Occhiali per l'accessibilità

Arriveranno al cinema per consentire a chi non vede o non sente di gustarsi le pellicole proiettate

Nonostante il continuo ronzio in Rete, i Google Glass non sono gli unici occhiali ad alta tecnologia che trovano impiego nella vita di tutti i giorni. A dimostrazione di ciò, ecco i Sony Entertainment Access Glasses.

Sony Entertainment Access Glasses

Questi occhiali si distinguono da quelli di Mountain View perché sono nati con lo scopo di allargare la platea di spettatori negli spettacoli cinematografici.
I Sony Entertainment Access Glasses permettono a chi soffre di difficoltà uditive di leggere i sottotitoli dei dialoghi e delle voci fuori campo del film. Ai non vedenti, invece, viene riprodotta la descrizione audio delle scene.

Questi dispositivi permettono a chi non vede o non sente di accedere così a qualsiasi spettacolo, senza dover aspettare programmazioni apposite. Infatti, i sottotitoli e le descrizioni audio sono riservate solo a chi indossa gli occhiali, mentre tutti gli altri spettatori possono guardare la pellicola nel modo usuale.

I Sony Entertainment Access Glasses permettono ai sordi di visualizzare i sottotitoli in sei lingue diverse attraverso una tecnologia olografica, proprietaria di Sony, ad una distanza ottimale per la lettura, indipendentemente dall’angolo di visione e dalla postura.

Il sistema si basa su un trasmettitore radio (STWA-C101) da installare nella sala di proiezione e compatibile tutti gli attuali server di digital cinema disponibili in commercio. Sugli occhiali, che pesano 84 grammi, c’è invece un ricevitore wireless (STW-C140GI), che consente la ricezione dei flussi informativi da visualizzare sulle lenti o da riprodurre in cuffiette.

Sony Entertainment Access Glasses

Al momento, i Sony Entertainment Access Glasses hanno superato la fase di test condotta in 400 cinema americani appartenenti alla catena Regal. Il successo della soluzione di Sony ha decretato l’adozione del sistema di accessibilità in tutti i 6000 cinema Regal presenti sul territorio statunitense.

In Europa, le prime sale a testare i Sony Entertainment Access Glasses sono quelle di Cinémas Gaumont-Pathé, la catena che conta oltre 1000 schermi disseminati fra Francia, Svizzera e Paesi Bassi.
Per ora i test si tengono nelle sale di Parigi, Tolosa e Montpellier, ma l’entusiasmo è tale che si preannuncia una rapida estensione della soluzione su tutti i cinema di proprietà Cinémas Gaumont-Pathé.

Questa adozione, infatti, servirà anche per rispettare gli obblighi più stringenti imposti dalla UE agli esercenti cinematografici in termini di servizi ai disabili. In Francia questi obblighi diverranno legge entro il 2015 e gli altri paesi europei, fra cui l’Italia, dovranno adeguarsi di conseguenza.

(via CNet.com )

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  • prova123 scrive:
    Semplice ...
    tu rompi i maroni, io non ti indicizzo più e poi stabliamo quanto mi paghi perchè io ti indicizzi.
  • bubba scrive:
    ancora?!?
    ancora sta fissazione di tassare google news (e parentado)?? ebbasta su.se gli editori vogliono mettano il paywall. se vogliono (e commercialmente possono) facciano degli accordi commerciali con i motori di ricerca (o con chi vogliono).Ma la si smetta di pensare a contorti arzigogoli burocratici PER LEGGE! Ormai e' out, su.
  • tucumcari scrive:
    L'importante
    è battere cassa!"L'antitrust tricolore vorrebbe invece seguire le orme della disciplina tedesca, dove alle piattaforme verrebbe imposto un obolo per lo sfruttamento dei contenuti editoriali online".Già perchè i finanziamenti pubblici e tutto l'ambaaradam di leggine commi e leggiucole sono troppo poco.Ma a me quando li danno gli stessi finanziamenti?Mah!
    • Leguleio senza avatar scrive:
      Re: L'importante
      E si può essere perfino più espliciti, come qui:"Apriti una videoteca e mercificati la tua pseudo cultura allora. Quello è intrattenimento. barboni."Cfr. http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3493505&m=3494333#p3494333
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