Nuovi cripto-lucchetti per la musica

SunnComm spera di convincere le major discografiche ad adottare la sua nuova tecnologia steganografica capace di marchiare a fuoco i brani audio e occultarvi altri contenuti, come immagini e messaggi. Protezione a valore... aggiunto
SunnComm spera di convincere le major discografiche ad adottare la sua nuova tecnologia steganografica capace di marchiare a fuoco i brani audio e occultarvi altri contenuti, come immagini e messaggi. Protezione a valore... aggiunto


Phoenix (USA) – SunnComm Technologies , già nota per aver sviluppato alcune tecnologie anti-copia per i CD audio, ha annunciato un accordo con Stealth MediaLabs per la messa a punto di una tecnologia capace di celare dati all’interno di un file audio e garantirne l’integrità anche in seguito a drastiche manipolazioni del file.

Tecniche di questo tipo sono già state sviluppate da diverse aziende che operano nel settore delle tecnologie per la protezione dei contenuti, tuttavia fino ad oggi l’industria discografica non le ha ritenute sufficientemente robuste e affidabili per farne il fulcro dei loro affari on-line.

SunnComm sta ora tentando di sviluppare, grazie all’esperienza di Stealth MediaLabs, una tecnica di protezione basata sui concetti della steganografia capace di nascondere, all’interno di un brano musicale, dati, video, messaggi di testo e watermark: quest’ultimo è una specie di filigrana digitale in grado di identificare un file. L’azienda proclama – ma non è la prima a farlo – che la sua tecnica è in grado di preservare le informazioni celate all’interno del brano anche nel caso in cui questo venga compresso o registrato attraverso una connessione analogica. SunComm sostiene che il watermark impresso in un file risulta ancora leggibile persino nel caso in cui la musica venga registrata dalla radio.

Il watermarking, di fatto, non fa nulla per impedire che un CD o un file audio compresso possa essere copiato: per questo motivo viene considerato un meccanismo di protezione “passivo”. Il suo scopo, a differenza delle tradizionali tecnologie anticopia oggi adottate su numerosi CD audio, è identificare univocamente un contenuto digitale anche quando questo viene copiato svariate volte e subisce molti processi di degradazione (derivanti, ad esempio, dalla compressione lossy): in questo modo è sempre possibile risalire al legittimo proprietario.

Il watermarking potrebbe divenire una tecnologia chiave per la distribuzione di musica attraverso Internet: in questo caso, infatti, è possibile integrare “al volo” un watermark personalizzato all’interno di un file compresso che tenga ad esempio conto dei dati, come quelli ottenibili dalla carta di credito, utilizzati dall’utente per fare l’acquisto. Per quanto riguarda i CD, l’uso dei watermark potrebbe essere limitato agli album in versione promo inviati a persone o società facilmente identificabili, come radio, deejay, giornalisti, ecc.

SunComm sostiene che la tecnologia su cui sta lavorando, originariamente sviluppata presso l’università di Miami, è in grado di soddisfare tutti i requisiti del mercato: l’azienda afferma che il suo watermark, oltre a resistere a tutte le tecniche di cracking esistenti, non introduce nella musica alcuna alterazione percepibile dall’orecchio umano.

SunComm spera di convincere le major discografiche della maturità della propria tecnologia e dell’opportunità di avvalersene non soltanto per identificare i brani audio su Internet – strumento utile soprattutto per impedirne la proliferazione attraverso le reti di file-sharing – ma anche per codificare all’interno dei file musicali altri media, come immagini, messaggi e video, senza alterarne le dimensioni originali. Questa tecnica, secondo l’azienda, può incrementare il valore aggiunto della musica originale consentendo alle etichette di inserire contenuti destinati agli utenti di PC direttamente all’interno di un CD audio standard (privo di una sessione dati). Gingilli, dunque, in cambio di prezzi sacri e inviolabili.

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24 03 2003
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