Nuove pastette sui domini .it?

La RA firma un accordo con Infocamere per il passaggio a quest'ultima dei dati di registrazione dei domini. Bypassata la Naming Authority, in dubbio la legittimità dell'operazione. Dubbi anche sulla gestione dei dati da parte di Infocamere


Roma – Chi autorizza il passaggio dei dati amministrativi ed economici delle registrazioni dei domini.it dalla Registration Authority ad Infocamere? Perché l’accordo che lo permette non ha coinvolto la Naming Authority? Con quale autorità la Registration Authority si è assunta queste responsabilità?

Sono queste le domande che dentro e fuori la Naming Authority da qualche ora vengono fatte con insistenza. Sì, perché l’accordo firmato due giorni fa dallo IAT-CNR (che ospita la Registration Authority) con Infocamere, secondo molti è illegittimo e persino pericoloso.

Secondo l’intesa, la RA confronterà i dati della registrazione dei domini con i dati in possesso di Infocamere, società informatica che gestisce i sistemi delle Camere di Commercio. Se da una parte questo consentirà alla RA di identificare al meglio le imprese che registrano domini.it, dall’altra i dati saranno registrati da Infocamere che entrebbe così a pieno titolo nell’italica “gestione dei domini.it”.

La mossa viene propagandata dallo IAT-CNR-RA e da Infocamere come una operazione che colpisce l’accaparramento dei nomi a dominio. In realtà si tratta, secondo alcuni componenti della Naming Authority, di un vero e proprio “golpe”.

Le regole delle procedure di registrazione dei domini, come noto, sono delegate alla Naming Authority, che in questo caso non ha autorizzato o deciso alcunché. Appare invece evidente che con questa operazione viene messa “fuori gioco” la “Lettera di assunzione di responsabilità” (LAR) che fino ad oggi è servita all’identificazione dei soggetti che registrano un dominio.it. La LAR, infatti, è uno strumento di autocertificazione che non ha senso che esista se viene introdotto, come sembrerebbe, un costoso controllo capillare sulle registrazioni dei domini da parte delle imprese.


Altra questione di legittimità sollevata da alcuni sull’accordo CNR-Infocamere, sta nel fatto che quando si firma la LAR per registrare un dominio non si autorizza Infocamere alla registrazione di quei dati. Si accetta, invece, che questi finiscano nello WHOIS, il database pubblico delle registrazioni della Registration Authority.

Gli stessi mantainer, che oggi fanno da “tramite” con la RA per coloro che intendono registrare domini.it, si chiedono cosa dovranno dire ai propri clienti in merito al trattamento dei loro dati.

Per queste ragioni, commenta qualcuno, avrebbero preventivamente dovuto/potuto essere apportate modifiche alla LAR, modifiche che può eseguire solo la Naming Authority che però, come detto, è stata completamente bypassata dall’operazione.

E dato che tra le attività di Infocamere c’è anche l’offerta a terzi di dati a pagamento attraverso i propri distributori, c’è chi si chiede se questo accordo con il CNR-IAT-RA non si traduca in un passaggio ad Infocamere di preziosi dati su cui lucrare.

Infocamere, per esempio, potrebbe mettere in piedi un sistema che consenta di sapere quanti e quali domini sono registrati da un singolo soggetto, un dato che oggi non è reso disponibile in questa forma dallo WHOIS e che potrebbe essere fornito a pagamento.

Come se non bastasse, in passato su Infocamere erano piovute le critiche di alcuni, anche della Naming Authority, per attività di spam, ovvero di invio di quantitativi di posta elettronica non richiesta.


Accuse di spam e di agevolazione alle attività di spamming, dalle quali Infocamere si è difesa sostenendo che gli abusi compiuti da terzi con i dati messi a disposizione da Infocamere sui propri sistemi non possono essere ascritti ad Infocamere stessa. Però si tratta di dati che – come si evince da decine di segnalazioni sulla lista Abuse del NIC dedicata allo spam -sono stati utilizzati da spammer più o meno noti per mandare in giro tonnellate di posta elettronica non richiesta.

Quanto avviene potrebbe essere bloccato, sostiene qualcuno, solo da una forte presa di posizione da parte della stessa Naming Authority al cui interno, però, sono ormai molti i “rappresentanti” della Registration Authority “ovviamente favorevoli” a quanto è avvenuto. Inoltre, le decisioni della NA fino ad oggi hanno sempre richiesto tempi lunghissimi di elaborazione.

Tempi che potrebbero consentire alla RA di compiere “il passo” già previsto dal criticatissimo DDL sui domini ispirato da Passigli, ovvero di muoversi per la trasformazione della RA in una sorta di “anagrafe di Stato” per i domini.it.

Alla faccia dell’indipendenza dal Governo, quella che fortunatamente all’estero è ancora la regola…

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