Ogg Vorbis fa 1.0 e sfida MP3Pro

A pochi giorni dal lancio di MP3Pro, il progetto open source Ogg Vorbis rilascia la prima release candidate 1.0 del suo codec e promette battaglia ai formati proprietari
A pochi giorni dal lancio di MP3Pro, il progetto open source Ogg Vorbis rilascia la prima release candidate 1.0 del suo codec e promette battaglia ai formati proprietari


Roma – Lo scorso anno l’open source si è infiltrato nella mischia dei formati di compressione audio, dove l’MP3 ancora la fa da padrone, ed oggi annuncia, attraverso la fondazione Xiphophorus , l’imminente arrivo della tanto agognata versione 1.0 del codec audio Ogg Vorbis .

Ogg Vorbis, di cui Punto Informatico segue gli sviluppi fin dallo scorso anno, è un formato audio compresso le cui ambizioni sono quelle di competere con i formati di nuova generazione che mirano a rimpiazzare l’ormai anziano MP3, fra cui l’MPEG 4 audio e suoi derivati (AAC e TwinVQ), PAC, MPC, WMA, e non ultimo l’MP3Pro, il successore dell’MP3 rilasciato ufficialmente la scorsa settimana .

La grande differenza rispetto ai formati appena citati è che Ogg Vorbis è completamente aperto, non proprietario, libero da royalty e brevetti. Da qualche mese le sue librerie sono passate dalla licenza LGPL a quella BSD, una scelta tesa a favorirne l’adozione anche all’interno di prodotti commerciali.

Proprio ieri il team di sviluppo di Ogg Vorbis ha rilasciato la prima, e con tutta probabilità unica, release candidate del codec (1.0 RC1): la versione definitiva è attesa nel giro di poche settimane.

“Dopo aver soppesato per un po ‘ questa versione, rilasceremo la 1.0”, ha affermato Jack Moffitt, uno degli sviluppatori di Vorbis. “Questa versione è essenzialmente la 1.0, ma stiamo dando a noi stessi qualche tempo per schiacciare qualsiasi bacarozzo che dovesse saltar fuori”.

Come ammettono gli stessi sviluppatori del progetto Ogg Vorbis, questa versione 1.0 è la base di partenza per un progetto che ambisce a far piazza pulita di ogni altro formato proprietario.


Gli sviluppatori di Ogg Vorbis confidano nel fatto che, con l’imminente rilascio della versione 1.0, questo codec potrà ottenere maggiore considerazione da parte dei produttori di software commerciale.

Per il momento Ogg Vorbis si è guadagnato la fiducia di Sonic Foundry e del team che, all’interno di AOL, sviluppa il celebre player software Winamp. Da parte dei produttori hardware, invece, al momento pare che l’unica ad aver mostrato interesse verso il formato open sia la Interactive Objects .

Panos Stokas, un esperto in formati di compressione audio, sostiene che gli algoritmi utilizzati da Ogg Vorbis si possono considerare appartenenti alla stessa famiglia di quelli del formato MPEGPlus, a sua volta derivati dall’MPEG1-Layer 2. Sul proprio sito Stokas afferma che Ogg Vorbis “suona perfettamente” a bit-rate vicini alla qualità CD (128 Kbps), ma i suoi sviluppatori hanno ancora parecchio lavoro da fare per rendere questo codec competitivo anche sui bassi bit-rate, quelli ad esempio utilizzati per lo streaming on-line (come le Internet radio), dove risultano ancora nettamente favoriti WMA, RealAudio e QuickTime.

Sebbene lo streaming on-line sia anch’esso uno degli obiettivi futuri del progetto Ogg Vorbis, al momento ciò che interessa di più sviluppatori e utenti è il rapporto qualità/bit-rate per comprimere musica in qualità prossima a quella CD, un campo dove il formato open source non solo sembra promettere molto bene, ma già ora può offrire, a file di pari dimensione, un qualità sensibilmente superiore a quella fornita dall’MP3.

Il codec Ogg Vorbis è disponibile per Unix/Linux , Windows , Macintosh , BeOS e OS/2 , insieme ai plug-in per alcuni dei più diffusi player sulla piazza.


La fondazione no-profit Xiphophorus abbraccia diversi progetti open source, fra cui il più importante è per l’appunto Ogg Vorbis, ed il suo scopo, oltre alla raccolta di donazioni e finanziamenti, è anche quello di fornire una tutela legale agli sviluppatori open source.

“Se un’azienda cercasse di denunciare il progetto”, spiegò a suo tempo Moffitt, “ad essere citato in giudizio sarebbe il proprietario del copyright, che d’ora in avanti sarà la Xiph Foundation”.

Molti sembrano infatti convinti che se il formato Ogg Vorbis dovesse andare incontro al successo sperato, ed iniziare a diffondersi, Thomson e Fraunhofer, gli attuali detentori della proprietà intellettuale del formato MP3, potrebbero dar vita ad un procedimento legale di violazione di brevetto.

Gli autori di Ogg Vorbis sostengono che il loro codec non contiene una sola linea di codice coperta da brevetti di terze parti, ma nel mondo dell’IT, ormai, le cause giudiziarie servono sempre più come armi di attacco che di difesa, per intralciare la concorrenza o intimorire i più deboli.

Lo sviluppo di Ogg Vorbis conobbe già, lo scorso anno, una forte frenata per via del fallimento di iCast, l’azienda del gruppo CMGI che per prima finanziò il progetto. Per fortuna tutti i diritti della tecnologia rimasero nelle mani del team originario di sviluppatori che, dopo alcuni mesi alla disperata ricerca di fondi per continuare il lavoro, diede vita alla fondazione Xiphophorus.

Xiphophorus, che sulla propria home page dichiara di proteggere “la creazione dell’Internet multimedia dalla sprezzante dominazione” degli interessi a senso unico delle grandi aziende, attualmente supporta, oltre ad Ogg Vorbis, tre progetti: Icecast , un software per lo streaming on-line compatibile con Shoutcast di Winamp; CDParanoia , un ripper di tracce audio digitali; e MGM , un monitor di stato per Linux.

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17 06 2001
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