ONU: alleanza antispam globale

L'incontro di Ginevra sullo spam voluto dall'ITU raccoglie i massimi esperti. Se i paesi si alleano in una stretta comune entro 24 mesi si può pensare di cancellare la maggiore piaga che affligge la rete
L'incontro di Ginevra sullo spam voluto dall'ITU raccoglie i massimi esperti. Se i paesi si alleano in una stretta comune entro 24 mesi si può pensare di cancellare la maggiore piaga che affligge la rete


Ginevra – C’è aria di ottimismo all’incontro internazionale sullo spam voluto dalla International Telecommunications Union – ITU , struttura che fa capo all’ ONU : un ottimismo di cui c’è un gran bisogno visti i numeri con cui lo spam sta letteralmente schiacciando la libertà di comunicare via internet.

Le speranze sono quelle del varo di una legislazione comune, globale , che tocchi tutte le maggiori economie del mondo e i paesi che si stanno affacciando oggi alla rivoluzione digitale. Normative che, accoppiate a nuovi e più efficienti sistemi antispam, possano portare a risultati clamorosi in breve tempo e ribaltare la situazione attuale.

E’ invece desolante il quadro descritto con efficacia da Robert Shaw, una delle menti di ITU, secondo cui “se non si lavora assieme saranno milioni gli individui che presto abbandoneranno l’uso di internet”.

Questo, al summit apertosi ieri, è il parere condiviso da molti esperti che temono anche il proliferare dello spam non solo sul grande network ma anche sui nuovi strumenti della comunicazione, a partire dalla telefonia mobile .

Inutile dire che le cifre fornite dall’ITU relativamente ai danni dello spam sono elevatissime. Gestire l’afflusso di email non richieste, che peraltro non fanno che aumentare, costa ormai 25 miliardi di dollari all’anno , una cifra spaventosa. Un peso dovuto al fatto che, secondo ITU, la percentuale di posta spazzatura in alcune aree ha già superato quota 85 per cento: vale a dire che solo il 15 per cento dell’email che circola in alcuni paesi si può considerare legittima.

Compito specifico del summit, che raccoglie delegati di 60 paesi e di numerose organizzazioni e istituzioni internazionali, è quello di disegnare un quadro normativo possibile , un riferimento legislativo che possa diffondersi da subito in quei paesi, e sono davvero tanti, che non hanno ancora varato normative ad hoc per contrastare lo spam. Gli esperti discuteranno anche dei nuovi sistemi antispam e delle ultime prese di posizione contro lo spam assunte da alcuni dei maggiori provider del mondo.

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07 07 2004
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