OpenOffice 2.0, chi gli ha fatto lo sgambetto?

L'attesa versione 2.0 della celebre suite per l'ufficio open source è inciampata sull'ultimo gradino. Ieri si attendeva infatti il rilascio della versione finale, ma al suo posto è arrivata una nuova release candidate


Roma – Il recente debutto sul mercato di StarOffice 8 , un software basato sul codice open source di OpenOffice 2.0 , aveva portato molti a ritenere che il rilascio di quest’ultima suite fosse ormai solo questione di settimane. Ed invece OpenOffice.org , la celebre comunità open source sponsorizzata da Sun , ha fatto sapere nelle scorse ore che il rilascio della release 2.0, già più volte posticipata, slitterà ancora in avanti.

Il rilascio della versione finale di OpenOffice 2.0 avrebbe dovuto coincidere con il quinto anniversario dalla costituzione di OpenOffice.org, caduto ieri. A causa di un bug dell’ultim’ora, però, al posto della versione gold gli sviluppatori hanno preferito rilasciare una seconda – e con tutta probabilità ultima – release candidate.

Il bug colpevole del nuovo ritardo è relativo ad un problema nel salvataggio di elementi grafici nel nuovo formato OpenDocument, formato che proprio negli scorsi giorni è stato sottoposto al vaglio dell’ISO . Un paio di problemi sono stati corretti anche nella versione Mac OS X della suite.

“E’ il quinto compleanno di OpenOffice.org. Sarebbe stato davvero bello aver potuto rilasciare OpenOffice 2.0 il 13 di ottobre”, ha scritto Stefan Taxhet, uno degli sviluppatori della suite, sul proprio blog. “All’ultimo minuto, però, è emerso un problema piuttosto serio che ci ha costretti ad un rinvio”.

Secondo la nuova roadmap, il lancio di OpenOffice 2.0 è ora stato fissato al 20 di ottobre, ma gli sviluppatori non osano scommetterci la testa: in base infatti al feedback dei tester, l’effettiva data del debutto potrebbe variare ancora.

“OpenOffice.org 2.0 è un prodotto importante, e il quinto anniversario sottolinea il fatto che non si tratta di una nuova tecnologia”, ha affermato Tim Bray, director of web technologies di Sun. “Oggi è finalmente possibile effettuare il lavoro d’ufficio senza dover pagare la licenza d’uso dello strumento, e senza che la proprietà dei contenuti sia condizionata da un formato dei documenti che appartiene a chi ha sviluppato il software. OpenOffice.org 2.0 rende obsoleta qualsiasi altra impostazione del lavoro d’ufficio”.

Bray ha anche spiegato che i cinque anni di storia della suite non sono serviti solamente a migliorare il software, ma anche a far crescere e strutturare la comunità, con la creazione di un Community Council e di un Engineering Steering Committee, che hanno il compito di migliorare la comunicazione e la trasparenza all’interno di una tra le più grandi e complesse comunità open source. E’ anche aumentato sensibilmente il numero degli sviluppatori, con oltre 660 firmatari del Joint Copyright Assignment, un meccanismo sviluppato per assicurare la continuità del codice sorgente.

Il principale sponsor del progetto OpenOffice.org è Sun, a cui si sono affiancate nel corso degli anni Novell, Red Hat, Debian, Propylon e Intel. Inoltre, un nutrito gruppo di volontari garantisce la gestione di attività fondamentali come la localizzazione, il marketing e la documentazione.

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