Fra tutte le novità annunciate di recente nell’ambito dell’intelligenza artificiale, quella di OpenAI Frontier è forse la più emblematica per capire quanto la tecnologia stia impattando sul mondo del lavoro. In estrema sintesi, è una piattaforma pensata per aiutare le aziende a creare, distribuire e gestire gli agenti AI in grado di svolgere mansioni specifiche in un contesto reale.
Allestire uffici pieni di agenti AI con Frontier
È un passo inevitabile per la società di Sam Altman. Nel momento in cui la presenza delle AI si fa sempre più pervasiva, occorre organizzarle. Con modalità molto simili a quelle riservate ai dipendenti, per dirla tutta. È la descrizione stessa della novità che abbiamo ricevuto in redazione ad affermarlo.
Frontier offre agli agenti le stesse competenze di cui le persone hanno bisogno per avere successo sul lavoro: contesto condiviso, onboarding, apprendimento pratico con feedback, nonché autorizzazioni e limiti chiari. È così che i team superano casi d’uso isolati e arrivano ad avere colleghi di lavoro basati sull’IA che operano trasversalmente nell’intera organizzazione.
La soluzione è già stata adottata da alcune grandi realtà come Intuit, Uber, State Farm e Thermo Fisher. Integra una serie di funzionalità che consentono di collegare data warehouse isolati, sistemi CRM, strumenti di ticketing e applicazioni interne.
Il mondo del lavoro secondo la visione di OpenAI
OpenAI fa riferimento più volte a un contesto aziendale condiviso, in cui l’intelligenza artificiale siederà virtualmente al fianco dei colleghi in carne e ossa. Almeno finché non li avrà rimpiazzati, si intende. Perché questo accada, gli agenti AI hanno bisogno di soddisfare quattro requisiti:
- comprendere come si svolge un lavoro anche se comporta interfacciarsi con più sistemi;
- avere accesso agli strumenti per pianificare e agire, così da risolvere problemi nel mondo reale;
- capire cosa è buono e cosa no, così da migliorare la qualità del lavoro svolto;
- acquisire un’identità, i permessi e limitazioni dei quali i team si possano fidare.
Proprio quest’ultimo punto assumerà un’importanza chiave: la fiducia. Senza questa condizione fondamentale, difficilmente si potrà creare quell’ambiente ibrido che hanno in testa Sam Altman e i suoi.