Nuove nomine in Brother

A dirigere il settore commerciale dell'azienda, il manager italiano Giuseppe Mastrocicco

Milano – Giuseppe Mastrocicco è il nuovo direttore commerciale di Brother Office Equipment , lo ha annunciato ieri il presidente dell’azienda Katsuhiko Takeda.

Laureato in Business Management presso la “Leo University of Mental Sciences” di Saint Vincent and the Grenadines, un master di specializzazione in SDA Bocconi, Mastrocicco ha alle spalle un’esperienza pluriennale nell’ambito del marketing, dei servizi e delle vendite, maturata in Nixdorf Computer e in Hewlett Packard.

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  • ernesto scrive:
    Raee
    Ci sono due tipi di rifuti elettronici - i Raee domestici e Raee professionali, iil percorso è così rappresentabile:Cittadino - Negozio - Eco Piazzola -Sistema collettivo(consorzio) - Centro di trattamento.Per quanto riguarda i Raee professionali il detentore si può rivolgere direttamente alle ditte autorizzate che trattano il recupero e smaltimento di questi prodotti escludendo i pseudo Consorzi. Per Raee orofessionali si intende tutto quello che un'azienda possiede dal cellulare al computer ecc.
  • mariella todaro scrive:
    rifiuti hi-tech
    ottima notizia e del tutto innovativa.Da anni è diventato evidente che questo è l'unico modo per risolvere il problema dei rifiuti, anche in generale. Certo i produttori non sono tanto contenti e soprattutto impreparati. Vuoi mettere che comodità, produrre senza limiti e addossare alla comunità i costi dello smaltimento.
  • chichibio scrive:
    Re: W la Cina...
    - Scritto da: Alessandrox
    Cazzate
    oggi esistono tecnologie che consentono il
    recupere con elevato livello di selezione dei
    materiali in modo completamente automatico o
    semiautomatico con poco personale, non te lo
    racconto io ma ricercatori del CNR che stanno
    lavorando su questi
    progetti.Cominciare una frase con cazzate non è il migliore degli incipit.Io di queste fantomatiche macchine del CNR non ho mai sentito, eppure sono del mestiere (ricercatore industriale, processi di produzione).Non è che sono semplici prototipi che vanno un po’ si ed un po’ no? (tipico del CRN.... lo sai vero che siamo gli ultimi in fatto di ricerca?)Se vuoi fare la persona seria mandami un link, se vuoi ti do un parere professionale e se davvero, come dici tu, queste macchine funzionano ti assicuro che conosce centinaia di imprenditore che farebbero la file per comprarle.Intanto sappi che la spazzatura è un bene ricchissimo, ad es. i raee contengono un sacco di metalli e plastiche di difficle estrazione/produzione e relativamente facile estrazione (in maniera molto semplificata: fai tutto a pezzettini ed il metallo lo togli con le calamite, ti rimane solo plastica e fondi tutto)
    Chi ricorre solo a tanta manodopera a basso costo
    e dalla salute scarsamente tutelata e' solo un
    CRIMINALE da mandare a calci nel c..o in galera a
    VITA e senza
    sconti.non sai di cosa parli, il discorso in generale è giusto e lo condivido (io ho cominciato la mia gavetta facendo il saldatore) ma se non ci sono le macchine che permettono di fare un lavoro con poche persone e le persone costano care tu non puoi chiedere ad un imprenditore di lavorare in perdita imponendoglielo per legge!
    In ogni caso, anche se fosse completamente
    manuale, lavorare in condizioni di elevata
    sicurezza e' possibile. io non parlo di sicurezza, parlo di costo, sappi che anche in cina ci sono ditte serie, ma di certo non può essere l'imprenditore bergamasco a mollare tutti i suoi cazzi, fare le valigie ed andare a cercarle, dovrebbero essere un ministro cinese ed uno italiano a fare l'accordo ed il governo cinese a garantire che quei raee, se affidati a certe ditte cinesi, verranno riciclati in fabbriche adatte allo scopo senza impiegare bambini ed operai che muoiono come mosche in mezzo ai fumi della plastica fusa
    Costa troppo? beh basta
    costruire prodotti piu' puliti alla fonte e piu'
    facili da
    smaltire...ecco questa è la vera soluzione, quei prodotti però non saranno sul mercato prima di tot anni....cmq le soluzioni possibili sono 3:1) creiamo delle macchine che lavorino di + (tu di che ci sono ma io non lo ho mai viste, se ci fossero e funzionassero davvero senza avere un costo ammortabile solo in 25 anni allora me la compro), tutti infatti vorrebbero lavorare inq uesto business, il giro è che prendi i soldi per ritirare i raee dai clienti dei produttori (che ora per legge ne sono responsabili), te li ricicli e poi rivendi i materiali che hai recuperato...2) paghiamo di meno gli operai3) da ora in avanti tutto ciò che sarà un RAEE deve esser progettato in maniera da essere facilmente riciclabile, ovvero smonatabile in poche operazioni nelle proprie parti in plastica e metallo Caso strano le persone serie che sono dietro a questa idea dei RAEE (la commissione eu che ha voluto la direttiva) hanno scelto proprio la terza strada, nè la prima né la secondaIl problema sono le MILIONI di tonnellate di RAEE che sono in circolazione adesso, infatti quelli che ci saranno in circolazione tra 10 anni saranno già facilmente recuperabili proprio perché saranno stati progettati con il recupero in mente.Questo vuole anche dire che le macchine del CNR che recuperano i materiali con poco lavoro umano ed una buona resa non devono costare neanche troppo perché dureranno si e no 10 anni, non andranno bene infatti per tutti i prodotti che saranno immessi in europa da ora in avantiForse tu sei in buona fede ed hai letto qualcosa su qualche sito riguardo a queste macchine, io invece ti dico che se ci sono o non funzionano come dicono oppure non costano troppo, tipico del CNR sprecare i nostri soldi in studi che non portano a niente.
    - Scritto da: chichibio

    - Scritto da: Ricky
  • Alessandrox scrive:
    Domanda su Produttori di RAEE
    UN libero professionista che assembla parti elettroniche (comprate da altri non da lui stesso) per farne un PC o un Server (bello configurato con il S.O. e tutte le applicazioni richieste) o che ripara l' HW sostituendo parti e' produttore di RAEE?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 06 dicembre 2007 11.40-----------------------------------------------------------
    • test scrive:
      Re: Domanda su Produttori di RAEE
      Secondo me le parti elettroniche sostituite vanno riconsegnate al rivenditore/negozio dove le hai comprate, il quale si occuperà di farsele ritirare dal produttore originale...credo...ma non ci metto la mano sul fuoco, è solo un mio parere
      • ernesto scrive:
        Re: Domanda su Produttori di RAEE
        non è esatto, tutti credono che le parti si possano riutilizzare, ma raramente lo si puoò fare, vedi per motivi di costi di smontaggio e perchè molte parti sono obsolete, rotte dopo essere state all'acqua nelle eco-piazzuole . l'unico scopo delle legge 151 è il corrette smaltimento di queste sostanze che in alcuni casi possono essere nocive. Pensate che valga la pena di mettere una persona a 20/ ora per recuperare una parte di telefonino che costa nuovo pochi centesimi ed è garantuto?
    • Io blocco il P2P scrive:
      Re: Domanda su Produttori di RAEE
      Modificato dall' autore il 06 dicembre 2007 11.40
      --------------------------------------------------E' un fallito.
      • Alessandrox scrive:
        Re: Domanda su Produttori di RAEE

        E' un fallito.Si vabbe'... volevo mettere la premessa di non fare facili battutine ma speravo nell' intelligenza dei frequentatori del forum... speranza vana a quanto pare.CMQ ti informo che quel "fallito" e' PAGATO BENE...Forse hai fallito tu con il tuo commentino stupido.
        • Io blocco il P2P! scrive:
          Re: Domanda su Produttori di RAEE
          O forse è un tonto chi paga il fallito.
          • Ma... scrive:
            Re: Domanda su Produttori di RAEE
            fatti un po furbo che sarebbe anche ora,hai fatto una " battuta " infelice, incassa e porta a casa e abbi almeno il buon gusto di tacere, grazie.- Scritto da: Io blocco il P2P!
            O forse è un tonto chi paga il fallito.
          • Lieutenant scrive:
            Re: Domanda su Produttori di RAEE
            - Scritto da: Io blocco il P2P!
            O forse è un tonto chi paga il fallito.Commenti altamente istruttivi i tuoi. Complimenti.Ad ogni modo, secondo me se assembla semplicemente (quindi usando pezzi forniti dai clienti stessi) non ha nulla a che vedere con questa norma. Casomai dovra disassemblare i pezzi affinchè il cliente possa restituirli...Comunque mi è parso di capire che basta portare le attrezzature elettroniche nelle piazzole comunali e poi saranno le ditte di elettronica a gestirle. Probabilmente delegheranno lo smaltimento a qualcuno, limitandosi a pagare una quota in funzione del fatturato (e quindi della quantità di prodotti tecnologici che hanno venduto).
          • ernesto scrive:
            Re: Domanda su Produttori di RAEE
            E' esatto che andranno nelle piazzuole comunali , ma non sarà il cittadino, ma il negoziante. Il produttore paga una tassa sul fatturato che dovrebbe servire per il recupero e/o smaltimento.
          • Alessandrox scrive:
            Re: Domanda su Produttori di RAEE
            - Scritto da: Io blocco il P2P!
            O forse è un tonto chi paga il fallito.Saranno anche tonti ma fatturano parecchio...CMQ devi avere molti problemi personali per venire a scaricarli qua'... non ti invidio per niente-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 dicembre 2007 13.19-----------------------------------------------------------
    • lando carrissian scrive:
      Re: Domanda su Produttori di RAEE
      no, primo non emette sul mercato con un proprio marchio, secondo bisogna vedere se si tratta di una installazione, quindi di un prodotto non finito, che non ricade nella normativa
  • test scrive:
    Re: W la Cina...
    tutto condivisibile, a parte l'ortografia
  • H5N1 scrive:
    Immagino il futuro presente
    Frasi come "quest'ultimo sarà obbligato a ritirare il vecchio" e "sarà cura delle stesse aziende di elettronica, organizzate in consorzi, raccogliere i rifiuti e provvedere alla loro gestione" fanno riflettere.E rabbrividire.Vedremo le solite espressioni di diniego sul volto dei nostri negozianti?Le stesse che adottano quando pretendiamo la garanzia a 1 anno e 11 mesi?Vedremmo discariche abbandonate perchè non si riesce a smaltire l'enorme mole di tecnospazzatura?Non so, ma vorrei che le mie parole non fossero profetiche.Tutto sà tanto di già visto.
    • driope scrive:
      Re: Immagino il futuro presente
      Sono basita.Tra luglio e dicembre 2005 sono stata assunta da un'azienda che produceva rilegatrici, plastificatrici e altre cosucce per ufficio. Il mio compito principale è stato proprio quello di verificare che tutto fosse in ordine per l'entrata in vigore della RAEE. Non voglio tediarvi con la cronaca di tutti i casini e le imprecisioni con cui mi sono dovuta scontrare (alla fine ne sapevo più io del rappresentante dell'unione industriali che avrebbe dovuto occuparsene), ma ecco due punti fermi su cui tutti, al tempo, concordavano.1) L'Italia era indietro. Aveva ottenuto una proroga di un anno per recepire la normativa, (gennaio 2006 invece di gennaio 2005)2) Nessuno, come al solito, aveva preso in considerazione la suddetta proroga fino all'ultimo minuto utile, lamentandosi poi per le multe che sarebbe andato a pagare.La mia domanda è quindi: com'è possibile che a ogni dicembre torni in ballo sta storia? Quanti secoli di proroghe ulteriori necessitiamo ancora? E perchè tutti si fingono stupiti, come se fosse una novità dell'ultimo minuto? E i negozianti sono stati i primi ad essere avvisati che devono ritirare l'usato dei loro clienti, non facciano tante storie. Alcuni di loro, almeno nell'area di competenza dell'azienda per cui lavoravo, avevano già cominciato a farlo. Ad oggi sono in ancora vivi e in buona salute, e la loro attività non ne ha risentito: forse perchè si sono organizzati per tempo?
      • Alessandrox scrive:
        Re: Immagino il futuro presente
        Quello che dici e' veramente preoccupante ma mi domando: e' veramente utile prendsersela con il negoziante quando dietro di lui e' tutta la filiera del recupero che semplicemente NON esiste? Che fa' accantona continuamente in magazzino la roba nella speranza che un giorno qualcuno lo informi su dove scaricarla? E chi doveva prendersi la responsabilita' di creare questa filiera? I consorzi a che punto sono? Come si coordineranno se lo faranno? Oppure ognuno agira' in ordine sparso? Questo NON mi pare molto chiaro...POi bisogna distinguere tra i rifiuti tecnologici:nel settore dei PC spesso e' riufuto anche cio' che funzionerebbe perfettamente allora si puo' valutare se recuperarlo nelle sue funzioni per altri scopi, con altre mansioni e per altre esigenze, allungando i tempi di una sua effettiva dismissione come rifiuto, questo per fare un esempio ma anche in questo caso occorre essere attrezzati specialmente in conoscenze e competenze tecniche.In o gni caso occorre oltre che una normativa anche una PRASSI comunemente accettata e delle strutture che permettano di adottarla e come al solito ci vuole il contributo del PUBBLICO oltre quello del privato ma se tutta la nostra macchina della PA e' cosi' inefficente, inconcludente e dispendiosa e' logico trovare in questo settore uno degli anelli piu' deboli di tutta la filiera: a che punto siamo con le ECO-Piazzole? Cominceranno a farle solo quando i negozianti avranno il magazzino di dietro strabordante?- Scritto da: driope
        Sono basita.
        Tra luglio e dicembre 2005 sono stata assunta da
        un'azienda che produceva rilegatrici,
        plastificatrici e altre cosucce per ufficio. Il
        mio compito principale è stato proprio quello di
        verificare che tutto fosse in ordine per
        l'entrata in vigore della RAEE. Non voglio
        tediarvi con la cronaca di tutti i casini e le
        imprecisioni con cui mi sono dovuta scontrare
        (alla fine ne sapevo più io del rappresentante
        dell'unione industriali che avrebbe dovuto
        occuparsene), ma ecco due punti fermi su cui
        tutti, al tempo,
        concordavano.

        1) L'Italia era indietro. Aveva ottenuto una
        proroga di un anno per recepire la normativa,
        (gennaio 2006 invece di gennaio
        2005)
        2) Nessuno, come al solito, aveva preso in
        considerazione la suddetta proroga fino
        all'ultimo minuto utile, lamentandosi poi per le
        multe che sarebbe andato a
        pagare.

        La mia domanda è quindi: com'è possibile che a
        ogni dicembre torni in ballo sta storia? Quanti
        secoli di proroghe ulteriori necessitiamo ancora?
        E perchè tutti si fingono stupiti, come se fosse
        una novità dell'ultimo minuto? E i negozianti
        sono stati i primi ad essere avvisati che devono
        ritirare l'usato dei loro clienti, non facciano
        tante storie. Alcuni di loro, almeno nell'area di
        competenza dell'azienda per cui lavoravo, avevano
        già cominciato a farlo. Ad oggi sono in ancora
        vivi e in buona salute, e la loro attività non ne
        ha risentito: forse perchè si sono organizzati
        per
        tempo?
        • picchiatello scrive:
          Re: Immagino il futuro presente
          - Scritto da: Alessandrox

          POi bisogna distinguere tra i rifiuti tecnologici:
          nel settore dei PC spesso e' riufuto anche cio'
          che funzionerebbe perfettamente allora si puo'
          valutare se recuperarlo nelle sue funzioni per
          altri scopi, con altre mansioni e per altre
          esigenze, allungando i tempi di una sua effettiva
          dismissione come rifiuto, questo per fare un
          esempio ma anche in questo caso occorre essere
          attrezzati specialmente in conoscenze e
          competenze
          tecniche.Il Tuo ragionamento e' giustissimo ; ma purtroppo avendo una catena di controllo produttore-venditore questi faranno di tutto permettere in pratica il contrario, anzi io non mi stupirei se questi signori, come per gli alimentari, ritirassero il materiale ben prima sia obsoleto mettendo a rifiuto pc nuovi questo per non abbassare il prezzo di quelli venduto ultimo modello.

          a che punto siamo con le ECO-Piazzole?
          Cominceranno a farle solo quando i negozianti
          avranno il magazzino di dietro
          strabordante?
          Da me funzionano solo che costano una enormità e l'unico ente che li possa gestire e' una convenzione tra piu' comuni altrimenti si avrebbero diversità di "pedaggio" a pochi km di distanza.Purtroppo alla fine pagherà sempre il cittadino mai l'industriale ( ammesso e non condcesso ce ne siano visto ancora visto che importano tutto dalla Cina) ne il commerciante...
          • Alessandrox scrive:
            Re: Immagino il futuro presente
            - Scritto da: picchiatello
            - Scritto da: Alessandrox
            Il Tuo ragionamento e' giustissimo ; ma purtroppo
            avendo una catena di controllo
            produttore-venditore questi faranno di tutto
            permettere in pratica il contrario, anzi io non
            mi stupirei se questi signori, come per gli
            alimentari, ritirassero il materiale ben prima
            sia obsoleto mettendo a rifiuto pc nuovi questo
            per non abbassare il prezzo di quelli venduto
            ultimo
            modello.

            a che punto siamo con le ECO-Piazzole?

            Cominceranno a farle solo quando i negozianti

            avranno il magazzino di dietro

            strabordante?
            Da me funzionano solo che costano una enormità e
            l'unico ente che li possa gestire e' una
            convenzione tra piu' comuni altrimenti si
            avrebbero diversità di "pedaggio" a pochi km di
            distanza.
            Purtroppo alla fine pagherà sempre il cittadino
            mai l'industriale ( ammesso e non condcesso ce ne
            siano visto ancora visto che importano tutto
            dalla Cina) ne il
            commerciante...GANZO!Quindi il cittadino paghera' SALATO 2 volte:1) per il guadagno dei produttori che vorranno accelererare la dismissione di apparecchi ancora funzionanti ed utilizzabili ma vorrei sapere come obbligheranno il cliente a disfarsene... se io voglio continuare ad utilizzare il mio PC chi me lo potra' impedire?2) per la gestione delle eco-piazzole...Ottimo ed abbondante-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 06 dicembre 2007 11.45-----------------------------------------------------------
          • picchiatello scrive:
            Re: Immagino il futuro presente
            - Scritto da: Alessandrox

            GANZO!
            Quindi il cittadino paghera' SALATO 2 volte:

            1) per il guadagno dei produttori che vorranno
            accelererare la dismissione di apparecchi ancora
            funzionanti ed utilizzabili ma vorrei sapere come
            obbligheranno il cliente a disfarsene... se io
            voglio continuare ad utilizzare il mio PC chi me
            lo potra'
            impedire?Io stavo facendo un discorso che puo' sembrare assurdo ma in certi settori non lo e' poi piu' di tanto:Il venditore su ordine del produttore ritira dal commercio pc NUOVI , non piu' vendibili e li getta in discarica il costo dell'operazione e' in carico alla collettivitàPer la Tua domanda esiste gia' MS Vista.....

            2) per la gestione delle eco-piazzole...
            Ma poi dipende anche dagli addetti ho sentito storie di allungamenti di banconote di euro per ricevere rifiuti di pc che provengono da fuori ....d'altronde se il personale non e' specializzato e appartiene magari a sub-appalti di cooperative...alla fine pretendere diviene utopia. Che fai licenzi precari ?
          • Alessandrox scrive:
            Re: Immagino il futuro presente
            per questo occorrono oltre che stringenti normative anche controlli su tutta la filiera... ma chi li fa? la PA e' allo sfascio e piena di fannulloni...- Scritto da: picchiatello
            - Scritto da: Alessandrox




            GANZO!

            Quindi il cittadino paghera' SALATO 2 volte:



            1) per il guadagno dei produttori che vorranno

            accelererare la dismissione di apparecchi ancora

            funzionanti ed utilizzabili ma vorrei sapere
            come

            obbligheranno il cliente a disfarsene... se io

            voglio continuare ad utilizzare il mio PC chi me

            lo potra'

            impedire?


            Io stavo facendo un discorso che puo' sembrare
            assurdo ma in certi settori non lo e' poi piu' di
            tanto:
            Il venditore su ordine del produttore ritira dal
            commercio pc NUOVI , non piu' vendibili e li
            getta in discarica il costo dell'operazione e' in
            carico alla
            collettività

            Per la Tua domanda esiste gia' MS Vista.....




            2) per la gestione delle eco-piazzole...



            Ma poi dipende anche dagli addetti ho sentito
            storie di allungamenti di banconote di euro per
            ricevere rifiuti di pc che provengono da fuori
            ....d'altronde se il personale non e'
            specializzato e appartiene magari a sub-appalti
            di cooperative...alla fine pretendere diviene
            utopia. Che fai licenzi precari
            ?
      • picchiatello scrive:
        Re: Immagino il futuro presente
        - Scritto da: driope
        La mia domanda è quindi: com'è possibile che a
        ogni dicembre torni in ballo sta storia? Quanti
        secoli di proroghe ulteriori necessitiamo ancora?
        E perchè tutti si fingono stupiti, come se fosse
        una novità dell'ultimo minuto? E i negozianti
        sono stati i primi ad essere avvisati che devono
        ritirare l'usato dei loro clienti, non facciano
        tante storie. Alcuni di loro, almeno nell'area di
        competenza dell'azienda per cui lavoravo, avevano
        già cominciato a farlo. Ad oggi sono in ancora
        vivi e in buona salute, e la loro attività non ne
        ha risentito: forse perchè si sono organizzati
        per
        tempo?1) Nessuno se ne vuole occupare2) il ritiro a meno che non ci siano fondi ministeriali porta solo costi e non profitti.3) I negozianti ed i grandi distributori non hanno magazzino per i prodotti da vendere figuriamoci per quelli da ritirare.I soli che riescono a ritirare il prodotto ho paura sono solo quelli che si appoggiano ai consorzi comunali di gestione dei rifiuti, quindi alla fine per lo stoccaggio pageremo ancora noi con le tesse sui rifiuti invero è rifiuti + tasse.
        • Taddeus scrive:
          Re: Immagino il futuro presente
          ..e intanto qualche produttore di macchine per condizionamento ha gia inviato ai propri distributori una lettera dove li si invita a caricare sul prezzo del proprio listino 5 euro +IVA come tassa per lo smaltimento R.A.E.E a totale carico del malcapitato acquirente.Occorre fare chiarezza su questo punto : a pagare devono essere i produttori e non i consumatori che già pagano abbastanza...
          • Alessandrox scrive:
            Re: Immagino il futuro presente
            - Scritto da: Taddeus
            ..e intanto qualche produttore di macchine per
            condizionamento ha gia inviato ai propri
            distributori una lettera dove li si invita a
            caricare sul prezzo del proprio listino 5 euro
            +IVA come tassa per lo smaltimento R.A.E.E a
            totale carico del malcapitato
            acquirente.
            Occorre fare chiarezza su questo punto : a pagare
            devono essere i produttori e non i consumatori
            che già pagano
            abbastanza...OK e come fai ad impedire loro di rialzare il prezzo dei prodotti? Basta anche non specificare nulla ed aggiungere un +X%, fare un po' di cartello ed il gioco e' fatto e pure legittimamente.
  • picchiatello scrive:
    Stiamo parlardo...
    Di un paese che ammette ancora che esistano in commercio batterie non ricaricabili...Poi vorrei sapere chi in italia produce visto che le produzioni avvengno tute all'estero ed i commercianti ( grnadio centri commerciali in testa) hanno gia' messo i cartelli che sicuramente non subiranno il ritorno di materiale destinato invece alle discariche che si intaseranno sempre di piu' ( vedi ecoballe).
    • tizio incognito scrive:
      Re: Stiamo parlardo...
      - Scritto da: picchiatello
      Poi vorrei sapere chi in italia produce visto che
      le produzioni avvengno tute all'estero ed inon hai capitoper apparecchiature elettriche ed elettroniche si intende qualsiasi cosa abbia una spinaio faccio insegne, sono piccolissimo (3 dipendenti) e per una lampada e due fili devo, in un mese, adeguarmi a questa normativa.sono contento che la tre abbia gia' provveduto, ma per i pesci piccoli come me questa norma e' una mazzata, se non altro solo per il tempo che si deve perdere per capire cosa si deve fare.conta che di normative ce ne sono a secchiate, ci vuole una persona che di lavoro esclusivamente si occupi di questo. per la tre non e' un problema, ma gli altri?ciao
      • picchiatello scrive:
        Re: Stiamo parlardo...
        - Scritto da: tizio incognito
        conta che di normative ce ne sono a secchiate, ci
        vuole una persona che di lavoro esclusivamente si
        occupi di questo. per la tre non e' un problema,
        ma gli
        altri?

        ciaoSu questo posso concordare , oltre a desensibilizzare e decolpevolizzare il consumatore dal produrre troppi rifiuti.Lo faranno forse per fare nuovi posti di lavoro ben sapendo comunque che il lavoro e' dato dall'effettivo andamento delle vendite non da farragginose norme burocratiche.
  • unoqualunqu e scrive:
    Prodotti intrinsecamente antiecologici
    L'usato è una grande risorsa, normalmente ciò che non è più utile per una persona può esserlo per un altro. Ma il mercato lo ha stigmatizzato perché non porta a nuova produzione. Anzi nell'informatica il fintamente lodevole impegno ecologico di alcuni costruttori si è sempre tradotto nella fretta di triturare beni che altrimenti sarebbero stati funzionalmente riciclabili e quindi potenzialmente dannosi per la vendita del nuovo. Guardate con quanta fretta si cessa la disponibilità delle batterie dei cellulari (ma perché non obbligare l'industria a standardizzarle), delle cartucce di ricambio delle stampanti o di altri ricambio o parti di consumo. Alcuni prodotti (cellulari-computer) hanno internamente batterie saldate non sostituibili il cui esaurimento determina la morte tecnica dell'oggetto. Ebbene ha poco senso occuparsi in senso ecologico dei rifiuti senza intervenire a monte sulla fattura dei prodotti. Per esempio perché non imporre la riparabilità (per ricambi e costi di assistenza) dei prodotti tecnologici per almeno 5-10 anni? Favoriremmo la serietà del mercato (che ha di fatto abolito il concetto di riparazione a favore di un modello usa e getta) e la standardizzazione. Basterebbe forse anche solo un buon marchio di vera compatibilità ecologica.
    • Santos-Dumont scrive:
      Re: Prodotti intrinsecamente antiecologici
      - Scritto da: unoqualunqu e
      L'usato è una grande risorsa, normalmente ciò che
      non è più utile per una persona può esserlo per
      un altro. Ma il mercato lo ha stigmatizzato
      perché non porta a nuova produzione. Anzi
      nell'informatica il fintamente lodevole impegno
      ecologico di alcuni costruttori si è sempre
      tradotto nella fretta di triturare beni che
      altrimenti sarebbero stati funzionalmente
      riciclabili e quindi potenzialmente dannosi per
      la vendita del nuovo. Guardate con quanta fretta
      si cessa la disponibilità delle batterie dei
      cellulari (ma perché non obbligare l'industria a
      standardizzarle), delle cartucce di ricambio
      delle stampanti o di altri ricambio o parti di
      consumo. Alcuni prodotti (cellulari-computer)
      hanno internamente batterie saldate non
      sostituibili il cui esaurimento determina la
      morte tecnica dell'oggetto. Ebbene ha poco senso
      occuparsi in senso ecologico dei rifiuti senza
      intervenire a monte sulla fattura dei prodotti.
      Per esempio perché non imporre la riparabilità
      (per ricambi e costi di assistenza) dei prodotti
      tecnologici per almeno 5-10 anni? Favoriremmo la
      serietà del mercato (che ha di fatto abolito il
      concetto di riparazione a favore di un modello
      usa e getta) e la standardizzazione. Basterebbe
      forse anche solo un buon marchio di vera
      compatibilità
      ecologica.Quoto.
    • Max3D scrive:
      Re: Prodotti intrinsecamente antiecologici
      bhe c'e' chi ha gia' pensato (l'idea non e' la mia, ma mi sono occupato del codice che tiene su il sito)www.zerorelativo.ittecnicamente non e' un mostro di perfezione, ma funziona (piu' o e meno) :Danzi, ne approfitto per dire che se in giro ci sono programmatori ecosostenibili ( (rotfl) ) gli passeri volentieri la patata, perche' comincio a far fatica stargli dietro :
  • Billo scrive:
    fiiicooooo..
    Chissà quante belle cose da riciclare si potranno trovare nelle eco-piazzole!
    • anonimo01 scrive:
      Re: fiiicooooo..
      - Scritto da: Billo
      Chissà quante belle cose da riciclare si potranno
      trovare nelle
      eco-piazzole!il retrocomputing parte direttamente dalle eco-piazzole/ecocentri...e la mia collezzione di ferri vecchi è modestamente fornita 8) (c64)(amiga)(atari)
      • user of the night scrive:
        Re: fiiicooooo..
        A me non danno mai nulla : di sicuro c'è chi arriva prima - e paga ! (abito a Roma)
      • ernesto scrive:
        Re: fiiicooooo..
        non potrai ritirare eventuali parti, se non in modo fraudolento, con una multa che va da 30.000 a 100.000 eurooltre alla denuncia di furto.Auguri
    • Max3D scrive:
      Re: fiiicooooo..
      eco-piazzole ... ummm... sento puzza di tassaona comunale (newbie)
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