Nuove cam di sorveglianza a Roma

Nuove cam di sorveglianza a Roma

Lo ha confermato il sindaco della Capitale Walter Veltroni che spiega: è un modo per contrastare la prostituzione
Lo ha confermato il sindaco della Capitale Walter Veltroni che spiega: è un modo per contrastare la prostituzione

Anche nella capitale, così come in altre città italiane, vengono attivate da oggi una serie di nuove telecamere di sorveglianza nell’ambito di una iniziativa che intende prendere di mira la prostituzione e rendere più sicuri certi quartieri della città.

La notizia arriva dall’assessorato alle Politiche giovanili e alla Sicurezza del Comune e l’ha confermata lo stesso sindaco di Roma, Walter Veltroni (nella foto), secondo cui “il provvedimento è un primo passo verso il contrasto della prostituzione. Un fenomeno odioso che purtroppo coinvolge centinaia di ragazze anche minorenni, molto spesso ridotte in schiavitù”.

Il sindaco romano Le cam, che saranno gestite dalle forze dell’Ordine, rientrano in un progetto attivato con la Prefettura che mira, sostiene Veltroni, “anche a tutelare i cittadini e garantire a coloro che vivono nelle zone più esposte al fenomeno la sicurezza e la tranquillità che hanno tutti gli altri, a partire dai ragazzi”.

Erano stati recentemente proprio gli studenti di un istituto della capitale a segnalare al Campidoglio la necessità di un giro di vite in alcune aree. “Condividiamo la preoccupazione degli studenti della scuola Giovanni Giorgi – ha dichiarato Jean-Leonard Touadi, assessore – e confermiamo la nostra disponibilità a dialogare con loro”.

Touadi ha anche sottolineato che sono in elaborazione ulteriori provvedimenti: “Oltre alle telecamere stiamo già pensando di attivare altre misure proprio in via Palmiro Togliatti, come l’entrata in vigore del divieto di fermata per le automobili in alcune ore del giorno e della notte, già sperimentata nel municipio VII. Inoltre, l’amministrazione capitolina intende rafforzare la collaborazione con le forze dell’ordine incrementando il numero di unità di strada”.

Polemizza col Comune Alleanza Nazionale che per bocca del capogruppo alla Provincia di Roma, Antonio Chicchetti, accusa: “Si stanno spendendo due milioni di euro a carico dei contribuenti laziali per piazzare telecamere in alcuni quartieri di Roma nell’inutile speranza di contrastare la prostituzione. L’unico possibile risultato sarà quello di spostare il teatro delle operazioni in zone più o meno contigue a quelle attrezzate, con la conseguenza che le telecamere saranno costrette ad inseguire per la Capitale le professioniste e i professionisti del sesso”.

A detta di Cicchetti “è illusorio pensare di contrastare il più antico mestiere del mondo con questi sistemi ed è irresponsabile evocare la riduzione in schiavitù che costituisce materia di specifica previsione di reato per giustificare simili demagogiche, inefficaci e costose iniziative. I reati si combattono con gli strumenti della procedura penale e non attivando pratiche cinematografiche o televisive. Quanto agli spettacoli di strada che non integrano estremi di reato è opportuno immaginare una profonda modifica della vigente legge Merlin: inibire le mercificazione del corpo in luoghi pubblici, destinando allo scopo case di piacere aperte a professioniste/i e ai loro clienti. Ciò fornirebbe garanzie dal punto di vista igienico-sanitario e da quello della riduzione alla fedeltà fiscale di una categoria da sempre ignota all’Erario”.

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Pubblicato il 29 nov 2006
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