OpenOffice 2.0 al traguardo

Arriva dopo vari ritardi e contrattempi la nuova versione della più celebre suite per l'ufficio open source. Ecco le armi che ha affilato per rinnovare la propria sfida a Office e ai formati di file proprietari


Roma – “Una scelta per il vero cambiamento”. Non si tratta di uno slogan elettorale, ma del messaggio scelto ieri da OpenOffice.org per sottolineare il carattere sovversivo del neonato OpenOffice 2.0, prima minaccia open source all’annoso dominio di MS Office.

Frutto di uno dei più ambiziosi e imponenti progetti open source di sempre, la nuova e lungamente attesa major release di OpenOffice porta in seno quello che è ormai divenuto il più fulgido simbolo del proclamato “cambiamento”, dell’alternativa ad Office: il giovane formato dei documenti OpenDocument . È infatti sul formato dei file, prima ancora che sulle funzionalità o sulla sicurezza, che nei prossimi anni si giocherà la guerra tra software per l’ufficio open e closed : una guerra di particolare importanza anche per le mire espansionistiche di Linux sul mercato desktop.

A fare quadrato intorno allo standard OASIS OpenDocument non è solo la comunità open source, ma anche alcune delle principali rivali di Microsoft sul mercato aziendale: tra queste IBM, Adobe, Corel e naturalmente Sun, sponsor del progetto OpenOffice e principale artefice della specifica OpenDocument. Ciò significa che, entro breve, il neo formato aperto sarà supportato dalla maggioranza delle suite per l’ufficio alternative ad Office : una lista che già include StarOffice, KOffice e AbiWord e che presto comprenderà GNOME Office, WordPerfect, Lotus SmartSuite e diversi altri prodotti.

Se è vero che la quota di mercato di tutte le suite rivali è marginale rispetto a quella di Office, Microsoft rischia di ritrovarsi a recitare il ruolo dell’ uno contro tutti : una posizione mai invidiabile, neppure per un gigante delle sue proporzioni. Considerando poi che OpenDocument gode già delle simpatie di diversi governi , inclusa l’Unione Europea, ed è stato abbracciato con entusiasmo dallo stato americano del Massachusetts, è ragionevole affermare che in questo segmento del mercato mai il big di Redmond aveva dovuto subire una paragonabile pressione .

“OpenOffice sta procedendo su di una strada che lo porterà ad essere la più popolare suite per l’ufficio che il mondo abbia mai visto”, si è spinto a proclamare Jonathan Schwartz, president e CEO di Sun. “OpenOffice offre agli utenti sicurezza, possibilità di scelta e l’opportunità di partecipare ad una delle più grandi imprese comunitarie che Internet abbia mai visto”.

OpenOffice 2.0, che si compone di Writer (elaboratore di testi), Calc (foglio elettronico), Impress (presentation manager), e Draw (programma per il disegno), rappresenta un salto in avanti significativo rispetto alla versione 1.0, e questo sia per quanto riguarda le funzionalità, sia per quanto riguarda usabilità, integrazione e interoperabilità.

Dal punto di vista dell’interfaccia , le modifiche riguardano la struttura dei menù, le barre degli strumenti, la terminologia e la disposizione delle finestre. Le toolbar sono ora “galleggianti”, ossia possono essere posizionate in qualsiasi parte dello schermo, al di sopra dell’interfaccia principale. La nuova interfaccia utente razionalizza poi le finestre organizzandole in “pane”, una sorta di schede simili a quelle utilizzate da molti browser per aprire più pagine all’interno di una stessa finestra. Gli autori sostengono che queste modifiche, insieme alla più profonda integrazione dell’interfaccia con i vari sistemi operativi, dovrebbero rendere OpenOffice 2.0 più facile e immediato per chi si avvicina la prima volta alla suite.

Il nuovo OpenOffice promette poi una compatibilità assai più stretta con i formati di Office , e aggiunge o migliora diversi altri filtri di importazione ed esportazione dei file.

Il team di sviluppo di OpenOffice 2.0 afferma di aver migliorato le prestazioni del programma in tre aree importanti per gli utenti: il tempo necessario per l’avvio del programma, quello per l’apertura e il salvataggio dei documenti, e la velocità di visualizzazione delle immagini grafiche, in particolare di quelle contenute nelle presentazioni. Per ottenere questi benefici il modulo Impress – ovvero, il PowerPoint della situazione – è stato completamente riscritto.

Un’altra grande novità di OpenOffice 2.0 è data dall’inclusione di un motore di database open source, HSQL, e di un front-end, chiamato Base: un’accoppiata che interpreta all’incirca lo stesso ruolo che Access ha in Office. Base può essere utilizzato per creare applicazioni cross-platform, report e query, e sarà in grado di importare i file da dBase, MS Access, MySQL ed altri database.

L’elenco dei cambiamenti apportati da OpenOffice 2.0 alla versione precedente è sostanzioso: si possono citare en passant il migliorato filtro per l’esportazione in formato PDF, l’esteso supporto allo standard XForms, l’incremento del numero di dati gestibili da Calc, il supporto alla firma digitale ecc. Alcune delle principali novità sono illustrate, in sintesi, qui .

OpenOffice 2.0 può essere scaricato gratuitamente da questa pagina in varie lingue, tra cui presto anche quella italiana, e per diverse piattaforme, incluse Windows, Linux, Solaris e Mac OS X.

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  • Loris Puddu scrive:
    L'idea pare buona ..però
    L'idea è senza dubbio ottima .. però :1) Cosa ne pensa la SIAE ?2) Chi non le cava bene con file zip , computer, internet, ecc.. che cosa fà ?3) I diritti d'autore "te li devi sempre difendere sborsando cifre iperboliche con un bel avvocato", mentre sarebbe equo che lo stato stesso lo difendesse e trattasse tutte le violazioni "quale pratiche automatiche d'ufficio"?4)L'idea è buona ... ma le limitazioni e forse anche i danni collaterali "non cambiano", ma forse questo è un discorso troppo ampio e complesso.
  • Anonimo scrive:
    tutela opere AUDIOVISIVE, corti,film etc
    Per quanto riguarda i cortometraggi compresi di musiche che superano i 20 mb come possiamo tutelarli tramite internet?
  • Anonimo scrive:
    Siete forti!
    Ottime idea ragazzi, continuate così che siete forti!E non fate caso alle polemiche insulse che sistematicamente vengono fatte a commento degli articoli di PI: fanno parte del folclore locale. :)
  • Anonimo scrive:
    bellissima idea
    è una bellissima idea ed è anche valida, spero che si diffonda presto e che rompa un po' le uova nel paniere alla siae
  • Anonimo scrive:
    Copyzerotrentasei
    Contiamo anche gli spiccioli, se no sale l'inflazione...
  • Anonimo scrive:
    Costa meno il lettore Smartcard: 21 euro
    Con 21 euro lo trovate qui:http://www.vittoni.it/catalog/product_info.php?products_id=292Inoltre caleranno drasticamente di prezzo da Gennaio, poichè da Gennaio 2006 dimenticate che arriva per legge la CIE (Carta di Identità Elettronica) con cui si potranno evitare le file agli sportelli e fare tutte le pratiche e i rinnovi da casa propria. Sospetto che nessun italiano (essendo il popolo più pigro del mondo, specie riguardo le file agli sportelli) rimarrà senza lettore di smartcard nel giro di pochi mesi.Il che significa che simili lettori si venderanno come il pane, e costeranno 10 euro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Costa meno il lettore Smartcard: 21
      - Scritto da: Anonimo
      Il che significa che simili lettori si venderanno
      come il pane, e costeranno 10 euro.Non vedo il nesso tra le smartcard e le pratiche di copyleft alternativo suggerite in questo articolo e questo forum.
      • Anonimo scrive:
        Re: Costa meno il lettore Smartcard: 21
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Il che significa che simili lettori si
        venderanno

        come il pane, e costeranno 10 euro.

        Non vedo il nesso tra le smartcard e le pratiche
        di copyleft alternativo suggerite in questo
        articolo e questo forum.Guarda che ha ragione lui... è il copyleft che non c'entra una mazza con questo articolo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Costa meno il lettore Smartcard: 21
          - Scritto da: Anonimo
          Guarda che ha ragione lui... è il copyleft che
          non c'entra una mazza con questo articolo.La smart card serve solo, eventualmente, per la firma digitale, E BASTA.(c'entra poco e niente con la PEC, per esempio, perche' il lettore di smartcard li' serve a nulla)Cosa c'entri con l'argomento di questo articolo, lo sapete solo voi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Costa meno il lettore Smartcard: 21
      - Scritto da: Anonimo

      Con 21 euro lo trovate qui:

      http://www.vittoni.it/catalog/product_info.php?pro

      Inoltre caleranno drasticamente di prezzo da
      Gennaio, poichè da Gennaio 2006 dimenticate che
      arriva per legge la CIE (Carta di Identità
      Elettronica) con cui si potranno evitare le file
      agli sportelli e fare tutte le pratiche e i
      rinnovi da casa propria.

      Sospetto che nessun italiano (essendo il popolo
      più pigro del mondo, specie riguardo le file agli
      sportelli) rimarrà senza lettore di smartcard nel
      giro di pochi mesi.

      Il che significa che simili lettori si venderanno
      come il pane, e costeranno 10 euro.Non ho parole, sei un fenomeno
      • SardinianBoy scrive:
        Re: Costa meno il lettore Smartcard: 21
        Scusate,posso avere un cappuccino e cornetto ?Grazie ! (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl) :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Costa meno il lettore Smartcard: 21
      non hai capito molto, in italia se c'è tanta richiesta il prezzo quadriplica...- Scritto da: Anonimo

      Con 21 euro lo trovate qui:

      http://www.vittoni.it/catalog/product_info.php?pro

      Inoltre caleranno drasticamente di prezzo da
      Gennaio, poichè da Gennaio 2006 dimenticate che
      arriva per legge la CIE (Carta di Identità
      Elettronica) con cui si potranno evitare le file
      agli sportelli e fare tutte le pratiche e i
      rinnovi da casa propria.

      Sospetto che nessun italiano (essendo il popolo
      più pigro del mondo, specie riguardo le file agli
      sportelli) rimarrà senza lettore di smartcard nel
      giro di pochi mesi.

      Il che significa che simili lettori si venderanno
      come il pane, e costeranno 10 euro.
  • Anonimo scrive:
    Marca temporale ed invenzioni?
    Mi chiedevo queste questo quanto può c'entrare anche coi brevetti.Invento una cosa. Ci faccio i progetti (tutto rigorosamente in digitale)....e lo deposito e lo marco temporalmente.Che validita' avrebbe una cosa del genere?Se un domani la ditta X rivendica la paternita' di un oggetto che io ho le prove aver inventato prima di loro?Giusto una mia curiosita'.Mauro
    • Anonimo scrive:
      Re: Marca temporale ed invenzioni?
      - Scritto da: Anonimo
      Mi chiedevo queste questo quanto può c'entrare
      anche coi brevetti.
      Invento una cosa. Ci faccio i progetti (tutto
      rigorosamente in digitale)....e lo deposito e lo
      marco temporalmente.
      Che validita' avrebbe una cosa del genere?
      Se un domani la ditta X rivendica la paternita'
      di un oggetto che io ho le prove aver inventato
      prima di loro?
      Giusto una mia curiosita'.

      MauroSe non mi sbaglio, almeno qui in Italia, non è possibile brevettare una cosa se è conosciuta pubblicamente... forse dovresti rendere la cosa nota e al tempo stesso "copyzerarla"...
  • midori scrive:
    Ripensandoci...
    Ripensandoci non è proprio un sistema efficacissimo questo...In effetti Copyzero dovrebbe firmare qualcosa di simile a questo: "In data odierna ho ricevuto un documento intitolato XYZ il cui autore è Tizio Caio Sempronio".Dopo di che applica una marca temporale per dimostrare la veridicità della data.Il problema è che Copyzero si dovrebbe prendere la responsabilità di identificare chi gli invia le cose da firmare...Cosa diversa è invece se la firma la si applica con il proprio dispositivo di firma digitale. In questo caso infatti si tratta di un'auto certificazione e la responsabilità e' esclusivamente personale.In sostanza quindi ritengo che il sistema della firma digitale sia valido per protegegre la parterintà di un'opera; magari affiancato da un sistema piu' tradizionale, come ad esempio avere dei testimoni che possano in futuro dire "Si, l'opera in questione è stata scritta da questa persona, ho visto parte della fase di lavorazione"; oppure coservarsi tutte le bozze, i provini, insomma le varie fasi di lavorazione (cose che insomma potrebbe avere solo l'autore)Cosa diversa è invece l'idea della posta elettronica certificata, che non trovo affatto malvagia. Infatti per usufruire del servizio suppongo che l'utente dabba essere in qualche modo identificato, cosa che secondo l'attuale giurisprudenza equivarebbe alla cosiddetta "firma debole" (Copyzero potrebbe fare una cosa simile firmando l'intera email ricevuta, compresi gli header, ammesso che non lo faccia già)
    • Anonimo scrive:
      Re: Ripensandoci...
      - Scritto da: midori

      Ripensandoci non è proprio un sistema
      efficacissimo questo...
      In effetti Copyzero dovrebbe firmare qualcosa di
      simile a questo: "In data odierna ho ricevuto un
      documento intitolato XYZ il cui autore è Tizio
      Caio Sempronio".
      Dopo di che applica una marca temporale per
      dimostrare la veridicità della data.

      Il problema è che Copyzero si dovrebbe prendere
      la responsabilità di identificare chi gli invia
      le cose da firmare...A quanto ho capito Copyzero non è Copyzero on-line.Copyzero avviene tutto in locale: ti fai tutto da te.Con Copyzero on-line, invece, chi invia viene identificato... gli devi mandare il documento di identità. Ma parte questo: se tu dentro lo zip metti tutto quel che ti pare ed ovviamente i tuoi dati, poi metti la password allo zip e loro ci mettono una marca temporale dove sta il problema?Funzionerebbe anche se non ti identificassero. Su un forum lessi che identificano le persone solo per evitare che certe persone utilizzino, anonimamente, il servizio più di quanto potrebbero (cioè una volta ogni tot giorni) non perché occorre identificare le persone per ottenere la prova. Non c'entra nulla l'identificazione.
  • Anonimo scrive:
    Questo sistema conta ben poco
    Vorrei proprio vedere i tempi e le modalità per far valere i propri diritti in tribunale in caso di contenzioso con questo sistema.La SIAE è una sanguisuga, ma nell'unico caso in cui ho avuto necessità di proteggermi da un plagio, mi sono rivolto a roma e nel giro di alcuni mesi siamo arrivati alla soluzione del problema. La SIAE è lì per questo, e hanno tutte le normative a loro favore quando si tratta di risolvere contenziosi su opere dell'ingegno, mentre la normativa per la firma digitale è più generica e sicuramente porta a situazioni difficili da sbrogliare rapidamente.Un mio collega, quando ancora era agli inizi, usava il sistema dell'autospedizione, poi mandava pezzi a varie label, e una di queste se n'è approfittata stampando un suo brano a nome di un altro produttore interno alla label.Non prese ragione alla fine perchè dissero che il timbro postale poteva essere stato falsificato -,-Ragion per cui io continuo a pagare la mia iscrizione alla siae, non saranno quegli 80 euro all'anno di rinnovo...Inoltre basta fare almeno un minimo di siae all'anno e quella quota viene riassorbita dai tuoi guadagni, quindi non la paghi praticamente mai. Se non guadagni neanche 80 euro all'anno di diritti vuol dire che non stampi nulla e quindi probabilmente non ti serve neanche essere registrato in siae perché nessuno ti verrà mai a copiare cose che non distribuisci a nessuno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Questo sistema conta ben poco
      Non hai letto l'articolo: c'è scritto che il timbro postale può essere falsificato ma la marca temporale no.Oppure sei della SIAE? :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Questo sistema conta ben poco
      - Scritto da: Anonimo
      Inoltre basta fare almeno un minimo di siae
      all'anno e quella quota viene riassorbita dai
      tuoi guadagni, quindi non la paghi praticamente
      mai. Se non guadagni neanche 80 euro all'anno di
      diritti vuol dire che non stampi nulla e quindi
      probabilmente non ti serve neanche essere
      registrato in siae perché nessuno ti verrà mai a
      copiare cose che non distribuisci a nessuno.Ti sbagli, IMHO.Il problema sollevato non riguarda la distribuzione nuda e cruda, ma la proprieta' intellettuale. Se io scrivessi un romanzo oggi, e lo vedessi pubblicato tra 5 anni da altri a mia insaputa, con questi sistemi di copyleft, possono reclamare la proprieta' intellettuale del mio romanzo, e adire a vie legali per risarcimenti. Il discorso della SIAE e della distribuzione che fai tu, e' un altro problema che in questo senso non c'entra nulla.Il problema e' che per registrare qualsiasi opera d'ingegno per 5 anni, la SIAE ti scuce a fondo perduto 150 e piu' euri, mentre con questi sistemi, senza scomodare nessuno, sei tutelato in maniera ancora piu' forte grazie alle certificazioni digitali, che, teoricamente, sono cmq piu' forti e vincolanti rispetto a qualsiasi deposito fisico.
  • Anonimo scrive:
    posta certificata
    Quasi quasi uso la mia casella di posta certificata con un auto risponditore, per fare un servizio simile.e' piu'veloce e facileandrea b
    • Anonimo scrive:
      Re: posta certificata
      Non è più semplice e ti spiego perché.1. L'autorisponditore (sempre che sia possibile abilitarlo) normalmente non reinvia gli allegati.2. Se l'allegato è grande, il destinatario potrebbe anche non riuscire a ricevere la tua e-mail (un conto è inviare grandi allegati, che comunque può creare problemi, e un conto è avere lo spazio sufficiente per riceverli).3. Se anche l'autorisponditore dovesse reinviare gli allegati, la ricevuta di consegna la ricevi solo tu. Quindi dovresti comunque inviare la ricevuta di consegna (comprensiva di allegati: quindi pesante) a chi ti ha scritto.Il risultato è che non solo non hai la garanzia di riuscire a fornire il servizio, ma devi comunque operare manualmente e in più corri il rischio di intasare facilmente la tua mailbox. :)
    • Anonimo scrive:
      Re: posta certificata
      - Scritto da: Anonimo
      Quasi quasi uso la mia casella di posta
      certificata con un auto risponditore, per fare un
      servizio simile.

      e' piu'veloce e facile
      andrea bSe hai la casella certificata, allora puoi autoinviarti, invece dell'allegato, il suo digest firmato. Non so se il sistema ha delle falle, bisognerebbe verificarlo, ma cosi' su due piedi direi che e' molto solido.
      • Anonimo scrive:
        Re: posta certificata
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Quasi quasi uso la mia casella di posta

        certificata con un auto risponditore, per fare
        un

        servizio simile.



        e' piu'veloce e facile

        andrea b

        Se hai la casella certificata, allora puoi
        autoinviarti, invece dell'allegato, il suo digest
        firmato. Non so se il sistema ha delle falle,
        bisognerebbe verificarlo, ma cosi' su due piedi
        direi che e' molto solido.Sì, puoi autoinviarti.Paghi un canone mensile però.Se non usi la posta già a prescindere perché dovresti pagare un canone mensile? Il senso della cosa non stava nel risparmiare soldi?
  • uibbs2 scrive:
    Il movimento costozero...
    muhahahahahah quelli di:http://tinyurl.com/bza2oo del mio personale flame su:http://tinyurl.com/9py7nincredibile sono ancora vivi ahahahahahahhahaha (rotfl)
    • Anonimo scrive:
      Re: Il movimento costozero...
      Il sito mi sembra accessibile...quindi non capisco cosa tu abbia da ridere.
      • uibbs2 scrive:
        Re: Il movimento costozero...
        - Scritto da: Anonimo
        Il sito mi sembra accessibile...
        quindi non capisco cosa tu abbia da ridere. ADESSO il sito e' accessibile, dopo che io (Grizzly) e Roberto Scano ci siamo "scannati" con il personaggio in cerca d'autore che lo ha sostenuto quando le pagine facevano pieta' e venivano sistemate nella lentezza piu' totale; il tutto facendoci passare per due idioti che non avevano altro da fare che criticare. :D
        • Anonimo scrive:
          Re: Il movimento costozero...
          ah.. vabbè, che vuoi che ti dica... di cretini è pieno il mondo : il movimento comunque mi pare serio quindi non mi sembra corretto sbeffegiarlo, tutto qui
  • midori scrive:
    Io lo facevo da un bel po'...
    Lo facevo da un bel po' per proteggere i miei lavori, mi ero anche studiato per bene al mormativa sulla firma digitale e l amarca temporale, per verificare che effettivamente fosse pressochè equivalente ad un timbro di un notaio.N non mi era mai venuto in mente di mettere su un servizio pubblico, bravissimi! :)Comprare un kit per la firma digitale puo' costare da 50 a 100 euro, senza contare le marche temporali che costano almeno 35 cent l'una e si vendono in genere appacchetti di 50-100.
    • Anonimo scrive:
      Re: Io lo facevo da un bel po'...
      - Scritto da: midori

      Lo facevo da un bel po' per proteggere i miei
      lavori, mi ero anche studiato per bene al
      mormativa sulla firma digitale e l amarca
      temporale, per verificare che effettivamente
      fosse pressochè equivalente ad un timbro di un
      notaio.
      N non mi era mai venuto in mente di mettere su un
      servizio pubblico, bravissimi! :)
      Comprare un kit per la firma digitale puo'
      costare da 50 a 100 euro, senza contare le marche
      temporali che costano almeno 35 cent l'una e si
      vendono in genere appacchetti di 50-100.Io avevo pensato ad un metodo alternativo per sfruttare il timbro postale: si puo' creare il proprio archivio digitale, di qualsiasi grandezza (dentro puo starci musica, testi, video, qualsiasi cosa) e poi farci un bel digest digitale con SHA1 o algoritmi simili, e poi firmarlo con PGP. Il risultato si stampa su un foglio, e lo si piega in 4 col solito metodo per farlo timabrare proprio sopra. In questo modo si aggiunge il time stamping al tutto.In caso di controversia, basta prendere l'archivio signed e verifcarlo, e poi verificare che tale sign sia la stessa stampata stampata su carta con il timbro postale.Che ne pensate?Puo' funzionare?
      • Anonimo scrive:
        Re: Io lo facevo da un bel po'...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: midori



        Lo facevo da un bel po' per proteggere i miei

        lavori, mi ero anche studiato per bene al

        mormativa sulla firma digitale e l amarca

        temporale, per verificare che effettivamente

        fosse pressochè equivalente ad un timbro di un

        notaio.

        N non mi era mai venuto in mente di mettere su
        un

        servizio pubblico, bravissimi! :)

        Comprare un kit per la firma digitale puo'

        costare da 50 a 100 euro, senza contare le
        marche

        temporali che costano almeno 35 cent l'una e si

        vendono in genere appacchetti di 50-100.

        Io avevo pensato ad un metodo alternativo per
        sfruttare il timbro postale: si puo' creare il
        proprio archivio digitale, di qualsiasi grandezza
        (dentro puo starci musica, testi, video,
        qualsiasi cosa) e poi farci un bel digest
        digitale con SHA1 o algoritmi simili, e poi
        firmarlo con PGP. Il risultato si stampa su un
        foglio, e lo si piega in 4 col solito metodo per
        farlo timabrare proprio sopra. In questo modo si
        aggiunge il time stamping al tutto.

        In caso di controversia, basta prendere
        l'archivio signed e verifcarlo, e poi verificare
        che tale sign sia la stessa stampata stampata su
        carta con il timbro postale.

        Che ne pensate?

        Puo' funzionare?Dici che tre mega di roba ci stanno su un foglio a4 piegato in 4?
        • Anonimo scrive:
          Re: Io lo facevo da un bel po'...
          - Scritto da: Anonimo

          Dici che tre mega di roba ci stanno su un foglio
          a4 piegato in 4?Guarda che ha proposto di firmare un digest dell'archivio, non l'archivio intero, volpone...Cerca informazioni sul citato SHA1 o ad esempio su MD5 per farti un'idea.KaysiX
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo



            Dici che tre mega di roba ci stanno su un foglio

            a4 piegato in 4?

            Guarda che ha proposto di firmare un digest
            dell'archivio, non l'archivio intero, volpone...
            Cerca informazioni sul citato SHA1 o ad esempio
            su MD5 per farti un'idea.
            Possono esistere archivi diversi con MD5 identico
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo
            Possono esistere archivi diversi con MD5 identicoAttenzione: io dicevo HASH+Sign. L'insieme delle due cose e' unica.E cmq per avere la stessa identica HASH e davvero complesso.
        • Anonimo scrive:
          Re: Io lo facevo da un bel po'...
          - Scritto da: Anonimo

          In caso di controversia, basta prendere

          l'archivio signed e verifcarlo, e poi verificare

          che tale sign sia la stessa stampata stampata su

          carta con il timbro postale.



          Che ne pensate?



          Puo' funzionare?

          Dici che tre mega di roba ci stanno su un foglio
          a4 piegato in 4?Dicevo di stampare il digest e la firma di controllo con algoritmi tipo SHA1 o simili, che in un foglio puo' entrarci tranquillamente!Secondo me puo' funzionare. Non e' equiparabile alla firma leggera di PGP, perche' qui, stavolta, la firma elettronica serve solo stabilire l'integrita', mentre invece la certificazione di esistenza e data, la da il timbro delle Poste.Che ne pensate?In rete ci sono altre idee simili per autocertificarsi con firme digitali, senza spendere troppi soldi?
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo


            In caso di controversia, basta prendere


            l'archivio signed e verifcarlo, e poi
            verificare


            che tale sign sia la stessa stampata stampata
            su


            carta con il timbro postale.





            Che ne pensate?





            Puo' funzionare?



            Dici che tre mega di roba ci stanno su un foglio

            a4 piegato in 4?

            Dicevo di stampare il digest e la firma di
            controllo con algoritmi tipo SHA1 o simili, che
            in un foglio puo' entrarci tranquillamente!

            Secondo me puo' funzionare. Non e' equiparabile
            alla firma leggera di PGP, perche' qui, stavolta,
            la firma elettronica serve solo stabilire
            l'integrita', mentre invece la certificazione di
            esistenza e data, la da il timbro delle Poste.

            Che ne pensate?

            In rete ci sono altre idee simili per
            autocertificarsi con firme digitali, senza
            spendere troppi soldi? :D E sì adesso alla SIAE invece di un cd gli mando un hash che è la stessa cosa. :-)Poi sono certo che verrò riconociuto come autore... sì... dell'hash!!!! :D
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo

            :D E sì adesso alla SIAE invece di un cd gli
            mando un hash che è la stessa cosa. :-)
            Poi sono certo che verrò riconociuto come
            autore... sì... dell'hash!!!! :DInfatti, per definizione l'hash non è biiettiva
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            Ign"I"oranti... tutta la teoria matematica (e di conseguenza la legislazione) sulla firma digitale si basa sull'assunzione che sia praticamente impossibile trovare due documenti diversi che producano lo stesso hash... d'altronde poi mi spieghi, ammesso che tu trovi una sequenza di bit che produca lo stesso hash, come fai a dare a quella sequenza un significato... in quel remoto caso avresti solo una sfilza di zeri e di uni che casualmente produrrebbero quel determinato hash. Questo avveniva con l'MD5 (Message digest 5). La sigla SHA-1 significa Secure Hash, vi siete mai chiesti il perchè di quel secure????Mentre l'MD5 è stato provato essere "vulnerabile" in termini di ricerca nello spazio dei possibili documenti: quindi potreste con un po' di fortuna trovarla una sequenza di bit casuali che diano lo stesso hash. Nel caso dello SHA-1 la probabilità di collisione è talmente ridotta da essere praticamente assimilata ad un'impossibilità matematica. Ed infatti questo hash viene usato per i documenti legali.Dunque l'idea è valida in definitiva... specie se sul foglio uno scrive l'hash e magari anche il formato del file (ad esempio ZIP) che è stato firmato. Secondo la nuova legislazione sulla firma digitale il documento che si ottiene è valido a tutti gli effetti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo
            Dunque l'idea è valida in definitiva... specie se
            sul foglio uno scrive l'hash e magari anche il
            formato del file (ad esempio ZIP) che è stato
            firmato. Secondo la nuova legislazione sulla
            firma digitale il documento che si ottiene è
            valido a tutti gli effetti.Le tue parole mi confortano! ;-)Posso quindi brevettare questo metodo, intanto mi tutelo scrivendolo per esteso, creando l'hash, e inviandomela per posta raccomandata... autoreferenzialita' a mille!:-)A parte gli scherzi, penso davvero che spedire l'hash+sign stampate per posta raccomandata su singolo foglio piegato in 4, sia una soluzione davvero definitiva, piu' ci penso meno trovo debolezze. Tra l'altro sul foglio dove si stampa l'hash+sign, si possono scrivere anche le proprie generalita' (oltre a varie altre informazioni, tipo, come suggerivi, il nome del file, la sua grandezza, etc etc), e autografarlo, quindi con valore legale ancora maggiore!Sarebbe una soluzione a costo praticamente zero, che tutelerebbe chiunque con la firma digitale.Se qualcuno puo' smentire (o trovare punti deboli), e' benvenuto!
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Dunque l'idea è valida in definitiva... specie
            se

            sul foglio uno scrive l'hash e magari anche il

            formato del file (ad esempio ZIP) che è stato

            firmato. Secondo la nuova legislazione sulla

            firma digitale il documento che si ottiene è

            valido a tutti gli effetti.

            Le tue parole mi confortano! ;-)

            Posso quindi brevettare questo metodo, intanto mi
            tutelo scrivendolo per esteso, creando l'hash, e
            inviandomela per posta raccomandata...
            autoreferenzialita' a mille!:-)

            A parte gli scherzi, penso davvero che spedire
            l'hash+sign stampate per posta raccomandata su
            singolo foglio piegato in 4, sia una soluzione
            davvero definitiva, piu' ci penso meno trovo
            debolezze. Tra l'altro sul foglio dove si stampa
            l'hash+sign, si possono scrivere anche le proprie
            generalita' (oltre a varie altre informazioni,
            tipo, come suggerivi, il nome del file, la sua
            grandezza, etc etc), e autografarlo, quindi con
            valore legale ancora maggiore!


            Sarebbe una soluzione a costo praticamente zero,
            che tutelerebbe chiunque con la firma digitale.

            Se qualcuno puo' smentire (o trovare punti
            deboli), e' benvenuto!E folle quello che dici: allora io posso accaparrarmi la proprietà intellettuale di miliardi e mliardi di hash (visto che le combinazioni di 32 caratteri alfanumerici non sono infinite) e poi divento padrone di tutto quello che verrà creato nel futuro. ah ah ah ah ah!!!Roba da matti! :-D
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo
            E folle quello che dici: allora io posso
            accaparrarmi la proprietà intellettuale di
            miliardi e mliardi di hash (visto che le
            combinazioni di 32 caratteri alfanumerici non
            sono infinite) e poi divento padrone di tutto
            quello che verrà creato nel futuro. Prima di tutto non si tratterebbe di 32 caratteri alfanumerici, ma molti di piu', dipende da molti fattori.Secondo, il sistema funzionerebbe con l'HASH + la Firma PGPlike, l'HASH da sola non serve a nulla.Terzo, Generare qualcosa di sensato che abbia la stessa hash di un altro documento, e' pressoche' impossibile.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Dunque l'idea è valida in definitiva... specie
            se

            sul foglio uno scrive l'hash e magari anche il

            formato del file (ad esempio ZIP) che è stato

            firmato. Secondo la nuova legislazione sulla

            firma digitale il documento che si ottiene è

            valido a tutti gli effetti.

            Le tue parole mi confortano! ;-)

            Posso quindi brevettare questo metodo, intanto mi
            tutelo scrivendolo per esteso, creando l'hash, e
            inviandomela per posta raccomandata...
            autoreferenzialita' a mille!:-)

            A parte gli scherzi, penso davvero che spedire
            l'hash+sign stampate per posta raccomandata su
            singolo foglio piegato in 4, sia una soluzione
            davvero definitiva, piu' ci penso meno trovo
            debolezze. Tra l'altro sul foglio dove si stampa
            l'hash+sign, si possono scrivere anche le proprie
            generalita' (oltre a varie altre informazioni,
            tipo, come suggerivi, il nome del file, la sua
            grandezza, etc etc), e autografarlo, quindi con
            valore legale ancora maggiore!


            Sarebbe una soluzione a costo praticamente zero,
            che tutelerebbe chiunque con la firma digitale.

            Se qualcuno puo' smentire (o trovare punti
            deboli), e' benvenuto!Ti smentisco subito alla grande.Ascoltami bene. Per la legge (fai un giro in rete) una cosa è il _documento informatico_ e una cosa è l'_evidenza informatica_.Col tuo metodo tu dimostri solo la proprietà dell'_evidenza informatica_, non del _documento informatico_.E ti assicuro che non serve assolutamente a nulla:non andare in giro a diffondere sta leggenda metropolitana. :-)
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            Non solo, ma ti ostini a ritenere piu' conveniente spendere 5 euro per una raccomandata (oltre al tempo in coda alla posta), rispetto al metodo proposto da copyzero.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo
            Non solo,
            ma ti ostini a ritenere piu' conveniente spendere
            5 euro per una raccomandata (oltre al tempo in
            coda alla posta), rispetto al metodo proposto da
            copyzero.La raccomandata di 1 foglio costa 2,5 euri, se fatta online (niente coda, quindi), 3,5 euri.Il metodo proposto da Copyzero, IMHO, non da alcuna garanzia in piu' rispetto al metodo delle Hash, per banale fatto che il riconoscimento dell'identita' (non basta certo mandare la fotocopia del documento di identita' a loro, ne converrai) non e' certificato da nessun ente riconosciuto.Il loro metodo, poi, non solo non da garanzie, ma e' anche laborioso, perche' necessita di una tempistica prossima al mese per essere operativa.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Non solo,

            ma ti ostini a ritenere piu' conveniente
            spendere

            5 euro per una raccomandata (oltre al tempo in

            coda alla posta), rispetto al metodo proposto da

            copyzero.

            La raccomandata di 1 foglio costa 2,5 euri, se
            fatta online (niente coda, quindi), 3,5 euri.

            Il metodo proposto da Copyzero, IMHO, non da
            alcuna garanzia in piu' rispetto al metodo delle
            Hash, per banale fatto che il riconoscimento
            dell'identita' (non basta certo mandare la
            fotocopia del documento di identita' a loro, ne
            converrai) non e' certificato da nessun ente
            riconosciuto.Non è vero, non hai capito 'na sega. Informati.
            Il loro metodo, poi, non solo non da garanzie, ma
            e' anche laborioso, perche' necessita di una
            tempistica prossima al mese per essere operativa.Ma che cavoletto dici?Io l'ho usato e ho fatto tutto in 24 ore!
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo
            Ma che cavoletto dici?
            Io l'ho usato e ho fatto tutto in 24 ore! E dillo prima che devi fare pubblicita' al sito!
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo
            Col tuo metodo tu dimostri solo la proprietà
            dell'_evidenza informatica_, non del _documento
            informatico_.
            E ti assicuro che non serve assolutamente a nulla:Sono d'accordissimo riguardo a questo, ma da un punto di vista tecnico l'HASH+Firma PGPlike, timbrati dalle poste, penso siano un'evidenza informatica abbastanza netta e incrovertibile, sicuramente non ascrivibili alla firma *leggera*, come avviene normalmente per la firma PGP.
            non andare in giro a diffondere sta leggenda
            metropolitana. :-)Assolutamente non diffondo nulla, sto solo cercando di capire se il sistema ha delle falle evidenti. Il fatto che manchi il documento, effettivamente, depone a sfavore di questo sistema di certificazione, anche s eil line aid principio mi sembra molto piu' valido e pratico dell'altro di Copyzero.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo


            Col tuo metodo tu dimostri solo la proprietà

            dell'_evidenza informatica_, non del _documento

            informatico_.

            E ti assicuro che non serve assolutamente a
            nulla:

            Sono d'accordissimo riguardo a questo, ma da un
            punto di vista tecnico l'HASH+Firma PGPlike,
            timbrati dalle poste, penso siano un'evidenza
            informatica abbastanza netta e incrovertibile,
            sicuramente non ascrivibili alla firma *leggera*,
            come avviene normalmente per la firma PGP.Ti ho detto che la stranetta ed incontrovertibile evidenza informatica non serve a nulla.E' il _documento informatico_ che deve essere stranetto!

            non andare in giro a diffondere sta leggenda

            metropolitana. :-)

            Assolutamente non diffondo nulla, sto solo
            cercando di capire se il sistema ha delle falle
            evidenti. Il fatto che manchi il documento,
            effettivamente, depone a sfavore di questo
            sistema di certificazione, anche s eil line aid
            principio mi sembra molto piu' valido e pratico
            dell'altro di Copyzero.Fai come ti pare, non ti lamentare se poi ti ritrovi con niente in mano.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo
            Fai come ti pare, non ti lamentare se poi ti
            ritrovi con niente in mano.Fatto sta che io non pagherei MAI un centesimo ad un movimento che per farsi pagare usa una ricarica PostePay. (tra l'altro pubblicando stupidamente il numero della stessa, cosa di per se' ultra insicura e che la dice lunga sulla competenza della gente che dovrebbe proteggere la propria proprieta' intellettuale con mezzi informatici...)Un movimento *serio*, aprirebbe un banalisimo conto con PayPal o similari per le donazioni, e non queste porcherie che ormai stanno diventando fuorilegge pure su eBay.My 2 cents.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo


            Fai come ti pare, non ti lamentare se poi ti

            ritrovi con niente in mano.

            Fatto sta che io non pagherei MAI un centesimo ad
            un movimento che per farsi pagare usa una
            ricarica PostePay. (tra l'altro pubblicando
            stupidamente il numero della stessa, cosa di per
            se' ultra insicura e che la dice lunga sulla
            competenza della gente che dovrebbe proteggere la
            propria proprieta' intellettuale con mezzi
            informatici...)Senti che cazzata... a parte il fatto che comunque devi conoscere una password composta da anno mese e pin e hai solo 3 possibilità di beccarla, basta usarne 2 di postepay e il gioco è fatto! Sveglia ciccio! :)

            Un movimento *serio*, aprirebbe un banalisimo
            conto con PayPal o similari per le donazioni, e
            non queste porcherie che ormai stanno diventando
            fuorilegge pure su eBay.

            My 2 cents. Ecco sì 2 cents... paolo attivissimo usa lo stesso sistema ed è uno che di tecnologia ne sa qualcosa no? dormici su
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo
            Senti che cazzata... a parte il fatto che
            comunque devi conoscere una password composta da
            anno mese e pin e hai solo 3 possibilità di
            beccarla, basta usarne 2 di postepay e il gioco è
            fatto! E' evidente che non sai di cosa stai parlando, visto che le truffe con questo sistema delle ricarichePostePay sono migliaia al giorno (basta che lo scrivi su google e vedrai cosa ti esce fuori). Cmq peggio per te, se ti piace rischiare di perdere i soldi con questi sistemi semi-illegali da terzo mondo (Visa stessa lo disconosce come metodo, informati), a me frega meno di zero.E con questa ti saluto per sempre, Trollazzo.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Senti che cazzata... a parte il fatto che

            comunque devi conoscere una password composta da

            anno mese e pin e hai solo 3 possibilità di

            beccarla, basta usarne 2 di postepay e il gioco
            è

            fatto!

            E' evidente che non sai di cosa stai parlando,
            visto che le truffe con questo sistema delle
            ricarichePostePay sono migliaia al giorno (basta
            che lo scrivi su google e vedrai cosa ti esce
            fuori). Cmq peggio per te, se ti piace rischiare
            di perdere i soldi con questi sistemi
            semi-illegali da terzo mondo (Visa stessa lo
            disconosce come metodo, informati), a me frega
            meno di zero.

            E con questa ti saluto per sempre, Trollazzo.sei te che non sai certe cosette, ciccio:se hai due postepay e ogni tot quota carta passi i soldi su un'altra carta poste pay di cui nessuno conosce il numero, anche la remota possibilità che ti freghino i soldi svanisceieri sera a mi manda rai tre parlavano di bancoposta non di postepay... trollone 'gnuran
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo
            sei te che non sai certe cosette, ciccio:
            se hai due postepay e ogni tot quota carta passi
            i soldi su un'altra carta poste pay di cui
            nessuno conosce il numero, anche la remota
            possibilità che ti freghino i soldi svanisceL'ignorante, mi pare sia tu, e parecchio.(ti rispondo solo per sfatare il luogo comune della PostePay informando la genete che legge, non per altro, Trollone mio)Ogni volta che ti versano i soldi sulla PP, c'e' un lasso di tempo in cui la carta e' carica (almeno che uno non stia H24 a controllarla e a scaricarl,a cosa assurda e antieconomica) e anche con il solo numero (senza Pin, cioe') si puo' usarla (come avviene) in moltissimi siti, scaricandola all'istante, anche da parte dei non titolari, e' roba dimostratissima. Devi sapere che le associzioni criminali hanno dei database mostruosi con queste PP in chiaro, e tra queste potrebb esserci la tua che usi er il passaggio. E' chiaro poi che e' anche antieconomico, perche' per spese sotto i 20 euro, e' dimostrato che le commissioni dei sistemi di pagamento piu' comuni (IE PayPal, che per chi paga, hanno costo zero, tra l'altro) sono inferiori all'euro di commissioni della PP.Nel caso specifico caricare 0,36 centesimi o un euro, spendendone ben il DOPPIO per il costo della ricarica, e' una cosa semplicemente assurda e poco seria per un ente, che potrebbe usare un sistema serio e nominale per le donazioni (cosa che la ricarica di una PostePay, non e'), proprio come prevede la legge.La PP e' nata per pagare sui POS o via Internet su siti sicuri, non per fare le ricariche a terzi.Il fatto e' che questo sistema barbaro delle ricariche e' in uso solo e soltanto qui in Italia, dove la gente pensa di essere furba usando questi sistemi idioti e insicuri (che tra l'altro gli costano pure di piu'!).
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            sei te che non sai certe cosette, ciccio:

            se hai due postepay e ogni tot quota carta passi

            i soldi su un'altra carta poste pay di cui

            nessuno conosce il numero, anche la remota

            possibilità che ti freghino i soldi svanisce

            L'ignorante, mi pare sia tu, e parecchio.
            (ti rispondo solo per sfatare il luogo comune
            della PostePay informando la genete che legge,
            non per altro, Trollone mio)tu la gente la disinformi e basta, trollone tuo
            Ogni volta che ti versano i soldi sulla PP, c'e'
            un lasso di tempo in cui la carta e' carica
            (almeno che uno non stia H24 a controllarla e a
            scaricarl,a cosa assurda e antieconomica) e anche
            con il solo numero (senza Pin, cioe') si puo'
            usarla (come avviene) in moltissimi siti,
            scaricandola all'istante, anche da parte dei non
            titolari, e' roba dimostratissima. Devi sapere
            che le associzioni criminali hanno dei database
            mostruosi con queste PP in chiaro, e tra queste
            potrebb esserci la tua che usi er il passaggio.
            E' chiaro poi che e' anche antieconomico, perche'
            per spese sotto i 20 euro, e' dimostrato che le
            commissioni dei sistemi di pagamento piu' comuni
            (IE PayPal, che per chi paga, hanno costo zero,
            tra l'altro) sono inferiori all'euro di
            commissioni della PP.senti, testuggine marina, mi posti un link di fonte seria in cui si dice che la poste pay è vulnerabile?me ne basta uno (serio però, non un forum del cazzo): perché con le ciance si va poco lontano
            Nel caso specifico caricare 0,36 centesimi o un
            euro, spendendone ben il DOPPIO per il costo
            della ricarica, e' una cosa semplicemente assurda
            e poco seria per un ente, che potrebbe usare un
            sistema serio e nominale per le donazioni (cosa
            che la ricarica di una PostePay, non e'), proprio
            come prevede la legge.ma non dire cazzate: la ricarica è nominale!!
            La PP e' nata per pagare sui POS o via Internet
            su siti sicuri, non per fare le ricariche a
            terzi.

            Il fatto e' che questo sistema barbaro delle
            ricariche e' in uso solo e soltanto qui in
            Italia, dove la gente pensa di essere furba
            usando questi sistemi idioti e insicuri (che tra
            l'altro gli costano pure di piu'!)se se... posta il link invece di sognare, così poi discutiamo su qualcosa di serio
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo
            senti, testuggine marina, mi posti un link di
            fonte seria in cui si dice che la poste pay è
            vulnerabile?
            me ne basta uno (serio però, non un forum del
            cazzo): perché con le ciance si va poco lontanoRipeto, rispondo solo per informare chi legge, non ho nessuna intenzione di dialogarecon uno come te.Ti linko la VISA stessa in un comunicato UFFICIALE su eBay in cui dice testualmente di non effettuare ricariche a terzi come forma di pagamento, perche' e' PERICOLOSO e INSICURO. E lo dice la VISA stessa che invece avrebbe tutto l'interesse affinche' questo sistema si diffonda, visto che ci guadagna milioni di euro al giorno con queste stupide e pericolose ricariche:http://pages.ebay.it/sicurezza/acquisti/carte_prepagate.htmlE te ne potrei trovare centinaia di altri di comunicati simili. Cosi' come di casi di gente truffata con queste ricariche (sia chi paga, sia chi riceve soldi, che di solito e' quello che rischia di piu', specialmente a lungo termine).Non credo di essere io a disinformare, trollone.E con questa passo e chiudo per davvero.Addio.
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...

            Ti linko la VISA stessa in un comunicato
            UFFICIALE su eBay in cui dice testualmente di non
            effettuare ricariche a terzi come forma di
            pagamento, perche' e' PERICOLOSO e INSICURO. E lo
            dice la VISA stessa che invece avrebbe tutto
            l'interesse affinche' questo sistema si diffonda,
            visto che ci guadagna milioni di euro al giorno
            con queste stupide e pericolose ricariche:

            http://pages.ebay.it/sicurezza/acquisti/carte_prep

            E te ne potrei trovare centinaia di altri di
            comunicati simili. non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire:"I dati della carta possono essere usati per: 1. fare acquisti, con conseguente danno economico diretto dato dalla perdita di denaro; 2. effettuare altre attività fraudolente online (es. registrazione a siti illeciti, apertura di account, ecc.). "ma se tu usi 2 postepay i dati di una postepay rimangono SCONOSCIUTI: te lo vuoi ficcare in quella testolina??? sai cosa significa la parola SCONOSCIUTI???
            Non credo di essere io a disinformare, trollone.

            E con questa passo e chiudo per davvero.
            Addio.ecco, passa e chiudi, così la smetti di disinformare la gente
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...

            ma se tu usi 2 postepay i dati di una postepay
            rimangono SCONOSCIUTI: te lo vuoi ficcare in
            quella testolina??? sai cosa significa la parola
            SCONOSCIUTI???Sai cosa vuol dire 'pagamento NON rintracciabile'?Lo sai? Vai a farti un giro sui forum di ebay...E poi ho anche i miei dubbi su come possa essere legale (fiscalmente) fondare un'attività commerciale con ricariche postepay...
          • Anonimo scrive:
            Re: Io lo facevo da un bel po'...
            - Scritto da: Anonimo

            ma se tu usi 2 postepay i dati di una postepay

            rimangono SCONOSCIUTI: te lo vuoi ficcare in

            quella testolina??? sai cosa significa la parola

            SCONOSCIUTI???

            Sai cosa vuol dire 'pagamento NON rintracciabile'?
            Lo sai? Vai a farti un giro sui forum di ebay...ma chi se ne frega di ebay, qui si sta parlando di altro...
            E poi ho anche i miei dubbi su come possa essere
            legale (fiscalmente) fondare un'attività
            commerciale con ricariche postepay...di che attività commerciale stai parlado?tu scleri un messaggio sì un messaggio sì :)
  • Anonimo scrive:
    Si può fare anche così...
    Si usa anche autoinviarsi una raccomandata contenente il cd, e non aprirla. La raccomandata ha valore legale, per cui può essere utilizzata per dimostrare l'anteriorità.
    • midori scrive:
      Re: Si può fare anche così...
      - Scritto da: Anonimo
      Si usa anche autoinviarsi una raccomandata
      contenente il cd, e non aprirla. La raccomandata
      ha valore legale, per cui può essere utilizzata
      per dimostrare l'anteriorità.Scusa la franchezza, ma nella prtatica non serve a niente e ti spiego subito perche'.Innanzitutto devi sapere che una raccomandata per avere DAVVERO un valore legale deve essere contenuta in un singolo foglio e privo di busta (ahi presente le classiche raccomendate formato A4 piegate in 3?)Infatti, se metti qualsiasi cosa in una qualsiasi busta NESSUNO potrà dimostrae che la busta non sia stata inviata vuota e riempita solo in seguitoIn pratica se tu mi mandi una raccomandata in una busta, nel momento in cui vorrai esibirla come prova legale, dicendo "Mostrami la raccomandata che io ti ho mandato, ho qui la ricevuta che prova la sua ricezione", io potrei dichiarare di aver ricevuto una busta vuota.
      • Anonimo scrive:
        Re: Si può fare anche così...
        - Scritto da: midori
        In pratica se tu mi mandi una raccomandata in una
        busta, nel momento in cui vorrai esibirla come
        prova legale, dicendo "Mostrami la raccomandata
        che io ti ho mandato, ho qui la ricevuta che
        prova la sua ricezione", io potrei dichiarare di
        aver ricevuto una busta vuota.LOL! Mi sa che non hai capito quello che voleva dire l'amico sopra. :) Il procedimento è noto da sempre. Ti invii la racomandata con il CD dentro, ma NON DEVI APRIRLA! L'apertura va fatta in caso di problemi di fronte ad un notaio, un ufficiale giudiziario ecc.. ecc..
        • Anonimo scrive:
          Re: Si può fare anche così...
          Ma l'hai letto l'articolo?"Come chiarito anche nello studio 3154/2000, approvato dalla Commissione Studi del Consiglio Nazionale del Notariato ? prosegue Grossi - la giurisprudenza che si è copiosamente occupata del timbro postale, ha elaborato il principio che questa impronta può attribuire garanzia di anteriorità della datazione del documento, solo ove lo scritto faccia un corpo unico con il foglio sul quale il timbro è stato apposto. Una soluzione utilizzata da alcuni autori ? prosegue - è di far coincidere contenuto e contenente, piegando il foglio in quattro parti e sigillandone i margini: il timbro, dunque, verrà apposto direttamente sul foglio. Ma questo metodo può essere utile, visto i rischi di falsificazione del timbro (ma non della marca temporale), solo per alcune tipologie di opere, come gli scritti brevi".
          • Anonimo scrive:
            Re: Si può fare anche così...
            E se piego un cd in 3 parti e ci metto un timbro?
          • Anonimo scrive:
            Re: Si può fare anche così...
            - Scritto da: Anonimo
            E se piego un cd in 3 parti e ci metto un timbro?oppure incollo sul foglio un mini cd in formato carta di credito
        • midori scrive:
          Re: Si può fare anche così...
          - Scritto da: Anonimo
          LOL! Mi sa che non hai capito quello che voleva
          dire l'amico sopra. :)

          Il procedimento è noto da sempre. Ti invii la
          racomandata con il CD dentro, ma NON DEVI
          APRIRLA! L'apertura va fatta in caso di problemi
          di fronte ad un notaio, un ufficiale giudiziario
          ecc.. ecc..Mi sa che non hai capito tu...ciau ciau midori
      • Anonimo scrive:
        Re: Si può fare anche così...
        - Scritto da: midori
        In pratica se tu mi mandi una raccomandata in una
        busta, nel momento in cui vorrai esibirla come
        prova legale, dicendo "Mostrami la raccomandata
        che io ti ho mandato, ho qui la ricevuta che
        prova la sua ricezione", io potrei dichiarare di
        aver ricevuto una busta vuota.Non è proprio così, purtroppo....Con la raccomandata sei tu a dover dimostrare che il contenuto della busta non è quello dichiarato dal mittente.Mi è stato raccontato di un avvocato disonesto che mandava alla controparte un foglio bianco tramite raccomandata per poi poter dichiarare un contenuto di suo piacimento di cui la controparte non poteva non essere a conoscenza perché suppostamente l'aveva ricevuto tramite raccomandata...
        • Anonimo scrive:
          Re: Si può fare anche così...
          - Scritto da: Anonimo
          - Scritto da: midori

          In pratica se tu mi mandi una raccomandata in
          una

          busta, nel momento in cui vorrai esibirla come

          prova legale, dicendo "Mostrami la raccomandata

          che io ti ho mandato, ho qui la ricevuta che

          prova la sua ricezione", io potrei dichiarare di

          aver ricevuto una busta vuota.

          Non è proprio così, purtroppo....

          Con la raccomandata sei tu a dover dimostrare che
          il contenuto della busta non è quello dichiarato
          dal mittente.
          Mi è stato raccontato di un avvocato disonesto
          che mandava alla controparte un foglio bianco
          tramite raccomandata per poi poter dichiarare un
          contenuto di suo piacimento di cui la controparte
          non poteva non essere a conoscenza perché
          suppostamente l'aveva ricevuto tramite
          raccomandata...scusa ma se il foglio era bianco cosa poteva sapere la controparte? :) allora io che ricevo una raccomandata da te ti posso querelare perché posso dire che sul foglio che mi hai mandato ci sono una valanga di insulti...
  • Anonimo scrive:
    Tanto non serve a niente
    xchè in ogni caso la siae va pagata dall'autore che volesse suonare o cantare in pubblico qualcosa e lo stesso vale per il programmatore che vuole distribuirte un suo programma. Non ce la leviamo di mezzo sta sanguisuga :@
    • Anonimo scrive:
      Re: Tanto non serve a niente
      - Scritto da: Anonimo
      xchè in ogni caso la siae va pagata dall'autore
      che volesse suonare o cantare in pubblico
      qualcosa e lo stesso vale per il programmatore
      che vuole distribuirte un suo programma. Non ce
      la leviamo di mezzo sta sanguisuga :@Qui si parla di "tutela dei diritti", non di distribuzione o pubblica esecuzione.
      • midori scrive:
        Re: Tanto non serve a niente
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        xchè in ogni caso la siae va pagata dall'autore

        che volesse suonare o cantare in pubblico

        qualcosa e lo stesso vale per il programmatore

        che vuole distribuirte un suo programma. Non ce

        la leviamo di mezzo sta sanguisuga :@

        Qui si parla di "tutela dei diritti", non di
        distribuzione o pubblica esecuzione.Non vedo che differenza ci sia, se non distribuisci un'opera in nessun modo, non hai nulla da tutelare...Cmq capisco cosa intendi, tanto per fare un esempio: dai un'opera ad un editore per farla valutare, come ti pari le chiappe se quello è un furfante che vuole fregarsi il tuo lavoro?ciau ciau midori
        • Anonimo scrive:
          Re: Tanto non serve a niente
          - Scritto da: midori

          - Scritto da: Anonimo



          - Scritto da: Anonimo


          xchè in ogni caso la siae va pagata
          dall'autore


          che volesse suonare o cantare in pubblico


          qualcosa e lo stesso vale per il programmatore


          che vuole distribuirte un suo programma. Non
          ce


          la leviamo di mezzo sta sanguisuga :@



          Qui si parla di "tutela dei diritti", non di

          distribuzione o pubblica esecuzione.

          Non vedo che differenza ci sia, se non
          distribuisci un'opera in nessun modo, non hai
          nulla da tutelare...
          Cmq capisco cosa intendi, tanto per fare un
          esempio: dai un'opera ad un editore per farla
          valutare, come ti pari le chiappe se quello è un
          furfante che vuole fregarsi il tuo lavoro?Con questo sistema del copyleft digitale, puoi dimostrare, appunto grazie alla firma digitale, che la paternita' e tua, con tanto di data, ed eventualmente chiedere risarcimento per plagio o simili. Effettivamente quello che sollevi tu e' un altro problema, e cioe' quello della pubblica distribuzione che e' quello si' in mano alla sola SIAE. Ma questo dell'articolo e' un altro problema legato alla paternita' di un'opera: con questo sistema puoi dimostrare di essere arrivato *prima* e quindi reclamare diritti, tutto qui.
          • Anonimo scrive:
            Re: Tanto non serve a niente
            Vuoi vedere che davanti ad un tribunale non verrà riconosciuta altra forma di paternità se non quella garantita dalla siae ? :|
          • Anonimo scrive:
            Re: Tanto non serve a niente
            - Scritto da: Anonimo
            Vuoi vedere che davanti ad un tribunale non verrà
            riconosciuta altra forma di paternità se non
            quella garantita dalla siae ? :|scusa ma se i tribunali hanno riconosciuto valore di prova anche la casella di posta elettronica non certificata... un po' di ottimismo su :) e poi con la firma digitale si stipulano anche contratti... ci mancherebbe altro che fossero tutti carta straccia...
          • Anonimo scrive:
            Re: Tanto non serve a niente
            Ciao a tutti,il problema è che le due cose non sono sempre scindibili.Ok, risparmio ad es. 110,00Euro evitando di depositare alla SIAE ed utilizzando Copyzero ma se si deposita qualcosa nella maggiorparte dei casi c'è anche la volontà di proporre, mettere in scena, riprodurre quel qualcosa (e non serve stampare cd o avere un editore) per pigliarsi qualche soldino.Se deposito con Copyzero e voglio che mi arrivi qualche soldo devo cmq appoggiarmi ad un organo che in qualche modo possa fare questo altrimenti la tutela del diritto d'autore fine a se stesso in certi casi è limitata.Quindi ok risparmiare ma se poi non ho la possibilità di vedermi accreditare sul conto 3.871,00Euro come in questo semestre a me personalmente sere a pochino.Un salutoAndrea B.
    • Anonimo scrive:
      Re: Tanto non serve a niente
      - Scritto da: Anonimo
      e lo stesso vale per il programmatore
      che vuole distribuirte un suo programma.Assolutamente no.
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