OpenAI, una fondazione contro le macchine assassine

Elon Musk e sodali avviano una nuova iniziativa di ricerca nell'ambito dell'intelligenza artificiale, una non profit specificatamente pensata per ridurre al minimo i rischi di un'apocalisse a mezzo Skynet

Roma – OpenAI è una nuova società di ricerca focalizzata sull’intelligenza artificiale (AI), un’organizzazione non vincolata al requisito primario del profitto e nata con l’obiettivo dichiarato di far sì che le macchine intelligenti “nascano” a beneficio dell’umanità tutta e non semplicemente di se stesse.

L’approccio “open” della nuova fondazione dovrebbe inibire il possibile sviluppo di una IA malvagia, spiegano i promotori, perché un maggior numero di intelligenze artificiali votate al bene del genere umano lavorerebbero per contrastare tale approccio negativo.

Prevedibilmente, tra i fondatori (e finanziatori) di OpenAI ci sono parecchi nomi noti della Silicon Valley – a cominciare da quell’Elon Musk che non perde occasione di lanciare allarmi su Skynet e macchine assassine e si dice particolarmente interessato ai risultati del progetto sul fronte della “sicurezza” nel senso stretto del termine.

OpenAI lavorerà per il bene comune e favorirà la circolazione delle ricerche sull’intelligenza artificiale, anche se l’eventuale nascita di una IA classificabile come “intelligente” non è un evento fissato nel tempo: alcuni dei “migliori scienziati” sono al lavoro per la fondazione, sostiene il CEO della società (e già fondatore di YCombinator) Sam Altman, ma occorrerà del tempo prima di ottenere risultati concreti.

L’interesse della community di ricercatori è in ogni caso sempre più incentrato sul potenziale impatto della IA sull’umanità, e anche la prestigiosa Cambridge University ha deciso di investire 10 milioni di sterline per studiare a fondo la questione.

Alfonso Maruccia

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  • bubba scrive:
    mah mhi moh
    a parte "il gusto" di intasare la propria banda per far spendere DI MENO netflix... cmq ricordiamoci cheA caveat: signaling, STUN and TURNAlthough WebRTC enables peer-to-peer communication, it still needs servers: For signaling: to enable the exchange of media and network metadata to bootstrap a peer connection. To cope with NATs and firewalls: by using the ICE framework to establish the best possible network path between peers, by working with STUN servers (to ascertain a publicly accessible IP and port for each peer) and TURN servers (if direct connection fails and data relaying is required).e STUN server sono impostati by default da ff ,chrome (e penso Edge) ...e infatti ci han gia fatto cose malate... grazie allo strabordante html5 e tutte queste API nuove..... cioe roba interessante, ma con "nuove" robe grigie da valutare...
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