OiNK, l'admin non ammette colpe

Alan Ellis è apparso in tribunale ma non ha cercato un facile patteggiamento, il suo caso verrà discusso a marzo. Il celeberrimo network P2P è stato considerato una elite di pre-releaser
Alan Ellis è apparso in tribunale ma non ha cercato un facile patteggiamento, il suo caso verrà discusso a marzo. Il celeberrimo network P2P è stato considerato una elite di pre-releaser

È uno dei più clamorosi casi di storia giudiziaria nel mondo del file sharing ed ora l’admin di OiNK ed altre cinque persone si sono presentate dinanzi al giudice nel Regno Unito. I cinque hanno tutti patteggiato, lui no, e del suo caso il tribunale discuterà non prima della fine del prossimo marzo.

una immagine del network Lui è il 25enne Alan Ellis ed è stato accusato di associazione per delinquere finalizzata alla frode ai danni dell’industria musicale . Il motivo di un’accusa tanto grave è che Ellis è considerato il gestore di OiNK, fino ad ottobre 2007 considerato un network P2P elitario, al quale si accedeva per inviti e nel quale circolava materiale esclusivo, comprese pre-release di opere ancora inedite e contenuti talvolta posti in circolazione da persone molto vicine al mondo dell’industria.

Ad ottobre dell’anno scorso l’operazione che ha portato alla sua chiusura , voluta dalle major e destinata ad avere una ripercussione non secondaria sul tipo di opere che circolano sui grandi network del file sharing. La tesi dell’accusa è che su quelle reti, di cui Ellis è considerato il massimo responsabile, abbiano circolato gigabyte su gigabyte di film, software ma soprattutto musica , grandi quantità di musica.

Quando OiNK venne messa all’angolo con l’operazione internazionale Ark Royal , le major dichiaravano che, a loro dire, erano almeno 60 gli album musicali posti in condivisione prima della loro pubblicazione ufficiale da partecipanti al network di sharing. A detta dell’industria questo si è risolto in gravi danni, e aggravanti specifiche sono previste per le release inedite di questo tipo.

Anche per questo, e per tentare di mitigare la pena, cinque grandi uploader di OiNK, persone considerate tra i maggiori contributori di contenuti nel network, hanno deciso di chiedere il patteggiamento: ammettono le proprie colpe, sono accusati di violazione di diritto d’autore, e tenteranno una mediazione. Diverso invece l’atteggiamento di Ellis che, pur non rilasciando dichiarazioni, ha preferito seguire la via del procedimento tradizionale, con accuse più pesanti a suo carico.

“La chiusura di OiNK – commenta infine Zeropaid – è stata certamente ad affetto, ma c’è una cosa che non è riuscita ad ottenere: convincere le masse a lasciar perdere siti privati BitTorrent, per non parlare del file sharing. Da allora, diversi siti privati BitTorrent, uno dei più noti è Waffles.fm, hanno iniziato a riempire il vuoto”.

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14 12 2008
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