha senso perseguire essendo di fatto reati di opinione... che intaserebbero inutilmente i tribunali...ha piu' senso che il presunto diffamato controbbatta in rete e metta a tacere in questo modo con le argomentazioni e con la risposta alle critiche...i diffamatori...e gia' avvento ed avviene continuamente nelle altre nazioni... non vedo perche' l'Italia dovrebbe essere piu' simile alla Cina che non agli Usa...
            Di conseguenza, chi si sente facilmente
            offeso diventa un bersaglio perfetto per le
            valanghe di anonimi che si divertono ad
            offendere, mentre chi ignora le offese non ha il
            passo intralciato in rete. Credo che questo
            compartemento diventera' sempre piu' diffuso
            anche nella vita "reale", perche' la sua
            praticita' diventera' sempre piu apprezzabile
            grazie alla diffusione dell'internet con i suoi
            cari
            troll.Con i suoi cari Troll o con la sua cara libertà di espressione che finalmente trova una applicazione pratica e concreta...anzicche' rimanere semplicemente un principio teorico? Lo so che a molti da fastidio ascoltare le opinioni di chi non la pensa come noi... ma una educazione alla tolleranza di opinioni non farebbe male nei posti dove la censura e' vista di buon occhio...
          • Leguleio scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....

            E senza l'anonimità potrebbero farlo
            cmq...perche' milioni di opinioni portano a
            milioni di "presunte diffamazioni" che non ha
            senso perseguire essendo di fatto reati di
            opinione... Uh, sì, opinione. Adesso scrivere di un collega della Guardia di finanza che è un leccac*** e un raccomandato è un diritto sancito dalla Costituzione.
            che intaserebbero inutilmente i
            tribunali...ha piu' senso che il presunto
            diffamato controbbatta in rete e metta a tacere
            in questo modo con le argomentazioni e con la
            risposta alle critiche...i
            diffamatori...Ognuno sceglie la strategia che meglio crede, non siamo tutti uguali.Semplicemente sul web non sempre é possibile controbattere ad armi pari ad un'affermazione diffamatoria. Se un certo sito o weblog ha 100 000 visite al giorno, e non permette l'inserimento di commenti, si può controbattere sul proprio sito o weblog, vero. Ma se ha solo 10 visite al giorno, capirai bene che non serve a nulla.In più spesso la gente ha anche altro da fare: se qualcuno legge affermazioni diffamatorie scritte due mesi prima, mentre era in tutt'altre faccende affaccendato, non so che senso abbia ribattere con quel ritardo.
            e gia' avvento ed avviene continuamente nelle
            altre nazioni... non vedo perche' l'Italia
            dovrebbe essere piu' simile alla Cina che non
            agli Usa... Altro mito da provinciali italiani. Il reato di diffamazione, con pena il carcere, è previsto in quasi metà degli Stati federati Usa. Se vuoi te li elenco. E anche laddove non è previsto, si può sempre intentare una causa civile, e i dollari fioccano, negli Usa non si scherza coi risarcimenti.
            Lo
            so che a molti da fastidio ascoltare le opinioni
            di chi non la pensa come noi... ma una educazione
            alla tolleranza di opinioni non farebbe male nei
            posti dove la censura e' vista di buon
            occhio...Prima dell'educazione alla tolleranza, parliamo dell'educazione <I
            tout-court </I
            .Chi insulta, oltre a commettere un reato, beneducato non lo è di sicuro.
          • Leguleio scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....

            E senza l'anonimità potrebbero farlo
            cmq...perche' milioni di opinioni portano a
            milioni di "presunte diffamazioni" che non ha
            senso perseguire essendo di fatto reati di
            opinione... No, la diffamazione non punisce le opinioni. La diffamazione punisce le offese, le accuse infondate. Detto con metafora pugilistica, l'arbitro sul ring non sanziona un pugno in faccia: sanziona un colpo sotto la cintura.
            che intaserebbero inutilmente i
            tribunali...ha piu' senso che il presunto
            diffamato controbbatta in rete e metta a tacere
            in questo modo con le argomentazioni e con la
            risposta alle critiche...i
            diffamatori...Ognuno si regola come crede, nella vita, non siamo tutti uguali.Poi potresti spiegarmi come si controbatte a un weblog o a un sito da 100 000 visite al giorno, quando si ha a disposizione solo qualcosa che di visite ne totalizza dieci, nei giorni fortunati.
            e gia' avvento ed avviene continuamente nelle
            altre nazioni... non vedo perche' l'Italia
            dovrebbe essere piu' simile alla Cina che non
            agli Usa... È una falsa convinzione diffusa nella provinciale Italia. Il reato di diffamazione esiste in quasi la metà degli Stati federati Usa, e anche là la pena prevista è il carcere. E laddove non esiste, le cause civili ne prendono il posto, e come tutte le cause americane spostano bei mucchi di dollari da una parte all'altra.È meglio pensarci prima di muovere critiche scomposte, anche là.
            Con i suoi cari Troll o con la sua cara libertà
            di espressione che finalmente trova una
            applicazione pratica e concreta...anzicche'
            rimanere semplicemente un principio teorico? Lo
            so che a molti da fastidio ascoltare le opinioni
            di chi non la pensa come noi... ma una educazione
            alla tolleranza di opinioni non farebbe male nei
            posti dove la censura e' vista di buon
            occhio...A proposito di educazione: il caso presente tratta di un comandante della guardia di finanza definito leccac*** e raccomandato. Un nuovo galateo?
          • Leguleio scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....

            Non ha una logica perdere tempo con avvocati e
            processi per scemenze come la diffamazione.Sapessi quante cose non hanno una logica...Questa perdita di tempo succede, e basta. Essere adulti significa anche accettare la realtà nella sua imperfezione, consci del fatto che coloro che si son messi d'impegno per cambiarla non ci sono riusciti.
            Se
            un bel giorno tutti gli Italiani che avendo
            subito diffamazione da un utente Facebook si
            decidessero a fare causa, la legge sarebbe molto
            difficile da applicare e si rivelerebbe inequa. Iniqua.
            Purtroppo, con l'internet la diffamazione e'
            diventata la norma. Grazie all'anoniminita' Anonimato.
            di
            cui si puo godere in rete, chi ha voglia di
            diffamare puo farlo Può farlo.
            appena gli passa per la
            mente. Di conseguenza, chi si sente facilmente
            offeso diventa un bersaglio perfetto per le
            valanghe di anonimi che si divertono ad
            offendere, mentre chi ignora le offese non ha il
            passo intralciato in rete. Credo che questo
            compartemento Comportamento.
            diventera' sempre piu' diffuso
            anche nella vita "reale", perche' la sua
            praticita' diventera' sempre piu apprezzabile
            grazie alla diffusione dell'internet con i suoi
            cari
            troll.Le previsioni per il futuro non mi interessano.So che il reato nel 1931 era previsto si applicasse al mezzo stampa, perché allora non c'era altro (be' sì, c'erano i cinegiornali Luce, ma erano strettamente controllati). Poi l'ambito si è allargato alla radio. Poi alla tv. Poi a internet. In tutto questo percorso non c'è stato nessuno che ha detto: "Basta! Non possiamo fronteggiare tutte le querele". Mai. L'art. 595 del codice penale rimane dov'è .
          • Franky scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: Leguleio
            In una dialettica fra fornitori di notizie e
            lettori, anzi, fra fornitori di notizie e
            cittadini, ha una logica battersi affinché tutti
            abbiano assicurato il tempo per la difesa e gli
            avvocati competenti nella materia. Non ha una
            logica invece invocare l'abolizione del
            reato.
            Cosi' come e' concepito.. il motivo logico per cui questo reato andrebbe abolito o per lo meno pesantemente ridimensionato ci sta eccome...Considerando che affinche' vi sia il reato di diffemazione ("all'italiana") non e' necessario che il tribunale verifichi che quanto detto dal "presunto diffamante" sia vero oppure no... il reato di diffamazione di fatto diventa ne piu' ne meno che un reato di opinione come tanti...infatti si puo' semplificare il tutto dicendo semplicemente che e' vietato parlar male delle persone...anche se le persone hanno sbagliato e noi ne siamo a conoscenza...e spiegami perche' dovrebbe essere reato dire che una persona che entra nell'appartamento di un altra persona e' un ladro... se l'altra persona lo ha riconosciuto ed e' entrato per davvero nel suo appartamento!Poi c'e' un'altra ragione per cui tale reato si configura come reato d'opinione...ed e' il fatto che di tale reato se ne avvalgono maggiormente i personaggi pubblici che non i cittadini...(il cosiddetto cittadino "mostro" delle cronache nere che poi si rivela innocente in tribunale... di solito non querela i giornali...che si giustificano parlando di diritto alla cronaca...)negli USA vi e' un principio secondo il quale la liberta' di critica va pesata con il reato di diffamazione...e nel caso di personaggi pubblici (considerato anche l'enorme apparato mediatico che hanno a disposizione per controbbattere) e' sempre prevalsa la libertà di opinione...il presidente americano riceve molte critiche...anche i parlamentari del congresso... e nessuno si e' mai sognato di citare i cittadini per diffamazione... perche'? Sia per l'alto senso di libertà di critica presente nei paesi anglosassoni nei confronti dei personaggi pubblici...sia perche' sanno che le probabilità che i tribunali riconoscano tale reato nei confronti dei personaggi pubblici e' prossimo allo zero...dal momento che prevale nettamente il diritto di opinione e di critica...(in special modo dei politici)...i posti dove i politici non si possono notoriamente criticare sono Cina,Iran,ecc..ed io conosco pochi posti(tra cui il nostro paese) dove i presidenti degli stati non si possono criticare...io non credo che si faccia un passo avanti imitando questi paesi... ma tu forse pensi che la critica politica sia sbagliata magari... e che Cina, Iran, Cuba siano posti piu' avanzati degli Usa...
          • Leguleio scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....


            In una dialettica fra fornitori di notizie e

            lettori, anzi, fra fornitori di notizie e

            cittadini, ha una logica battersi affinché
            tutti

            abbiano assicurato il tempo per la difesa e
            gli

            avvocati competenti nella materia. Non ha una

            logica invece invocare l'abolizione del

            reato.
            Cosi' come e' concepito.. il motivo logico per
            cui questo reato andrebbe abolito o per lo meno
            pesantemente ridimensionato ci sta
            eccome...Sentiamo.
            Considerando che affinche' vi sia il reato di
            diffemazione ("all'italiana") non e' necessario
            che il tribunale verifichi che quanto detto dal
            "presunto diffamante" sia vero oppure no... Nemmeno all'estero, in molti casi. Sei vittima di un mito nato non so bene come.
            il
            reato di diffamazione di fatto diventa ne piu' ne
            meno che un reato di opinione come
            tanti...Ma quale opinione!Il presente caso riguarda un comandante della Guardia di finanza che definisce un collega leccac*** e raccomandato. Un famoso giornalista (collezionista di condanne per inciso), ha definito un assessore regionale siciliano "figlioccio del boss".Le opinioni, nobili e dignitose, sono cosa ben diversa da queste manifestazioni da trivio.
            infatti si puo' semplificare il tutto
            dicendo semplicemente che e' vietato parlar male
            delle persone...anche se le persone hanno
            sbagliato e noi ne siamo a conoscenza...e
            spiegami perche' dovrebbe essere reato dire che
            una persona che entra nell'appartamento di un
            altra persona e' un ladro... Lo puoi dire, lo puoi dire benissimo. Ma a condanna avvenuta.Prima di questa data, le tue "opinioni" te le tieni per te. Altrimenti rischi che in caso di assoluzione i soldi li devi tirare fuori tu.
            Poi c'e' un'altra ragione per cui tale reato si
            configura come reato d'opinione...ed e' il fatto
            che di tale reato se ne avvalgono maggiormente i
            personaggi pubblici che non i
            cittadini...No, è un'impressione. Siccome il contenuto della diffamazione è per definizione qualcosa che non si desidera venga divulgato, le varie cause presso i tribunali di provincia sono note solo ai diretti interessati, non andrebbero mai alla stampa per vantarsi di aver vinto una causa, e tantomeno di averla persa.Ma ogni tanto questi casi trapelano lo stesso e si leggono sulle pagine dei quotidiani, evidentemente tu non li leggi abbastanza a fondo per rendertene conto:http://www.ivg.it/2009/05/cengio-diffamo-la-vicina-di-casa-condannata/http://www.liberoquotidiano.it/news/1296118/Il-professore-di-mio-figlio-%C3%A8-gay--condannata-una-mamma-per-diffamazione--Nitto-Palma-Dire-XXXXXo-non-%C3%A8-reato.htmlhttp://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2006/02/07/LG5PO_LG507.htmlE l'elenco potrebbe andare avanti a lungo.
            (il cosiddetto cittadino "mostro" delle cronache
            nere che poi si rivela innocente in tribunale...
            di solito non querela i giornali...Di nuovo: i giornali ci pensano tre volte prima di dare pubblicità a una cosa del genere: significa ammettere uno sbaglio colossale, che fiducia possono avere i lettori di quella testata?In ogni caso, in molti casi non si può fare nulla, l'accusa proveniva dalla procura e i giornali hanno solo riportato le tesi accusatorie, senza aggiungere e togliere nulla.
            che si
            giustificano parlando di diritto alla
            cronaca...)Non è questione di giustificarsi: l'arresto di una persona con una certa accusa è un dato di fatto, incontrovertibile, di cui la cittadinanza ha diritto di essere informata. Non può essere considerato diffamatorio in sé.
            negli USA vi e' un principio secondo il quale la
            liberta' di critica va pesata con il reato di
            diffamazione...e nel caso di personaggi pubblici
            (considerato anche l'enorme apparato mediatico
            che hanno a disposizione per controbbattere) e'
            sempre prevalsa la libertà di
            opinione...No, il reato di diffamazione esiste anche là, in molti Stati. Poiché loro hanno una democrazia più matura della nostra, i personaggi politici solo in casi rari querelano.
            il presidente americano riceve molte
            critiche...anche i parlamentari del congresso...
            e nessuno si e' mai sognato di citare i cittadini
            per diffamazione... Ma tu che ne sai? Ma perché bisogna sempre mitizzare gli Usa?http://www.rcfp.org/browse-media-law-resources/news/iowa-state-senator-wins-231000-defamation-suit-over-campaign-adè esattamente come in Italia, solo più raro.
          • Leguleio scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....


            In una dialettica fra fornitori di notizie e

            lettori, anzi, fra fornitori di notizie e

            cittadini, ha una logica battersi affinché
            tutti

            abbiano assicurato il tempo per la difesa e
            gli

            avvocati competenti nella materia. Non ha una

            logica invece invocare l'abolizione del

            reato.
            Cosi' come e' concepito.. il motivo logico per
            cui questo reato andrebbe abolito o per lo meno
            pesantemente ridimensionato ci sta
            eccome...Sentiamo, allora.
            Considerando che affinche' vi sia il reato di
            diffemazione ("all'italiana") non e' necessario
            che il tribunale verifichi che quanto detto dal
            "presunto diffamante" sia vero oppure no... il
            reato di diffamazione di fatto diventa ne piu' ne
            meno che un reato di opinione come
            tanti...Ti spiace definire quali sarebbero "i tanti" reati d'opinione?E la questione della cosiddetta <I
            exceptio veritatis </I
            , cioè della scusante di aver riferito esclusivamente fatti veri, avevo già parlato qui, con il link, inutile ripetersi:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4034268&m=4035263#p4035263
            infatti si puo' semplificare il tutto
            dicendo semplicemente che e' vietato parlar male
            delle persone...Se parlar male = insultare, be', è vero: è vietato.
            anche se le persone hanno
            sbagliato e noi ne siamo a conoscenza...e
            spiegami perche' dovrebbe essere reato dire che
            una persona che entra nell'appartamento di un
            altra persona e' un ladro... Lo puoi dire, lo puoi dire. Ma a condanna avvenuta.Prima della condanna la tua "opinione" la tieni per te.
            Poi c'e' un'altra ragione per cui tale reato si
            configura come reato d'opinione...ed e' il fatto
            che di tale reato se ne avvalgono maggiormente i
            personaggi pubblici che non i
            cittadini...Ah, quindi il fatto di un maggiore utilizzo percentuale da parte dei politici fa di questo reato un reato d'opinione. Strana tesi.I politici usano maggiormente anche l'aereo e l'auto blu. Saranno "mezzi di trasporto d'opinione", a questa stregua. ;)
            (il cosiddetto cittadino "mostro" delle cronache
            nere che poi si rivela innocente in tribunale...
            di solito non querela i giornali...che si
            giustificano parlando di diritto alla
            cronaca...)No. Da giustificare non c'è nulla. L'accusa proveniva da un PM e i giornali hanno riportato quella, senza aggiungere o togliere nulla. Se avessero aggiunto secondo fantasia, o tolto, gli estremi del reato potevano esserci.È possibile che il PM abbia commesso un errore, ma di questo i quotidiani non hanno colpa alcuna.
            negli USA vi e' un principio secondo il quale la
            liberta' di critica va pesata con il reato di
            diffamazione...e nel caso di personaggi pubblici
            (considerato anche l'enorme apparato mediatico
            che hanno a disposizione per controbbattere) e'
            sempre prevalsa la libertà di
            opinione...L'ho scritto sopra: il reato di diffamazione esiste anche là, in diversi Stati federati.
            il presidente americano riceve molte
            critiche...anche i parlamentari del congresso...
            e nessuno si e' mai sognato di citare i cittadini
            per diffamazione... L'informazione non è proprio il tuo forte, eh?!?Senatore Rick Bertrand, Iowa:http://tinyurl.com/85uf7tsRappresentante Steve Stockman, Texas: http://tinyurl.com/qj8ub22Sono più rari, ma avvengono anche negli Usa.
            io non credo che si faccia un
            passo avanti imitando questi paesi... Nessuno dice che l'Italia imiti i Paesi dittatoriali, nei quali, per inciso, la repressione del dissenso viene esercitata con metodi ben più rudi che un proXXXXX per diffamazione. :|L'Italia è in linea con Paesi d'Europa come Svezia, Danimarca, Germania, Austria e Francia, dove il reato di diffamazione è previsto, e punito. Non c'è motivo per cui l'Italia dovrebbe distinguersi.
          • specs scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: Leguleio


            Forse ti sfugge un particolare.


            Nessuno insulta nessuno.


            Se io dico un fatto vero e provato su
            di te,
            non


            e'


            insulto.


            Ma tu puoi comunque querelarmi. Ti
            rendi
            conto?


            No, non ti rendi


            conto.



            Infatti questo è il punto.

            La diffamazione, così come definita

            nell'ordinamento giuridico italiano, è una

            pistola carica a disposizione di chi voglia

            usarla per zittire le voci

            critiche.

            A questa affermazione, che quando si parla di
            diffamazione ricorre puntuale come la pioggia
            primaverile, io invito sempre a indicare un caso
            realmente accaduto, e se possibile arrivato alla
            Corte di cassazione, di condanna per un fatto
            vero, e dimostrato tale. Altrimenti si parla del
            nulla.Siamo nella Civil Law, ciò che è scritto o non scritto in una norma è di importanza fondamentale, più del buon senso dei giudici.Possiamo essere contenti che la censura cinematografica cerchi di seguire l'evoluzione del costume, illuderci che non ci sia problema.Poi all'improvviso arriva una denuncia, tre gradi di giudizio e, sulla base di una norma di legge, una condanna, letteralmente, al rogo per "Ultimo tango a Parigi".Che sorpresa, eh?Con la diffamazione ci troviamo in situazione analoga, da qui il paragone con la pistola carica.
          • Leguleio scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....



            Infatti questo è il punto.


            La diffamazione, così come definita


            nell'ordinamento giuridico italiano, è
            una


            pistola carica a disposizione di chi
            voglia


            usarla per zittire le voci


            critiche.



            A questa affermazione, che quando si parla di

            diffamazione ricorre puntuale come la pioggia

            primaverile, io invito sempre a indicare un
            caso

            realmente accaduto, e se possibile arrivato
            alla

            Corte di cassazione, di condanna per un fatto

            vero, e dimostrato tale. Altrimenti si parla
            del

            nulla.

            Siamo nella Civil Law, ciò che è scritto o non
            scritto in una norma è di importanza
            fondamentale, più del buon senso dei
            giudici.E fin qui siamo d'accordo, ma non vedo il nesso. E non vedo una risposta alla mia domanda.
            Possiamo essere contenti che la censura
            cinematografica cerchi di seguire l'evoluzione
            del costume, illuderci che non ci sia
            problema.Anche qui il nesso non c'è. L'apposizione di filtri a seconda dell'età ha funzione di indirizzo, non è una norma di tipo penale.
            Poi all'improvviso arriva una denuncia, tre gradi
            di giudizio e, sulla base di una norma di legge,
            una condanna, letteralmente, al rogo per "Ultimo
            tango a
            Parigi".Ah, ti riferivi a quello. È un episodio del 1972.In seguito è stato riabilitato. Da' tempo al tempo.
            Che sorpresa, eh?

            Con la diffamazione ci troviamo in situazione
            analoga, da qui il paragone con la pistola
            carica.Il prossimo paragone che farai sarà con il proXXXXX per sodomia a Jacopo Bonfadio:http://www.giovannidallorto.com/biografie/bonfadio/bonfadio.htmlQuando si parte con la deliberata intenzione di mettere in cattiva luce una legge, o un atteggiamento, ci si riesce sempre. Basta scegliere il paragone giusto.Per chi ci casca, ovviamente...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 aprile 2014 11.23-----------------------------------------------------------
          • specs scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: Leguleio



            Infatti questo è il punto.



            La diffamazione, così come definita



            nell'ordinamento giuridico
            italiano,
            è

            una



            pistola carica a disposizione di
            chi

            voglia



            usarla per zittire le voci



            critiche.





            A questa affermazione, che quando si
            parla
            di


            diffamazione ricorre puntuale come la
            pioggia


            primaverile, io invito sempre a
            indicare
            un

            caso


            realmente accaduto, e se possibile
            arrivato

            alla


            Corte di cassazione, di condanna per un
            fatto


            vero, e dimostrato tale. Altrimenti si
            parla

            del


            nulla.



            Siamo nella Civil Law, ciò che è scritto o
            non

            scritto in una norma è di importanza

            fondamentale, più del buon senso dei

            giudici.

            E fin qui siamo d'accordo, ma non vedo il nesso.
            E non vedo una risposta alla mia domanda.Se non vedi il nesso tra un sistema giuridico basato essenzialmente su norme scritte ed una norma scritta che lascia aperta la porta a possibili arbitrii, non so che altro potrei dirti.Che non siano accaduti non significa che il problema non ci sia.Guidare da vent'anni senza cintura di sicurezza e non essersi fatti niente non vuol dire che va tutto bene così.Non ero neppure sono andato a cercarle un esempio, perchè come ho detto è un particolare irrilevante, ma poi ho cambiato idea ed ho fatto una ricerca-lampo.Beppe Grillo condannato a fine 2013 per diffamazione nei confronti del tesoriere PD Misiani, per una vignetta a corredo di un articolo, dove si metteva Misiani in foto "segnaletica" al pari di altri tesorieri, due inquisiti e due no.Ma il testo dell'articolo era assolutamente generico, di critica ai partiti, usando i loro tesorieri come simboli e non come esempi o attacchi personali, senza neppure citare il fatto che quelli di Lega Nord (Belsito) e Margherita (Lusi), o altri, fossero coinvolti in inchieste (quindi non si può neppure insinuare che, in malafede, senza dirlo esplicitamente, ciò "veniva fatto capire").L'articolo è questo: http://www.beppegrillo.it/2012/05/i_tesorieri.htmlLa "diffamazione" di Grillo: aver identificato Misiani quale TESORIERE (del PD), fatto inequivocabilmente VERO, come era vero per gli ultimi due tesorieri ritratti (Crimi-PDL e Naro-UDC), che però hanno avuto il buon gusto di non querelare.Tempo di ricerca per trovare il caso: TRE-minuti-TRE.Se avessi proseguito per un quarto d'ora avrei certamente trovato altri esempi ma questo già basta ed avanza.

            Poi all'improvviso arriva una denuncia, tre
            gradi

            di giudizio e, sulla base di una norma di
            legge,

            una condanna, letteralmente, al rogo per
            "Ultimo

            tango a

            Parigi".

            Ah, ti riferivi a quello. È un episodio del
            1972.
            In seguito è stato riabilitato. Da' tempo al
            tempo.Si, certo, dopo quindici anni.Chi venisse quindi oggi condannato per diffamazione per aver detto una cosa vera, forse nel 2030 gli darebbero ragione.Son soddisfazioni.
            Quando si parte con la deliberata intenzione di
            mettere in cattiva luce una legge, o un
            atteggiamento, ci si riesce sempre. Basta
            scegliere il paragone
            giusto.
            Per chi ci casca, ovviamente...E' la legge che mette in cattiva luce sè stessa, nero su bianco.E in quanto al cascarci, la vedo molto diversamente: c'è sempre meno gente che casca nella trappola del "se la legge è così, sarà giusta così".Considerando quante leggi abbiamo che ancora derivano dal Codice Rocco e che se va bene sono state solo molto moderatamente emendate, lo considero un atteggiamento non solo giusto, quasi doveroso, di sanissimo scetticismo.
          • Leguleio scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....


            E fin qui siamo d'accordo, ma non vedo il
            nesso.


            E non vedo una risposta alla mia domanda.

            Se non vedi il nesso tra un sistema giuridico
            basato essenzialmente su norme scritte ed una
            norma scritta che lascia aperta la porta a
            possibili arbitrii, non so che altro potrei
            dirti.Anche nei Paesi di Diritto continentale (espressione da preferire a <I
            civil law </I
            ) le norme vengono applicate, e giocoforza interpretate, dai giudici. Non si può applicare una norma penale senza contestualmente interpretarla, in senso più o meno stretto.E parimenti, esistono evoluzioni del diritto e dell'ambito di applicazione della legge che un testo statico e volutamente sintetico non poteva prevedere. Diversamente ogni 20 anni le leggi andrebbero riformulate e adattate al contesto.Poi, anche nell'ambito del diritto continentale, c'è chi vede solo l'erba del vicino più verde della propria, e che ritiene perfettamente normale che Roman Polansky venga estradato in Usa per dei reati sessuali su di una tredicenne, che nel frattempo è diventata bibliotecaria ed ha un'esistenza normale, avvenuti 33 anni prima. Perché la <I
            common law </I
            è questa: o si prende in blocco, o si rifiuta in blocco.
            Che non siano accaduti non significa che il
            problema non ci
            sia.Io qui su PI parlo dei problemi reali. Vado al sodo. Di quelli eventuali si occuperanno i filosofi del diritto.
            Guidare da vent'anni senza cintura di sicurezza e
            non essersi fatti niente non vuol dire che va
            tutto bene
            così.Guidare per vent'anni e non aver mai fatto incidenti è condizione sufficiente per non "essersi mai fatti niente", e non aver mai avuto bisogno delle cinture di sicurezza.Francamente non credo che a nessuno piaccia fare incidenti: però, quando capitano e quando le cinture salvano la vita ai passeggeri, e al guidatore stesso, sopportiamo la loro scomodità.Senza il reato di diffamazione le vittime dell'imperizia altrui nel trasmettere informazioni al pubblico sarebbero troppe. E quindi lo si mantiene in vigore.
            Non ero neppure sono andato a cercarle un
            esempio, perchè come ho detto è un particolare
            irrilevante, Irrilevante? È l'abc delle affermazioni fatte.
            ma poi ho cambiato idea ed ho fatto
            una
            ricerca-lampo.

            Beppe Grillo condannato a fine 2013 per
            diffamazione nei confronti del tesoriere PD
            Misiani, per una vignetta a corredo di un
            articolo, dove si metteva Misiani in foto
            "segnaletica" al pari di altri tesorieri, due
            inquisiti e due
            no.Continuo a non vedere una risposta alla mia domanda, che riporto qui:" <I
            indicare un caso realmente accaduto, e se possibile arrivato alla Corte di cassazione, di condanna per un fatto vero, e dimostrato tale </I
            ". Il fotomontaggio a cui ti riferisci per la cronaca è qui:http://tinyurl.com/pkeo3sgLusi e Belsito indagati: fatto vero (e quindi foto segnaletica appropriata, perché verosimile).Misiani indagato: falso.Mi pare un passaggio di logica elementare. All'anonimo autore del fotomontaggio glielo ha detto il medico di aggiungere anche persone mai indagate? Forse non si capiva lo stesso, con due o tre persone?
            La "diffamazione" di Grillo: aver identificato
            Misiani quale TESORIERE (del PD), fatto
            inequivocabilmente VERO, come era vero per gli
            ultimi due tesorieri ritratti (Crimi-PDL e
            Naro-UDC), che però hanno avuto il buon gusto di
            non
            querelare.No, la condanna è per averlo ritratto in una foto segnaletica assieme a persone che erano indagate davvero, e per fatti anche abbastanza seri. Il significato di quel fotomontaggio era chiaro a tutti.
            Se avessi proseguito per un quarto d'ora avrei
            certamente trovato altri esempi ma questo già
            basta ed
            avanza.Trovane di appropriati, allora, anche in meno di un quarto d'ora.Ripeto, il criterio deve essere la verità dell'affermazione, e la condanna per diffamazione per quella specifica affermazione: non per quella che pensi tu.

            Ah, ti riferivi a quello. È un episodio
            del

            1972.

            In seguito è stato riabilitato. Da' tempo al

            tempo.

            Si, certo, dopo quindici anni.Un po' di meno: il 25 settembre 1982 venne organizzata una proiezione pubblica del film, a Roma, e la procedura di riabilitazione partì da lì. Cerchiamo poi di sprovincializzare un po' l'argomento: in Gran Bretagna <I
            L'amante di Lady Chatterley </I
            , il libro, è stato proibito fino al 1960 (era stato scritto nel 1928), quando un proXXXXX per oscenità lo scagionò, e così anche in Australia e in Canada.
            Chi venisse quindi oggi condannato per
            diffamazione per aver detto una cosa vera, forse
            nel 2030 gli darebbero
            ragione.
            Son soddisfazioni.No, non intendevo dire questo.Intendevo dire che il contesto culturale e sociale del 1972 era diverso. E Bertolucci lo conosceva.

            Quando si parte con la deliberata intenzione
            di

            mettere in cattiva luce una legge, o un

            atteggiamento, ci si riesce sempre. Basta

            scegliere il paragone

            giusto.

            Per chi ci casca, ovviamente...

            E' la legge che mette in cattiva luce sè stessa,
            nero su
            bianco.Se le proposte di riforma non sono passate, nella scorsa legislatura, e se non sono state ripresentate nella corrente, qualcosa vorrà pur dire.La maggioranza non ritiene opportuno cambiarla.
            E in quanto al cascarci, la vedo molto
            diversamente: c'è sempre meno gente che casca
            nella trappola del "se la legge è così, sarà
            giusta
            così".O piuttosto: per la maggioranza degli italiani è così.La minoranza dissidente c'è sempre, in ogni cosa. Ma soccombe.
            Considerando quante leggi abbiamo che ancora
            derivano dal Codice Rocco Cioè tutto il codice penale, a parte gli articoli riscritti oppure abrogati.
            e che se va bene sono
            state solo molto moderatamente emendate, lo
            considero un atteggiamento non solo giusto, quasi
            doveroso, di sanissimo
            scetticismo.Il codice penale non lo ha inventato il fascismo. Ne ha dato una precisa formulazione, che però è stata mantenuta dopo il 1948, perché comunque funzionava bene e garantiva tutti gli interessi della neonata repubblica. Se poi lo vuoi criticare per essere ormai vecchio e superato, ti ricordo che il <I
            Code pénal </I
            francese è rimasto in vigore ininterrottamente dal 1810 al 1994. Ben 184 anni di vigenza.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 aprile 2014 15.57-----------------------------------------------------------
          • Franky scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....
            - Scritto da: Leguleio
            Quando si parte con la deliberata intenzione di
            mettere in cattiva luce una legge, o un
            atteggiamento, ci si riesce sempre. Basta
            scegliere il paragone
            giusto.
            Per chi ci casca, ovviamente...
            le metafore ed i paragoni fatti dal commentatore a cui hai risposto nel precedente post sono geniali... ma e' ancora piu' geniale il fatto che il commentatore a cui hai risposto ti ha fatto notare che ai tempi dei romani il reato di diffamazione era ridimensionato rispetto ad oggi...e cosi' e' stato fino al fascismo...direi che il commentatore e' stato bravissimo a farti notare questo aspetto al di la' delle metafore (che cmq trovo geniali...)...
          • Leguleio scrive:
            Re: Molte perplessità su questa sentenza....


            Quando si parte con la deliberata intenzione
            di

            mettere in cattiva luce una legge, o un

            atteggiamento, ci si riesce sempre. Basta

            scegliere il paragone

            giusto.

            Per chi ci casca, ovviamente...



            le metafore ed i paragoni fatti dal commentatore
            a cui hai risposto nel precedente post sono
            geniali... ma e' ancora piu' geniale il fatto che
            il commentatore a cui hai risposto ti ha fatto
            notare che ai tempi dei romani il reato di
            diffamazione era ridimensionato rispetto ad
            oggi...Oh sì, figuriamoci, adesso siamo tutti esperti in diritto romano!Gli antichi Romani non conoscevano il carcere come pena: solo la morte e le punizioni corporali. Vogliamo mettere anche questo nel ragionamento, oppure del diritto romano si coglie solo ciò che fa comodo, come al mercato ortofrutticolo?
            e cosi' e' stato fino al
            fascismo...Adesso siamo tutti esperti dei codici penali italiani prima del codice Rocco! Il codice Zanardelli, il diretto predeXXXXXre del codice penale attuale, prevedeva la diffamazione, e non mi pare che la formulazione sia diversa rispetto ad oggi. Lo riporto qui: <B
            Artt. 393 e 394 del Codice penale del 1889 </B
            : <B
            393. </B
            Chiunque, comunicando con più persone riunite o anche separate, attribuisce ad una persona un fatto determinato e tale da esporla al disprezzo o all'odio pubblico o da offenderne l'onore o la riputazione, è punito con la reclusione da tre a trenta mesi e con la multa da lire cento a tremila.Se il delitto sia commesso in atto pubblico, o con scritti o disegni divulgati o esposti al pubblico, o con altro mezzo di pubblicità, la pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa non inferiore alle lire mille. <B
            394. </B
            L'imputato del delitto preveduto nell'articolo precedente non è ammesso a provare a sua discolpa la verità o la notorietà del fatto attribuito alla persona offesa.La prova della verità è però ammessa:1° se la persona offesa sia un pubblico ufficiale, e il fatto ad esso attribuito si riferisca all'esercizio delle sue funzioni, salvo quanto dispongono gli articoli 194 e 198:2° se per il fatto attribuito alla persona offesa sia tuttavia aperto o si inizii contro di essa un procedimento penale;3° se il querelante domandi formalmente che il giudizio si estenda anche ad accertare la verità o la falsità del fatto ad esso attribuito.Se la verità del fatto sia provata o se per esso la persona offesa sia in seguito condannata, l'autore dell'imputazione va esente da pena; salvo che i modi usati non costituiscano per sè stessi il delitto preveduto nell'articolo seguente.
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