OCZ punta sul caching

Nuovi SSD da affiancare ai normali hard disk. Per lavorare con tempi di accesso molto bassi, senza rinunciare alle elevate capacità di memorizzazione
Nuovi SSD da affiancare ai normali hard disk. Per lavorare con tempi di accesso molto bassi, senza rinunciare alle elevate capacità di memorizzazione

La californiana OCZ propone una sua soluzione ibrida con la nuova serie Synapse Cache da 2.5 pollici, unità flash progettate per unire la velocità di un SSD con la capacità di stoccaggio di un classico disco rigido. I modelli Synapse Cache utilizzano infatti il software proprietario Dataplex per gestire dinamicamente i dati tra NAND e hard disk.

In altre parole, i dati recenti e quelli utilizzati più frequentemente vengono registrati nella memoria a stato solido OCZ, mentre quelli meno utilizzati restano sul normale HDD. Lo stesso tipo di approccio “caching” integrato nel nuovo chipset Intel Z68 .

La serie viene venduta in due differenti configurazioni, un 64GB da 149 dollari e un 128GB da 249 dollari. Le specifiche tecniche indicano però che la reale capacità di questi SSD è ridotta del 50 per cento. A quanto pare, l’altra metà delle celle viene gelosamente conservata per assicurare una lunga vita al prodotto.

L’interfaccia utilizzata, SATA III da 6Gb/s, consente di raggiungere una velocità di scrittura-lettura pari a 550 MB/s nel modello da 128GB che dichiara 80.000 IOPS. La memoria da 64GB lavora invece a 490 MB/s e 75.000 IOPS.

Roberto Pulito

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23 09 2011
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