Nuove nomine in Vodafone Italia

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Milano – Vodafone Italia in un comunicato ha confermato che dallo scorso primo dicembre Alberto Ripepi è il nuovo Direttore Tecnologie di Vodafone Italia. “La Direzione Tecnologie – spiega la nota – definisce, realizza e gestisce le infrastrutture e le soluzioni di Rete e Information Technology di Vodafone Italia”.

“Alberto Ripepi – continua la nota – che riporterà direttamente all’Amministratore Delegato, Pietro Guindani, sostituisce Didier Lebrat, che ha lasciato il Gruppo Vodafone. Ripepi è in Vodafone Italia dal mese di Giugno del 2001, dove ha ricoperto la carica di Responsabile Sviluppo IT Delivery fino al 2004. Successivamente è stato Responsabile IT Solutions & Delivery fino a Dicembre 2006, quando ha assunto la nuova carica”.

Vodafone Italia è a questo indirizzo

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  • Grillo Parlante scrive:
    L' esempio che viene dall' Italia
    Per incrementare le dotazioni informatiche delle scuole britanniche, al ministro Jim Knight mi permetto di suggerire di prendere in seria considerazione anche la possibilità offerta dal recupero funzionale dei PC obsoleti. Cioè di quei PC perfettamente efficienti ma inidonei a far girare il nuovo so Windows Vista che ben volentieri molte aziende sono disposte a donare alle scuole.In questo campo, l' Italia fa letteralmente scuola. Come dimostra il caso descritto nel sitohttp://www.LinuxAngels.it .
    • Anonimo scrive:
      Re: L' esempio che viene dall' Italia
      Sono appena rientrato da Londra, proprio dalla fiera BETT a cui ho partecipato per 3 giorni.Anche là, come sempre, ognuno vede il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma il bicchiere inglese è comunque un boccale di dimensioni gigantesche rispetto alla scuola italiana, dove più che un bicchiere è un ditale.Non so quanto tu conosca della scuola inglese, ma molte scuole, grazie ai cospicui assegni firmati da mr. Blair, hanno tutto men che il problema dell'hardware!!Ovviamente poichè la scuola inglese è classista come la sua società, ci sono situazione dove l'ICT è entrata per modo di dire e dove il "riciclaggio" dei PC può essere un'idea, ma - generally speaking - il quadro dell'ICT nella scuola del Regno Unito è dai due agli otto anni avanti rispetto al nostro....ma non perchè abbiano persone più brave, ma perchè hanno creduto che il futuro si costruisce nella scuola e con l'ICT. Magari hanno delle scuole che noi faremmo demolire, mai i PC dentro ci sono e i bambini li usano (ci sono stato e ho visto con i miei occhi). Loro ci credono e cacciano la grana (e tanta), noi parliamo, parliamo, parliamo,....
      • Anonimo scrive:
        Re: L' esempio che viene dall' Italia
        - Scritto da:
        mai i PC dentro ci sono e i
        bambini li usano E' tutto da dimostrare che a dei bambini serva avere questi PC a scuola.
        • Anonimo scrive:
          Re: L' esempio che viene dall' Italia
          Ancora con questa solfa del serve o non serve?Ma nessuno arriva a capire il valore difensivo dell'esposizione ad uno schermo interattivo in tenera etá? Eppure non é poi cosí difficile! La tv ha meno presa su chi usa lo schermo in modo intelligente, e pensa, o navigatore dai dubbi irrisolti, che giá alla fine degli anni settanta c'erano fior di ricerche a dimostrarlo; anche se basate su semplici corsi di scrittura creativa e senza alcun appeal multimediale. I dubbi vanno espressi quando hanno una base a motivarli, altrimenti sprechi tempo, fiato, bit, banda, neuroni, e visto che ormai facciam quasi tutto per tramite d'un monitor, diottrie.Il PC ai bambini serve, eccome, e serve prima di tutto a difendersi dal PC stesso e dall'incipiente idiozia mediatica e digitale in cui sguazziamo.
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