OLPC, Uruguay prima conquista

Il mini-PC di Negroponte mette a segno un colpaccio, anche per i competitor sul mercato dei paesi emergenti. Prima sono arrivati i laptop, poi l'Uruguay conferma: a noi quel cosino piace assai
Il mini-PC di Negroponte mette a segno un colpaccio, anche per i competitor sul mercato dei paesi emergenti. Prima sono arrivati i laptop, poi l'Uruguay conferma: a noi quel cosino piace assai

Spuntandola su Classmate di Intel e sull’israeliano ITP-C , XO conquista finalmente la sua prima fornitura governativa ufficiale , vincendo l’ asta in Uruguay per la distribuzione nelle scuole di 100mila computer ultra-economici a fini didattici. Non solo, l’accordo prevede la possibilità di acquistarne altre 200mila unità entro l’anno 2009. Una vittoria che alimenta la visione del guru Negroponte e dell’organizzazione da lui fondata One Laptop Per Child .

E la notizia dell’importante accordo commerciale arriva in concomitanza con le dichiarazioni con cui Negroponte conferma una stretta collaborazione in corso con Microsoft per adattare Windows all’hardware ultra-contenuto di XO , come anticipato nei giorni scorsi da 3minuti, il videomagazine di Punto Informatico .

“Sarebbe arduo per OLPC sostenere che il sistema è aperto se poi è chiuso a Microsoft. Aperto significa aperto” sentenzia Negroponte, lasciando chiaramente intendere le intenzioni del consorzio a quanti avessero finora criticato la scarsa utilità per i ragazzi, in una prospettiva lavorativa futura, di imparare ad adoperare un PC equipaggiato con un sistema così diverso dal diffusissimo Windows . Prima o poi verrà messo in circolazione un laptop pre-caricato con una versione embedded di Windows XP, anche se stabilire il “quando” appare difficile.

XO, intanto, dal prezzo originariamente strombazzato di 100 dollari è salito a 200 , almeno per un nuovo meccanismo di donazione non dissimile dal già trattato Give 1 Get 1 . In questo caso si tratta di un programma di “give many”, per mezzo del quale è possibile acquistare lotti di 100, 1.000 e 10.000 XO per un minimo di 200 dollari l’uno, finanziando nel contempo la spedizione di laptop aggiuntivi ai ragazzi nei paesi in via di sviluppo. Il concetto è sempre quello: più se ne comprano di qua, più ne arrivano di là.

La lievitazione del prezzo al pubblico – riguardante un prodotto che ad ogni modo non è mai stato pensato per una audience abituata ai potenti sistemi in vendita sui mercati dei paesi ricchi – non fa che confermare le recenti dichiarazioni di uno dei fondatori di OLPC, secondo il quale assemblare il PC costa 188 dollari , ovvero una cifra ben superiore rispetto ai 100 dollari per la vendita inizialmente propagandati da Negroponte.

Sia come sia il progetto XO va comunque avanti: la messa in produzione è attualmente prevista entro il prossimo mese, in ritardo sulle stime iniziali fatte dal tecnologo. Se OLPC riuscirà a racimolare un numero sostanzioso di ordini come quello confermato dal governo dell’Uruguay, l’iniziativa potrà finalmente prendere il volo lasciandosi dietro qualsiasi critica e perplessità.

Alfonso Maruccia

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30 10 2007
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