Ok, però ora GeoCities esagera

di A. Massucci. Stavo navigando su uno dei tanti siti italiani ospitati dalle pagine che appartengono ora a Yahoo!. Dopo il terzo click mi è stato detto di ripassare più tardi, perché il sito aveva superato il limite di traffico
di A. Massucci. Stavo navigando su uno dei tanti siti italiani ospitati dalle pagine che appartengono ora a Yahoo!. Dopo il terzo click mi è stato detto di ripassare più tardi, perché il sito aveva superato il limite di traffico


Roma – I tempi duri della new economy rischiano di essere tempi duri per tutti e per qualcuno, come gli appassionati webmaster, rischiano di diventare durissimi. Almeno per coloro che dispongono di un sito su “strappamouse” GeoCities dopo il varo delle nuove regole e dei nuovi sistemi di controllo non tanto sui contenuti ma sull’uso che si fa dei singoli siti ospitati dai serveroni dell’azienda, che oggi fa capo a Yahoo! .

Non è certo una novità che da alcuni mesi a questa parte Yahoo!, ansiosa come tutti i grandi nomi della rete di stabilizzare le proprie entrate, abbia deciso di percorrere con una certa velocità e arditezza la strada dei servizi a pagamento. Ed è ovvio che quando si fornisce qualcosa a pagamento si possa finire per trascurare le esigenze di chi ha scelto invece il servizio gratuito, che pure si è avuta l’intelligenza di mantenere.

Accade così che i siti ospitati su GeoCities, inevitabilmente assediati da una grande quantità di spot pubblicitari che ne garantiscono la gratuità e che consentono all’azienda di continuare a fornire i propri servizi, siano da qualche tempo soggetti ad un impietoso controllo sui limiti di traffico quotidiano che scatenano.

In pratica se un sito di successo, che può richiamare l’attenzione di molti utenti, supera la quantità di banda a cui ha diritto nel corso di 24 ore, GeoCities interviene per bloccare il sito e avvertire i visitatori di tornare il giorno dopo, quando le pagine saranno nuovamente disponibili almeno fino a nuova saturazione.

Benché siano regole restrittive, se il webmaster le accetta allora vanno accettate anche da parte dell’utente che in modo del tutto gratuito accede a quel sito. Eppure qualche ora fa mi è proprio capitato di pensare che GeoCities stia esagerando.

Dopo essere entrato su un sito dedicato a Daniele Silvestri e aver cliccato per aprire un paio di pagine, quando ho cliccato sulla terza sono stato interrotto da una pagina di Yahoo! che recitava:

“The web site you are trying to access has exceeded its allocated data transfer. Visit our help area for more information”.

Su questa pagina, che mi comunicava come in pratica fossi stato io a far superare il tetto di banda, venivano pubblicizzati una serie di link interni di Yahoo! e campeggiava anche una enorme pubblicità dell’onnipresente telecamerina-spia che viene reclamizzata su mezza internet.

A me pare che GeoCities stia esagerando perché così mi ha di fatto allontanato, e chissà a quanti accade, da un sito che avevo già raggiunto e stavo consultando, tirandomi via dalle mani, dunque, i fogli che stavo leggendo. Credo che l’azienda farebbe bene a riflettere su questa politica così rigida e spero che i webmaster continuino sempre ad avere possibilità di scelta tra i servizi di hosting gratuito.

Alberigo Massucci

Ps. Vi propongo un commento di Gilberto Mondi su GeoCities: Viva GeoCities!

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11 04 2002
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