OpenAI lancia Education for Countries: AI per la formazione

OpenAI lancia Education for Countries: AI per la formazione

OpenAI rafforza la sua iniziativa e lancia Education For Countries, per aiutare i governi a colmare il divario su AI e competenze.
OpenAI lancia Education for Countries: AI per la formazione
OpenAI rafforza la sua iniziativa e lancia Education For Countries, per aiutare i governi a colmare il divario su AI e competenze.

Tra le molte iniziative lanciate dall’organizzazione di Sam Altman, una annunciata lo scorso anno rischia di passare sottotraccia perché non riguarda una funzionalità inedita di ChatGPT o un nuovo modello. Eppure, OpenAI for Countries e in particolare la sua ultima evoluzione restituiscono una fotografia piuttosto fedele di quelle che sono le ambizioni e le convinzioni della realtà che più di ogni altra ha contribuito a plasmare il settore dell’intelligenza artificiale negli ultimi anni.

OpenAI for Countries per colmare il gap

A capo del progetto c’è George Osborne. Il suo intervento di oggi si apre con un’affermazione che mette insieme un dato di fatto, il ritmo di evoluzione dell’AI, e un giudizio che invece qualcuno potrebbe legittimamente mettere in discussione, i benefici della tecnologia. Sono posti sullo stesso piano.

L’intelligenza artificiale sta avanzando a una velocità straordinaria, ma molti paesi non stanno ancora sfruttando appieno il suo potenziale per apportare benefici alle persone e stimolare la crescita economica.

OpenAI sostiene che ci sia un divario di capacità già apprezzabile tra chi sfrutta questi strumenti e tutti gli altri. Un gap che, se non colmato, rischia di diventare instanabile, lasciando qualcuno (o interi paesi) indietro. A supporto di questa teoria ci sono i numeri inclusi in un report approfondito (PDF).

Queste differenze si traducono già in reali guadagni di produttività, consentendo alle persone di svolgere compiti più complessi, creare nuovi prodotti e servizi e accelerare l’innovazione in modi che stimolano la crescita economica e migliorano gli standard di vita.

È da questa premessa che nasce OpenAI for Countries, in campo dallo scorso anno con l’obiettivo di affiancare governi e istituzioni per rendere l’intelligenza artificiale disponibile a sempre più persone. Lo fa promuovendone l’integrazione in contesti come i sistemi educativi, i luoghi di lavoro e i servizi pubblici, tenendo conto delle esigenze delle comunità locali.

Education For Countries: AI per la scuola

La vera novità di oggi è sul fronte della formazione. Lì si registra il lancio del programma Education For Countries. C’è anche l’Italia tra i primi paesi coinvolti, insieme a Grecia, Estonia, Giordania, Kazakistan, Slovacchia, Trinidad e Tobago ed Emirati Arabi Uniti.

È progettato per aiutare i governi a introdurre l’intelligenza artificiale nei loro sistemi educativi, in ​​modo da rafforzare l’apprendimento e preparare gli studenti ai lavori del futuro.

Uno studio citato (PDF) stima che entro il 2030 quasi il 40% delle competenze sulle quali oggi si basa il mondo del lavoro cambierà, in gran parte per l’impatto dell’intelligenza artificiale. È da una prospettiva di questo tipo che emerge l’esigenza di preparare gli studenti a ciò che verrà.

L’iniziativa coinvolgerà ministeri dell’istruzione, partner accademici e ricercatori, facendo leva su alcuni elementi fondamentali come gli strumenti per l’apprendimento (ad esempio ChatGPT Edu), le certificazioni, il training, le analisi dei risultati raggiunti e collaborazioni su scala globale. Anche in questo caso, l’obiettivo dichiarato è rendere i benefici della tecnologia accessibili a tutti.

Fonte: OpenAI
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Pubblicato il
21 gen 2026
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